
L'immagine gira da un po' in rete per rendere l'idea dell'organigramma aziendale.
Tuttavia può essere usato come metafora della vita dei cittadini, gli italiani in particolare, pensando il trespolo magari con più livelli.
Noi "cittadini comuni", quelli di cui si riempono la bocca i politicastri e i giornalistastri, siamo gli Ultimi.
Il bello è che quelli in alto li avremmo dovuti o potuti scegliere noi.
Così si dice in democrazia.
Ultimamente sull'apice di quel trespolo si sono appoggiati in troppi.
Non solo quelli, più o meno scelti da noi italiani, ma anche quelli europei.
E noi sempre senza ombrello.
So che non è edificante, nè il titolo nè l'immagine, ma io, perlomeno io, mi sento così.
Lavoro, mi aggiorno da sola, mi automotivo, mi mantengo, mi gestisco. Io e chi vive con me.
In mezzo a quotidiane rotture di scatole, continue, perverse, e in mezzo a BUGIE.
Se devo ogni giorno affrontare pericoli (andare al lavoro in macchina per svariati chilometri visto che non esiste trasporto pubblico) e poi lavorare al meglio, non ho tempo sempre di badare alle balle che mi ripetono come un mantra.
Eppure sia io e sia molti altri ci siamo resi conti delle bugie e delle fandonie, di essere "governati" da idioti incapaci e incompetenti (quelli sopra) che dovrebbero "dirigere e gestire" al meglio.
Non solo politici, ma i loro nominati. Dirigenti, direttori che si fanno male anche tra di loro. Tanto non paga mai nessuno per gli errori che fa.
Io non so se sono cittadina europea (e di quale categoria, perchè tra me e un tedesco e un francese sono sicurissima che ci sono valori diversi) o italiana.
Non so se ammalandomi avrò una sanità degna di questo nome, se perderò il lavoro, se la banca mi mangerà la casa (per farsene cosa...non è nemmeno nuova, è stata abitata, come faranno a metterla nelle "perdite" e di conseguenza non pagare tasse?).
Non so se e quando andrò in pensione e come riuscirò ad arrivare alla pensione.
Io sono qui e sopporto i maleducati, i supponenti, i presuntuosi e i saccenti. E nel mentre PRODUCO e poi PAGO LE TASSE.
E in tutta questa fatica devo mantenermi lucida e integra.
Piove, adesso. Ovvio è autunno.
Ma secondo i metereologi da strapazzo, quelli che se non ci sono 38° con il sole a candela non è "bel tempo", abbiamo tempo pessimo.
Di sicuro i nubifragi non riscuotono simpatia, ma loro non sono simpatizzanti di nulla: ci sono e basta, e in autunno la loro frequenza è sempre stata alta. Magari adesso più alta, determinata da un eccesso di "bel tempo" (caldo per mancanza di pioggia e gradi sopra la media causati dal global warming) e magari più potenti del previsto.
L'anno scorso abbiamo avuto temporali in pieno inverno, il che è senza senso, come pure una estate con temperature africane.
Piove, e visto il territorio, devastato da espansioni edificate, frammentato da infrastrutture in numero superiore al necessario, da zone produttive messe ovunque, centri commerciali a nastro (anche come modalità di insediamento territoriale), insomma un uso improprio in zone improprie, senza alcuna attenzione ambientale, all'aspetto idrogeologico, all'aspetto morfologico e strutturale, piove e ci scappa il morto.
Diversi morti, e devastazioni.
In Veneto l'anno scorso, prima Roma poi Liguria e Toscana quest'anno. E le piogge sono appena iniziate. E anche lì toccherà arrangiarsi, tanto lo Stato, rappresentato dai suddetti "uccelli superiori", non c'è. Non c'è nemmeno all'Aquila, perchè mai occuparsi di "semplice pioggia"?
Lo Stato dunque che fa?
