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lunedì 1 aprile 2013

POVERI CRISTI - BALASSO


Il Grande e Geniale Natalino Balasso.
Magari per smetterla di pensare eurocentrico, o italocentrico, o regionecentrico, o comunecentrico, o frazioncinacentrico, famigliacentrico, monocentrico.

Impegolati nell'inutile, svuotati di umanità, stupidi idioti che non capiscono che ci sono grandi problemi da risolvere TUTTI ASSIEME.

Fissati su se stessi, idioti, perduti, senza scopo e senza Futuro.

Eppure c'è chi lotta per mangiare una mezza patata al giorno, oppure per avere un mezzo bicchiere di acqua buona da bere.

P.S. per i non conoscitori di Balasso e del suo genio, avviso che in mano ha il MITICO FATPHONE.

venerdì 29 marzo 2013

LA CACCA DEI CONTADINI - GIORGIO GABER




E' la cacca dei contadini.
Tutto lì. La cacca dei contadini.
Me l'ha spiegato Fortini.


A lui piacciono queste storie, e anche a me.

In Russia, durante la rivoluzione, i contadini entravano nei palazzi dello Zar e defecavano nei suoi preziosissimi vasi: un gesto di spregio, di disprezzo, di distruzione.


Bello, stupendo!
Sì, ma perché bello?


Perché la distruzione, la cacca dei contadini, è importante, se ha un senso storico, se c'è qualcuno che la raccoglie.

E in quel momento c'era un Lenin che la raccoglieva... non la merda... il suo significato.

Adesso, io non dico che uno deve vedere se c'è Lenin prima di (defecare), ma intanto noi non siamo contadini, non c'è la rivoluzione e non si sa dove cagare!

Sui Brion Vega, potrebbe essere un'idea è, quelli bianchi, più bidè, però...
Non importa.


Un gesto di distruzione ha sempre un suo fascino perché, bene o male, rompe con le convenzioni.

E anche se lo sbagli, non ti senti mai piccolo.
Non ho mai trovato nessuno che si vergogni del suo operare.

È nelle piccole cose, nel muovere una mano, nell'essere scoperti da un amico in un gesto poco simpatico, una piccola stonatura che magari nessuno ha notato...


Ecco, queste inezie ci possono riempire di rimorso e ci possono fare arrossire fino all'inverosimile.

GIORGIO GABER

Intanto, nel mondo dei re, degli Imperatori, dei Vescovi e dei Potenti, il mondo degli attuali Zar ma travestiti da democratici, gli U.S.A., ai contadini è possibile portare via il latte, i pascoli, l'acqua e dal 23 aprile 2012 anche ficcare le mani nei conti bancari, una legge che ovviamente prende corpo dal 9/11.
 

venerdì 1 febbraio 2013

COME TI PEGGIORO IL CLIMA

Un ringraziamento all'ottimo Massimiliano Rupalti e al lavoro di traduzione per questo video.

 

Questo post segue il pensiero degli ultimi due: LA FOLLIA UMANAIL CLIMA STA PEGGIORANDO TROPPO VELOCEMENTE.

Il petrolio convenzionale sta finendo, lo sanno soprattutto le compagnie petrolifere. Lo sappiamo anche noi consumatori perchè, visto che con il petrolio si ottiene quasi tutto (energia, trasporti, trasformazioni industriali), vediamo calare il nostro reddito, ogni giorno ci misuriamo con aumenti, di tutto.

Il petrolio convenzionale, assieme alle altre fonti fossili che emettiamo in atmosfera dalla data standard del 1750, inquina l'aria. La inquina di brutto, perchè BRUCIAMO ALBERI INESISTENTI, ovvero non siamo a bilancio zero come quando bruci un albero esistente e riporti in atmosfera il biossido di carbonio che l'albero stesso ha provveduto a catturare.

L'aria inquinata fa male. Molto male.L'agenzia Europea per l'ambiente (Eea) LO DICE A CHIARE LETTERE.

Il pensiero dell'Agenzia Europea per l'Ambiente è chiaro:
"L’Europa non ha imparato nulla dalle catastrofi ambientali e sanitarie del passato. Non solo, non ha fatto niente per impedire che i suoi cittadini smettessero di fidarsi di lei".

Lo dice nel suo nuovo monumentale Rapporto denominato "IL COSTO DELL'AVER IGNORATO I SEGNALI DI PERICOLO".:
“C’è stato un collasso della fiducia non solo nelle istituzioni, ma anche nelle grandi compagnie”.

Che, secondo lo studio Eea, in alcuni campi sono arrivate "a corrompere o minare la regolamentazione comunitaria, manipolare la ricerca e pressare i governi “per il proprio beneficio finanziario”.

Un tono duro e inusuale quello dell’Agenzia.
Parola d’ordine?

Allerta, soprattutto considerate le avvisaglie che ci si ostina a ignorare, e i costi che ci si avvia a sostenere. 

Inclusi quelli dovuti all’inquinamento atmosferico, vera e propria piaga che, anche in questo 2013, ANNO EUROPEO DELL'ARIA, porterà il mezzo miliardo di cittadini Ue a sborsare 250 euro a testa. E altri 250mila a morire prematuramente. 

