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mercoledì 9 maggio 2012

ANTI INERZIA



Ringrazio Marco Sclarandis, il poeta che segue
questo piccolissimo blog per queste parole.

Tre patate vedo nel mio piatto
ma cento nella cesta ce ne sono
mille nell'orto stanno maturando
un miliardo nei campi sulla Terra
non le vedo ma miliardi di miliardi
sonnecchiano acquattate su pianeti
tanto lontani quanto immaginabili
mi chiedo se il galattico ortolano
che insiste nel propagare tuberi
sappia del limite fissato invalicabile
affinchè di patata non s'impantani tutto
o forse è nell'ufficio bulbi tuberi rizomi
che litigano sulle quote ultime assegnate
e intanto clandestine solanacee
perse da carriole in mondi non censiti
incuranti di destino lesso o fritto
germogliano con beatitudine ineffabile

Noi umani siamo anche capaci di rimediare gli errori commessi.
Se così non fosse ci saremmo già estinti.
Vedendo le cose più dall'alto è evidente che stiamo facendo un passaggio critico come per molte altre specie è avvenute in passato.

Gli insetti per esempio non avrebbero forse potuto evolvere ulteriormente perchè l'esoscheletro sarebbe stato difficile da conciliare con un metabolismo in grado di sostenere una mente complessa come quella dei vertebrati superiori.

La dichiarazione universale dei diritti dell'uomo è la dimostrazione della consapevolezza che ci occorre un nuovo paradigma per coabitare con tutta la biodiversità sia umana che animale.

L'energia abbondante ci ha frastornato per non dire letteralmente drogati.

Ora sappiamo che non possiamo raddoppiare la nostra presenza sul pianeta facendo tutti tutto ciò che solo una minoranza di noi si permette di fare.
E sappiamo pure che la guerra è un lusso e una lussuria che non ci possiamo più permettere.

E ancor più sappiamo che la nostra vita individuale non è fatta per sfidare i secoli, come invece lo è per molte piante come l'ulivo o la sequoia.Una parte d'umanità è veramente paranoica nel senso letterale del termine e parte di questa esercita un enorme potere su quella mentalmente sana, ma di debole carattere.

Può darsi che veramente abbiamo sconfinato e che per una specie come la nostra non sia possibile una popolazione stabile di dieci miliardi d'individui ma solo un decimo di questa.Che significherebbe un'ecatombe inevitabile anche in tempi brevi.

Ma alcuni indizi ci suggeriscono che spremendo tutta l'astuzia e l'ingegnosità che ci contraddistingue dalle volute del nostro cervello, forse possiamo salvare capre, cavoli, lupi e contadini senza bastonare tutti quanti.

Dopo la consapevolezza è l'inerzia con cui dobbiamo confrontarci.

Quell'implacabile forza che impedisce alla materia bruta e a quella animata di cambiare le cose in un istante.

lunedì 23 gennaio 2012

LA SOLUZIONE MONTI


 
Siccome ritengo di dovermi anche occupare di cosa stiano pensando, decidendo e meditando i Grandi Pensatori di Economia, mi imbatto spesso in argomentazioni anche intelligenti, ma mai seriamente interferite con l'aspetto REALE della FISICITA' del Pianeta Terra.

Ovvero l'esaurimento e la dissipazione delle risorse naturali da cui tutto dipende, anche la loro stessa fottuta economia, i loro debiti finanziari, le loro connessioni telefoniche e informatiche.

Spesso, messi al muro, dicono che SE NE DEVE OCCUPARE LA POLITICA, per poi immergersi nuovamente in grafici e previsioni da palle di vetro.

E' un limite di chi ha una formazione solo economica: dimenticano dove vivono (L'AMBIENTE) pur rendendosi conto che l'economia proviene dall'input delle risorse naturali, ma non riescono a capirne l'aspetto "termodinamico" ovvero, per esempio, se conviene o meno estrarre ancora petrolio o gas naturale o costruire un petrolio finto spendendo e inquinando di più, senza badare al controllo del bilancio (passivo o attivo?) di queste scelte. L'EROEI.

Adesso la politica è al suo punto più basso: Lega ridicola, Grillo che urla, IDV e Vendola schierati a sinistra e il resto nascosto dietro alla SOLUZIONE MONTI con continue occhiate alle previsioni di presunta vittoria elettorale se casomai ci fossero le elezioni. In mezzo noi, "gente comune" a non capire, disinformati, rappresi in una ragnatela di eccesso di informazioni (ovvero zero informazioni).

