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domenica 13 novembre 2011

IL LIQUIDATORE







 



150 è il numero di anni che si festeggia di UNITA' D'ITALIA.
Dentro questa unità ci sono un reame di re ignoranti, una dittatura, una pseudo democrazia e adesso la tecnocrazia europea.
Non posso rimpiangere Berlusconi, non mi è mai piaciuto.
Aveva fatto emergere il peggio dell'animo umano, e in un paese mediterraneo e passionale come il nostro, questo era anche più facile.
Il luccichio di apparenze e di poca sostanza, ci ha depredato del senso della realtà, facendoci diventare idioti ben vestiti, profumati e con pelle abbronzata, ma con il cervello disidratato, ridotto a una poltiglia neuronica, che si accendeva solo con le Isole, i Grandi Fratelli e le puttanate catodiche.
LA PATRIA DELLA CULTURA E DELLA SCIENZA è diventata un reame di fanghi sporchi e masse di ignoranti al potere. Forse ha ragione Bastian che anche la scienza e la cultura, appartenendo al genere umano di cui gli italiani fan parte, abbiano lo stesso ciclo vitale, ma allora, se siamo caduti in basso perché il ciclo sta finendo, forse abbiamo speranza di RESURREZIONE, come appunto diceva Benigni.
Ecco perché avevamo votato Berlusconi (e parlo in pluralis maiestatis perché è così che funziona la DEMOCRAZIA).
E lui aveva non solo stravinto, ma anche iniziato il percorso "tecnocratico" di "li scelgo io i deputati".
AVEVA UN POTERE IMMENSO E SOLDI in quantità industriale: era libero in pratica.
Da condizionamenti (apparentemente), da manovratori occulti.
Aveva un problema: risolvere guai personali con la giustizia.
Ma se avesse fatto un buon lavoro ANCHE PER IL PAESE, gli si poteva perdonare la soluzione dei suoi "piccoli guai".
Come pure la passione per le donne. E per le barzellette, le gaffe, le canzoni napoletane melense.
Ma non l'ha fatto. Ha scelto il peggior ministro all'economia di tutti i tempi, un Tremonti che poteva evitare di trascinarci nella merda europea, ma che invece con la sua statica erre moscia è solo riuscito e farci precipitare nel disdoro.
E gli altri ministri, tutti yes men, o signore dall'aspetto piacevole e null'altra dote.
Insomma aveva i mezzi e l'opportunità, ma non l'ha fatto.
Se è caduto non l'ha fatto per amor di Patria (se avesse avuto questo Principio di Patria in testa avrebbe combinato qualcosa per il Paese) ma per amor di famiglia e interessi suoi particolari (Mediaset crollata in borsa deve essere stato il VERO motivo delle sue dimissioni).
I festeggiamenti in Piazza sono solo il segno della stanchezza generale di molti italiani (disoccupati, cassaintegrati, dipendenti pubblici e privati, artigiani, ecc.) di avere un buffone incapace circondato da incapaci buffoni al Governo. Per quelle persone lui doveva dimettersi perché era un fallimento politico e il suo percorso era finito.
Non sono particolarmente d'accordo con quei festeggiamenti.
Non ci vedo nulla da festeggiare.

Io festeggerei se al posto di Berlusconi ci fosse , come da DEMOCRAZIA, un altro Governo, liberamente scelto dai cittadini italiani e non IL LIQUIDATORE.
Berlusconi doveva andarsene per incapacità di far andare le cose come vogliono BCE e FMI, gli investitori dei FAMIGERATI MERCATI, non perché facesse gaffe o si comportasse come un satiro in calore.
Delle sue figure di merda internazionali AI MERCATI interessava solo la parte che poteva intralciare il loro cammino esponenziale al governo del Globo…lo scrivo e mentre lo scrivo sto male, perché non sono complottista, non sono fissata con il NWO, ma non riesco a dare una spiegazione al perché uno ricco desse fastidio ad altri ricchi. Infatti a lui non succederà nulla, rimarrà ricco e magari ad Antigua circondato dai suoi desideri.
Con lui l’instabilità dei mercati era diventata eccessiva e LORO han deciso di dimetterlo.
Quindi via, fuori dalle scatole (un bel crollo delle sue azioni è stato essenziale per smuoverlo).
Dovrebbero ringraziarlo I MERCATI.
Festeggiamenti in piazza per un governo tecnocratico imposto dall’estero.
Il commissario europeo Olli Rehn che dice che “l’Italia NON ha bisogno di elezioni, ma di stabilità…e comunque non gliela farà a raggiungere il pareggio di bilancio…”, mi fa venire i brividi.
Berlusconi nel 1994 aveva portato la novità dell’IMPRENDITORE di successo che vuole salvare l’Italia con formule imprenditoriali, fare imprenditoriale, metodi imprenditoriali. Un autocrate malato di autoreferenzialità si è rivelato, ma intanto il dado era tratto, TUTTI a dire e a parlare della Cosa Pubblica come se fosse una azienda. E così il pareggio di bilancio PUBBLICO sembra una cosa buona e giusta. Per tutti, destri, sinistri, centristi e grillistri.
Lui sceglie le persone, e ha anche scelto male, ma l’idea era che il popolo tuttalpiù poteva dire se andava bene LUI O UN ALTRO, ma non scegliere TUTTO IL PARLAMENTO.
Ecco ci siamo. La strada per la tecnocrazia l’ha tracciata lui.
Poi ci ha imbambolati di scemenze che ci hanno fatto allontanare dalla capacità critica.
E adesso tutti a festeggiare Monti. Che chiamerà 12 tecnici come ministri e 25 sottosegretari tecnici.
Magari Amato dalla Deutsche Bank.
Per parere il culo agli investitori tedeschi e francesi.
Parato quel culo rimarranno solo i debiti degli investitori italiani, ma di quelli chi se ne frega.
Il liquidatore non è qui né per noi né per loro.
Spero di sbagliarmi, ma se così non fosse spero che il cuore italiano faccia ripartire il genio dell’intelletto italiano, e trovi una soluzione per liberarsi del giogo straniero tornato sul nostro collo dopo 150 anni. Il fatto che Monti sia italiano è irrilevante, anche Papademos è greco ma anche lui è un liquidatore.

Daniela

martedì 5 luglio 2011

SIAMO ALLA FRUTTA?


Berlusconi durerà poco, se non pochissimo.

Nonostante ben ventisette milioni di Italiani abbiano detto, a chiare lettere con il referendum sul legittimo impedimento, che non ritengono il primo Ministro "al di sopra delle leggi", ecco che ci riprova con la norma contenuta nel testo della Manovra Fiscale appena varata dal Governo, alla fine dell'articolo 37, un articolo che reca ''Disposizioni per l'efficienza del sistema giudiziario e la celere definizione delle controversie''.

Lo capisco.
Sta perdendo un mucchio di soldi e deve dare 750 milioni a De Benedetti.

Intanto emergono gli effetti devastanti del suo Governo. O meglio del suo disinteresse al governo dell'Italia poichè completamente dedito ai propri affari e a prostitute di tutti i generi.
L'imperatore del reame di Puttania.
Il manipolatore di menti.
Il venditore di fumo.
Il gaffeur internazionale.

