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giovedì 15 novembre 2012

VIVA L'ITALIA



Il governo tecnico è troppo occupato per accorgersi delle sofferenze italiane.
Tira dritto, ha lo spread come traguardo...non si occupa del terremoto dimenticato dell'Emilia Romagna, delle alluvioni dimenticate del Veneto e della Liguria di due anni fa sempre a novembre, 2010 il Veneto, 2011 la Liguria.

Anche questo novembre 2012, la bellissima Toscana sta soffrendo le pene dellinferno.

Ma non dite che è la Natura maligna, queste sono scemenze da giornalisti generalisti, da fighette mediatiche, le stesse che dicono "OH FA CALDO ALLORA E' BEL TEMPO". Ma il caldo eccessivo del 2012 non è assolutamente da definirsi BEL TEMPO.

Siamo a novembre e ci sono temperature MOLTO sopra la media stagionale.
Cambiano i cicli dell'acqua e dell'aria, ovvero cambia tutto quello che è l'ambiente fisico, quello da cui prendiamo TUTTO. 
Non siamo un'isola come l'Irlanda, dove esaurita quella, si sbarca in altri luoghi a trovare risorse per vivere.

Abbiamo solo questo pianeta, e anche se ci fossero altri pianeti simili a questo, COME CAVOLO CI ARRIVIAMO?

Usando il petrolio???

martedì 29 maggio 2012

ANCORA TERREMOTO IN EMILIA













L'indifferenza dei media e delle Istituzioni non ha contagiato il suolo del modenese, che stamattina, ore 09.00.03, con magnitudo 5.8, ha fatto tremare tutto il nord Italia, provocando danni e dieci morti (per ora) e interruzioni di servizi di trasporto pubblico e di linee telefoniche. Altre scosse sono seguite.


Dal punto di vista geologico sembrano scosse di assestamento, ma la magnitudo alta sembra farci raccontarci di essere di fronte a un nuovo terremoto. Tuttavia gli esperti dicono che è sempre la stessa origine e che oggi si è rotto il segmento strutturale tra Modena e Ferrara.

Il ministro Fornero ha detto una cosa su cui concordo appieno:

“Il terremoto è naturale, ma non è naturale che crollino gli edifici ad ogni scossa. In altri Paesi non succede”.

Esatto, signora Ministro.
Proprio così.

Dove sono i piani di Protezione Civile per la popolazione? Per insegnare cosa fare prima, durante e dopo il terremoto?

Ok, siamo al dissesto finanziario, ma "grande" l'idea di far fare una assicurazione privata (vedere post precedente) per calamità naturali, il D.L. del 15 maggio scorso.

Ok siete arrivati dopo anni di MALGOVERNO, LASSISMO, SUPERFICIALITA', INDIFFERENZA DI TUTTI A TUTTO, ognumo pensando di combinare qualcosa di meraviglioso solo per se stesso, alla faccia degli altri, alla faccia della collettività.


Non potete fare magie.
OK.

Ma adesso dovete subito aiutare l'Emilia, SUBITO.

Poi si dovrà capire come far funzionare meglio lo Stato, andando a capire come si spendono I NOSTRI SOLDI, non solo operando tagli lineari, utili per tamponare una forte emorragia.

Ci aspettiamo questo da lei, primo ministro Monti.

venerdì 27 gennaio 2012

IL COLLASSO DELLA REALTA'




Oggi è la Giornata della memoria. Si dovrebbe, in questo giorno, meditare su quanti esclusi e isolati ci siano nel Pianeta (sovrappopolato), su quanti non sono considerati "esseri umani".
Per questo suggerisco a chi lo desiderasse di vedere la proposta dell'amico BONOBO.
Oggi ho fatto un post molto lungo, ma ritengo di contenuti importanti perchè derivano dall'ascolto di Tremonti e Dosi. Tremonti credo sia alquanto noto, Giovanni Dosi è docente di Politica economica alla Scuola di Sant'Anna di Pisa, nonché membro dell'Accademia dei Lincei. Parlavano entrambi della attuale crisi finanziaria ed economica ed entrambi prospettano soluzioni. Poichè è lungo, il post è stato diviso in capitoli, e, alla fine, le mie prime e rapide conclusioni. A me questo è servito molto. Ci sono molti link e consiglio di vederli separatamente dopo la lettura del post, per non distrarsi.

PREMESSA
Da oltre cent'anni, nei paesi occidentali della Rivoluzione Industriale e dell'Abbondanza Energetica, ci sono due testi che sono alla base del pensiero economico mainstream.
La ricchezza delle nazioni di Adam Smith e Il Capitale di Karl Marx.