La SOLUZIONE MONTI è la SOLUZIONE TECNICA, ovvero l'ultimo baluardo del B.A.U., perchè la tecnica non può andare oltre le soluzioni meramente tecniche (strumenti tecnologici, leggi, atti, regolamenti, innovazioni tecniche), ma tutto ciò è impossibile che duri e che riesca nel suo intento.

Monti potrebbe anche salvare l'Italia, come sistema paese, ma dubito che salverà tutti gli italiani, anzi.
I problemi tecnici non possono risolvere i problemi sociali o etici.
Dovrebbe farlo la POLITICA.

Che invece è diventata un rumore di fondo della crisi economico finanziaria.

Durban era politica.

Anche in Europa sanno che il B.A.U. non va bene, ci sono molti documenti provenienti dalla Agenzia Europea per l'Ambiente che lo dicono, anche se poi valgono solo come opinione degli autori (mai un italiano tra loro, siamo impegnati in altro evidentemente).

In tutto il Mondo sono impegnati in altro.

Negli U.S.A. sono impegnati in una campagna politica dove vengono dette sciocchezze che nemmeno la Lega più becera e gretta riuscirebbe a enucleare, e lì sono ricchi ma si lamentano della crisi (come noi europei) e intanto vivono bene, mica sono alla fame.

La Cina, il paese di Mezzo, un tempo capace di raccontare storie di profonda umanità e comprensione del creato, oggi è una macchina che si mangia tutto e ibridizza tutto, un pac man che tra breve uscirà dai confini per sopravvivere. Un popolo che si allarga orizzontale, senza profondità. Una macchia d'olio. Dove già mangiano rettili scorpioni e bacarozzi.

Io spero di morire prima della conquista cinese, in quanto morendo avrò la certezza di sfuggire a questo vuoto della politica, dell'etica e della ragione. E ai serpenti, scorpioni e bacarozzi fritti.

Sembra che noi umani vogliamo la nostra estinzione e anche in un modo doloroso. Servirebbero grosse coercizioni normative concordate a livello globale e informare che i ricchi (i Paesi ricchi) dovranno rinunciare a qualche "presunta conquista". Non si può fermare il riscaldamento globale, l'inquinamento e l'eccesso demografico mantenendo fermi i vantaggi di aver mangiato risorse più del dovuto.

Agli economisti ricordo che spostare "geograficamente" il problema (riduzione di costi di maniodopera per esempio) è una solenne sciocchezza: siamo tutti nella stessa stanza, respiriamo la stessa aria e beviamo la stessa acqua.

Un fumetto degli anni ottanta mostrava noi umani come una sperimentazione "virtuale" di alieni superintelligenti. Gli stessi alieni dopo averci visto all'opera han deciso che l'esperimento era fallito.
Il fumetto si conludeva su un umano che diceva meravigliato:
"Oddio le stelle si stanno spegnendo...".

domenica 15 gennaio 2012

TESTE PARZIALI


"Per testa parziale intendo la testa di quelli che si occupano dei soldi. Non dell'agricoltura o del commercio o dell'industria o dell'edilizia o di quello che volete voi, ma dei soldi in sé. Del denaro in quanto tale, capiscono o intuiscono tutto, ora per ora, minuto per minuto. Lo conoscono come se stessi, sanno come il denaro ha pisciato, come ha cacato, come ha mangiato, come ha dormito, come si è svegliato al matino, le sue giornate bone e le sue giornate tinte, quando vuole figliare, cioè produrre altro denaro, quando gli vengono le manie suicide, quando vuole restare sterile, perfino macari quando vuole farsi una chiavata senza conseguenze. In parole ancora più povere, quando il denaro si impennerà o quando andrà in caduta libera, come dicono quelli del telegiornale che si occupano di queste cose. Queste teste parziali si chiamano in genere, maghi della finanza, grandi banchieri, grandi operatori, grandi speculatori. La loro testa però funziona solo in quel verso, per il resto sono sprovveduti, goffi, limitati, primitivi, perfino assolutamente stronzi, ma ingenui mai".
A. Camilleri - L'odore della notte