Per esempio la Val di Susa.
Cittadini Inascoltati, uso poco democratico delle forze di Polizia.
Dispiego di mezzi contro gente pacifica e la solita mistificazione dei BlackBlock per dimenticare il TEMA: LA TAV NON SERVE.

Per esempio ci ha tolto l'ICI (una tassa pochissimo costosa), ma crescono i costi generali per l'Energia Elettrica e il Gas, che saliranno sempre più quando raggiungeremo il famoso Picco del Petrolio, e ovviamente anche per i carburanti.


E visto che è verosimile che questo Governo non sarà rieletto, perchè non scaricare tutto negli anni futuri, quando, probabilmente, non ci sarà nessuno degli attuali ministri "importanti" nella nuova compagine?

Tanto gli "umili cittadini" prendono botte e pagano per gli errori fatti dalla cosiddetta Casta.

Una Casta che cambierà di poco anche se sarà l'Opposizione a governare (quale opposizione ancora non si sa).

Una Casta che, seguendo quanto dice in questo articolo Paolo Barnard sul bravo giornalista Marco Travaglio, denominato "USCIERE NEOLIBERISTA" non sposterà di una virgola il punto della questione del modo di produrre e di governare denominato NEOLIBERISMO.

Il Mito anglosassone che cita sempre Travaglio VA RIDIMENSIONATO.

Va ridimensionato perchè è un modello che ha “distrutto il 40% della ricchezza planetaria con una frode criminale” come sostiene Matt Taibbi, giornalista politico del magazine "Rolling Stone" nell'articolo intitolato "Why Isn'T Wall Street in Jail?".


La Politica Occidentale sta sterzando dalla democrazia alla oligarchia a causa della finanza predatoria.
E nessuno li ferma.

Non li ha fermati Berlusconi, pensate che ci sia una VERA OPPOSIZIONE che possa fermarli prima che sia troppo tardi?














martedì 14 giugno 2011

La politica dei cittadini



Per la maggioranza, il governo e soprattutto il padrone di quasi tutto sono tempi duri.
Dopo la batosta delle aministrative ora arriva quest'altra dai referendum.
Se avesse mantenuto la posizione iniziale di non indicazione del voto, poteva esserlo di meno (lo era comunque perché si abrogano leggi volute da questo governo a parte dettagli). Ma considerando l'indicazione di non andare a votare (secondo me non legittima quanto lo sarebbe stato indicare di votare no), più, soprattutto, tutti i mezzucci utilizzati per far andare male il referendum (non accorpamento con le amministrative, con conseguente maggiore spesa di 350 milioni di euro, divieto di parlarne fino ad un paio di settimane fa ed anche dopo tribune messe in orari impossibili, telegiornali che ne parlavano pochissimo e male, dando anche indicazioni sbagliate sui giorni del voto). Considerando tutto ciò è una sonora sconfitta. 
Questa volta non hanno margini per buttarla in caciara!
Hanno straperso!

Ma più che degli sconfitti vorrei parlare dei vincitori che sono di certo i cittadini.
C'è una giustissima contestazione di tutti i partiti che è esplosa con tangentopoli (ma probabilmente covava anche da prima), che ha cercato rifugio più o meno momentaneo in nuovi o rimodernati partiti, ma che non ha trovato soddisfazione spingendo molti, sempre di più, verso l'astensione. Questa insofferenza verso i partiti, ogni tanto ha avuto manifestazioni visibili: nei girotondini, nell'onda, nel movimento 5 stelle, nel popolo viola, ma non trova rappresentanza vera in nessun partito. Sono persone attente che hanno capito molto della politica, molto più di quanto i politici credano ed altre che vanno dietro sentendo a pelle l'ondata. Sono soprattutto cittadini consapevoli dei propri diritti, stanchi di essere ingannati e strumentalizzati dai partiti, che vogliono fare politica (nel senso alto, più vero della parola) in prima persona, che non vogliono delegare, che si danno da fare per cose concrete, indipendentemente da ideologie e visioni più ampie che ognuno ha personalmente.
Mi pare che prima a Milano e Napoli e poi, soprattutto, con i referendum abbiamo vinto NOI.
Ha vinto ognuno di noi, sia chi si è dato più da fare, chi ha raccolto a suo tempo le firme, organizzato le associazioni, sia chi è tra i molti che ne ha parlato nei blog e su facebook, che è andato ad attaccare i volantini che si era stampato a casa propria, che li ha messi nelle cassette della posta dei vicini, che ha sensibilizzato familiari, amici e colleghi, che è andato a spronali fino al giorno del voto ed anche chi è semplicemente andato a votare. Abbiamo vinto tutti, ma soprattutto abbiamo preso coscienza che SI PUÒ FARE!
Questo mi pare più importante ancora dei risultati raggiunti che già sono importanti!
Non avremo il nucleare in Italia (forse non lo avremmo avuto comunque? magari si, ma a che costo? ci avremmo buttato comunque bei miliarducci, che poi era l'interesse principale di chi lo voleva), i comuni non saranno costretti a svendere ad ogni costo l'acqua (si privatizza anche ora ed io, per esperienza personale, ho visto come non convenga sotto nessun punto di vista, ma i comuni non saranno costretti a farlo e potranno scegliere), i presidenti del consiglio (così in generale ;-) ) avranno meno pretesti per non presentarsi in tribunale quando incriminati.
Dunque ce n'è di che festeggiare, ma soprattutto, credo che sia da festeggiare la presa di coscienza che SI PUÒ FARE, che ce la possiamo fare, che se ci organizziamo con obbiettivi ben chiari e condivisi possiamo prevalere sui partiti affaristi. Saranno loro, poi, a seguire (come è avvenuto ora), se faranno quello che i cittadini gli chiedono.
Come deve essere e come speriamo che sempre più sarà!



giovedì 28 aprile 2011

LA SPESA DEL PREMIER


Oggi ne ho sentita una nuova (si fa per dire).

Berlusconi, finto primo ministro degli italini e vero piazzista di se medesimo, ha firmato un accordo in francese con Sarkozy, senza la dovuta traduzione.

Non è che lui conosca a menadito il francese per cui può farlo, sono leggi diplomatiche.

In realtà qualcuno (dalla Lega...dai che ci siamo) sospetta accordi extra funzione, tipo consentire al vecchio buffone miliardario di allargare le sue merdose televisioni in Francia.

Da quando è in politica è palese il motivo per cui ci ha dovuto andare, molti di quelli che fan parte della sua corte dei miracolati stanno dietro alle sue puzze per raccogliere prebende e denari, molti di coloro che lo votano (e anche ahimè di chi non lo vota) lo fa per assomiglianza, perchè non paga le tasse, vuole trombarsi minorenni e nasconde desideri di fare soldi a palate infischiandosene del futuro anche dei propri figli e progenie.

Lui da vero venditore di auto usate ha saputo colpire la pancia degli italiani e grazie a quella ancora lo ascoltano e lo votano.

Passiamo alla testa o a ciò che ne è rimasto, dopo lo sfacelo delle scuola pubblica e l'invazione del Grande Fratello e delle Isole.