Il principio di precauzione sacrificato al profitto.
Ecco le prime parole del Rapporto citato:
“C’è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui viviamo oggi” .
Se si fosse seguito il “principio di precauzione”, si sarebbero potuti evitare enormi danni ambientali e la perdita di migliaia di vite umane.
Noi europei (italiani ancora di più) abbiamo spesso seguito, nel bene e nel male, ciò che fanno oltre oceano, come se fossero "i migliori".
Vediamo di seguirli anche adesso, e soprattutto quando i loro errori scatenano effetti precisi DA EVITARE.
Come l'aumento dei gas serra causato dall'estrazione di petrolio da scisti.
Il petrolio convenzionale sta finendo, ripeto, e quindi il mondo B.A.U. monotematicamente puntato sulal crescita, pensa a quello di scisti, anche con il nucleare.
Ma il petrolio convenzionale HA GIA' CAUSATO DANNI AL CLIMA, riscaldando l'atmosfera che si progette dallo spazio.
URGE FRENARE L'USO DI FONTI FOSSILI.
URGE SPINGERE VERSO LE RINNOVABILI che possono creare UN ECCELLENTE NUOVO PERCATO DI GREE ECONOMY, quello si in crescita.
URGE CAPIRE CHE fino ad oggi, i Paesi ricchi HANNO SPRECATO MANGIATO E SPORCATO.
E adesso basta, adesso pensiamo a uno stile di vita ETICO, senza eccessi, senza forzature e soprattutto SENZA DISUGUAGLIANZE, la base vera profonda del Cambiamento Climatico.

mercoledì 30 gennaio 2013

IL CLIMA STA PEGGIORANDO TROPPO VELOCEMENTE



Lo dice Nicholas Stern sul "TheGuardian" del 26 gennaio 2013,  quando afferma "Mi sono sbagliato sul cambiamento climatico - è molto, molto peggio".

Lord Stern, autore di un Rapporto sui cambiamenti climatici commissionato dal governo britannico nel 2006, poi diventato il testo di riferimento per i politici e gli attivisti verdi, dice ora, nel 2013, di aver sottovalutato i rischi, e che avrebbe dovuto essere più "schietto" rispetto alla minaccia rappresentata per l'economia di un aumento delle temperature globali.

In un'intervista al Forum economico mondiale di Davos, Stern, che ora è un osservatore imparziale (crossbench peer), ha detto: "Se guardo al passato (2006 ndr) mi rendo conto di aver sottovalutato i rischi che corre il Pianeta e l'atmosfera che lo circonda, visto che sembrano assorbire meno carbonio di quanto ci si aspettasse, mentre le emissioni sono in aumento piuttosto significativo. Alcuni effetti stanno sopravenendo più velocemente di quanto si pensasse allora."

Il rapporto Stern, pubblicato nel 2006, ha indicato una probabilità del 75% che le temperature mondiali avrebbero potuto aumentare da 2 a 3 gradi al di sopra della media di lungo periodo, mentre ora ritiene che siamo "sulla buona strada per avere un aumento di quattro gradi". Se avessi saputo che la situazione si sarebbe evoluta in queso modo precipitoso, dice, "Credo che sarei stato un po' più diretto. Sarei stato molto più agguerrito nell'avvisare il forte rischio di un aumento di quattro o cinque gradi."

Ha detto che alcuni paesi, tra cui la Cina, avevano iniziato a cogliere la gravità dei rischi, ma i governi devono ora agire con forza per spostare le loro economie verso un minore consumo di energia e tecnologie più sostenibili in termini ambientali.

"Questo fatto è così potenzialmente pericoloso che dobbiamo agire con forza. O vogliamo giocare alla roulette russa con uno o due proiettili? Si tratta di rischi esistenziali per molte persone."
Stern sostiene il Climate Change Act del Regno Unito, un atto che impegna il governo britannico a ambiziosi
obiettivi di riduzione del carbonio. Ma ha anche chiesto di aumentare gli investimenti nella green economy sostenendo che ha un tasso di crescita "emozionante".

David Cameron ha costruito in gran parte delle sue credenziali ambientali prima delle elezioni del 2010, con il viaggio verso l'Artico per evidenziare il suo impegno alla lotta contro il riscaldamento globale. Ma l'impegno della coalizione alle politiche verdi è stato recentemente messo in discussione, tra lo scetticismo dei conservatori sui benefici dell'energia eolica, e il crescere dell'entusiasmo del cancelliere per lo sfruttamento delle riserve di gas shale
della Gran Bretagna.

Stern è concorde con il commento di Jim Yong Kim, il nuovo presidente della Banca Mondiale, sempre a Davos, che ha dato un grave monito sul rischio di conflitti per le risorse naturali che seguiranno l'accadimento della previsione di un aumento di quattro gradi al di sopra della media storica
globale.

"Ci saranno combattimenti alimentari e per l'acqua in tutto il mondo", ha detto Kim, che si è impegnato a far diventare prioritaria la lotta ai cambiamenti climatici durante il suo mandato di cinque anni.