GIOVANNI DOSI
Il prof. Dosi, che dice di voler uscire dal "pensiero unico" dell'economia che esamina la crisi e le possibilità di uscita dalla crisi sempre con una identica modalità, presenta un pensiero eretico per il debito pubblico italiano. Il pensiero eretico di Dosi è che stampare denaro non farebbe danni. Barnard l'aveva già detto (n.d.r.).
Default o no?
E' possibile non fare default?
Da una breve informazione sul debito pubblico italiano (120% del PIL): quasi il 60% è in mano agli italiani, il restante agli stranieri. Il 10% è in mano alle famiglie italiane in modo diretto (senza contare altri titoli pubblici e fondi di investimento). Poi, con un "conto della serva", suppone che il costo del debito sia il 5% sul lungo periodo (dice che è una visione ottimistica). Quindi durante ciascun anno, per non peggiorare la condizione debitoria italiana, l'Italia dovrà tirare fuori il 6% del PIL. Per pagare gli interessi e non fare aumentare il rapporto tra debito e PIL, si dovrà crescere un po' meno del 6% stesso. Per raggiungere questo "fantastico" risultato al 3% dell'inflazione si dovrebbe aggiungere un 3% di "crescita reale". Un FILM IRREALE, conclude Dosi.
Le quattro soluzioni.
La prima, quella di Monti (paghiamo gli interessi e un po' di debito) è la peggiore perchè con il PIL che decresce sarà un salasso continuo, una china greca. La Grecia è passata da un circa 120% reale (107 dichiarato falsamente dai greci) ad un 160% attuale ed un tasso di crescita da + 3% nel 2007 a - 5,5% attuale. Accanimento terapeutico per trasferire soldi alle banche tedesche e francesi poi tra tre mesi di ci sarà la stessa solfa. Sembra una strada per il default.
La seconda è quella del debito monetizzato e per buona parte assorbito dalla BCE. Dopotutto gli inglesi hanno un rapporto tra deficit e PIL dell'11% e a nessuno gliene frega niente, l'Italia ha tale rapporto appena sopra il 4% e tutti urlano, i mercati urlano, l'Europa urla. Una delle prime ragioni è che la BCE non è per Statuto un Garante e Prestatore di Ultima Istanza, non può presentarsi alle aste. Poi, levantinamente, compra sul mercato secondario, obtorto collo perchè ai tedeschi questo non piace, in genere votano contro nel board ma alla fine si compra, e negli ultimi sei mesi la BCE ha comprato più debito italiano rispetto alle emissioni. Se non ci fossero stati gli acquisti della BCE il nostro spread sarebbe andato alle stelle (cosa dobbiamo fare, ringraziare Draghi?).
In questa maniera levantina, imposta dai tedeschi, si impedisce l'impatto intero legato al fatto che la BCE non possa fare come una Banca Centrale (Garante Ultima Istanza) ovvero stampare moneta a favore degli Stati europei. E stampare moneta è brutto. Infatti in inglese si preferisce parlare di "quantitative easing" ovvero "facilitazione quantitativa".
Si crea inflazione se si stampa moneta? Dosi dice di no. Sfortunatamente non è vero. L'aumento di liquidità che c'è stato negli U.S.A. e in Europa - il buon Draghi ha emesso nella scorsa settimana mezzo trilione di euro - è una liquidità in euro che è stata data alle banche che poi l'hanno ridepositata alla BCE nonostante ci sia un interesse bassissimo (0,25%). Magari venisse l'inflazione che è un ottimo meccanismo per lavare via il debito, quello che hanno seguito tutti i paesi occidentali per uscire dal debito fin dagli anni settanta.
I tedeschi hanno la paranoia del 1923 (Weimar), ma sarebbe meglio che avessero la paranoia del 27 febbraio 1933, quando fu bruciato il Reichstag, sede del Parlamento tedesco, e risultato delle politiche deflattive di Heinrich Bruning, uguali a quelle che la Germania adesso vuole imporre agli altri paesi europei. La Germania non vuole questa soluzione (monetizzare), c'è una probabilità bassa che succeda, che invece sarebbe eccellente per la crisi greca e anche per l'Italia. Stampare moneta è la via di Obama, con i grandi prestiti della FED alle banche (per ora pare che vada tutto bene).
Qui, LEAP 2020 dicono di no, ma si sa che sono eurocentrici (n.d.r.)
Segue la soluzione tre, quella della Tassa Patrimoniale Mobiliare “da Cavallo” (15%). La ricchezza totale degli italiani rispetto al debito è oggi pari al 6,7 volte il PIL (qualche anno fa era pari a 7,4 volte, ciò significa che l'Italia sta mangiando ricchezza per finanziare i consumi). La ricchezza detenuta dagli italiani, persone fisiche e giuridiche sommate insieme, sarebbe circa il 60 - 70% in ricchezza immobiliare e per circa il 30% in ricchezza mobiliare (azioni, obbligazioni e titoli di stato). Tassare la ricchezza immobiliare è piuttosto complesso poiché servono le revisioni catastali. Non c'è tempo. Quindi è più facile tassare le ricchezze mobiliari del 15%, agendo con dovute soglie e attenzioni per chi ha risparmi di una vita, ben dichiarati nel tempo. In questo modo si ridurrebbe il rapporto debito con PIL all'85/90%, una quota ragionevole e pagabile. E a farlo sarebbero essenzialmente gli italiani ricchi, quelli che hanno accumulato ricchezza e anche invero contribuito al debito stesso, non pagando le tasse. Infatti la distribuzione dei redditi dichiarati dice che solo l'1% degli italiani ha un reddito superiore ai 200.000 euro, mentre con accertamenti indiretti, come la Banca d'Italia, si scopre che ci sono italiani con asset finanziari superiori ai 200.000 euro e che questi italiani sono il 25% della popolazione. Ci vuole un gran coraggio politico, perchè è una botta profonda, e non certo quelle patrimonialine ridicole viste sinora.
Poi c'è la quarta, il default controllato o meglio il ri-profiling (haircut o taglio di capelli).
Una parte del debito non sarà pagata, come sta negoziando la Grecia con gli investitori privati (il famoso haircut del 60% , ovvero il 40% sarebbe meglio di niente). Ma le banche non ci stanno perché, con la sofisticazione dei crediti finanziari (gli swap), ci si può assicurare contro il default della Grecia, magari così facendo si ottengono maggiori introiti finanziari, superiori al 40% che rimarrebbe dopo l'haircut. L'Italia potrebbe fare default, ovvero l'Italia ha una atomica buona e dovremo usarla, magari facendo un impegno chiaro che siamo disposti a fare il default in modo convincente (e poi non lo facciamo). La Grecia farà default perchè è un continuo trasferimento alle banche tedesche e francesi. Ci sono sicuramente ragioni strutturali grecche, ma è essenzialmente un problema delle banche tedesche e francesi. Quando i politici tedeschi dicono che non vogliono far pagare il debito dei lazzaroni greci ai cittadini tedeschi, dicono in realtà che non vogliono pagare le banche tedesche a cui andrebbero realmente i soldi dei contribuenti germanici. L'altra parte del debito sarebbe pagata con titoli a lunga scadenza eventualmente indicizzati sulla crescita reale dell'economia. Come ha fatto l'Argentina. Se l'economia argentina fosse cresciuta, sarebbe seguito un alto interesse sui titoli. Infatti adesso i titoli argentini rendono il 10%, mica male. L'Argentina cresce al 7% più un 3% di inflazione, tra l'altro sottostimata (l'Argentina ha sostituito di recente il presidente dell'Istituto di Statistica con uno che ha calcolato meglio l'inflazione reale). Un metodo che funziona. Naturalmente una operazione con protezione per i piccoli risparmiatori italiani (il 10% è detenuto dalle famiglie massimo, e anche un altro po' è detenuto da fondi, un paracadute si può provvedere per ripagare interamente al 15% del debito, l'Italia non è la Grecia che non riesce nemmeno a pagare i propri dipendenti a fine mese).
Prima conseguenza del default: non potremo più presentarci sui mercati finanziari per una generazione. Vero, ma non è un problema perchè noi italiani, al netto degli interessi abbiamo un avanzo primario (spendiamo meno di quanto incassiamo con le tasse n.d.r.), se non dovessimo pagare interessi potremmo non presentarci sui mercati finanziari anche adesso, e se dovessimo non presentarci sui mercati per una generazione i mercati finanziari si dimenticherebbero. Anche adesso, se l'Argentina dovesse ripresentarsi sui mercati, i soldi glieli darebbero, ma è la parte sana degli argentini che non vuole più andare sui mercati, se non in quantità omeopatica.
Seconda conseguenza del default: la nazionalizzazione di buona parte del sistema bancario. Significherebbe nazionalizzare, per un attimo, la parte buona cioè i depositi ed i prestiti delle banche, fino a rimettere le banche sul mercato, lasciando a bagnomaria gli azionisti e i banchieri.
Questa operazione e' stata fatta agli inizi degli anni novanta, da un governo di centro destra in Svezia, a seguito di operazioni fallimentari delle Banche su titoli sub prime. In tempi brevi lo Stato ha riprivatizzato, e con profitto. La stessa cosa fu fatta in Italia per il Banco Ambrosiano. Certo sarebbe un pesante haircut per i banchieri, ma non importa.
L'Italia sarebbe proprio una specie di atomica buona, perchè scatenerebbe reazioni a catena, subito in Francia per esempio. La Francia ha titoli di stato italiani pari al 20 % del suo PIL. Se noi nazionalizziamo le banche lo dovrebbe fare anche la Francia.
Duro da digerire politicamente, ma il default si dovrebbe addirittura farlo costretti dal senso di onnipotenza dei mercati che spingerebbero lo spread fino al 5% o al 7%, quindi i mercati andrebbero verso la loro autodistruzione, obbligando gli Stati a nazionalizzare le banche.
Questo sarebbe un evento positivo perchè riproporzionerebbe nel mondo occidentale la finanza a livelli di trenta anni fa, molto più sani degli attuali. Nel 1980 tutte le attività finanziarie valevano l'80% del PIL del mondo, nel 2007 valevano già il 4,2 volte il PIL.
LA FINANZA E' UNA METASTASI NEL CORPO DELL'ECONOMIA.
Un altro dato per comprendere meglio: il reddito nel 1980. Allora solo l'1 % della popolazione godeva del 10% del PIL, oggi l'1% gode del 20% del PIL mondiale, ovvero ha raddoppiato. Negli USA i profitti finanziari, rispetto al totale dei profitto, erano meno del 7% dopo la seconda guerra mondiale. Prima della crisi attuale erano al 40%, e adesso sono al 35%.
Un default italiano provocherebbe un severo DIMAGRIMENTO mondiale delle attività finanziarie, un regalo alle classi medie di tutto il mondo. Obama, che ama tanto i banchieri di Wall Street, per salvare banche e banchieri, dopo la Lehman Brothers, ha immesso nel mercato finanziario fino a 700 milioni di dollari, ma non potrebbe immetterne 10 volte tanto (7 trilioni) con il default italiano. Gli U.S.A. dovrebbero anche loro annegare un po' il loro sistema finanziario.
Infine una ultima considerazione: l'Italia non dovrebbe necessariamente uscire dall'Euro, visto che California non e' uscita dal dollaro nonostante il default. Schwarzenegger sta pagando i dipendenti pubblici con fogli di carta con su scritto "questo vale un dollaro".
Un default controllato, per ridimensionare l'aspetto finanziario che adesso domina il mondo globale. Il nostro riprofiling del debito indurrebbe lo stravolgimento del sistema finanziario degli altri paesi.
Fare bancarotta o riprofiling non è nemmeno una apocalisse visto che negli ultimi 200 anni l'hanno fatto tutti i paesi, eccetto l'Inghilterra, e dopo però, la crescita è stata solida.
Occorre coraggio per non chiudersi nel pensiero unico che dice che se cascano i banchieri caschiamo noi tutti; in realtà cascheranno solo i banchieri che vedranno distrutti i loro interessi. MA CHI SE NE FREGA.