MANDIAMOLO ALMENO IN PENSIONE DEFINITIVA SE NON RIUSCIREMO A METTERLO IN GALERA.

mercoledì 27 aprile 2011

GLI OUTING DEL "PREMIER"


A quanto pare, appena arrivato a Parigi, Sarkosy l'ha cazziato.

Non gli era piaciuta la prima pagina di "PANORAMA" con lui vestito carnascialmente da Napoleone.

Questo deve aver destabilizzato il vecchio rimbambito miliardario che ci trasforma in zimbelli all'estero e che si definisce "premier".

Lui, venditore "DOOR TO DOOR", non sa nulla di come si comporta uno Statista, e sebbene in Europa non ci sia un granchè nemmeno dalle altre parti (Camerun, Sarkozy e Merkel in ordine di valore crescente ma in valore assoluto assolutamente mediocre), lui riesce sempre a fare delle figure di merda spettacolari.

Adesso ha fatto pure incazzare il Bossi.

Bossi (sarebbe l'unico ad avere idee peccato sprecate per uno spazio geografico/mentale così limitato), preoccupato della sua cazzo di Padania e di MILIONI di tunisini che vorranno invaderla a causa del limite posto da Sarkozy, ecco che sta pensando di far saltare il Governo.

Poi non è certo perchè B. ha sempre un sacco di soldi.

B. cede Parmalat alla Francia e gli regala pure Draghi (io non ho capito cosa succederà a me e a quelli come me in queste scelte, perchè nessuno me le spiega) e, dice il bossi, si becca tunisini (tra cui magari suppone di trovare qualche gnocca, unica sua fissa) e pure costi militari per andare a sbombardare in Libia.

E anche un licenziamento di un grosso papavero italiano per far posto a un francese.

Molti dicono Francia Italia 4 - 0, un motivo ci sarà.

Eppure in due non arrivano ai tre metri.

Eppure sono I CAPI.

Sgridato e preso per il culo, il nostro paralitico ultrasettantenne rincoglionito premier, ha creduto di fare lo Statista con il nostro futuro e le nostre vite.

Ha accettato tutto da Sarkozy (basso uguale ma più giovane di ventanni), Schengen, tunisini, Libia, Parmalat, Draghi.

Tutto pur di comparire sorridendo falso su tutti i giornali.


MA HA ANCHE FATTO OUTING.
SUL NUCLEARE.


I SOSPETTI DELLE OPPOSIZIONI ERANO VERI.

Sarkozy, in cambio di un accordo sull'immigrazione e di una posizione comune su Schengen, gli ha chiesto di onorare l'accordo capestro sui reattori francesi Epr e allora Berlusconi ha sputato la verità sul nucleare:

«Siamo assolutamente convinti che l'energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo. La gente era contraria, fare il referendum adesso avrebbe significato eliminare per sempre la scelta del nucleare. Coaì abbiamo deciso di aspettare "uno o due anni" perché si tranquillizzino. Abbiamo appreso che la tragedia di Fukushima in Giappone ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi a quel referendum, il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire. Il governo quindi responsabilmente ha ritenuto di introdurre questa moratoria sul nucleare per far sì che si chiarisca la situazione giapponese e per far sì che magari dopo un anno o due si possa ritornare ad avere un'opinione pubblica consapevole della necessità di tornare all'energia nucleare».


UN VERO BASTARDO.

MA ANCHE IDIOTA.

ALMENO SPERO.

mercoledì 20 aprile 2011

1945 -2011 TUTTO UGUALE



"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?
Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale.
La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente a causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo.
Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza,venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori.
Mimo abile e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."
Elsa Morante
Si riferiva a Benito Mussolini, anno: 1945.

martedì 12 aprile 2011

LA VITA REALITY


Se vuoi lavorare devi andare in televisione.

Se vuoi guadagnare devi andare in televisione.

Se vuoi diventare primo ministro devi possedere le televisioni e riempirle di tuoi servi strapagati.


Se vuoi vincere le elezioni devi inventarti un nuovo modello di rapporto governo/governati e trattarli da deficenti instupiditi da reality e quindi comportarsi di conseguenza.

Salire sul predellino, inventare la claque davanti ai tribunali facendo pervenire 1000 panini al salame (poi perchè salame? non potevano fare un misto?).

Fare finta di subire attentati per alzare audience e preferenze in picchiata, tamponarsi la faccia con cipra e cerone, mettersi i tacchetti (ma come fa, io che sono una signora non riesco a tenere i tacchi per più di un paio d'ore, mah sarà la Santanchè che gli fa lezioni private di tacco dodici).

Andare da giovani laureati a raccontare barzellette idiote e ricevere un gelido sguardo. e dire che è stato un successone.

Occupare militarmente tutte le trasmissioni televisive e non capire un accidenti di rete se non per invaderla con messaggi pubblicitari.

Avere un ministro dell'interno e un governatore del suo partito (Zaia, ma i poveri veneti non si meritavano di meglio?) che vuole uscire dall'Europa (che abbiamo inventato noi e altri cinque Stati con la CECA nel 1958 ovvero Francia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e Germania), ma non dice per andare dove - Nord Africa o Svizzera per contiguità territoriale sennò?

Inventarsi un finto federalismo per placare il cagnaccio leghista (che lo sostiene in termini di voti) e girare pomposo e tronfio come un comodino rococò con il fazzoletto verde nel taschino.

Andare a Lampedusa per raccontare l'ennesima balla pubblicitaria (la pubblicità è l'anima del commercio finchè dura perchè se il prodotto è scarso occorre di sicuro ridargli un nome diverso...e non ci ricorda nulla questa tattica?) e raccontare idiozie mentre, non calcolati, sbarcano tunisini convinti di essere capitati in un Paese civile?

Il venditore porta a porta, un vecchio basso, grasso pelato, lucido come le scarpe della prima comunione, che si spaccia per governante e che si atteggia per capolavoro delle istituzioni (di cui ignora il significato) appena esce dall'enorme Grande Fratello che è diventato questo povero Paese si incontra con la realtà.

Dal REALITY alla REALTA'.
Si lo so che hanno lo stesso significato, ma non in italiano.

Nella REALTA' il venditore door to door viene tenuto a distanza, non entra nei Conclavi (sono tempi duri non si può perdere tempo con presunti comici di quart'ordine), Obama gli liscia le penne solo per farsi i cazzi suoi (a Obama serve la posizione strategica dell'Italia nel Mediterraneo e inoltre in Italia c'è la più alta concentrazione di truppe americane fuori dagli USA, e infine Obama ottiene ancora truppe italiane in Afghanistan alla fine del 2010...e quindi perchè rinunciare al giochino del reality stando in Italia?) e a Frattini domandano dal THE TIMES come si sente a rappresentare un governo capitanato da un uomo riconosciuto come pagliaccio internazionale.

Frattini balbetta, in fondo lui cosa è di diverso nel REALITY??

Frattini dry, rimarrà un nome di aperitivo, mentre il pagliaccio probabilmente darà il nome a un virus o anche a un parassita.

L'Italia sta male e lui racconta barzellette.

I suoi soci gli leccano il culo per pararsi il proprio.