Kim ha detto che è necessario intervenire per creare un mercato del carbonio, eliminare le sovvenzioni ai combustibili fossili e far diventare green le cento più grandi megalopoli del mondo che sono responsabili dal 60 al 70% delle emissioni globali.

Ha aggiunto che la siccità del 2012 negli Stati Uniti, che ha spinto in alto il prezzo del grano e del mais, aveva portato ancora più miseria ai poveri del mondo. Per la prima volta, il presidente della Banca Mondiale ha ammesso che la causa delle condizioni meteorologiche estreme da cambiamento climatico è da attribuirsi all'uomo. "Quegli eventi meteo sono lì a ricordare alla loro gente di iniziare a unire i puntini. Se lo dimenticheranno io sono qui a ricordarglielo".

"Dobbiamo trovare dei modi di favorire la crescita economica che non impattino sul clima. La buona notizia è che ci sono".
Kim ha detto che non ci potrà essere soluzione al cambiamento climatico senza il coinvolgimento del settore privato e ha esortato le imprese a cogliere l'opportunità di fare profitti.  "Ci sono molte opportunità di fare un sacco di soldi nella costruzione delle tecnologie che riducano gli effetti dei cambiamenti climatici".


Tutto questo da parte di fonti autorevoli (Governo Britannico e Banca Mondiale) di sicuro non facenti parte dei Verdi. O dei vegani.

Eppure i negazionisti o semplicemente degli idioti dicono che il riscaldamento globale è TUTTO NATURALE, perchè leggono in rete su blog o pseudo finti siti scientifici (studiare non sempre basta SERVE capire e addirittura, udite udite, spirito critico) che stiamo andando verso l'era glaciale. Oppure non escono all'aperto a godersi un gennaio CALDO.

Teoricamente è vero che siamo in un'era interglaciale, ma trattasi di ere geologiche con tempi che non sono comparabili alla vita umana. E, nell'era interglaciale in cui siamo, stiamo forzando il clima in una direzione SCONOSCIUTA. O meglio, ci stiamo scaldando e questo significa, meno acqua, meno aria, meno cibo...altro che pugnette da Iphone o tablet, o seccature da facebook...
 



giovedì 24 gennaio 2013

LA FOLLIA UMANA




Ci sono molti motivi per arrivare a definire folli gli umani.

Qui ne ho scritto per almeno due anni. Ci stiamo creando le condizioni per la nostra estinzione, ma non rapidamente, con dolore, con sofferenza e trascinando con noi le altre creature di questo Pianeta.

Un treno impazzito che si schianterà.

Gli argomenti scientifici a sostegno della tesi di SMETTERE IL PARADIGMA DELLA CRESCITA INFINITA che mal si accompagna ai principi termodinamici del sistema Terra, sono tanti, tantissimi, ma assolutamente inascoltati.

Sono anche tanti coloro che ascoltano ma non possono fare nulla, perchè non hanno potere se non di votare, sempre che il voto sia ancora un modo per esprimere la democrazia. Oppure ascoltano approvano, differenziano, comprano bio, evitano scatole e imballaggi, hanno il Fotovoltaico o l'eolico, hanno una casa clima, un orto, permacultura e magari un'auto elettrica e non sono fissati per moda e viaggi oltreoceano.

Ma sono colibrì, sono soli, non vedo massa critica, anzi è difficile che uno sia tutte le cose citate sopra, di solito una o due al massimo tre.

Vivere in una zona urbanizzata già ti rende meno resiliente, perchè dipendente dalle forniture di servizi, acqua, energia.

Immaginare una scomparsa titale dei succitati servizi è impossibile, tuttavia potrebbero esserci costi in aumento (per ora energia, poi cibo, e a seguire l'acqua), forniture saltabeccanti, riduzione di scelta.

Molti di noi devono cavarsela già da soli adesso perchè già adesso mancano servizi che dovrebbero essere pubblici, come i trasporti. Molti di noi devono avere l'auto per andare a lavorare, non possono farne a meno. E l'auto è la cosa più tassata che ci sia in Italia. Se potessi non usarla risparmierei tantissimo, e non solo denaro e inquinamento, ma vita, perchè le strade sono molto cariche e molto pericolose.

Un Mondo che si aspetta la riduzione della quantità di petrolio (ma non tratta dell'aumento di inquinamento e di riscaldamento globale dovuto all'uso sfrenato dei fossili, diciamo che lo rimanda alle future generazioni che ci ringrazieranno), un Mondo che sa che il plateau di raccolta del petrolio è stato raggiunto nel 2005, e che quindi i prezzi aumentano anche se le richieste si riducono, un Mondo B.A.U. che non discosta dalla sua fissa esponenziale come reagirà?

Ovviamente a questa carenza di FOSSILE, l'unica fonte di energia che ci permette questo stile di vita, questo spreco continuo, questa alta produzione agricola e di allevamenti (prego chi è animalista o permaculturista di rispamiare peana a queste forme GREEN, sfondano una porta aperta, e inoltre io sto faticosamente cercando, e non so nemmeno se ci riesco, di parlare a livello globale, perchè il riscaldamento climatico è globale e i danni anche, e nessuna forma locale potrà sopperire, HIC SUNT LEONES non esiste più), occorre rimediare.

