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lunedì 5 novembre 2012

GUARDATI LE SPALLE








Dobbiamo preoccuparci del cambiamento climatico e non della crescita economica o di al-Qaeda.

L'uragano Sandy sembra proprio un fatto "calzante" per gli States.

La Nazione che utilizza la maggior parte del petrolio, che ha prodotto la maggior quantità di emissioni di biossido di carbonio, e che, per decenni, ha sempre negato l'esistenza del cambiamento climatico, ha ricevuto lo schiaffo necessario. Con decine di morti, le principali infrastrutture crollate e miliardi di dollari di danni, l'uragano Sandy è stata la sveglia di cui l'America aveva bisogno. Più di tutto, è stato un evento su cui tutti noi dobbiamo prestare attenzione. E' ora di smettere di sprecare soldi per le guerre finte e di iniziare a spendere per proteggerci da una minaccia assai più grave.

Nel mese di ottobre 2012, ho partecipato alla Assemblea Generale del Club di Roma, a Bucarest. Sono stati presentati i dati più recenti sugli effetti del cambiamento climatico, ed erano terrificanti. Previsioni fatte solo cinque anni fa si sono rivelate completamente sbagliate. Nel 2007, gli scienziati avevano stabilito che l'Artico sarebbe stato privo di ghiaccio entro la fine di questo secolo. Tuttavia, al ritmo attuale di fusione, l'Artico sarà privo di ghiaccio durante l'estate, a partire dal 2015, e sarà completamente privo di ghiaccio, tutto l'anno a partire dal 2030.

Ad ogni buon conto, questa non è la preoccupazione principale, poichè si parla di ghiaccio galleggiante. Quando si scioglie non aumenta il livello del mare. La vera preoccupazione è la banchisa della Groenlandia, il cui tasso di scioglimento è senza precedenti. Se scompare anche gli effetti saranno catastrofici. I livelli dei mari di tutto il mondo si alzeranno di sei o sette metri, distruggendo città come New York, Londra e Shanghai. L'aggiunta di tanta acqua fredda dolce nei mari modificherà le correnti oceaniche e i modelli metereologici in modi che si riesce a malapena ad immaginare. Nello stesso tempo, l'aumento delle temperature nell'emisfero settentrionale portano a rischio di fusione gran parte del permafrost siberiano, e questo porterà al rilascio di enormi quantità di metano intrappolato nei ghiacci, accelerando ulteriorimente la velocità del cambiamento climatico. Questo rischia di avviare una reazione a catena, che non potremo fermare.

Gli effetti di ciò che stiamo facendo al Pianeta sono tutti intorno a noi. Dalle tempeste e inondazioni di quest'anno, alla siccità record. Dal 1980, il numero di catastrofi naturali è aumentato da una media di 400 volte l'anno, adesso quasi 1000, secondo Munich Re. Ironia della sorte, il Nord America è uno dei luoghi più colpiti dagli  "eventi meteorologici estremi" rispetto altrove.

Abbiamo bisogno di apportare modifiche urgenti al nostro modo di vivere, se si vuole evitare una crisi. I cambiamenti previsti adesso non riguardano soltanto i nostri figli e nipoti, riguardano tutti noi.

Quando pochi anni fa si fecero delle previsioni, gli scienziati dissero che sarebbe andato tutto più o meno bene se potevamo limitare l'aumento della temperatura media globale a 2° C. Eppure, quel bersaglio l'abbiamo già mancato, perchè non abbiamo fatto nulla per fermare il danno che stiamo facendo, con la conseguenza che la quantità di gas effetto serra che viene rilasciato in atmosfera ha continuato a crescere. Senza un cambiamento, ora stiamo andando verso una 4° C di aumento, ovvero la temperatura media della Terra tornerà ai livelli di 40 milioni di anni fa. Questo farà sì che l'Antartide si sciolga un po' troppo e il livello del mare cresca di 60-70 metri. Le siccità e inondazioni che intanto si verificheranno durante questa strada, renderanno il Pianeta virtualmente inabitabile.

Questi cambiamenti sono accaduti e stanno accadendo, sebbene ripetutamente negati e ignorati,  e nel frattempo abbiamo combattuto due guerre senza senso. La prima è stata la lotta per la Crescita. I governi di tutto il mondo hanno speso migliaia di miliardi, cercando di sostenere le loro economie, per farle crescere e mantenere i consumi. Nel fare ciò siamo stati indirizzati a scavare sempre più materie prime nel Mondo e consumare cose di cui non avevamo bisogno, così facendo abbiamo apportato modifiche al clima anche peggiori.