GIULIO TREMONTI
Tremonti ha presentato da Fazio un suo libro che ha un nome sconcertante "Uscita di sicurezza". Dice di averlo scritto nell'agosto 2011, prima del crollo di Berlusconi. Tremonti era un uomo delle Istituzioni che avrebbe potuto fare, e infatti dice che gli argomenti trattati nel libro sono stati temi da lui ripetuti ovunque, ma inascoltati. I poteri finanziari che attualmente dominano il globo, non gli hanno mai permesso di renderli attivi sotto forma di provvedimenti. Senza contare che era con al governo con una mezza cartuccia, che governava un Titanic, mentre Giulio preferisce l'Arca.
Tremonti insomma scrive un libro interessante, partendo dalle analisi dei citati Adam Smith e Karl Marx, che secondo lui sono scomparsi alla comparsa della globalizzazione, della rete e di nuove tecnologie e ideologie.
Fino a quel momento la ricchezza serviva le Nazioni, poi le Nazioni hanno servito la ricchezza e infine la ricchezza mangerà se stessa autodistruggendosi. Il Capitale si basava sul conflitto capitale/lavoro, e nel Capitale, il capitale marginale (i soldi che girano) è diventato il capitale dominante, perchè domina le produzioni, le banche vere, il lavoro, i popoli e le Nazioni. domina tutto fino a che non si autodistruggerà. La nuova ricchezza è basata sulla rete immateriale e questo ha stravolto il senso del Capitale che si basava sulla realtà fisica (i capi di bestiame): adesso il capitale è un algoritmo incomprensibile e imprevedibile, che scorre velocissimo sulla rete.
L'uscita di sicurezza di Monti è di dividere l'economia produttiva dalla economia speculativa, che è la base del pensiero di Roosevelt del New Deal, del primo dopoguerra, che servì a battere il nazismo, e che separava la banca che presta i soldi alle persone e alle imprese da chi speculava. Chi specula deve pagare i propri errori che non possono essere sopportati dai popoli o dai governi.
La soluzione di Tremonti è VIETARE I DERIVATI, ovvero gli SWAP (le scommesse).
Nel 1933 fu separata l'attività speculativa (crolli di Wall Street) delle banche dall'attività di prestito e deposito, ma questo finì negli anni novanta, sostituito dalla regola delle speculazioni.
Il Congresso americano ha stampato (marzo 2011) un rapporto con le conclusioni della Commissione Angelides sulla crisi, su cosa l'ha prodotta e su cosa non è stato fatto, e nel libro si trovano le varie ammonizioni (documenti) che Tremonti disse nei vari summit.
Il blocco di potere dominante è stato però dalla parte della speculazione che ha buttato un mare di tossine finanziarie nelle banche, sfiancando i conti pubblici e solo gli Stati che potevano emettere moneta potevano difendersi, ovvero ricreare credito (stampando moneta - chi poteva - e salvando le banche senza condizioni). Tuttavia è una tecnica che non porta a nulla, occorre ritornare all'idea di Roosevelt, della divisione tra produzione e speculazione per chiudere con il dominio della finanza. Perchè alla fine tutta quella massa monetaria dove si gira, dove andrà, sulla Luna?
Così non potrà durare e pagheranno i popoli. Tuttavia per Tremonti l'Italia rimarrà nell'euro.
Anche Tremonti prospetta 4 scenari.
Il primo è il caos come il 1914, a cui seguì la prima guerra mondiale.
Il secondo è una divisione politica europea tra chi ha l'euro (e rimangono Stati) e chi sarà dominato dal FMI (perdendo la sovranità).
Il terzo scenario vede l'unificazione europea spinta, con maggiore solidità economica con gli eurobond (nel 1996 fu una idea di un politico francese) e su cui l'Italia insiste dal 2003. La Germania pensa di poter andare avanti a prescindere dagli altri paesi europei, ma quando il fuoco lambirà qualche birreria si ricorderà che il 60% delle esportazioni tedesche sono in Europa. La Germania non è solo egoismo e paura (Weimar) è anche cultura e serve una visione comune europea.
L'ultimo scenario è quello della Tobintax che Tremonti non vede di buon occhio, sostenendo che con quella tassazione si farebbero solo far andare su lidi migliori gli investimenti finanziari. Non si deve tassare i derivati, ma vietarli.
Tremonti dice da tempo queste cose, le ha dette persino nei vertici, nella Scuola del Partito Comunista Cinese.
Di fronte a un tale blocco di potere la dimensione del fenomeno è non solo europea, ma globale e quindi l'Italia da sola non farebbe nulla. Ricorda che l'avanzo primario è stata una sua conquista e che con lui lo spread era al 120/140.

CONCLUSIONI
Dosi (non liberista) e Tremonti (liberista) dicono la stessa cosa: la finanza ha mangiato la REALTÀ FISICA (quella che comanda con le Leggi della Termodinamica) provocando una crisi senza precedenti, e dunque occorre riequilibrare l'Economia all'Ecologia e all'Energia..
Occorre STABILITA' oppure, come si dice nei sistemi complessi, OMEOSTASI.
Solo che Dosi vede nell'Italia una "atomica buona", mentre Tremonti vede ancora la strada europea come migliore ipotesi, concordando con quanto dice Monti. Germania permettendo. Perché lì sta il problema dell'Europa.

La Germania sta guardando agli europei come se tutti fossero "greci lazzaroni", e dall'alto della sua presunta perfezione sta trascinando l'Europa alla rottura, magari con un livello di caos da 1914.

lunedì 23 gennaio 2012

LA SOLUZIONE MONTI


 
Siccome ritengo di dovermi anche occupare di cosa stiano pensando, decidendo e meditando i Grandi Pensatori di Economia, mi imbatto spesso in argomentazioni anche intelligenti, ma mai seriamente interferite con l'aspetto REALE della FISICITA' del Pianeta Terra.

Ovvero l'esaurimento e la dissipazione delle risorse naturali da cui tutto dipende, anche la loro stessa fottuta economia, i loro debiti finanziari, le loro connessioni telefoniche e informatiche.