Povera gente ipnotizzata nemmeno si accorge delle ENORMI incongruità di ciò che fa e dice.


Come mai dice davanti ai giudici di "avere dato dei soldi a R. per toglierla dalla strada"?

Ma non era la nipote di un uomo ricchissimo come Mubarak?

Delle due l'una o mente sullo zio o mente sui soldi.

Intanto la Lega imperversa con la sua ideologia del menefreghismo e dell'ignoranza, ottimi metodi per attirare menti seccate da astinenza da SANI PRINCIPI E ONESTA' INTELLETTUALE.

venerdì 1 aprile 2011

GREZZI



In Italia è nata la Cultura occidentale, quella che fa da base a tutti i paesi cosiddetti occidentali.
Architettura, ingegneria, urbanistica, scienze umane, scienze politiche, scoperte scientifiche, scoperte di nuovi territori, arte come pittura scultura, la musica, la poesia, la letteratura.

E mi sono sicuramente dimenticata di qualche cosa.


Per quello e per la posizione geografica siamo stati terra di conquista, da sempre.


Dante parlava di Italia già mille anni fa, parlava dell'italiano come lingua e dei suoi vivaci e innumerevoli dialetti.


Un territorio difficile, praticamente una catena di monti da nord a sud, inframezzata da poche pianure, e circondata da diversi mari.


Un paesaggio ricco sia dal punto di vista naturale (montagne bellissime, colline, pianure diverse, fiumi laghi torrenti foreste, ricca fauna ricca flora ecc.) e sia dal punto di vista antropico (città meravigliose, opere d'arte, sculture nel territorio).


GUERRE l'hanno modificata, cambiata, ma mai veramente distrutta.


Il dopoguerra è stato un momento di inizio di vera unione di questo paese, ma anche l'inizio della sua perdita di identità.


Sebbene prima fosse terra di conquista ESTERNA adesso è diventato TERRENO DI CONQUISTA INTERNA.


Ci stiamo cannibalizzando, o meglio una piccola parte di italiani manipolando gli uni e comprando gli altri sta mangiandosi il Paese.


La sua storia, la sua arte, il suo paesaggio e soprattutto il suo patrimonio umano.


Stiamo diventanto o egoisti o imbecilli incolti, pronti ad applaudire merde umane che si identificano come onorevoli mentre si fanculizzano nel PARLAMENTO (!!!!!!!!!!!) e un presidente del consiglio universalmente descritto all'estero come "clown internazionale" che va a conquista di voti vendendo vendendo false promesse e inutili premi a cittadini sempre più stremati.


Forse la cosiddetta prima Repubblica ha covato i danni della seconda, ma pare che la seconda della prima non abbia ereditato che i difetti moltiplicandoli. Almeno erano presentabili, non tutti ma una discreta maggioranza. Avevano modi e linguaggi attenti almeno superficialmente al ruolo che svolgevano.


Il senso della collettività, base e fondamento di ogni società si è perduto, l'educazione non esiste più, il senso delle Istituzioni si è perso nella volgarità del linguaggio leghista e degli atteggiamenti dei pidiellini.


Le leggi sono sempre meno, e quelle che ci sono complicano l'esistente (vero Calderoli e il tuo inutile ministero?).


Svariati inutili ministri, buoni come carne da cannone per il voto. Per non parlare dei sottosegretari.


Un modo ingiusto e indegno di fare pubblica amministrazione che si è diffuso fino all'ultimo comune d'Italia (sono circa 8100).


Parlamentari orribili, indesiderabili anche solo come vicini di bagno nel momento della pipì.


Parole inaudite come "handicappata", minacce, lanci di oggetti, Napolitano che fa il capo classe a 80 anni suonati di 50/60/70 astiosi e desiderosi di risolvere il mutuo e il prossimo SUV.


Speranze di livello istituzionale o nazionale o comunitario che mai entrano nell'anticamera del "cervello" di questi puzzolenti personaggi.


Loro ci rappresentano.


Noi siamo grezzi come loro?


Daniela 










martedì 8 marzo 2011

ZUFFUNNATI DI MUNNEZZA



A costo di annoiare devo nuovamente parlare di B.
Lui che quasi 17 anni fa "discese in campo".
Per PIC (pararsi il culo) sennò con maggioranze quasi assolute, garantite da una legge majala, faceva riforme costituzionali senza trovare ostacoli. Tipo quella sulla Giustizia.
Ma lui è un allegro venditore door to door, e quindi ritiene applicabile la menzogna captatio benevolentiae anche in casi istituzionali.
Lui non ha il SENSO DELLO STATO, lui ha solo senso per gli affari e quindi ha trovato che la discesa in campo potesse impedire il suo fallimento economico e finanziario nonchè la probabile discesa nelle patrie galere.
E' ricco, anzi è sempre più ricco, e uno così ricco trova professionisti della menzogna che possono manipolare e gestire le menti delle persone, anche di quelle perbene, anche di quelle disattente, troppo impegnate a lavorare per trovare il tempo di fermarsi e pensare.
Ha usato il mezzo più idoneo all'epoca, i media televisivi.
Grazie a questo "trucco" riesce sempre a risorgere dalle proprie ceneri, a smentire ciò che ha appena detto.
E' un professionista della menzogna. I suoi soci sanno che mente e con lui condividono la "vera natura dei suoi propositi", mentre la maggior parte delle persone ignora di essere di fronte a un caso di associazione segreta, massonica ma alla luce del sole.
Non si nasconde questa associazione segreta, opera nella realtà, racconta stronzate che nemmeno mimano la realtà, la prendono in giro.
Per garantirsi voti sceglie lui di persona gli eletti, e con i soldi che dispone offre gadget che nessun'altro può permettersi.
Alla fine il Parlamento è alle sue dipendenze, e quindi se il diktat è di PICF (parargli il culo flaccido) nessuna altra legge può passare, si lavora per lui e basta.
Ma che tipo di lavoro fanno in Parlamento??
Lavorano??
Forse. Si sicuro qualcosa fanno.
Cambiano casacca per esempio.
Beh, anche quello deve essere considerato "lavoro" visto che è la "maggior parte del loro lavoro". E con giustificazioni meravigliose, quali «Silvio è buono», oppure «Fini è freddo» o «Di Pietro non mi risponde al telefono» o «Anche quando avevo abbandonato il Cavaliere in realtà continuavo a volergli bene perché lui è uomo così buono e mite» oppure «la mia coscienza ha paura che venga meno la stabilità e la governabilità» o anche «vanno salvaguardate le istituzioni» o «Sto con tutti, basta che condividano le mie idee» o «per non lasciare il Paese allo sbando» o «Sono una macchina di voti, porto la vittoria a chi me la chiede» oppure «Noi dell' area della Responsabilità siamo una grande forza che può dare una svolta al Paese, qualcosa di estremamente serio, un coagulo politico e culturale che si è sedimentato nelle coscienze.... e via cianciando di «governabilità» o di «responsabilità». E, per finire, dopo anche ripetute giravolte, sudati e affaticati stramazzano al suolo incapaci di sollevare un foglio - figurarsi leggerlo e capirlo e votarlo - e senza forze.
Rimangono dunque poche forze.
E quindi con poche forze si fanno pochi risultati.
Pochissimi.
Caterina Perniconi del FATTO QUOTIDIANO monitora da alcuni giorni in una rubrica , le “ore lavorate” ogni giorno dalla Camera e dal Senato. Questa una sintesi dell'articolo del 02/03/2011.
Deputati e senatori si sentono offesi perché in quelle ore (pochissime) non vengono incluse le attività delle Commissioni. È vero, ma qualcosa non funziona se quella attività, che pure a volte è intensa, non si riversa nelle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama.
A Montecitorio l’aula è stata riunita per 123 ore e 40 minuti dal 1° gennaio al 28 febbraio. Ciò significa che dividendo le ore per i giorni lavorativi (dal lunedì al venerdì) dei primi due mesi dell’anno si ottiene una media di circa 3 ore lavorate al giorno. A Palazzo Madama le cose vanno anche peggio. Il totale delle ore di seduta è di 69 e 57 minuti. Con una media di 1,7 ore al giorno. Certo, nel frattempo lavorano le Commissioni. Ma se le loro valutazioni non si riversano in aula c’è un problema istituzionale. B. vorrebbe farne a meno. Quindi le leggi del governo dovrebbero essere approvate così come sono, senza discussione. In effetti, in questo caso, deputati e senatori non servirebbero, ma non saremmo in presenza di una democrazia. B. si scanadalizza. "Ci sono soltanto 50-60 persone che lavorano – ha detto il premier – tutti gli altri stanno lì a fare pettegolezzi. Non si può stare dietro a 200 emendamenti al giorno è uno spreco di energia e professionalità incredibile”. Di che cosa si è occupato il Parlamento negli ultimi mesi? Per lo più di diritto penale. Secondo lo studio fatto da Openpolis le leggi sulla giustizia hanno occupato lo spazio di discussione per un tempo sei volte maggiore di quelle sulla disoccupazione, cinque volte maggiore di quelle sulla ricerca scientifica, più del doppio di quelle sull’evasione fiscale. Solo 14 atti sui precari mentre sono stati 561 sulla giustizia.