La seconda guerra senza senso è stata la guerra al terrorismo. Secondo uno studio condotto dalla Brown University lo scorso anno, il costo in America nei primi dieci anni dopo l'unidici settembre è stato intorno ai quattro trilioni di dollari (un trilione è un miliardo di miliardi n.d.r.). Ancora più trilioni sono stati spesi in Europa e altrove. Durante tutto questo tempo, ci sono stati solo 251 decessi legati al terrorismo nel mondo sviluppato e nessuno negli Stati Uniti.

Nello stesso periodo, decine di migliaia di persone sono state uccise dai cambiamenti climatici. Secondo Munich Re, 30.000 persone sono state uccise nel solo Nord America, tra il 1980 e il 2011 a causa di eventi meteo correlati.

Per più di un decennio siamo stati a caccia del demone sbagliato. La più grande minaccia alla nostra esistenza non è la mancanza di crescita economica, né al-Qaeda.

E' la Terra stessa.

A meno che non si impari a trattarla con rispetto, e a iniziare a rispondere ai segnali che ci sta inviando, la Terra ci estinguerà tutti.
Graeme Maxton


Siamo a pochi giorni dalla elezione del nuovo presidente degli U.S.A. (il 45esimo). Nè Obama, nè Romney brillano molto per attenzione al PROBLEMA del cambiamento climatico.

Non sembrano possedere il senso della realtà.

Monti era in Afghanistan il 4 di novembre, per facilitare relazioni economiche, visto che quel Paese è pieno di materie prime (ancora scavare e scavare e scavare...).

Non so se qualcuno di voi, per causa di malattie è stato obbligato a stare a casa, e non potendo fare altro (se uno sta male, sta male) si è messo a  guardare i telefilm tedeschi di Rosamunde Pilcher

Dei disgustoni papponi inguardabili, una specie di aggiornamento delle storielle di Liala.

Storie con problemi di ricchi, un Mondo fatato, dove i lussi e gli agi sono sempre previsti come dati di fatto.

Il Mondo da DUE MILIARDI, non quello da oltre sette miliardi, dove, forse la Cina ci sta ripensando sulla legge sull'unico figlio.




domenica 28 ottobre 2012

CLIMA ESTREMO? ESTREMI RIMEDI...



Molto B.A.U. ma molto interessante questo breve filmato del Munich Re Geo Risk Resaerch.
I rischi meteorologici stanno aumentando in Nord America molto di più che in qualsiasi altro luogo del mondo. Le conseguenze sono drammatiche. Ogni anno gli eventi climatici estremi causano danni sempre più ingenti.

Il professore Peter  Hoeppe, capo del Munich Re Geo Risk Research al Corporate Climate Center, studia i pericoli e i rischi che stanno sotto questi fenomeni naturali. In Nord America si trovano TUTTI i fenomeni climatici estremi (tornado, grandine, siccità, incendi, tempeste invernali e uragani) che portano a fortissime perdite economiche.

Tra il 1980 e il 2011 il numero di perdite legate a fenomeni climatici estremi è quasi quintuplicato in Nord America, a fronte di un fattore di perdite pari a 4 in Asia, 2,5 in Africa e 2 in Europa. Solo nel 2011, anno dei tornado, i grandi temporali hanno causato perdite complessive per 47 milioni di dollari.

Uno dei maggiori pericoli è rappresentato dai cicloni tropicali, come l'uragano Andrew. Il 2012 è il ventesimo anniversario di questo uragano devastante. Il continuo aumento dei fenomeni climatici estremi non è causato solo dall'aumento della popolazione, ma anche da variazioni climatiche come El Nino e La Nina che modificano la temperature della superficie degli oceani.

Per le tempeste tropicali è molto importante la temperatura di superficie del mare perchè determina l'evaporazione dell'acqua in atmosfera. Questo vapore acqueo è il combustibile degli uragani. Più alte sono le temperature dei mari e maggiore il rischio di uragani intensi. Il riscaldamento degli oceani è globale ma in questo report hanno valutato l'aumento significativo delle temperature dell'Oceano Atlantico. Il motivo?

Problemi per i premi assicurativi.