Spesso, messi al muro, dicono che SE NE DEVE OCCUPARE LA POLITICA, per poi immergersi nuovamente in grafici e previsioni da palle di vetro.

E' un limite di chi ha una formazione solo economica: dimenticano dove vivono (L'AMBIENTE) pur rendendosi conto che l'economia proviene dall'input delle risorse naturali, ma non riescono a capirne l'aspetto "termodinamico" ovvero, per esempio, se conviene o meno estrarre ancora petrolio o gas naturale o costruire un petrolio finto spendendo e inquinando di più, senza badare al controllo del bilancio (passivo o attivo?) di queste scelte. L'EROEI.

Adesso la politica è al suo punto più basso: Lega ridicola, Grillo che urla, IDV e Vendola schierati a sinistra e il resto nascosto dietro alla SOLUZIONE MONTI con continue occhiate alle previsioni di presunta vittoria elettorale se casomai ci fossero le elezioni. In mezzo noi, "gente comune" a non capire, disinformati, rappresi in una ragnatela di eccesso di informazioni (ovvero zero informazioni).

La SOLUZIONE MONTI è la SOLUZIONE TECNICA, ovvero l'ultimo baluardo del B.A.U., perchè la tecnica non può andare oltre le soluzioni meramente tecniche (strumenti tecnologici, leggi, atti, regolamenti, innovazioni tecniche), ma tutto ciò è impossibile che duri e che riesca nel suo intento.

Monti potrebbe anche salvare l'Italia, come sistema paese, ma dubito che salverà tutti gli italiani, anzi.
I problemi tecnici non possono risolvere i problemi sociali o etici.
Dovrebbe farlo la POLITICA.

Che invece è diventata un rumore di fondo della crisi economico finanziaria.

Durban era politica.

Anche in Europa sanno che il B.A.U. non va bene, ci sono molti documenti provenienti dalla Agenzia Europea per l'Ambiente che lo dicono, anche se poi valgono solo come opinione degli autori (mai un italiano tra loro, siamo impegnati in altro evidentemente).

In tutto il Mondo sono impegnati in altro.

Negli U.S.A. sono impegnati in una campagna politica dove vengono dette sciocchezze che nemmeno la Lega più becera e gretta riuscirebbe a enucleare, e lì sono ricchi ma si lamentano della crisi (come noi europei) e intanto vivono bene, mica sono alla fame.

La Cina, il paese di Mezzo, un tempo capace di raccontare storie di profonda umanità e comprensione del creato, oggi è una macchina che si mangia tutto e ibridizza tutto, un pac man che tra breve uscirà dai confini per sopravvivere. Un popolo che si allarga orizzontale, senza profondità. Una macchia d'olio. Dove già mangiano rettili scorpioni e bacarozzi.

Io spero di morire prima della conquista cinese, in quanto morendo avrò la certezza di sfuggire a questo vuoto della politica, dell'etica e della ragione. E ai serpenti, scorpioni e bacarozzi fritti.

Sembra che noi umani vogliamo la nostra estinzione e anche in un modo doloroso. Servirebbero grosse coercizioni normative concordate a livello globale e informare che i ricchi (i Paesi ricchi) dovranno rinunciare a qualche "presunta conquista". Non si può fermare il riscaldamento globale, l'inquinamento e l'eccesso demografico mantenendo fermi i vantaggi di aver mangiato risorse più del dovuto.

Agli economisti ricordo che spostare "geograficamente" il problema (riduzione di costi di maniodopera per esempio) è una solenne sciocchezza: siamo tutti nella stessa stanza, respiriamo la stessa aria e beviamo la stessa acqua.

Un fumetto degli anni ottanta mostrava noi umani come una sperimentazione "virtuale" di alieni superintelligenti. Gli stessi alieni dopo averci visto all'opera han deciso che l'esperimento era fallito.
Il fumetto si conludeva su un umano che diceva meravigliato:
"Oddio le stelle si stanno spegnendo...".