Improvvisamente l'Australia, hot come non mai, diventa esportatrice di carbone per la famelica Cina. La Cina, famelica come sempre,  compra a mani basse sul mercato anche i cereali, così da noi aumentano i prezzi (la quantità di "cose" su questo Pianeta è un numero FINITO, checchè ne dicano quelli che biascicano di finanza ed esponenzializzano numeri presenti solo nelle loro teste bacate).

Cala la quantità di petrolio che serve per la "crescita" anche di cibo, ecco che in Canada trovano una risposta GENIALE:


I giacimenti di scisti bituminose del canada sono i più grandi del mondo. Le risorse si trovano nelle provincia di Alberta e in particolare si parla dei depositi di Athabasca, Peace River e Cold Lake, costituiti da una miscela di bitume semisolida, miscelato con sabbia silicea, minerali argillosi, e acqua.

Secondo il Dipartimento U.S. government’s Energy Information Administration, il Canada "controlla la terza, in ordine di grandezza, quantità di riserve accertate nel mondo, dopo l'Arabia Saudita e Venezuela.
In Canada i livelli di riserva di petrolio, stagnanti o in lieve calo dal 2003, sono aumentati di un ordine di grandezza dopo che le sabbie bituminose sono state considerate tecnicamente ed economicamente recuperabili. Le sabbie bituminose rappresentano oggi circa 170 miliardi di barili, ovvero il 98% delle riserve petrolifere del Canada."

Sotto 54.000 miglia quadrate di foreste e torbiere, si distendono le sabbie bituminose che sono state stimate come se fossero petrolio convenzionale.

Ma lo sfruttamento delle sabbie bituminose ha un costo ambientale significativo.

Il governo di Ottawa non intende tuttavia trattare pubblicamente dell'inquinamento da idrocarburi dovuto alle sabbie bituminose. Nel 2009 il governo canadese ha ammesso di aver deliberatamente escluso i dati che indicavano un aumento del 20% dell'inquinamento annuale dell'industria petrolifera canadese causato dalla lavorazione dei giacimenti di sabbie bituminose, nel Report sui cambiamenti climatici che era tenuto a presentare alle Nazioni Unite. Un report di 567 pagine.

A parte l'abbruttimento del paesaggio,  in Alberta le sabbie bituminose sono una delle principali cause di inquinamento atmosferico in Canada. Il catrame delle sabbie bituminose è una delle quattro sostanze inquinanti che emettono più COV (composti organici volatili), un pesante contaminante dell'aria, assieme alla pioggia acida.

A questa già pesante fedina penale da inquinamento, si potrebbe presto includere il nucleare, visto che Toshiba sta sviluppando dei "mini" reattori nucleari da utilizzare per estrarre le sabbie bituminose canadesi, con inizio della produzione al 2020.

Perché usare l'energia nucleare? Si stima che circa il 90% delle sabbie bituminose dell'Alberta sono troppo al di sotto della superficie per utilizzare miniere a cielo aperto. inoltre creare combustibili liquidi dalle sabbie bituminose richiede moltissima energia per l'iniezione di vapore e la successiva raffinazione. L'estrazione delle sabbie bituminose necessita di un uso intensivo di acqua, la perforazione di un pozzo consuma quasi 7000 metri cubi di acqua ogni anno, e la produzione di un gallone di petrolio richiede 35 litri d'acqua.

Il nuovo reattore mini Toshiba produrrà solo 10.000 - 50.000 kilowatt di potenza, ovvero circa il 5% della potenza di un normale reattore nucleare, come da fonti aziendali, e con quella potenza genererà vapore da pompare nel sottosuolo. Toshiba prevede di costruire il contenitore del reattore nucleare come la metropolitana, con una struttura di assorbimento dei terremoti.

Oltre ai terremoti potenziali, il reattore sepolto dovrà fare i conti con temperature a - 40° sotto zero in inverno e più 30° in estate.

Toshiba non è l'unica azienda asiatica che lavora in Alberta per l'estrazione di sabbie petrolifere. L'anno scorso la cinese CNOOC Ltd. ha speso 15,1 miliardi dollari per acquistare le sabbie della compagnia  Nexen Inc., ma l'affare è stato controverso. Di conseguenza, Wenran Jiang, senior fellow presso il Pacific Asia Foundation del Canada e consulente senior per l'Energia per l'Alberta ha osservato, "Intuiscono (le compagnie canadesi e il governo canadese ndr) che i progetti di sabbie bituminose sono troppo estesi in fase di pre-investimento del capitale e dopo richiedono troppo tempo per raggiungere il mercato."

Ma Ottawa non si scoraggia sul futuro del petrolio da sabbia bituminosa. La Canadian Energy Research Institute stima che l'occupazione canadese a seguito di nuovi investimenti nelle sabbie petrolifere è destinato a crescere da 75.000 nel 2010 a 905.000 nel 2035 e che l'evoluzione complessiva delle sabbie bituminose contribuirà a portare 2100 miliardi dollari per l'economia canadese nel corso dei prossimi 25 anni.