Per le compagnie di assicurazione, con il cambiamento climatico, aumentano le incertezze sui rischi naturali. Gli eventi climatici estremi portano a enormi perdite di denaro per le assicurazioni che a loro volta aumentano i loro parametri assicurativi. Il tutto ricade sui consumatori che pagheranno premi assicurativi sempre più alti.

Il Munich Re Geo Risk Research, forte di 40 anni di esperienza alle spalle di studi nel settore dei cambiamenti climatici, ha proposto un report sugli eventi climatici estremi in Nord America fornendo una analisi complessiva sulle perdite condizionate dalle variazioni climatiche naturali antropogeniche; il tutto ai fini assicurativi.

Nel report emergono principi e concetti di base che stanno dietro ai rischi atmosferici e quindi sull'impatto che avranno nelle assicurazioni contro i rischi naturali.

Ricordo che lo Stato americano del North Carolina con governo repubblicano ha vietato per legge il cambiamento climatico al fine di agevolare le compagnie assicurative.  Con la famosa Legge Struzzo (così chiamata dall'opposizione democratica) fu imposto di ignorare il parere della Commissione sulle risorse costiere che, in base a studi climatici, avvertiva del possibile rialzo di un metro del mare entro il 2100 e di considerare, invece, come limite massimo, i 20 cm relativi al precedente secolo. Tutto questo, molto Bretton Woods, per tenere bassi i premi assicurativi e i costi della costruzioni costiere. Una legge confermata a fine luglio 2012 dal Governatore, divenendo esecutiva. 

Aggiungiamo, a tutto questo, le preoccupazioni della Banca Mondiale (sorella di latte del FMI).

In questo articolo del 24 ottobre 2012, la Banca Mondiale ha invitato i produttori di petrolio di tutto il Pianeta a ridurre il flaring gas associato alla produzione di petrolio del 30% entro il 2017. 

Il flaring gas è il gas prodotto in eccesso nei giacimenti petroliferi che usualmente era bruciato in torcia.

La Banca Mondiale guida una partnership mista pubblico/privata denominata GGFR (Global Gas Flaring Reduction) per ridurre tale modalità di uso del gas naturale. La partnership è stata lanciata nel 2002 al Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg, assieme al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e promuove normative che possano superare le difficoltà legate alle infrastrutture insufficienti di distribuzione del gas e quindi allo scarso accesso ai mercati energetici locali e internazionali, in particolare nei paesi in via di sviluppo.

In sintesi questa era una pratica comunissima fino a pochi anni fa. Si vedevano sin da lontano le fiamme perenni sulla sommità delle torri petrolifere.

Tale pratica ha portato a bruciare ingentissime quantità di gas (che poteva invece essere diversamente utilizzato) con conseguente produzione di enormi quantità di biossido di carbonio, di anidride solforosa e di protossido di azoto, che hanno contribuito notevolmente all’inquinamento atmosferico del pianeta.

Per rendersi conto del problema a livello planetario, basterebbe osservare la Terra in un’immagine da satellite notturna: i fuochi che ardono in corrispondenza delle principali aree petrolifere sono un’evidenza che non passa inosservata!

La riduzione del SOLO 30% del flaring gas entro il 2017 porterebbe a una riduzione delle emissioni di CO2 pari alla sparizione di 60 milioni di automobili dalla strada. 

Rachel Kyte, Vice Presidente della Banca Mondiale per lo sviluppo sostenibile (N.D.R. eh, si hanno anche questo) sostiene che serve energia in molti paesi, che una persona su cinque del pianeta non ha elettricità e quindi non ci si può più permettere di sprecare questo gas. Di conseguenza dovranno prendere decisioni che  riducano la pratica del gas flaring lungo intera catena del gas. Ovvero dovranno essere aumentate le infrastrutture di distribuzione soprattutto nei paesi in via di sviluppo. E cogliere (oh yeah) opportunità di business (mica solo ridurre le emissioni).

Sono tre gli obiettivi da centrare entro il 2030, vale a dire, fornire l'accesso universale all'energia, compresa l'energia elettrica e combustibili puliti per cucinare, arrivare al doppio della quota rinnovabile di energia dal 15% al ​​30% del mix globale, e raddoppiare il tasso di efficienza energetica. 

L'energia a basso costo diventerà sempre più una rarità. 
Gli eventi climatici estremi che abbiamo causato con l'energia fossile a basso costo bruciata da oltre due secoli però non sembrano fermarsi.

ANZI.