lunedì 9 gennaio 2012

Liberiamoci dalla dittatura dei mercati



Caro Mario (caro nel senso del caro mi costi),
sono tra coloro che ha gioito quando lei ha sostituito il suo predecessore ed ho aspettato speranzoso i suoi provvedimenti senza lasciarmi spaventare più di tanto dai sui collegamenti con il mondo bancario.
I suoi provvedimenti non mi sono sembrati così innovativi, né molto diversi da quelli del governo precedente, salvo alcune misure che sembrano puntare realmente all'individuazione dell'evasione, poi ci sono altre misure che sono in arrivo che sembrano interessanti, soprattutto quelle che sembrano voler combattere i privilegi di pochi attualmente sulle spalle di tutti; insomma non mi esprimo ancora con un giudizio negativo, sebbene, per ora, sia assolutamente vero che continuino a pagare sempre gli stessi e che le misure prese finora per allargare il bacino dei paganti siano carezzine, mentre le misure che coinvolgono la stragrande maggioranza di dipendenti e pensionati che ha sempre pagato siano veramente pesanti.
Io sono anche tra coloro che non crede che il debito sia cosa buona, né per i paesi che hanno possibilità di stampare moneta liberamente (aumentando l'inflazione, dunque facendo correre il prezzo delle merci e servizi molto più velocemente degli stipendi e dunque gravando comunque sempre sugli stessi), né per i paesi che, come il nostro, non hanno più questa facoltà.
Sono convinto dunque che il debito non vada aumentato (dunque che si debba raggiungere il pareggio di bilancio) ed anzi che si debba trovare il modo di andare verso l'estinzione di questo debito, magari impiegandoci 50 anni, ma l'obiettivo dovrebbe essere quello, perché con il debito non facciamo altro che regalare denaro sudato a chi semplicemente si ritrovava denaro in più (magari di provenienza meno nobile) ed ha avuto la possibilità di prestarlo allo Stato. Dunque concordiamo anche sul giudizio verso il debito. Credo che il nostro debito abbia un'origine particolarmente negativa dato che è stato creato da politici poco capaci e senza scrupoli che hanno speso non per migliorare il paese, ma per guadagnare il consenso, creando posti inutili a gruppi di persone che garantivano pacchetti di voti, spendendo molto più del dovuto per le opere pubbliche (avendo, per così dire, un ritorno), favorendo in vari modi amici ed amici degli amici. Il debito, creato soprattutto negli anni 80, ha fatto percepire la situazione italiana migliore di quella che era, chiedendo però a chi veniva dopo, cioè a noi ed ai nostri figli e nipoti, di pagare (e con gli interessi!) il benessere di allora.
Insomma penso tutto il male possibile del debito, ma se c'è un momento in cui non ci si dovrebbe preoccupare troppo di esso è proprio questo. È proprio quando c'è una situazione economicamente difficile come quella attuale che si dovrebbe essere un po' meno attenti ai conti ed un po' più al creare le condizioni per la ripresa del paese, è proprio in questi momenti che per aiutare chi è in difficoltà si dovrebbe anche accettare di spendere più di quello che si raccoglie con le tasse. Anche questo poi andrebbe fatto con occhio lungimirante, finanziando ciò che ha ritorni sotto più punti di vista, come mettere in sicurezza il territorio, investire in ricerca, nella scuola, in fonti di energia alternative, evitando di replicare gli errori del passato con le elargizioni di soldi pubblici ai soliti potentati.
Certo avevamo il problema della crescita degli interessi sul debito, del collocamento di nuovi BTP, ma mi chiedo se veramente dobbiamo sottostare così alle 'regole' del mercato. Veramente uno Stato non può fare niente (se vuole ovviamente) per sottrarsi a tutto ciò?
A me, da profano totale di economia, vengono in mente diverse soluzioni, possibile che a professori in materia quali siete voi non vengano in mente?
Provo ad esporne un paio.
Il rischio del default di uno Stato mi pare molto remoto, mi pare una questione tutta finanziaria, non di economia reale, certo che se uno Stato non ha la possibilità di rifinanziare il proprio debito, effettivamente non ha in cassa quanto necessario e la situazione precipita. Ma siamo certi che la stessa finanza che riesce ad inventare per se strumenti tanto inverosimili, non potrebbe per una volta fare, invece, qualcosa di utile alla società? Perché questi BTP dobbiamo per forza venderli a prezzo di mercato? Non si potrebbe fissare un tetto massimo ragionevole (ad esempio 5%) e poi, se non si riescono a collocare al di sotto di quel livello, semplicemente non si vendono sul mercato, ma in casa? Si attribuiscono semplicemente a chi ha liquidità superiore ad un certo livello (diciamo 10.000 €) esattamente a quel 5% che non si vuole superare. Non vedo controindicazioni reali. Se qualcuno ha una liquidità sul proprio conto superiore ad un certo livello, diciamo a 10.000 euro, non ha necessità impellente di quel denaro, inoltre stiamo parlando di trasformare automaticamente in BTP una percentuale piccolissima di questa liquidità, forse inferiore all'1%. Quelli non sarebbero soldi dati per sempre, come quando ci vengono aumentate le tasse, ma si potrebbero vedere (e sono a tutti gli effetti) un investimento molto remunerativo, ad un tasso molto superiore a quello che può rendere quel denaro rimanendo fermo sul conto. Inoltre sarebbe un investimento assolutamente sicuro, perché con questo meccanismo lo Stato non sarebbe soggetto all'aleatorietà del mercato e dunque non potrebbe mai fallire. Inoltre ancora, una misura del genere, credo, rimarrebbe sulla carta piuttosto che essere messa in pratica realmente, perché nel momento in cui venisse fatta una normativa di questo tipo, sono certo che non si supererebbe più quel 5%, dato che il mercato sarebbe rassicurato dall'impossibilità del fallimento e ci ritroveremmo invece che il 5% qualcosa di molto vicino a quel 2% di paesi che appaiono lontani dal rischio di default.
Mettiamo invece che la misura debba essere messa in pratica realmente e proviamo ad immaginare lo scenario peggiore possibile: nel tentativo di collocamento sul mercato si continua superare il 5% e quindi a collocare forzosamente nei conti degli italiani. Intanto non sono del tutto convinto che questo sia negativo, non sono del tutto convinto che sia meglio pagare gli interessi ad investitori prevalentemente esteri come avviene attualmente invece che interni al nostro paese. Comunque immaginiamo che si arrivi a livelli tali per cui le percentuali inizino a farsi sentire e manchi liquidità sul mercato (in altre parole che cittadini che avrebbero bisogno di quel denaro non possano spenderlo perché forzosamente investito in BTP), lo Stato non potrebbe permettere che si possa anche pagare con quei BTP? Cosa avrebbero in meno del denaro comune? Assolutamente nulla, l'uno e l'altro sono garantiti dallo Stato. Avrebbero semmai qualcosa in più, infatti a differenza del denaro comune essi si rivaluterebbero nel tempo.
Insomma mi pare che per i cittadini ci sarebbero solo benefici (e molti) e la politica potrebbe occuparsi di migliorare la vita dei cittadini invece che occuparsi, come fa ormai da molti anni, solo di economia, o meglio di dove prelevare i soldi per andare avanti.
Saprebbe dirmi perché non vengono attuate misure di questo tipo, invece di quelle attuali punitive verso la stragrande maggioranza della popolazione che non ha alcuna colpa della situazione attuale?
(...A parte ovviamente l'essersi fatta governare da chi l'ha fatto finora, ammesso e non concesso che avesse realmente la possibilità di scegliere.)
A meno che invece, lo dico così tanto per dire, come ipotesi limite, questi investitori che ottengono attualmente il 7% e non si accontentano e chiedono di più e vogliono anche affamare il paese, sia in realtà qualcosa di diverso da quello che ci viene riferito normalmente, che non siano singoli, banche, fondi ecc. ma uno spauracchio maneggiato abilmente per spremere ulteriormente popolazioni già spremute oltre il lecito.

domenica 11 dicembre 2011

NIMBY



Con NIMBY (Not In My Back Yard ovvero "Non nel mio cortile") si indica un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico che potrebbero avere effetti negativi sui territori in cui verranno costruite (TAV, cave, nuovi poli insediativi o industriali, centrali termoelettriche, discariche, depositi di rifiuti pericolosi e nocivi e simili).
L'atteggiamento consiste nel riconoscere come necessari (o possibili) gli oggetti del contendere ma, contemporaneamente, nel non volerli nel proprio territorio a causa delle eventuali controindicazioni sull'ambiente locale.
NOI IN ITALIA ABBIAMO LA CLASSE POLITICA NIMBY.
Ammettono l'esistenza della crisi, ammettono la necessità di eliminare privilegi e posizioni, MA NON A LORO.
NO ai tagli degli stipendi parlamentari per riportarli alla media europea (da circa 12.000 ora a 5000 dopo, mantenendo molti altri privilegi e deduzioni). E anche i politici "periferici" non vogliono mollare. In Veneto sono già pentiti di aver ridotto i consiglieri da 60 a 50, in Friuli i consiglieri regionali tengono blindati 3 milioni di euro per pagarsi l'uscita alla fine della tornata elettorale nel marzo 2013, in Trentino non hanno eliminato alcun privilegio.
NO alle riduzioni delle pensioni d'oro quasi sempre di boiardi di Stato che dopo aver vissuto con stipendi FUORI DALLA NORMA vanno velocemente in pensione e con mensilità da spavento (90.000 - 50.000 euro al mese). La loro cassa previdenziale è in passivo ma avendo fatto cassa unica con quella degli operai e impiegati (sempre in attivo) ecco che possono prendere cifre inaudite. Noi non paghiamo la pensioni ai nostri genitori, la paghiamo a questi loschi figuri. La nostra non ci sarà e se ci dovessimo arrivare troveremmo una cifra scandalosamente bassa.
NO ai tagli delle Province, intanto si aspettano le prossime elezioni poi si vedrà. Per ora loro rimangono a non fare nulla.
NO ad altri prelievi sugli scudati. Poverini, hanno sacrificato parte del denaro "rubato" per ritornare in patria, adesso li hanno investiti, mica possiamo "tradire" la loro fiducia. Il pensiero de "Il Giornale" è di questa idea.
No alla patrimoniale o a tassare le rendite finanziarie. I ricchi poi sono pochi in Italia, già devono pagare per auto e aerei privati che vogliamo "torturarli"?
NO all'ICI alla Chiesa. I santi non si toccano anche quando fanno cattiva "concorrenza", un principio su cui l'Europa non transige (rischio sanzione europea e Monti lo sa).
NO all'asta delle frequenze televisive. Non sia mai che Berlusconi e la sua banda bassotti votino contro.
NO alla lotta all'evasione fiscale, quella vera, non quella di qualche centinaio di euro dell'idraulico di casa (che io NON AMMETTO comunque, perchè io invece le tasse le pago fino all'ultimo centesimo). Quelli che fanno elusione fiscale di milioni di euro, quelli che hanno i commercialisti in Parlamento che gli fanno 10000 micronorme utili per raggirare il dovuto.
SI al prolungamento indefinito al lavoro anche per chi fa lavori usuranti, un concetto che ai professori, ai politici e ai loro sgherri deve essere incomprensibile (usurante?).
SI alla tassa sulla prima casa, anche se è di periferia, degli anni sessanta, di 70 mq, senza ascensore, senza servizi vicini, energivora. Anche se ci abitano in quattro adulti, una signora casalinga, un signore in pensione con 1200 euro NON INDICIZZABILI, e due figli laureati di quasi 30 anni che non trovano lavoro.
SI all'aumento del costo dei carburanti, ben sapendo che non ci sono spesso alternative all'uso della macchina per andare al lavoro, non c'è trasporto pubblico. E dopo ci sarà aumento dei costi DI TUTTO perchè come si usa nel FAMOSO MERCATO LIBERO il consumatore non ha scelta e paga tutto, qualsiasi aumento va a cadere su di lui. Senza contare che da settembre 2012 potrebbe salire l'IVA al 23%.
I SACRIFICI SI DEVONO FARE MA NON LORO.
NIMBY
Paolo Ferrero, il 10 dicembre è intervenuto alla trasmissione su LA7 "In Onda". Ha detto cose interessanti e sostiene che gliele hanno fornite esperti. Ascoltate dal minuto 19.40 quando parla di TETTO ALLE PENSIONI.
Intanto, in nome di un default possibile, ci stiamo "germanizzando" ma non in tutto. La ricetta del rigore è quella che permette alla Germania di mantenere anche la sua forza economica. Con l’introduzione dell’euro, moneta più forte della lira o della dracma ma più debole del marco, la Germania ha visto guadagni enormi nel suo settore commerciale, dato che i suoi prodotti di esportazione sono diventati più convenienti. Ma le economie periferiche hanno sofferto molto l’improvvisa perdita di competitività, e Angela Merkel non vuole riadattare la politica monetaria europea in modo da farla funzionare un po’ meglio, perchè così come è i tedeschi stanno scolpendo nella pietra le politiche migliori per la loro economia.
Eppure dobbiamo "sperare" in Monti per non rivedere più Berlusconi.
Berlusconi è costato tanto agli italiani, sia per mancanza di politica economica (Tremonti l'inutile presuntuoso), sia per crollo della credibilità italiana in campo internazionale e sia per aver anteposto i propri interessi a quelli della Nazione.
C'è una iniziativa che si chiama TUTTI IN CLASS di Radio Popolare e stanno cercando di fare un esposto collettivo contro l'ex Presidente del consiglio per DANNO ERARIALE. Stanno studiando i confini giuridici della cosa.
In tutto questo l'Ambiente non c'è, non esiste. Come se fosse un cosa infinita per risorse e sopportazione delle nostre pressioni inquinanti. Durban, una triste inutile raccolta di nulla.