Chi parla di economia non parla di ecologia, spesso chi parla di ecologia rifiuta di capire l'economia e spesso si dimenticano che tutto funziona perchè c'è l'ENERGIA.
L'ostinazione di chi "comanda e dirige" nell'attuare questa strategia porta da una parte a creare crisi sistemiche sempre più incontrollabili (eppure abbiamo già tutta la conoscenza e la tecnologia per superarle e fare switch) e dall'altra la crescita di paure egoistiche nella popolazione ricca del pianeta che si chiude a riccio sui social network o sulla rete, chiedendo a questi device che tempo faccia, senza mai eseguire l'unica azione valida per conoscere il tempo ovvero guardare fuori dalla finestra.
L'eccesso di informazioni porta a zero informazioni e a una stanchezza senza pari che riduce le risorse energetiche personali per affrontare le giornate a venire.
Occorre RIDURRE non ampliare, occorre CONCENTRARE non sparpagliare in mille rivoli sconosciuti.

MA SI DEVE FARLO IN UN'OTTICA SISTEMICA.

Non si può e non si deve parzializzare le conoscenze, si deve mettere a sistema ciò che si conosce e si scopre, con lo studio e l'approfondimento personale.
Nessuno può e deve sentirsi superiore a nessuno, se lavora per mettere a sistema le conoscenze, gli apporti singoli diventano meraviglie esponenziali nel mare oceano della conoscenza.
Anche fare le domande GIUSTE è importante.
Anche farle in modo PARADOSSALE serve, si arriva alla falsificazione e si esclude una via sbagliata.
Olbers rispose alla domanda PERCHÉ DI NOTTE IL CIELO E' BUIO? e scoprì che l'Universo ha una età FINITA (o perlomeno le stelle e le galassie che l'Universo ha dentro di sé).
L'età dell'universo è d tredici miliardi di anni. La Terra SOLO 4,5.
Noi molto, ma veramente molto meno.
E solo con una coesione delle conoscenze, eliminando egoismi che sono solo forme di energia dissipata, che si potrà TRANSITARE in un mondo più equilibrato.

Fermi disse che non si poteva arrestare il progresso della conoscenza (unica cosa di cui vedo la crescita esponenziale e positiva) e che l'ignoranza non è mai migliore della conoscenza.

mercoledì 12 ottobre 2011

TURRIS EBURNEA


Prima mi sono chiesta che cosa sia il RENDICONTO.

E cosa succede se non si approva.

Su il sito di TG7 ho trovato una risposta comprensibile e chiara:
il Rendiconto generale dello Stato è il provvedimento attraverso il quale il governo, alla chiusura del ciclo di gestione della finanza pubblica, rende conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria. Si tratta di un obbligo costituzionale. Il Rendiconto dunque non è altro che la fotografia del bilancio a consuntivo. In altri termini - spiegano esperti della materia - è impossibile respingerlo o modificarlo perchè i dati sono quelli e la non approvazione può essere solo un segnale politico perchè non se ne può fare un altro.

Bene, allora posso dire altro.
Il titolo del post è che ci troviamo di fronte a persone uscite di senno che vivono nel loro Mondo immaginario, dove guadagnano troppi soldi e dal quale usciranno con una solida pensione - mica come noi poveri cittadini "comuni" punto di riferimento per le loro idiozie.

Mentre loro giochicchiano con un Tremonti ritardatario, un Bossi che preferisce dialogare con i leccapiedi dei media, uno Scajola "credibile" e via inanellando "eroi" politici, senza escludere l'opposizione che tiene il sacco, FUORI succede di tutto.

Giovani sempre più disperati dall'incertezza del lavoro, la disoccupazione è alta, le donne italiane si ammalano, la libertà di stampa cala, dell'ambiente a nessuno interessa, soprattutto del depredamento di suolo fertile che ci potrebbe portare presto a problemi di risorse alimentari, assolutamente arretrati come risorse tecnologico/informatiche, la rete lenta lenta, energia sempre più costosa, e altro ancora.

Loro vivono in un mondo ideale, dove un pranzo costosissimo per noi diventa gratis per loro, dove loro non pagano i trasporti e i telefoni.
Dove vengono ossequiati dai media leccapiedi e da magistrati fin troppo attenti.

Noi invece arranchiamo, sudiamo, fatichiamo e non vediamo la fine del tunnel.

Cosa succederà dopo questo ennesimo squallido teatrino?

Credo nulla, purtroppo.