S'indigna, s'infuria, poi getta la spugna e senza nemmeno un po' di dignità.
Tuttavia può essere usato come metafora della vita dei cittadini, gli italiani in particolare, pensando il trespolo magari con più livelli.
Noi "cittadini comuni", quelli di cui si riempono la bocca i politicastri e i giornalistastri, siamo gli Ultimi.
Il bello è che quelli in alto li avremmo dovuti o potuti scegliere noi.
Così si dice in democrazia.
Ultimamente sull'apice di quel trespolo si sono appoggiati in troppi.
Non solo quelli, più o meno scelti da noi italiani, ma anche quelli europei.
E noi sempre senza ombrello.
So che non è edificante, nè il titolo nè l'immagine, ma io, perlomeno io, mi sento così.
Lavoro, mi aggiorno da sola, mi automotivo, mi mantengo, mi gestisco. Io e chi vive con me.
In mezzo a quotidiane rotture di scatole, continue, perverse, e in mezzo a BUGIE.
Se devo ogni giorno affrontare pericoli (andare al lavoro in macchina per svariati chilometri visto che non esiste trasporto pubblico) e poi lavorare al meglio, non ho tempo sempre di badare alle balle che mi ripetono come un mantra.
Eppure sia io e sia molti altri ci siamo resi conti delle bugie e delle fandonie, di essere "governati" da idioti incapaci e incompetenti (quelli sopra) che dovrebbero "dirigere e gestire" al meglio.
Non solo politici, ma i loro nominati. Dirigenti, direttori che si fanno male anche tra di loro. Tanto non paga mai nessuno per gli errori che fa.
Io non so se sono cittadina europea (e di quale categoria, perchè tra me e un tedesco e un francese sono sicurissima che ci sono valori diversi) o italiana.
Non so se ammalandomi avrò una sanità degna di questo nome, se perderò il lavoro, se la banca mi mangerà la casa (per farsene cosa...non è nemmeno nuova, è stata abitata, come faranno a metterla nelle "perdite" e di conseguenza non pagare tasse?).
Non so se e quando andrò in pensione e come riuscirò ad arrivare alla pensione.
Io sono qui e sopporto i maleducati, i supponenti, i presuntuosi e i saccenti. E nel mentre PRODUCO e poi PAGO LE TASSE.
E in tutta questa fatica devo mantenermi lucida e integra.
Piove, adesso. Ovvio è autunno.
Ma secondo i metereologi da strapazzo, quelli che se non ci sono 38° con il sole a candela non è "bel tempo", abbiamo tempo pessimo.
Di sicuro i nubifragi non riscuotono simpatia, ma loro non sono simpatizzanti di nulla: ci sono e basta, e in autunno la loro frequenza è sempre stata alta. Magari adesso più alta, determinata da un eccesso di "bel tempo" (caldo per mancanza di pioggia e gradi sopra la media causati dal global warming) e magari più potenti del previsto.
L'anno scorso abbiamo avuto temporali in pieno inverno, il che è senza senso, come pure una estate con temperature africane.
Piove, e visto il territorio, devastato da espansioni edificate, frammentato da infrastrutture in numero superiore al necessario, da zone produttive messe ovunque, centri commerciali a nastro (anche come modalità di insediamento territoriale), insomma un uso improprio in zone improprie, senza alcuna attenzione ambientale, all'aspetto idrogeologico, all'aspetto morfologico e strutturale, piove e ci scappa il morto.
Diversi morti, e devastazioni.
In Veneto l'anno scorso, prima Roma poi Liguria e Toscana quest'anno. E le piogge sono appena iniziate. E anche lì toccherà arrangiarsi, tanto lo Stato, rappresentato dai suddetti "uccelli superiori", non c'è. Non c'è nemmeno all'Aquila, perchè mai occuparsi di "semplice pioggia"?
Lo Stato dunque che fa?
S'indigna, s'infuria, poi getta la spugna e senza nemmeno un po' di dignità.