sabato 10 dicembre 2011

L'AVIDITA' COME LEGGE FONDAMENTALE



Crea il debito che non si SALDERÀ MAI.


Il debito si che è un'arma di distruzione di massa.

giovedì 8 dicembre 2011

IPOTESI AZIENDA



Premetto che NON SONO D'ACCORDO.
Gli Stati democratici, equi, laici e puntati verso la sostenibilità NON SONO AZIENDE.

Questa è UNA SOLENNE STUPIDAGGINE a cui ci hanno abituato gli ultimi vent'anni del "grande imprenditore Berlusconi", che ci ha propinato, da abile venditore e conoscitore di psicologia di massa quale è, una bugia assassina.

Quella bugia ci ha portato nel baratro e ci ha convinto della bontà di una scelta, quella europea, SOLO economica.

Gli Stati hanno un bilancio diverso perchè possono emettere moneta, e perchè con la propria moneta possono relazionarsi all'Estero.

Io ripropongo questo mio post: PICCOLO E' BELLO.

Quindi preciso che io NON SONO AFFATTO D'ACCORDO con il sostenere che uno Stato sia come una azienda o una famiglia.

Adesso posso proseguire.

Adesso, ahi noi, ci siamo in pieno in questo MODELLO ERRATO DI STATO.

1) Non emettiamo moneta e come le aziende dobbiamo chiedere prestiti a tassi spesso usurai: il rapporto che emerge è CLIENTE VERSO BANCA.

Quello che ci sta succedendo con i bond, con la BCE e speriamo di no, con il FMI. Dobbiamo tassarci e impoverirci per PAGARE i creditori che sono privati miliardari e speculatori. Per fare l'IDIOZIA del pareggio di bilancio.
Nessuno "fottuto sviluppo", o perlomeno "omeostasi". Nulla di tutto ciò, arriverà anzi, è già arrivata la recessione. Nessuna spesa pubblica per istruzione, ricerca, lavoro e AMBIENTE.
Si tira la cinghia e basta, occorre RIFINANZIARE IL DEBITO (ovvero il debito non riuscirò MAI a pagarlo completamente) verso poche persone, ricche e sfruttatrici. Nessuno meglio di Monti sapeva come fare questo delicato compito.

2) Siamo una AZIENDA (l'Italia) che fornisce beni e servizi al CLIENTE (l'Europa):il rapporto che emerge è FORNITORE verso CLIENTE.

Non a caso il precedente "direttore commerciale" dell'Italia è stato sostituito dall'attuale "direttore commerciale" perchè era SGRADITO al cliente. Non era abbastanza specializzato per un cliente così tecnico, era il classico "commerciale" che poteva vendere un po' di tutto.

La sostituzione era obbligatoria in entrambe le due situazioni, in quanto se la banca non reputa sufficienti le garanzie siamo obbligati a fornirgliene delle altre ad essa gradite; se il cliente non accetta il mio venditore commerciale per continuare la fornitura devo dargli un venditore diverso a lui gradito.

In tutto questo I POPOLI NON CI SONO PIÙ ma diventano MERCE DI SCAMBIO E/O GARANZIE.

Spero di sbagliarmi di brutto.

Spero che sia solo il senso di tristezza e sconforto che mi accomuna a tanti altri italiani ed europei.

Daniela







martedì 6 dicembre 2011

1952


Monti ieri parla alla Camera e il PDL è un po' assente. Berlusconi, succhiando caramelle, è lì, ma lì non parla. Non è abituato a fare SOLO il parlamentare.

Berlusconi infatti esce e parla ai media e spara una ineffabile "La facevo anche io questa manovra, se me la lasciavano fare".
Giusto. Infatti non è particolarmene geniale o innovativa, poteva farla anche lui. Avrebbe dovuto spiegare a tutti quelli che l'avevano votato perchè toglieva l'ICI, perchè rimettesse l'ICI, ma quisquilie.
Avrebbe dovuto superare le difficoltà della Lega per le pensioni. Pinzillacchere.

Non poteva e basta, glielo impediva la Lega, sua alleata, sua forza, suo nume.

Vedere Lega e Di Pietro uniti nella lotta contro Monti mi fa impressione, come pure vedere la Lega di Lotta che con aria da guerrillero incita il PD a "difendere i lavoratori". La confusione cresce, capisco che stiano lottando per mantenersi a galla, ma le cavolate che sparano è incredibile.

Di Pietro potrebbe anche spostarsi dal suo convincimento anti governo, magari con un 2% sugli scudati, da ottenere con Bersani. Poco lo stesso. Puniti sempre gli stessi, gli evasori invece?

Io non ho capito una cippa di come combatteranno l'evasione fiscale. Saranno troppo "tecniche" e incomprensibili (tipo Grilli e i suoi inenarrabili aaaahhh eehhh) oppure le misure sono solo proclamate (i proclami di berlusconiana memoria imperversano) e non ci sono.

La Lega sarà di aiuto a Monti, lo costringerà alla fiducia.
Salvando il sedere dei suoi "sostenitori recalcitranti".