Se è saggio punteggiare di reattori nucleari il remoto paesaggio nord del Canada, deve essere ancora discusso, ma con il governo conservatore Harper e le cifre di cui sopra, sembra probabile che i mini reattori del Great White Nord siano un probabile affare fatto.





mercoledì 28 novembre 2012

RESILIENZA: UNA NUOVA PAROLA D'ORDINE O UNA MIGLIORE COMPRENSIONE?



Articolo di Karl Wagner, Direttore delle Relazioni Esterne 
presso il Centro Internazionale del Club di Roma

La resilienza è un termine  che è stato utilizzato sempre più nel corso dell'ultimo anno e dintorni. Il suo uso attuale proviene dal dibattito sul clima, dove caratterizza la capacità di un sistema di adattarsi ai cambiamenti indotti dal riscaldamento globale.

In senso più generale la resilienza è la capacità di un sistema di rimanere entro certi limiti ovvero di mantenere l'equilibrio, nonostante le fluttuazioni causate dalle forze esterne. È un sinonimo per definire la capacità di ammortizzare gli attacchi esterni, e una caratteristica necessaria di qualsiasi tipo di sistema. I laghi dotati di un sistema tampone alcalino, per esempio, seppero resistere, negli anni ottanta, alla acidificazione causata dalle piogge acide, mentre laghi meno alcalini e sensibili della Svezia meridionale si acidificarono e divennero privi di forme di vita superiori.

Il nostro mondo è fatto di diversi sistemi interconnessi: i sistemi naturali, i sistemi sociali,  i sistemi finanziari, i sistemi economici,  i sistemi industriali e molti altri.

Quando il sistema finanziario è quasi collassato, si è visto cosa significhi quando un sistema globale non ha una resistenza intrinseca per agire da tampone contro le fluttuazioni. Il sistema finanziario ha dovuto essere salvato a spese della resilienza del sistema economico e dei soggetti interessati (perdita di risparmio significa perdere la resistenza contro le malattie e gli infortuni) e di (per lo più piccole) imprese. 

L'effetto del crollo del sistema finanziario è stato un grande maremoto che ha attraversato il mondo intero e che ha colpito le imprese più grandi: nel 2008, gli amministratori delegati di due delle tre grandi case automobilistiche degli Stati Uniti, General Motors e Chrysler, sono andati a Washington per chiedere aiuti finanziari per le rispettive società quasi fallite. E, stranamente, l'amministratore delegato di Ford, la terza casa automobilistica più grande degli Stati Uniti, li ha accompagnati supplicando il presidente perchè salvasse isuoi concorrenti, il tutto ben documentato nel bellissimo libro di Barry C. Lynn
Cornered- The New Monopoly Capitalism and the Economics of Destruction“.

Lynn è sconcertato: era stato allevato nella convinzione che la Ford sarebbe stata felice, quando i suoi concorrenti fallivano. Ma quello che era successo era che l'industria automobilistica era diventata "orizzontalmente integrata", in modo che tutti i costruttori di automobili potessero comprare le parti di automobili dagli stessi fornitori, per cui se due grandi case automobilistiche uscivano dal business, tale sorte sarebbe spettata anche alla produzione di componenti e di conseguenza  alla terza casa automobilistica.

Lynn ha svolto ulteriori ricerche e ha scoperto che questo "monopolio" ha avuto luogo nella maggior parte del settore nel corso degli ultimi 10-15 anni, soprattutto attraverso fusioni e acquisizioni, e in gran parte è passato inosservato da coloro che non hanno familiarità con uno specifico settore industriale. Ciò ha portato a un campo da gioco industriale dominato a ogni livello da un gruppo molto ristretto di aziende. Questa tendenza, di cui l'industria e il settore finanziario sono così orgogliosi, ha ridotto la diversità a tutti i livelli della produzione e del commercio, e con essa la capacità di recupero dei sistemi industriali. Questo ha creato una situazione, in cui  o tutti stanno in piedi o cadono tutti insieme, come abbiamo visto nel mondo della finanza. 

Lo stesso problema accade probabilmente nei sistemi sociali. Una volta che una forma sociale viene drenata tramite un attacco causato da valori essenzialmente egoistici, è soggetta al collasso e quando si blocca, i  tassi di criminalità, la diffidenza e la miseria umana crescono. La monopolizzazione e la centralizzazione hanno lo stesso effetto: se ci riscaldiamo con il gas russo, poi tutto quello che succede in Russia potrebbe portare a un inverno freddo in Europa. D'altra parte, un sistema energetico decentralizzato fungere da cuscinetto contro qualsiasi tipo di evento. Quindi si dovrebbe cercare di rendere il nostro sistema energetico resiliente. 

Stiamo probabilmente osservando un fenomeno potenzialmente molto pericoloso, e fino ad oggi,  nemmeno riconosciuto: il metodo attuale dell'umanità di trattare i sistemi è quello della continua riduzione della loro capacità di tampone contro le combinazioni di eventi, anche strane e insolite, e ciò aumenta la probabilità di incidenti globali, che interessano interi sistemi in tutto il mondo. 