NO COMMENT

Daniela 

lunedì 28 febbraio 2011

FESSO CHI...CHI CI CASCA



DOPO 15 ANNI CHE FA COSI' C'E' ANCORA BERSANI CHE CI CASCA!!!
Lui dice una sonora stronzata del tipo:
"Gli insegnanti delle scuole pubbliche inculcano idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie".
Bersani si incazza e risponde:
"Uno schiaffo inaccettabile a chi lavora in condizioni rese dal governo sempre più difficili: la scuola pubblica è nel cuore degli italiani".
Berlusconi, il perseguitato dalla sinistra, ribatte:
"Ancora una volta la sinistra ha travisato le mie parole, non ho mai attaccato la scuola pubblica".

VERISSIMO.
LUI STA SOLO LECCANDO IL CULO ALLA CHIESA, siamo in campagna elettorale.
E TROVA LA SPONDA GIUSTA CHE NON E' BERSANI.

E' monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro e una delle più autorevoli voci della Cei, in un'intervista al settimanale Tempi, che dice:
"Non si era mai vista una magistratura muoversi con la prepotenza con cui lo sta facendo oggi nel nostro paese. La moralità dei politici va giudicata dall’impegno nel perseguimento del bene comune che consiste nel benessere del popolo e nella libertà della Chiesa".

E SILVIO E' SANTO E SALVATO.

Non fa nulla del suo delirante privato da sporcaccione pervertito, della sua faccia tosta nel parlare di FAMIGLIA, purchè obbedisca a ciò che vuole la Chiesa. Niente aborto, eutanasia, coppie gay. 

INTANTO L'ECONOMIA TRACOLLA, non si trova lavoro, il FUTURO delle nuove e nuovissime generazioni non si vede nemmeno nella sfera di cristallo.

SPERIAMO CHE CI CASCHI SOLO BERSANI, e nessun altro.

Speriamo che i cattolici o anche solo coloro che non si sentono di sinistra la smettano di sentirsi rappresentati da un essere del genere.
Che prende in giro tutti, che dice una cosa e il suo contrario nell'arco di 24 ore, convinto che a parte i suoi soci, il resto degli italiani sia un insieme di sottosviluppati mentali.
Daniela

martedì 8 febbraio 2011

ITALIANI: ESPERIMENTO FALLITO




Oggi sul Fatto Quotidiano, a pagina 18, c'è un articolo molto interessante di Maurizio Viroli che si intitola IL PAESE BORDELLO.

In sintesi l'articolo dice che gli americani hanno due espressioni per definire l’immagine dell’Italia negli Stati Uniti e queste espressioni sono "Bordello State" e "Whoreocracy" da tradurre con un poco gradevole (per gli italiani) “il governo delle puttane”.
Nell'articolo risulta che sono commentatori di alto livello non fiaccati dall'antiberlusconismo italiano, quello di cui parla senza posa the emperor.

Cito:
"Agli occhi degli americani Berlusconi merita di essere deriso e disprezzato perché è un uomo di cui dei cittadini maturi non dovrebbero fidarsi in quanto non rispetta i requisiti minimi dell’integrità personale, a cominciare dall’essere leale, dal sapersi controllare, dal senso di responsabilità. Per gli americani il potere politico non è proprietà di chi governa, ma appartiene ai cittadini che lo affidano a dei rappresentanti, per un tempo limitato e sotto precisi controlli, affinché lo usino per il bene pubblico. Proprio perché è un potere importante non lo si può delegare a persone che si rendono ricattabili, che mentono, e che sono dominate da un sentimento di onnipotenza."

E ricito:
"La domanda che l’opinione pubblica americana si pone a proposito dell’Italia non è tanto ‘che cosa succede?’, ma ‘come avete fatto a ridurvi così?’. Non sono tanto interessati ai fatti della cronaca politica ma a capire come e perché una nazione come l’Italia abbia permesso l’ascesa al potere di Silvio Berlusconi e tolleri senza troppi sussulti i suoi metodi. Quello che davvero non riescono a spiegarsi è come mai gli italiani, che pur vivono in democrazia da più di sessant’anni, non abbiano capito il principio fondamentale del liberalismo, quello che insegna a temere il potere illimitato, chiunque lo detenga. Più che moralisti sono saggi."

E infine la conclusione, EPICA DIREI: "Eppure, nel modo in cui gli americani seguono le nostre vicende traspare una preoccupazione che non ho mai riscontrato in passato. Se considerassero Berlusconi soltanto un caso di buffoneria e corruzione non si allarmerebbero molto. Nel mondo non mancano certo esempi da questo punto di vista anche più eloquenti. Avvertono invece che un sistema come quello che Berlusconi ha costruito in Italia potrebbe trovare imitatori in altri paesi democratici. Sarebbe insomma il futuro, non un altro esempio del malcostume politico italiano."


Commento, mio questo.

Dall'articolo l'immagine dell'Italia e degli italiani che ne esce non è molto edificante.
Ma gli americani non sono preoccupati per la Democrazia in Italia (a loro non interessa), sono preoccupati perchè uno storico alleato che si trova in posizione strategica sta dando i numeri (l'Italia IN TOTO non B in sè).