E adesso un breve racconto.
Standard & Poors vogliono smanettare su rating ANCHE della Merkelcracy & Company.

Chissà se Monti non abbia fatto una bella telefonatina ai suoi amichetti della Trilaterale.

"Pronto? Ciao sono Mario"
"Come va?"
"Eh, mi stan rompendo le balle, mi saltano tutti addosso. Ho rinunciato alla Trilaterale, alla Bocconi, alla Goldman Sachs, agli stipendi governativi, ma che palle, continuo a sentire quei due ronzii fastidiosi jajaja oui oui...fanculo..."
"Possiamo fare qualcosa?"
"Piccoli fastidi stressanti. Sufficienti, così la smettono di spaccarmi i maroni."

CLIC

Monti che parla da solo:

"AHA AHA AHA che bello scherzetto alla Merkel e Sarkozy...AHA AHA AHA il rating pure a voi...".

Si lo so, c'è poco da ridere.
Si lo so, più che misure eque sembrano misure equitalia.

Si lo so, soprattutto per i nati nel 1952 che vedono allontanarsi la loro pensione fino a oltre 5 anni.

E nel contempo vedono i loro datori di lavoro cercare di estrometterli perchè se assumono GIOVANI E/O DONNE, avranno vantaggi fiscali.

Licenziati e senza pensione.
Un Futuro allettante.

Molto diverso dal Manifesto del 1952 presente nell'immagine. GUIDING STAR.



Daniela

lunedì 5 dicembre 2011

MANOVRE



Certo fa un bell'effetto vedere Monti che, nel mettere in atto un'operazione pesantissima, dice con chiarezza che loro sono lì per salvare la faccia dell'Italia e i suoi conti che da troppi decenni sono stati fatti SOLO ED ESCLUSIVAMENTE con il fine corto, breve e indegno della rielezione elettorale.


E che, nel farlo, lui non vuole altri stipendi che lascia allo Stato e non in una insulsa beneficienza.


Che tutti i suoi ministri faranno per un anno e mezzo QUELLO E SOLO QUELLO e nient'altro.


Che i suoi collaboratori di governo devono dichiarare TUTTO quello che hanno, per la massima trasparenza.


Un ventata di aria nuova dalle istituzioni.


Adesso, oltre all'elenco, punto per punto, della manovra da 24 miliardi, aspettiamo.


Intanto Camusso non ci sta.


E Bersani è parzialmente contento.


Ma occorre aspettare.


La manovra deve passare dal Parlamento, dove i topi del nano e i fuori di testa della Lega stanno aspettando al varco per fare CASINO.


Perchè, se aspettassero al varco per MIGLIORARE, per dare suggerimenti, per rendere ancora più equa la manovra (che non tocca le missioni all'estero e la difesa per esempio, che non parla di Giustizia, di Ambiente, di Interno, di Istruzione e Università) farebbero SOLO il loro dovere.


Io so che la pensione la vedrò lontana e sarà ben più bassa di quella che mi sarei aspettata con il vecchio sistema (che era insostenibile), so che dovrò pagare l'ICI su una casa gravata dal mutuo, so che dovrò pagare tutto di più, perchè forse l'IVA schizzerà al 23% perchè il governo precedente non ha fatto bene i conti.


So che il mio stipendio non è "europeo", e molte altre gradevoli cose che altri europei hanno (francesi e tedeschi in primis) io da cittadino italiano non le ho.


Posso anche attendere un paio di anni (mi sa che saranno di più) di ULTERIORI sacrifici, che comprendono il dover pagarmi tutto nonostante paghi da sempre tutte le tasse (sanità, trasporto pubblico inesistente, ambiente inquinato, energia che CRESCERA' SOLTANTO) ma non vorrei finire così.


Temo una moria di anziani.


E non moriranno i "cattivi".


L'immagine del Dodo è tutta un programma e una metafora.


L'estinzione è dietro l'angolo. Intanto degli italiani, poi si vedrà.


Chissà che idee ha il Governo Monti sull'Ambiente. Di sicuro non sembra una priorità, eppure è DOVE VIVIAMO.


E come il WWF ha scritto recentemente in una lettera a Monti:



I temi dell’ambiente, troppo spesso sottovalutati e trattati marginalmente, sono invece assolutamente cruciali sia per la sicurezza del Paese sia per le prospettive di uno sviluppo sostenibile, che si giocano non solo sulla capacita’ di mantenere integro il territorio e protetto il nostro paesaggio, ma anche sulla garanzia di conservare al meglio il nostro contesto naturale.

Daniela










domenica 20 novembre 2011

PARADIGMA



Che significa "modello" con valore esemplare.

Ovvero "dobbiamo al più presto cambiare paradigma di vita" o di approccio al sistema planetario.

Non solo in Italia, ma in Europa, Asia, Africa e America.
Tutto il mondo.

Stiamo bruciando SOLE FOSSILE con retrogusto di inquinamento e cambiamento climatico, le avvisaglie sono oramai forti e significative.
Dovremmo occuparci di usare l'energia pulita del sole attuale, in modo da adeguarci alle Leggi che sostengono questo pianeta verdazzurro, a placche tettoniche, per quello capace di fornirci il petrolio, il sole fossile.

Ma come tutto quello che c'è il questo pianeta, il petrolio sta per finire e non esiste un sostituto, e il nucleare è un rischio enorme, con le teste dei politici attuali.

Viviamo in un pianeta con risorse limitate e sottoposto alla legge della termodinamica "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma."

Una legge da scrivere all'articolo ZERO di ogni Costituzione, di ogni Paese del mondo.

Il pianeta non conosce la follia esponenziale del mago di corte, o di tutti quei maghi della finanza che han fatto crescere il debito così tanto che è irraggiungibile e che puoi solo, per dirla alla Obama, "rifinanziarlo".

Ovvero NON LO CHIUDI MAI, rimani debitore a vita. Una idea MALATA.

E' di questo PARADIGMA che sto parlando.

Un modello esponenziale illogico e assurdo, per le leggi cicliche del pianeta Terra.

OCCORRE UN RAPIDO CAMBIAMENTO DI PENSIERO.
DI TUTTO IL PIANETA.

Ecco perchè non credo a un grande cambiamento con Monti, al di là che rappresenti o meno i potentati finanziari anglosassoni. Lui ha detto che non è vero, e l'ha detto pubblicamente in senato.

Io posso anche credergli, ma non riesco a credere che possa rappresentare nulla di nuovo, per cambiare il paradigma.

Certo che è diverso dal governuccio di buffoni incapaci che c'era prima, ma credo che anche estraendo a sorte tra i cittadini italiani onesti si otteneva qualcosa di meglio del precedente governo, senza scomodare saggi e sapienti della Bocconi & C.

Il governo Berlusconi: il governo del nulla rappresentato da nullità che non hanno fatto nulla di nulla del nulla che avevano promesso di fare. Solo Berlusconi è riuscito a pararsi dai colpi della Giustizia e dalla possibilità che gli riducessero il potere mediatico che lo tiene in piedi. Gli altri, tuttalpiù si son pagati mutuo e puttane.

Il governo tecnico è fatto di sicure personalità di elevata caratura professionale, ma deve passare dal Parlamento fatto di quasi eletti (la legge porcellum mi dice che tanto eletti dal popolo non sono nemmeno quelli), e la maggior parte di loro è con Berlusconi. Che è passato dall'avere i problemi del governare a poterli creare.

Non che gli convenga seguire l'esempio della Lega, ma ci stava provando, adottando la doppia figura, in aula faceva la figura istituzionale, fuori dall'aula, il guerrigliero per la libertà. A mo' di Bossi sputacchiante e delirante.