La Terra era un mondo meravigliosamente complesso prima che l'uomo diventasse la specie dominante. Sembra che questa specie dominante stia cercando di eliminarsi sostituendo la naturale complessità, che garantisce la stabilità, con una banalizzazione seguita da una complicazione, che danno luogo a instabilità.


lunedì 26 novembre 2012

IL COLLASSO FINALE



Mi spiace vedere che nessuno abbia commentato il post sulle DONNE, spiace ma dimostra che siamo un argomento di nessun interesse, a meno che non serviamo a fare profitti & potere.

Tuttavia devo procedere con un altro argomento, suggerito dal dottor Pietro Cambi ex di Crisis, ora seguito dalla assai competente giornalista Debora Billi.

Il dottor Cambi mi ha già autorizzato a fare un post con il suo dolente eloquio.
Una elucubrazione puntata su come stanno andando male le cose...e potrebbero anche peggiorare.


Diario doloroso di un assimilato:
Oggi ho appena scoperto che non basta essere assimilati, per scamparla.
Sono andato a rivedermi l’origine del famoso ( ehm almeno tra noi gente bislacca) principio di Peter: In una data gerarchia ogni membro tende a raggiungere il proprio livello di incompetenza.
Come FORSE sapete, questo primo e famoso principio si accompagna a tre un poco meno famosi, ma strettamente connessi:

1) In una data gerarchia ogni singola posizione tende ad essere occupata da un individuo inadeguato al lavoro che deve svolgere;
 
2) Con il tempo ogni posizione lavorativa tende ad essere occupata da un impiegato incompetente per i compiti che deve svolgere;
3) In una data gerarchia il lavoro tende ad essere svolto prevalentemente da coloro che non hanno ancora raggiunto il propro livello di incompetenza.
Ho sempre pensato che questo sia in realtà un BEST case, perchè postula, ad esempio, l’esistenza di un sistema meritocratico.
Mediamente parlando le cose vanno peggio di cosi.
Ma c'è qualcosa di piu’ interessante: poichè ovviamente i compiti o almeno le competenze necessarie per svolgerli decentemente sono sempre piu’ complessi, via via che si sale i gradini, anche nel migliore dei casi, IN UNA GERACHIA I POSTI DI VERTICE SONO STATISTICAMENTE COPERTI DA INDIVIDUI INCOMPETENTI.
Che questo sia sostanzialmente vero, l’abbiamo sotto gli occhi tutti, almeno di chi li tiene aperti.
Ma c’è di più: Il sistema NEL SUO COMPLESSO è destinato al collasso.
Infatti il quarto e meno noto principio di Peter recita:
«Ogni cosa che funziona per un particolare compito verrà utilizzata per compiti sempre più difficili, fino a che si romperà.»
Notate che è un principio più generale che COMPRENDE gli altri tre.
Soprattutto notate come si lega a quel che ha scritto Tainter sui sistemi complessi o comunque ai casi NOTI di collasso di sistemi complessi.
Le cose stanno proprio cosi. Ad ogni livello del sistema, QUALUNQUE sia il sistema preso in considerazione, umano o naturale, ad ogni livello COMPLESSO formato da sistemi di sistemi ed ovviamente anche al livello massimo, al sistema dei sistemi dei sistemi chiamato Terra.

Stiamo adoperando la nostra società per compiti sempre più difficili e non funziona più. In più chi è ai vertici non è in grado di gestire la cosa, essendo incompetente.
Stiamo adoperando IL NOSTRO PIANETA allo stesso modo.
Come si può scappare dal collasso?
O con la decrescita ( fare cose piu’ semplici, in minori quantità).
O con la sostituzione dei vertici ( mettere persone più brave che non hanno ancora raggiunto il loro livello di incompetenza).
O con tutti e due.
Abbiamo poco tempo, direi la terza che ho detto.
Ma, per la legge di Peter, questa evenienza è estremamente remota.
Colui che arriverà a poter decidere cosa fare, NON SAPRA’ FARLO.
Se ci pensate, diecimila anni di civiltà ci danno proprio questa risposta: i casi di competenti al comando è cosi rara che questi pochi sono GLI UNICI che fanno avanzare le cose.
Per davvero: quelli di Peter sono dei postulati .
Come quelli euclidei.


venerdì 23 novembre 2012

PIANETA SENZA DONNE





Il Corriere della Sera ha scritto un articolo IMPORTANTE che si chiama LA STRAGE DELLE DONNE. Le donne uccise in Italia, ogni anno.
Prima di far seguire l'articolo, dico solo una cosa:
CLICCATE SU STRAGE DELLE DONNE e leggetelo là, perchè là ci sono tutte le foto di tutte le donne uccise e cliccando su ogni volto avrete la loro personale storia di orrore e violenza.
In India nel 2011 sono scomparse tre milioni di bambine, per infanticidi o aborti selettivi. E non solo nelle "misere campagne". A fare questi orrori da mentalità maschiocentrica sono anche le ricche e laureate cittadine indiane.
Inutile andare verso il TERZO MILLENNIO, con propositi roboanti di crescita (MAH) trattando le donne come OGGETTI. O peggio, meno degli oggetti.
ECCO L'ARTICOLO, ma poi andate sulla ventisettesima ora del Corriere e leggete le storie.
Una donna uccisa ogni due giorni e mezzo. Da un fidanzato o un marito incapace di vivere senza di lei o di accettare la richiesta di maggiore libertà e autonomia. Oppure, in percentuale minore, per motivi che non nascono all’interno della coppia. Questo dicono i dati della nostra inchiesta. 115 donne dall’inizio dell’anno e di queste 74 vittime di mariti e fidanzati. L’anno scorso erano 127. Su tutti i numeri dominano quelli svelati dalla relatrice Onu Rashida Manjoo: in Italia la violenza domestica è la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni.