Il fatto è che sui berlusconismi hanno anche loro delle grosse responsabilità, per esempio l'imposizione del loro costoso ed energivoro stile di vita, veduto come UNICO E MIGLIORE, e le loro paure delle nostre "presunte sinistre", nella loro visione post maccartista.

Piu' che di B. sono preoccupati di quanto stanno diventando deboli e scemi gli italiani, anche se questa "cultura di merda" l'hanno contribuito loro a crearla, con la vendita dei loro prodotti (di cui canile cinque è diventato una specie di corazzata d'avanguardia fin dagli anni Ottanta).

Basta guardarsi in giro per il mondo, i modelli che gli U.S.A. hanno esportato e i fantocci che hanno creato.

E anche nel caso ITALY non credo siano incolpevoli , solo che probabilmente l'esperimento GLI è sfuggito di mano.

Daniela 

mercoledì 19 gennaio 2011

MEDITERRANEO




Da qui è partita la civiltà occidentale con l'aiuto di arabi e normanni, qui è nata la cultura dell'uomo al centro del mondo, dominatore assoluto.
Arte, musica, letteratura e sangue.
Il Mediterraneo avrebbe dovuto essere rosso di sangue, invece è sporco e inquinato per il Progresso.
Adesso il Progresso è arrivato al culmine.
Con la rivoluzione industriale servivano più schiavi, ma dopo la seconda guerra mondiale gli schiavi dovevano anche essere consumatori, e i consumatori devono avere soldi e libertà di movimento per acquistare e devono avere un minimo di conoscenza per apprezzare i messaggi pubblicitari e comprenderli e di nuovo acquistare.
II metodo di controllo dei secoli scorsi, la Chiesa, è stato affiancato, sostituito e superato dal metodo della pubblicità, soprattutto quella trasmessa dalla televisione.
Le democrazie europee e occidentali sono immerse nella pubblicità che controlla le persone, che le manipola, che induce falsi bisogni.
Ma induce anche riflessioni estranee a ciò che rientra nei piani dei Grandi Controllori.
Tipo equità giustizia pace.
Così il controllo è aumentato con la novità della Paura.
E chi può avere in mano la gestione dell'organizzazione di un tale controllo su area mondiale?
Solo i ricchissimi del pianeta, i petrolieri, i possessori di fonti energetiche e i loro dipendenti, imprenditori industriali, gestori dei mass media, e naturalmente i mafiosi.
Le democrazie occidentali si sono da qualche ventennio riempite di petrolieri, Bush senior e Bush junior sono un esempio, e i loro soci che si trovano in tutto il mondo.
In Italia c'è Berlusconi che è particolare perché addirittura specializzato nella leccata di culo a leader possessori di grandi fonti energetiche "impresentabili" come Putin come Gheddafi.
Cosa c'entra tutto questo con il Mediterraneo?
C'entra perché nel sud del Mediterraneo, in Tunisia, si è acceso un fuoco e Ben Ali è stato mandato via. E forse manderanno via tutto ciò che ricorda la vecchia nomenclatura.
Ben Alì era un leader non democratico, che non era stato eletto democraticamente e questa rivolta potrebbe estendersi al vicino non democratico Gheddafi, al successivo vicino non democratico Mubarak, ai successivi folli israelo/palestinesi.
A Nord del Mediterraneo pare che non ci siano leader non eletti democraticamente, ma Berlusconi ha usato trucchi pesanti per essere eletto e quindi la sua è una democrazia sfalsata, c'e la porcata di Calderoli e c'è lui che si sente talmente al di sopra delle parti che fatalmente sta andando oltre quello che lui stesso può controllare e forse qualcosa potrebbe sfuggirgli di mano.
Al Capone fu fermato per il fisco, Maria Antonietta fu decollata per una pessima battuta sulle brioche.
Berlusconi per cosa sarà fermato?
Come tutti i controllori anche dei secoli passati, lui non ha nessuna stima di chi controlla, pensa che siano tutti una massa di stupidi, manipolati e manipolabili. Ma anche a lui, se l'asticella del limbo è continuamente spostata a suo favore e contro di tutti gli altri, la situazione potrebbe sfuggire di mano.
E a questo si aggiunga una variabile come il Clima, oramai palesemente incontrollabile, unica cosa che i Grandi Controllori Planetari non sono ancora capaci di controllare.
Una variabile che potrebbe far deragliare qualsiasi ipotesi, anche di controllo.

Daniela

giovedì 13 gennaio 2011

Spergiuro


Il più stupido degli uomini sa.
Il più stupido degli uomini: persona che non legge e, forse, non ha mai letto; superficiale in ogni cosa che fa, in ogni sua scelta; non si cura delle conseguenze che può avere una sua azione, figuriamoci una sua parola; insensibile verso qualsiasi cosa che non lo riguardi direttamente, si impegna fino al midollo per la cosa più banale, ma che ritiene sia sua per diritto, e ne fa una questione di principio; affronta la vita spavaldamente, ma solo in apparenza, infatti sotto sotto è pavido, non esita a fuggire, a nascondersi, pur di farla franca; perde il contatto con la realtà, e si contraddice continuamente e sfacciatamente, e spesso questa sfacciataggine gli fa gioco, trovando terreno fertile nel’incredulità delle persone che non si aspettano un comportamento così stupido, e credono loro stesse di aver capito male, si instupidiscono, abdicano di fronte al potere, anche se detenuto da uno stupido; stupido che, dal suo modo di agire, può anche avere svantaggio, tanta è la sua inettitudine.
Uno stupido non è un individuo che giura e spergiura su cose delle quali sa che non potrà renderne conto, perché non ci arriva; lo stupido è colui che non si rende conto che non si può credere a chi lo fa.

La prova della malafede di qualcuno sta esattamente nel suo giuramento su cose impossibili da pagare nel caso di spergiuro. Il più stupido degli uomini sa che non deve spergiurare; non ha però gli strumenti per riconoscere chi lo fa.
Giurare sui propri figli, e sui nipoti, poteva avere un valore forse nel medioevo; oggi non ha alcun valore, soprattutto sulla bocca di chi puntualmente disattende, si contraddice, spergiura, appunto, con una frequenza alta e puntuale, che ha dell’incredibile nel fatto che mantiene un seguito popolare nonostante tutto.
Di tutte le brutte cose che ha detto Berlusconi mentre era in Germania, e mentre in Italia si stava per consumare una delle vicende più tristi e incivili da circa cinquant’anni, col suo avvallo partecipato a favore di Marchionne, questo mi ha colpito: il suo spergiuro. Spergiuro che non ha avuto alcuna eco mediatica. Peggiore dello stupido è solamente chi di lui si approfitta; se mio padre osasse giurare su di me e, peggio, sui miei figli, lo disconoscerei immediatamente; a maggior ragione se sapessi che si tratta di spergiuro enunciato da persona notoriamente falsa ed invischiata in loschi affari, avvezza a contraddirsi frequentemente. Se non succede questo da parte dei suoi figli e nipoti ci può essere una sola motivazione: la coscienza che non potrà essere perseguito nella sua menzogna e, tutti assieme, potranno continuare a godere dell’immensa fortuna, fondata sul malaffare, e che si perpetuerà finché non ci sarà una seria presa di coscienza da parte dell’elettorato che, stupidamente, vede in un imbonitore, millantatore senza ritegno, l’unica guida possibile della Stato; guida che ci sta portando ogni giorno che passa, verso lo sfascio dello Stato Sociale.
Per “l’opposizione”, non ho parole, al momento, per descrivere il ruolo scellerato, l’enorme responsabilità che ha nel co-condurre l’Italia al macello.
Il più stupido degli uomini sa che non deve spergiurare.
Berlusconi non è stupido, forse, ma sicuramente è spergiuro.