Ma se qualcuno ha ipotesi migliori e non solo sogni, che le espliciti se ha voglia.

mercoledì 14 settembre 2011

LA TEORIA DI OLDUVAI



«Il collasso, se e quando si ripresenterà, questa volta sarà globale. Non è più possibile che collassi una nazione sola. La civilizzazione mondiale si disgregherà nel suo complesso. I competitori che si evolvono allo stesso modo, collassano in modo simile.»
Joseph A. Tainter, 1988

Dopo aver letto questa affermazione di Tainter, mi sono chiesta se fosse il caso di rimembrare la Teoria di Olduvai.
Direi di si.
E' come se fossimo su una zattera, e stesse arrivando una tempesta strepitosa, ma, anzichè studiare una forma di difesa, non siamo nemmeno allertati.
Anzi, stiamo bisticciando sulla Moneta, o sui raid Libici, o su altre amenità, di cui il Pianeta non sentirà la mancanza.
La Gola di Olduvai non c'entra nulla con la Teoria di Olduvai.
E' solo un pretesto. La Gola di Olduvai è un sito archeologico nella pianura del Serengeti orientale, nel nord della Tanzania. E' una Gola molto ripida per circa 50 chilometri di lunghezza e 295 metri di profondità. I depositi fossili mostrano una ricca fauna, resti di ominidi e i più antichi utensili terrestri, in pietra, datati da 2.100.000 a 15.000 anni fa. E' stata definita la CULLA DELL'UMANITA', il luogo dove ebbe origine la razza umana. Il luogo più antico.
Il nome di questo sito archeologico è stato utilizzato per dare il nome alla Teoria che dice che la civiltà industriale crollerà e l'umanità dovra tornare, in rapido declino, all'età della pietra.

Ma già il Medioevo sarebbe una tortura tremenda, soprattutto per noi viziati occidentali, che usiamo l'energia elettrica per fare tutto, anche per lavarsi i denti.
Chi è interessato basta che clicci sul titolo del post e si trova il lavoro di un ingegnere elettronico statunitense del 200o. Lui si chiama Richard C. Duncan e fece una convegno a Reno, Nevada, il 13 novembre 2000. Con dati fino al 1999. E' direttore dell'istituto per l'Energia e scrive per il Picco del Petrolio (peak oil).
Brevemente la Teoria di Olduvai afferma che l'aspettativa di vita della Civiltà Industriale è di circa 100 anni, dal 1930 al 2030. La legge di Ackerman (1932) la definisce come E = energia/popolazione.
La Civiltà Industriale nasce quando la produzione pro-capite di energia raggiunge il 30% del suo valore medio, e termina quando cade al medesimo valore, facendo una curva, come nel disegno sotto il titolo.
La teoria ha cinque postulati:
1) La crescita esponenziale della produzione mondiale di energia finisce nel 1970;
2) Gli USA anticipano la Teoria di Olduvai (crescita dal 1954 al 1979, stagnazione dal 1979 al 2008, declino fino al 2030);
3) Il declino della Civiltà Industriale inizierà verso il 2008 - 2012;
4) Abbassamenti di tensione e black out sono indicatori e anticipatori del declino;
5) La popolazione mondiale si ridurrà con l'arrivo dell'anno "E" ovvero quando si tornerà al valore corrispondente al 30% del valore medio della produzione pro-capite di energia.
Il postulato 1 è già stato verificato (R. Duncan, 2005-2006, The Olduvai Theory: energy,, population, and industrial civilization. The social contract, Winter, XVI, pagg. 136/139).
La curva del declino americano si può vedere nel grafico finale. Per dedurre tale curva sono stati tenuti presenti i dati sull'energia e le serie di previsioni sul Picco del Petrolio, il rallentamento della produzione mondiale di petrolio e l'accelerazione della produzione mondiale di carbone. Sono previsioni del 2007, ma possiamo dire nel settembre del 2011 che sta avvenendo.
I cali di tensione e i blackout sono avvenuti e avvengono continuamente. Basta mettere nel motore di ricerca "blackouts" e "electricity". Hanno iniziato negli U.S.A. nel 2003, Nordest.
Il postulato 5 attende il test.