Ma il 2012 potrebbe essere un anno speciale grazie alle iniziative anti-violenza nel nostro Paese. La Convenzione «No more violenza sulle donne», per esempio: promossa da un cartello di associazioni, e aperto all’adesione dei singoli, da sempre impegnato perché le donne smettano di essere protagoniste della cronaca nera. I gruppi della Convenzione chiedono di poter incontrare il premier Mario Monti domenica 25, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un incontro per chiedere il suo impegno affinché il binomio violenza-donne sia fra le priorità dell’agenda di governo e perché si promuovano politiche attive di prevenzione e di sostegno alle iniziative anti-violenza. Le associazioni che hanno firmato la Convenzione hanno il plauso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che le ha ringraziate «per l’impegno profuso».


Fra i molti temi sui quali secondo la Convenzione è necessario lavorare per creare più diritti e più protezione per le donne ce ne sono quattro molto importanti: giustizia, mass media, diritto di famiglia e centri contro la violenza. Tutti e quattro affrontati dalle inchieste condivise che le giornaliste del Corriere della Sera hanno scritto e pubblicato nei mesi scorsi. La «27esima ora», il blog al femminile del Corsera, ha raccontato e amplificato le storie delle donne che sono finite sul palcoscenico della cronaca per le violenze subite, ha approfondito le esperienze dei centri contro la violenza, ha prodotto idee e contributi sulla questioni culturali oppure su quelle pratiche perché non si ripeta ogni anno la strage delle donne.






giovedì 15 novembre 2012

VIVA L'ITALIA



Il governo tecnico è troppo occupato per accorgersi delle sofferenze italiane.
Tira dritto, ha lo spread come traguardo...non si occupa del terremoto dimenticato dell'Emilia Romagna, delle alluvioni dimenticate del Veneto e della Liguria di due anni fa sempre a novembre, 2010 il Veneto, 2011 la Liguria.

Anche questo novembre 2012, la bellissima Toscana sta soffrendo le pene dellinferno.

Ma non dite che è la Natura maligna, queste sono scemenze da giornalisti generalisti, da fighette mediatiche, le stesse che dicono "OH FA CALDO ALLORA E' BEL TEMPO". Ma il caldo eccessivo del 2012 non è assolutamente da definirsi BEL TEMPO.

Siamo a novembre e ci sono temperature MOLTO sopra la media stagionale.
Cambiano i cicli dell'acqua e dell'aria, ovvero cambia tutto quello che è l'ambiente fisico, quello da cui prendiamo TUTTO. 
Non siamo un'isola come l'Irlanda, dove esaurita quella, si sbarca in altri luoghi a trovare risorse per vivere.

Abbiamo solo questo pianeta, e anche se ci fossero altri pianeti simili a questo, COME CAVOLO CI ARRIVIAMO?

Usando il petrolio???

lunedì 5 novembre 2012

GUARDATI LE SPALLE








Dobbiamo preoccuparci del cambiamento climatico e non della crescita economica o di al-Qaeda.

L'uragano Sandy sembra proprio un fatto "calzante" per gli States.

La Nazione che utilizza la maggior parte del petrolio, che ha prodotto la maggior quantità di emissioni di biossido di carbonio, e che, per decenni, ha sempre negato l'esistenza del cambiamento climatico, ha ricevuto lo schiaffo necessario. Con decine di morti, le principali infrastrutture crollate e miliardi di dollari di danni, l'uragano Sandy è stata la sveglia di cui l'America aveva bisogno. Più di tutto, è stato un evento su cui tutti noi dobbiamo prestare attenzione. E' ora di smettere di sprecare soldi per le guerre finte e di iniziare a spendere per proteggerci da una minaccia assai più grave.

Nel mese di ottobre 2012, ho partecipato alla Assemblea Generale del Club di Roma, a Bucarest. Sono stati presentati i dati più recenti sugli effetti del cambiamento climatico, ed erano terrificanti. Previsioni fatte solo cinque anni fa si sono rivelate completamente sbagliate. Nel 2007, gli scienziati avevano stabilito che l'Artico sarebbe stato privo di ghiaccio entro la fine di questo secolo. Tuttavia, al ritmo attuale di fusione, l'Artico sarà privo di ghiaccio durante l'estate, a partire dal 2015, e sarà completamente privo di ghiaccio, tutto l'anno a partire dal 2030.