I politici sono diventati REIETTI, ODIATI dal popolo che chiede a gran voce, visto che dovrà fare ancora sacrifici, che siano i politici a farli per primo, rinunciando a tutti i privilegi di casta goduti sinora.

Questi sono i problemi che adesso deve affrontare il governo dei sessantenni d'assalto di Monti Mario.

Figuriamoci se riesce a fare riflessioni sul cambio di paradigma. Inoltre la classe di età dei componenti del governo è estranea a questo cambio di pensiero. Sono legati al fossile, al nucleare come unica fonte alternativa al fossile. La prima papera del governo Monti è stata proprio sul nucleare da parte del neo ministro Clini all'Ambiente.

Ve lo immaginate un primo ministro finanziario come Monti che riesce a evitare di dire CRESCITA mentre fa un discorso?

Perché crescita sembra la parte positiva di CRISI ECONOMICA, ma non è così.

Il governo tecnico non ha nessun cambiamento vero in mente, né può averlo. E' solo una rappresentazione del modello di Hubbert del sistema politico, perlomeno italiano.

Con Berlusconi i politici avevano raggiunto il punto di massima espansione, potere, prestigio, privilegi, immunità, l'apice della curva di Hubbert.

Ma dopo è seguito il declino di Seneca.
Irreversibile.

E Monti è l'indizio di questo declino della politica. E con essa forse sparisce anche la partecipazione dei cittadini alle scelte strategiche.

Daniela

domenica 13 novembre 2011

IL LIQUIDATORE







 



150 è il numero di anni che si festeggia di UNITA' D'ITALIA.
Dentro questa unità ci sono un reame di re ignoranti, una dittatura, una pseudo democrazia e adesso la tecnocrazia europea.
Non posso rimpiangere Berlusconi, non mi è mai piaciuto.
Aveva fatto emergere il peggio dell'animo umano, e in un paese mediterraneo e passionale come il nostro, questo era anche più facile.
Il luccichio di apparenze e di poca sostanza, ci ha depredato del senso della realtà, facendoci diventare idioti ben vestiti, profumati e con pelle abbronzata, ma con il cervello disidratato, ridotto a una poltiglia neuronica, che si accendeva solo con le Isole, i Grandi Fratelli e le puttanate catodiche.
LA PATRIA DELLA CULTURA E DELLA SCIENZA è diventata un reame di fanghi sporchi e masse di ignoranti al potere. Forse ha ragione Bastian che anche la scienza e la cultura, appartenendo al genere umano di cui gli italiani fan parte, abbiano lo stesso ciclo vitale, ma allora, se siamo caduti in basso perché il ciclo sta finendo, forse abbiamo speranza di RESURREZIONE, come appunto diceva Benigni.
Ecco perché avevamo votato Berlusconi (e parlo in pluralis maiestatis perché è così che funziona la DEMOCRAZIA).
E lui aveva non solo stravinto, ma anche iniziato il percorso "tecnocratico" di "li scelgo io i deputati".
AVEVA UN POTERE IMMENSO E SOLDI in quantità industriale: era libero in pratica.
Da condizionamenti (apparentemente), da manovratori occulti.
Aveva un problema: risolvere guai personali con la giustizia.
Ma se avesse fatto un buon lavoro ANCHE PER IL PAESE, gli si poteva perdonare la soluzione dei suoi "piccoli guai".
Come pure la passione per le donne. E per le barzellette, le gaffe, le canzoni napoletane melense.
Ma non l'ha fatto. Ha scelto il peggior ministro all'economia di tutti i tempi, un Tremonti che poteva evitare di trascinarci nella merda europea, ma che invece con la sua statica erre moscia è solo riuscito e farci precipitare nel disdoro.
E gli altri ministri, tutti yes men, o signore dall'aspetto piacevole e null'altra dote.
Insomma aveva i mezzi e l'opportunità, ma non l'ha fatto.
Se è caduto non l'ha fatto per amor di Patria (se avesse avuto questo Principio di Patria in testa avrebbe combinato qualcosa per il Paese) ma per amor di famiglia e interessi suoi particolari (Mediaset crollata in borsa deve essere stato il VERO motivo delle sue dimissioni).
I festeggiamenti in Piazza sono solo il segno della stanchezza generale di molti italiani (disoccupati, cassaintegrati, dipendenti pubblici e privati, artigiani, ecc.) di avere un buffone incapace circondato da incapaci buffoni al Governo. Per quelle persone lui doveva dimettersi perché era un fallimento politico e il suo percorso era finito.
Non sono particolarmente d'accordo con quei festeggiamenti.
Non ci vedo nulla da festeggiare.

Io festeggerei se al posto di Berlusconi ci fosse , come da DEMOCRAZIA, un altro Governo, liberamente scelto dai cittadini italiani e non IL LIQUIDATORE.
Berlusconi doveva andarsene per incapacità di far andare le cose come vogliono BCE e FMI, gli investitori dei FAMIGERATI MERCATI, non perché facesse gaffe o si comportasse come un satiro in calore.
Delle sue figure di merda internazionali AI MERCATI interessava solo la parte che poteva intralciare il loro cammino esponenziale al governo del Globo…lo scrivo e mentre lo scrivo sto male, perché non sono complottista, non sono fissata con il NWO, ma non riesco a dare una spiegazione al perché uno ricco desse fastidio ad altri ricchi. Infatti a lui non succederà nulla, rimarrà ricco e magari ad Antigua circondato dai suoi desideri.
Con lui l’instabilità dei mercati era diventata eccessiva e LORO han deciso di dimetterlo.
Quindi via, fuori dalle scatole (un bel crollo delle sue azioni è stato essenziale per smuoverlo).
Dovrebbero ringraziarlo I MERCATI.
Festeggiamenti in piazza per un governo tecnocratico imposto dall’estero.
Il commissario europeo Olli Rehn che dice che “l’Italia NON ha bisogno di elezioni, ma di stabilità…e comunque non gliela farà a raggiungere il pareggio di bilancio…”, mi fa venire i brividi.
Berlusconi nel 1994 aveva portato la novità dell’IMPRENDITORE di successo che vuole salvare l’Italia con formule imprenditoriali, fare imprenditoriale, metodi imprenditoriali. Un autocrate malato di autoreferenzialità si è rivelato, ma intanto il dado era tratto, TUTTI a dire e a parlare della Cosa Pubblica come se fosse una azienda. E così il pareggio di bilancio PUBBLICO sembra una cosa buona e giusta. Per tutti, destri, sinistri, centristi e grillistri.
Lui sceglie le persone, e ha anche scelto male, ma l’idea era che il popolo tuttalpiù poteva dire se andava bene LUI O UN ALTRO, ma non scegliere TUTTO IL PARLAMENTO.
Ecco ci siamo. La strada per la tecnocrazia l’ha tracciata lui.
Poi ci ha imbambolati di scemenze che ci hanno fatto allontanare dalla capacità critica.
E adesso tutti a festeggiare Monti. Che chiamerà 12 tecnici come ministri e 25 sottosegretari tecnici.
Magari Amato dalla Deutsche Bank.
Per parere il culo agli investitori tedeschi e francesi.
Parato quel culo rimarranno solo i debiti degli investitori italiani, ma di quelli chi se ne frega.
Il liquidatore non è qui né per noi né per loro.
Spero di sbagliarmi, ma se così non fosse spero che il cuore italiano faccia ripartire il genio dell’intelletto italiano, e trovi una soluzione per liberarsi del giogo straniero tornato sul nostro collo dopo 150 anni. Il fatto che Monti sia italiano è irrilevante, anche Papademos è greco ma anche lui è un liquidatore.

Daniela