E per concludere una frase di Fred Hoyle del 1964:

"Si è detto spesso che, se la specie umana non riuscirà a farcela qui sulla Terra, qualche altra specie porterà avanti la corsa. Questa frase non è corretta se si parla di sviluppo dell'intelligenza. Si parla di requisiti fisici. Infatti a breve avremo come specie esaurito i prerequisiti fisici per quanto riguarda questo pianeta. Un avolta esauriti il carbone, il petrolio, i giacimenti ad alta concentrazione di metalli, nessuna specie per quanto competente potrà compiere la lunga scalata dalle condizioni primitive a una tecnologia di alto livello. Quest'arma ha un solo colpo in canna. Se falliamo, questo sistema planetario fallisce, per quanto riguarda l'intelligenza. Lo stesso avverrà per altri sistemi planetari. Su ciascuno di essi ci sarà una e una sola possibilità.

Fred Hoyle, come Asimov, era uno scienziato e autore di fantascienza.
Adesso non ci sono più scienziati che scrivono di fantascienza, infatti la fantascienza non esiste più.
Ci sono i saggi degli ingegneri elettronici come Duncan (che scrive di questa teoria dal 2000).

venerdì 9 settembre 2011

DI CHI SI STA PARLANDO???



MISTERO UNO CHI E'?



Uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo, che ha cominciato con più petrolio dell'Arabia Saudita, che ha raggiunto il Picco del Petrolio nel 1970, ma poi tempestivamente ha abbandonato la conversione aurea del denaro, introducendo con l'inganno le sue banconote nel resto del mondo sostenendole con la minaccia della forza, inclusa la possibilità di un attacco nucleare, per poi arrivare alla bancarotta.




MISTERO DUE CHI E'?


La nazione che al momento è la maggior produttrice mondiale di petrolio e che ha raggiunto il Picco del Petrolio circa nel 1987. La sua sclerotica, geriatrica, ideologicamente retrograda e sistematicamente corrotta dirigenza non è stata capace di afferrare l'importanza di questo fatto, e solo tre anni dopo la nazione ha fatto bancarotta e, poco più tardi, si è dissolta politicamente.




IN TUTTO QUESTO IL NEOLIBERISMO HA AVUTO PIENO POTERE DI COLONIZZAZIONE E NOI SIAMO NELLA MITICA EUROPA DALLA MONETA UNICA E DAI MOLTEPLICI CASINI.




TUTTAVIA



Chiunque voi siate e ovunque vi troviate, verosimilmente ne farete esperienza come un processo in tre stadi:



Stadio 1: avete il vostro attuale accesso ai combustibili per trasporto ed ai servizi;



Stadio 2: vedrete severamente limitato il vostro accesso ai combustibili per trasporto ed ai servizi;



Stadio 3: non avrete alcun accesso ai combustibili da trasporto e restrizioni severe alle opzioni di trasporto.




Ci stiamo avvicinando allo stadio due.



Un sentito grazie al blog di Ugo Bardi e a Dmitry Orlov.



lunedì 1 agosto 2011

POCHE E SI DISINTEGRANO VELOCEMENTE


Si sta parlando delle Grandi Civiltà.

Secondo la maggior parte degli storici sono state poche, da un massimo di trenta a un minimo di otto.

Le Civiltà che si riconoscono diverse dalla affiliazioni tribali sono tutte riconoscibili dal fatto che sono Stati, con elite di governo, burocrazie, leggi, tributi e standard di sicurezza.

Altra caratteristica è che il loro "sviluppo" è parallelo all'esistenza di surplus alimentari ed energetici (una volta gli schiavi adesso il fossile): con gli Stati nascono le città, i centri urbani che emanano i "poteri" amministrativi, giudiziari e politici.

Queste civiltà hanno accumulano enormi poteri che si vedono nelle gigantesche organizzazioni istituzionalizzate che li distinguono.

Tuttavia anche queste Civiltà, così potenti e all'apparenza indistruttibili finiscono, spesso velocemente, e di loro non rimane assolutamente nulla.

Un ciclo vitale assimilabile al modello biologico, nascita, crescita, sviluppo nella fase adulta, invecchiamento e morte.

Il Pianeta ha questa Legge e tutto il Pianeta soggiace ad essa.