NdA
Vorrei scusarmi con tutti gli amici sostenitori e blogger per la mia assenza forzata dal Web, ma, ancora, al momento non dispongo di un computer affidabile con il quale mantenere i contatti in rete; spero che al più presto ritorni dall’assistenza. Nel frattempo mi devo accontentare, di tanto in tanto, di sbirciare con un vecchio PC, confidando in tempi biblici per caricare una pagina web, ma soprattutto nella fortuna che non vada in malora tutto quando, come ora, cerco di postare qualcosa con gli scarsi mezzi di cui dispongo.

mercoledì 31 marzo 2010

Amore contro invidia ed odio.

Amore ed odio. Come spesso accade l'imbonitore di Arcore cerca di creare contrapposizioni primarie, fondamentali, attribuendo a se la parte percepita come positiva ed agli altri quella negativa. Potrebbe funzionare con qualunque cosa, ma scegliendo contrapposizioni molto cariche emotivamente, dove una parte sia palesemente positiva, l'effetto si accentua notevolmente.
Quello che mi chiedo, però, è come fa ad attecchire una cosa del genere. Perché molte persone credono ad una cosa del genere? Di cosa si alimenta una tale falsità?
Forse molte persone non se lo chiedono proprio, è per questo che funziona. Se una frase del genere passa senza essere valutata attentamente, agisce ad un livello non cosciente, molto potente, una volta superata la barriera della razionalità ed entrata nel subconscio, essa rafforza l'appartenenza in quel gruppo, in quella parte politica, quasi nessuno vorrebbe sentirsi colui che odia e che prova invidia, quasi tutti invece vorrebbero sentirsi parte del partito dell'amore. Se ti viene detto che è così, che sei nel giusto e non valuti in profondità la cosa, nessuno la mette in dubbio, o lo fa molto debolmente, questo diventa un dato di fatto e sei disposto a sostenere quel gruppo (che ti fa sentire nel giusto) anche contro evidenti cose sbagliate.
La crescita del consenso intorno a lui, si è alimentata molto di questi giochi e queste suggestioni si sono sedimentate nel tempo e non sarà facile spostare le persone da queste posizioni.
Proviamo comunque a capire quali potrebbero essere gli argomenti di un'affermazione del genere. Evidentemente è una variante, ancora più carica emotivamente, di quella tra comunisti e... ecco non è necessario specificare l'altra parte, in questa maniera è ancora più inclusiva. Se fosse tra destra e sinistra, molti non si sentirebbero di far parte della destra, invece così ognuno ci mette quello che si sente. Sottinteso c'è anche che loro sono coloro che hanno successo e sono ricchi, dall'altra parte ci sono coloro che non sono riusciti ed odiano. C'è in questo una certa concezione presociologica per la quale il povero lo è per voler di Dio, perché ha delle colpe da espiare, perché è incapace, ed il ricco è tale perché merita di esserlo. Anche in questi sottintesi, chi è già suggestionato da lui, si sente ancora più vicino, si identifica con lui, non è ricco, ma vorrebbe esserlo, non lo è ancora, ma lo sarà, da quella parte c'è la ricchezza.

Queste suggestioni si alimentano anche dell'erronea comprensione (alimentata da arte), di alcuni concetti, per cui la volontà di redistribuire più equamente, di aiutare chi parte da situazioni più svantaggiate, il senso di fratellanza (che a rigor di logica sarebbe molto più vicino all'amore) viene visto come odio per chi è ricco.
Io personalmente (ma credo la maggior parte di coloro che si contrappongono a quella parte politica) non ho niente contro chi è ricco, anzi posso ammirare chi si arricchito onestamente, ci sono molti imprenditori che hanno avuto idee vincenti, che le hanno realizzate e che hanno dato lavoro, posso ammirare anche, al limite, chi ha utilizzato tecniche di marketing aggressive (e che posso criticare per molti altri motivi) come Bill Gates, ammiro professionisti in gamba nel proprio campo, chi guadagna perché le sue competenze sono ambite e gli vengono offerti alti compensi. Non ci vedo niente di male. Ma non posso certo ammirare, invece, chi ha fatto del guadagno il suo unico scopo, chi si è arricchito con l'inganno, con l'illegalità, a discapito di chi invece le regole le ha rispettate. E quì ritorniamo alla solita contrapposizione che c'è nel nostro paese tra chi vuole una società civile, in cui ci sono regole condivise che vanno rispettate da tutti e chi invece vuole continuare con questa situazione di ambiguità, in cui le regole valgono fino ad un certo punto e quello che conta è chi fa una certa cosa, le amicizie, le conoscenze che ha. Quindi non valgono le competenze, il merito, ma l'aiuto sottobanco. Forse l'invidia sarebbe nei confronti di chi può godere di qualche privilegio immeritato? Io, ma credo molti con me, preferisco avere qualcosa di meno, ma sapere che è tutto merito mio, invece che dover ringraziare la benevolenza di qualche potente. Forse non è così per chi lo segue invece, che si aspetta qualche contentino, qualche briciola.
Mi pare, quindi, che l'invidia possa annidarsi più tra i suoi seguaci, che non tra chi lo contrasta. Io non vorrei assolutamente essere al suo posto, l'unica cosa che mi manca è il tempo e lui, probabilmente, ne ha meno di me. Non potrei sopportare il pensiero di aver calpestato tante regole, di aver commesso tante ingiustizie, di aver prevaricato tante persone solo per denaro e potere. Tra l'altro qualcuno diceva: "Non potete servire a Dio e a mammona".
Dunque dov'è l'amore e dove'è l'odio? Mi pare che la situazione sia esattamente contraria a come viene proposta, mi pare evidente che l'amore sia in chi vuole attenuare, almeno in parte, le disparità, in chi vuole accogliere lo straniero, in chi vede l'altro non come un'opportunità da sfruttare, ma come un fratello.
Allora perché facciamo passare delle falsità così colossali senza replicare per le rime? Perché sono talmente stupide che non ne vale la pena! Apparentemente è vero, ma se consideriamo come agiscono, come rinforzano il senso di appartenenza in quella parte, come vengono accettate acriticamente, non possiamo farle passare e dobbiamo abbassarci a confutarle.

giovedì 18 marzo 2010

UNA RIFLESSIONE







Da questa nota di Serra è partita la mia riflessione, durante il tragitto in auto.
E così mi sono detta quanto segue.
Se io e molti come me sono una anomalia è evidente che Berlusconi ha tutto il diritto di dire che è una vittima.