Ad ogni buon conto, questa non è la preoccupazione principale, poichè si parla di ghiaccio galleggiante. Quando si scioglie non aumenta il livello del mare. La vera preoccupazione è la banchisa della Groenlandia, il cui tasso di scioglimento è senza precedenti. Se scompare anche gli effetti saranno catastrofici. I livelli dei mari di tutto il mondo si alzeranno di sei o sette metri, distruggendo città come New York, Londra e Shanghai. L'aggiunta di tanta acqua fredda dolce nei mari modificherà le correnti oceaniche e i modelli metereologici in modi che si riesce a malapena ad immaginare. Nello stesso tempo, l'aumento delle temperature nell'emisfero settentrionale portano a rischio di fusione gran parte del permafrost siberiano, e questo porterà al rilascio di enormi quantità di metano intrappolato nei ghiacci, accelerando ulteriorimente la velocità del cambiamento climatico. Questo rischia di avviare una reazione a catena, che non potremo fermare.

Gli effetti di ciò che stiamo facendo al Pianeta sono tutti intorno a noi. Dalle tempeste e inondazioni di quest'anno, alla siccità record. Dal 1980, il numero di catastrofi naturali è aumentato da una media di 400 volte l'anno, adesso quasi 1000, secondo Munich Re. Ironia della sorte, il Nord America è uno dei luoghi più colpiti dagli  "eventi meteorologici estremi" rispetto altrove.

Abbiamo bisogno di apportare modifiche urgenti al nostro modo di vivere, se si vuole evitare una crisi. I cambiamenti previsti adesso non riguardano soltanto i nostri figli e nipoti, riguardano tutti noi.

Quando pochi anni fa si fecero delle previsioni, gli scienziati dissero che sarebbe andato tutto più o meno bene se potevamo limitare l'aumento della temperatura media globale a 2° C. Eppure, quel bersaglio l'abbiamo già mancato, perchè non abbiamo fatto nulla per fermare il danno che stiamo facendo, con la conseguenza che la quantità di gas effetto serra che viene rilasciato in atmosfera ha continuato a crescere. Senza un cambiamento, ora stiamo andando verso una 4° C di aumento, ovvero la temperatura media della Terra tornerà ai livelli di 40 milioni di anni fa. Questo farà sì che l'Antartide si sciolga un po' troppo e il livello del mare cresca di 60-70 metri. Le siccità e inondazioni che intanto si verificheranno durante questa strada, renderanno il Pianeta virtualmente inabitabile.

Questi cambiamenti sono accaduti e stanno accadendo, sebbene ripetutamente negati e ignorati,  e nel frattempo abbiamo combattuto due guerre senza senso. La prima è stata la lotta per la Crescita. I governi di tutto il mondo hanno speso migliaia di miliardi, cercando di sostenere le loro economie, per farle crescere e mantenere i consumi. Nel fare ciò siamo stati indirizzati a scavare sempre più materie prime nel Mondo e consumare cose di cui non avevamo bisogno, così facendo abbiamo apportato modifiche al clima anche peggiori.

La seconda guerra senza senso è stata la guerra al terrorismo. Secondo uno studio condotto dalla Brown University lo scorso anno, il costo in America nei primi dieci anni dopo l'unidici settembre è stato intorno ai quattro trilioni di dollari (un trilione è un miliardo di miliardi n.d.r.). Ancora più trilioni sono stati spesi in Europa e altrove. Durante tutto questo tempo, ci sono stati solo 251 decessi legati al terrorismo nel mondo sviluppato e nessuno negli Stati Uniti.

Nello stesso periodo, decine di migliaia di persone sono state uccise dai cambiamenti climatici. Secondo Munich Re, 30.000 persone sono state uccise nel solo Nord America, tra il 1980 e il 2011 a causa di eventi meteo correlati.

Per più di un decennio siamo stati a caccia del demone sbagliato. La più grande minaccia alla nostra esistenza non è la mancanza di crescita economica, né al-Qaeda.

E' la Terra stessa.

A meno che non si impari a trattarla con rispetto, e a iniziare a rispondere ai segnali che ci sta inviando, la Terra ci estinguerà tutti.
Graeme Maxton


Siamo a pochi giorni dalla elezione del nuovo presidente degli U.S.A. (il 45esimo). Nè Obama, nè Romney brillano molto per attenzione al PROBLEMA del cambiamento climatico.

Non sembrano possedere il senso della realtà.

Monti era in Afghanistan il 4 di novembre, per facilitare relazioni economiche, visto che quel Paese è pieno di materie prime (ancora scavare e scavare e scavare...).

Non so se qualcuno di voi, per causa di malattie è stato obbligato a stare a casa, e non potendo fare altro (se uno sta male, sta male) si è messo a  guardare i telefilm tedeschi di Rosamunde Pilcher

Dei disgustoni papponi inguardabili, una specie di aggiornamento delle storielle di Liala.

Storie con problemi di ricchi, un Mondo fatato, dove i lussi e gli agi sono sempre previsti come dati di fatto.

Il Mondo da DUE MILIARDI, non quello da oltre sette miliardi, dove, forse la Cina ci sta ripensando sulla legge sull'unico figlio.