Si potrebbe dire che ogni Civiltà per svilupparsi e crescere deve lottare contro le leggi energetiche della Termodinamica e di conseguenza la sua Storia è una storia di lotta e soluzioni ai problemi scatenati dalle medesime leggi.
Le Civiltà crescendo diventano sempre più complesse, si specializzano e quindi hanno sempre maggiore bisogno di energia.
La nostra attuale Civiltà tecnologica occidentale divora all'esterno dei propri confini per mantenersi, e la specializzazione tecnica su cui si regge con le nostre stesse energivore città sono l'espressione di una civiltà ad altissimo costo energetico.
Se le spese energetiche per il mantenimento di una Civiltà superano il rendimento si può arrivare al collasso della Civiltà medesima.
Rifkin nel suo libro "Economia all'idrogeno" spiega il funzionamento "termodinamico" dell'Impero Romano che ben può applicarsi alla attuale Civiltà del Petrolio.
Roma parte 200 anni prima di Cristo con le conquiste militari: terre coltivabili, riserve minerarie e schiavi aumentavano il flusso di energia.
Con Ottaviano Augusto, il primo Imperatore Romano (27 a.C.) l'ESPANSIONE territoriale si ferma anchea causa delle prime sconfitte militari.
Roma passa al MANTENIMENTO dell'impero.

Tutta l'energia è utilizzata per la costruzione delle infrastrutture. Le infrastrutture (opere pubbliche quali strade, ponti acquedotti e l'apparato elefantiaco di burocrati e amministratori) costano, e costano sempre di più man mano che si procede nella specializzazione.
E senza l'energia nuova proveniente dalla conquiste di terre e di schiavi l'energia a disposizione costa e costerà sempre di più.

Quindi unica fonte energetica rimasta sono proprio i terreni, IL SUOLO.
Lo sfruttamento del suolo in agricoltura.
Pare che una delle causa profonde di crollo dell'impero romano sia stata la depauperazione dei terreni a causa della ridotta fertilità per uso eccessivo.

I piccoli agricoltori non riescono più a ottenere rendimento sufficiente dal terreno e così si immiseriscono e vanno a ingrossare le schiere dei disperati urbani.
I grandi proprietari terrieri si appropriano a poco prezzo di enormi appezzamenti agricoli e inizia il latifondo. Ma era terreno non fertile e quindi?
Ulteriore depauperamento con l'utilizzo dei terreni a pascolo per l'allevamento del bestiame.
Nelle città i poveri crescono a dismisura e il costo per il loro mantenimento pure.
Pressione energetica insostenibile con l'ulteriore danno di terre, tante terre, che rimarranno incolte.
La Natura si riprende tutto, quindi aree bonificate che tornarono a palude e con le paludi aumentarono gli insetti portatori di malattie.
La diffusione della malaria fu velocissima su una popolazione già immiserita e provata dalla fame.
L'indebolimento dello Stato centrale con la morte di un terzo della popolazione fecero fare a Costantino nel 313 d.C. due atti: la leva obbligatoria e la nascita del colono, antenato del servo della gleba.
Serviva un esercito sempre più forte - ed energivoro - per fermare le bande di barbari ai confini: lo Stato era indebolito.
E serviva energia e quindi si legarono le persone alle terre con la figura del colono: ma era una misura inadeguata e tardiva.

L'equilibrio energetico su cui Roma aveva basato la sua espansione e crescita non c'era più e quindi nel quinto secolo dopo Cristo Roma aumentò la pressione sul proprio patrimonio energetico dando vita a una burocrazia governativa e militare gigantesca (il doppio in un secolo).
Crebbero le tasse ma la popolazione già povera si immiserì e si ridusse.
I confini non erano più sicuri e la capitale passò da un milione a 30000 abitanti nel sesto secolo.
Terre deforestate, suolo esausto ed eroso, popolazione minata nella salute: un non equilibrio che passava dalla Spagna all'Inghilterra, Mediterraneo e Nord Africa.
L'Europa era sfiancata dalla guerra alla legge della Termodinamica attuata da Roma.
L'Entropia, la Seconda Legge della Termodinamica è una inviolabile Legge di natura e deriva dalla Prima Legge della Termodinamica ovvero il principio di conservazione dell'energia (il famoso detto nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma) e vale nei sistemi isolati (il Pianeta è un sistema chiuso e non isolato); potrebbe spiegarsi nel dire che la trasformazione della materia ha un LIMITE ovvero ci sono trasformazioni irreversibili di energia, c'è un ordine nelle trasformazioni (l'energia si trasforma in calore ma mai il contrario, il calore si dissipa).

Insomma c'è un limite e Roma l'aveva toccato.