La maggioranza vince.
Tuttavia io e molti come me non crediamo affatto che Berlusconi sia una vittima.
Io credo che lui sfrutti la disattenzione e la manipolazione mediatica per farlo credere, ahimè, ancora a molti.

Ha creato un legame emotivo con molti cittadini spettatori mediasetRAI.
Luttazzi lo spiega molto bene nel suo libro "La guerra Civile Fredda".

E sta continuando. Ma credo che alla fine diventerà un boomerang anche per lui.

Il lancio della statuetta per molti non è credibile, ma calcolato e adatto alla bisogna si.

Teniamo presente che Berlusconi si sveglia ogni mattina con caffè e statistiche.

E poi agisce di conseguenza e questo forse spiegherebbe il perchè di tante
disattente affermazioni seguite da immancabili negazioni.
Anche negazioni di evidenza.

Una tecnica che usano molti dei suoi seguaci.
Fede e Minzolini. E altri media.

La disattenzione fa si che le stronzate diventino verità,
quando invece sono la cosa più lontana dalla verità.
Le bugie conoscono la verità.

Adesso dalle intercettazioni (continue e tante, si parla di questo
e non di campagna politica) risulta che Berlusconi e la sua famiglia siano
minacciati con tanto di invio di pallottole.
Pare lo dica lui a un altro durante delle telefonate.
E pare che risponda anche che tutto questo è causato da una
campagna denigratoria (della sinistra of course e dei suoi seguaci, tra cui annoveriamo anche i votanti PDL) DAL SITO DI LUTTAZZI : il concetto di libertà

Che fare? Credere alla sua ingenuità quando è palese che la destra stia temendo
che molti dei cittadini di destra NON andranno a votare PDL,
forse disgustati o chissà, magari attratti dalla Lega?

E poi, tornando alle intercettazioni, siamo sicuri di voler sentire
tutto quello che si dicono i politici? O forse ci piacerebbe vedere qualche risultato?

La crisi c'è, è pesante, gli imprenditori soffrono di una mancanza di obiettivi
a livello nazionale, in Europa vanno un pochino meglio ma da noi stentano,
e qui nel profondo NordEst non reinvestono i soldi perchè non
vogliono licenziare.

La Pubblica Amministrazione è gravida di mancanza di organizzazione
da anni, e adesso è pure diventata un parafulmine per qualsiasi problema.

E infine concludo con una notizia che solo "Italia Oggi" da, una nuova
cosa su cui riflettere: Dal librio della D'Addario "Gradisca Presidente"
faranno un film, e la parte di Berlusconi la farà,
quasi sicuramente e pagato fior di soldoni, Alain Delon.

NON HO PAROLE.

lunedì 8 marzo 2010

NIENTE SCUSE???


Ciao a tutti. Faccio un post semplice, ho poco tempo,
ma latito anche da tempo.

È un post dove mi pongo alcune domande, dandomi delle risposte.

1) Era giusta una competizione senza il PDL? NO DI CERTO.

2) È giusto un decreto che modifica in corsa le regole? NO DI CERTO.

3) Allora cosa fare? DUE COSE.
Primo, allungare i tempi per votare, così non si modificava nulla.
Secondo, far pagare una grossa sanzione pecuniaria a chi
ha fatto saltare i tempi.
Hanno scelto diversamente. E non sono dietrologa, io non penso
a un aiuto di Napolitano, ma penso che questa "occasione" per
smerdare il PDL (e poi farlo tornare in gioco)
sia stata NUOVAMENTE persa del PD.

4) Occasione persa dal PD? CERTO. Poteva far soffrire con cura
il PDL e poi, con grande garbo e democrazia, allungando
tempi e sanzionando, farlo rientrare in gioco. Berlusconi sapeva
che questo errore di Milione gli poteva costare almeno un milione
e più di voti persi. Lui si, ma il PD non l'ha capito.
Come al solito.
Basterebbe leggere cosa ha scritto oggi Giuliano Ferrara...
Il Giuliano Ferrara...

5) Qualcuno di voi ha sentito scuse dal PDL? NO DI CERTO.
Tutto dovuto. E i giornali affiancatori del premier a dire
che era tutto dovuto, e come al solito a dire che la sinistra
fa schifo e che è pure antidemocratica, percbè pretendeva il rispetto
delle regole. Addirittura i sinistrosi caduti nel tranello.
Infatti la Finocchiaro ha detto (DAL SITO DI LUTTAZZI);
1. Anna Finocchiaro: “Stavolta sono stati superati i limiti,
non potranno non esserci conseguenze, non possono pensare
di prendere in giro noi e gli italiani”.
2. Anna Finocchiaro: “Glielo lasceremo fare di nuovo,
e poi di nuovo ancora, e ancora…

6) Di Pietro. Continuo a pensare che non abbia strategie a lungo termine,
e che usi la folla viola come diceva Lisander Manzun...basta un nulla e la
folla si trasforma in una bestia senza capo né coda...
Insomma non mi convince.

7) Mi mancano i veri leader, quelli che pensano in lungo. Che fare?
Mauro pensa ad emigrare in Albania, ma io non voglio emigrare perchè,
ahimè, io amo questo Paese che ha dato molto e può dare tantissimo al mondo.
Abbiamo inventato il nucleare piezoelettrico, a impatto zero.
Lo sta sperimentando il CNR. E il governo ha anche dato dei fondi.
Solo che dovremo aspettare un po'. Intanto potevamo andare avanti con le rinnovabili,
ma purtroppo, nonostante fior di incentivi, nel 2020 dovremo importare energia rinnovabile dai paesi vicini, tra cui Croazia e Albania. (FONTE EWEA, European Wind Energy Association).

8) Ci hanno reso teledipendenti e depressi, incattiviti e impauriti dal diverso.
Con il razzismo ci stanno fregando. Ci controlleranno con il razzismo e la paura.
E noi, ricchi occidentali ci inoltreremo sempre più nel VIRTUALE, abituandoci ad amici virtuali, relazioni virtuali, diete virtuali, una serie di oggetti legati in rete a breve sommergerà la nostre vite. Ci peseremo su una bilancia e lei trasmetterà su facebook o twitter il peso e ci darà il “responso”. Faremo una lavatrice che darà il risultato in rete. Tutto virtuale, senza uscire di casa.

8) Ci dobbiamo riprendere la vita? Si, anche semplicemente andando a mostre,
al cinema, mangiando in piccoli locali tipici dove alla seconda volta sei amico dell’oste, passeggiando in montagna e salutando tutti quelli che si incontrano. Chiaccherando e cercando la sintonia con il prossimo, senza dover catechizzare sempre tutto e tutti.
Si fanno proseliti con il miele non con la rabbia.

Concludo parlando di un film visto da pochissimo tempo, dieci giorni fa,
appena uscito, INVICTUS.
Da un ottimo messaggio, un leader deve amalgamare e rafforzare il popolo e la nazione. E per farlo hanno usato uno sport, il rugby.
Da noi lo sport è il sostituto della nazione, in Sudafrica è diventato
il primo collante di una nazione in procinto di una guerra civile.

Un leader è tale se rischia, sennò stia a casa.