E l'Europa desertificata dal prosciugamento dell'Impero Romano avrebbe avuto bisogno di altri 600 anni per risorgere.
L'Occidente (a cui l'Italia e l'Europa attuale appartengono) sta depauperando il Pianeta per alimentarsi e sta arrivando al LIMITE.
Senza energia elettrica (che è quella che sto usando adesso per scrivere) capiterebbero una serie inimmabinabile di collassi, probabilmente destabilizzanti del modo di vivere occidentale stesso.
L'effetto di questi collassi scenderebbe a cascata su tutta la struttura tecnologica (sulla quale si appoggiano quelle economiche, sociali e politiche) che si appoggia sulla infrastruttura energetica.
Basata nel 2002 sull'85% da fonti fossili (petrolio, gas e carbone).
Inquinanti, costosi e pericolosi (la maggior parte del petrolio è in mano agli "instabili" paesi del Golfo).
Estrarr il petrolio è costoso per cui le multinazionali diventano sempre meno e sempre più grosse.
Sempre più potenti, e non hanno bisogno di intralci sociali e politici.

Serve il SUPERGOVERNO.
Con la SUPERMONETA.

Intanto si intravedono le prime tracce di pericolose derive di instabilità energetica:
- la stangata federalista dell'agosto 2011 con aumenti di trasporti pubblici, sanità, benzina, assicurazioni auto, frutta e altri alimenti;
-aerei che cadono per imperizia dei piloti ovvero poche spese di formazione tecnica - lo Stato ha sempre meno soldi (disastro aereo Rio-Parigi, imperizia dei piloti).
E altre notizie che spesso passano sottogamba ma che sono un indicatore di caduta nel vortice degli aumenti energetici.
Queste hanno colpito me, ma sicuramente se ne possono trovare altre.

DANIELA



martedì 31 maggio 2011

QUESTIONE DI ENERGIA


Le città sono quanto di maggiormente energivoro ci sia sul Pianeta. Lo ribadisco perché è un concetto difficile da comprendere in tutta la sua complessità. Ecco complessità è la parola giusta per definire le megalopoli o le metropoli o le semplici città, agglomerati densi di persone che vogliono e necessitano di ENERGIA.

L’energia non è gratis, occorre pagarla e nelle città costa sempre di più, costa perché gli alimenti devono arrivarci nelle città, e nelle città non ci sono spazi per coltivarli. I bambini milanesi da anni pensano che il latte lo faccia la Centrale del Latte, nonostante gli orti urbani, le visite ai parchi urbani, e gli urbanissimi insegnanti.

Per comprare l’energia serve lavorare e il LAVORO è stata la parola chiave DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE, da cui esce un verdetto semplice semplice: BASTA CON I CENTRISTI.

Lavoro a Milano, Napoli, Trieste, Cagliari, Pordenone.

Città diversissime, ma tutte con un unico problema di cui la Destra non si è MAI occupata; era noto che l’occupazione della destra fosse propaganda per manipolare i pensieri dei cittadini e distrarli dal vero scopo, assai poco politico, di salvare il sedere flaccido a B. dalle investigazioni della Magistratura.

Nelle città dunque era palese la necessità di cambiare la classe dirigente e così hanno fatto, decidendo dalla base che Berlusconi e i suoi non li vogliono più vedere, con le loro bugie, i loro insulti e i loro figuranti, le pagliacciate e le aggressioni verbali, il non far parlare l’avversario perché si era in continua campagna elettorale.

Nelle città dove la sopravvivenza è più difficile, le voci del buon senso si sono fatte sentire e hanno votato non i supercandidati della destra o gli accrocchi misto PD/terzopolo ma candidati della cosiddetta “estrema sinistra” come Pisapia o Zedda, loro si “giovani”.

Nella scala di Maslow il lavoro che sostiene e fa sopravvivere è l’ARGOMENTO.

Non certo le reti wireless o le chiavette USB.

Non saprei però dire fino a che punto si spinge questo rinnovamento di buon senso, non saprei dire se anche nelle campagne d’Italia, dove si sopravvive comunque con un orto o con un giardino, dove l’energia per vivere costa di meno, se anche lì sentono l’urgenza di spazzare il berlusconismo (B. è già spazzato).

E cito Paolo Flores d’Arcais:

La strada maestra del ritorno alla democrazia non passa perciò per il flirt con Casini, Fini (addirittura Rutelli!), ma per un centrosinistra serenamente “estremista”, che implora la società civile di partecipare all’alleanza elettorale con liste autonome, e che rinnova i suoi gruppi dirigenti con i Massimo Zedda, non con i Matteo Renzi.

E concludo in un ATOMO:

ANDIAMO A VOTARE SISISISI

IL 12 E IL 13 GIUGNO 2011.