giovedì 26 maggio 2011

EPPURE QUALCUNO CHIAMA QUESTO CALDACCIO "BEL TEMPO"


 


Cliccando il titolo arrivate al sito che l'ha riportato.

Si chiama GREENREPORT e consiglio a tutti di mettersi sulla mailing list.
Arrivano quotidiane informazioni generali sull'Italia e il resto del Mondo, e poi in fondo ci sono notizie in dettaglio sulla Toscana, perchè il sito è toscano.

Oggi mi è arrivato un articolo sulla siccità in Europa, in particolare la Francia.

L'articolo cita il giornale francese L'Alsace:
"La siccità in Alsazia potrebbe essere la più grave che si ricordi peggiore di quelle del 2003 e del 1976: in Alsazia sono caduti 78 mm di pioggia dall'inizio dell'anno, cioè un deficit di 100 mm sulla media e 30 mm in meno che nel 2003 o nel 1976".
La siccità sta danneggiando fortemente i campi di mais e grano e mettendo in serie difficoltà gli allevatori di bestiame.
Campi ad agricoltura intensiva, pieni di fitofarmaci che inquinano le falde per far crescere mais che è dato alle mucche che poi mangiamo. Ogni mucca costava nel 200o 9 litri di benzina. E devasta l'ambiente. E non serve alla nostra dieta, ci ammaliamo con la carne in eccesso.
Già a metà maggio oltre un quarto del territorio francese era colpito dalla siccità, ma i dipartimenti interessati erano "solo" 26. Il ministro dell'ecologia, Nathalie Kosciusko-Morizet, nei giorni scorsi ha definito prematura l'idea di stabilire una "tassa-siccità".
Il che signifca che qualcuno sta pensando alla TASSA SICCITA'.
Il problema comincia a riguardare anche le centrali nucleari che consumano molta dell'acqua dolce francese. E non sono solo grano e centrali nucleari ad essere in difficoltà, come ha spiegato Mark Lewis, della Deutsche Bank, «Le temperature elevate e le precipitazioni molto basse in Europa hanno portato a far abbassare il livello delle dighe idroelettriche nel continente».
La sicurezza delle centrali nucleari, se mai fosse esistita, è comunque legata a un clima non secco. Stiamo andando verso la siccità e la Francia con tutte quelle centrali sente per prima l'odore del pericolo.
Gli europei possono "consolarsi" con quanto sta accadendo in Cina, devastata dalla siccità, e dove è annunciata una carenza di elettricità "storica". Secondo il fornitore statale di elettricità della Cina il Paese quest''estate «Dovrà far fronte alla più grave penuria di elettricità della sua storia. Questa penuria colpirà particolarmente Pechino, Tianjin, Shanghai ed altre città straniere», cioè il cuore pulsante ed inquinante dell'inarrestabile crescita cinese.
A quanto pare la siccità sarà l'unica cosa che fermerà i cinesi. Il pianeta avverte.

Ma la siccità non è solo un fenomeno francese: sta colpendo la maggioranza dell'Europa ed il culmine è previsto a giugno.
Secondo il Centre mondial de climatologie des précipitations, alcune regioni dell'Europa centrale hanno registrato un calo delle precipitazioni del 40% tra febbraio ed aprile, con un'umidità inferiore dell'80% alla media del periodo 1951 - 2000.
Nessuna precipitazione che permetta di mettere fine alla siccità è prevista nel mese di maggio».
Maggiori piogge sarebbero necessarie per mantenere la crescita del grano in gran parte della Francia e della Germania».
Il Met Office britannico è preoccupato il sud e l'est resteranno molto secchi e i temporali che potrebbero formarsi nel sud dell'Inghilterra la settimana prossima potrebbero inondare i terreni agricoli duri come la pietra.
Niente pioggia, solo secco. Ma i nostri meteo da strapazzo televisivi li vedi con la boccuccia lamentarsi di qualche BENEVOLISSIMA PIOGGIA come di BRUTTO TEMPO.
Loro non bevono, non mangiano, non si vestono, sono ologrammi.
Loro vanno al mare o a fare shopping, devono dimagrire per indossare i costumi estivi e abbronzarsi per cuccare in discoteca. Il problema di queste persone sono le ascelle depilate, le unghie decorate e i capelli cotonati. Tuttalpiù, giusto per far credere di essere sostenibili, si parla di spiagge per cani.

Daniela




13 commenti:

  1. Ho solo il tempo di dirti che sei mitica!

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  2. a roby...BACIO!!!

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  3. Leggo il tuo post e la lettura mi induce a riflettere. È necessario riflettere e ponderare, vista la delicatezza e l’importante strategica della materia trattata.
    La variabile che sembra impazzita è la piovosità carente, tradotta la siccità incombente, tanto più devastante quanto più si protrae nel tempo.
    Danni alle colture, problemi di sicurezza (concordo, se mai ne è esistita una) alle numerose centrali atomiche di produzione dell’energia elettrica, preoccupazione per quelle idroelettriche. Ce n’è d’avanzo per preoccuparsi. A ciò aggiungiamo una costante certa, l’uso massiccio di fitofarmaci, che inquinano le falde acquifere (spero solo quelle superficiali), mentre il mais che ne deriva vien dato come alimento ai bovini, la cui carne, tu sostieni, non serve alla dieta, in quanto l’uso eccessivo di carne fa ammalare le persone, e questo è vero. Chiarisco che il consumo indiscriminato di carne bovina fa male, mentre come componente equilibrata di una dieta credo di no.
    Nel mio libro descrivo cos’era il carcere di Lonate Pozzolo (Va), a ridosso della Malpensa, che lo ha fagocitato ormai dal 1989: 350 ettari di terreno dei quali 200 coltivati e 90 a mais per l’alimentazione dei bovini presenti in azienda. Si, la Bellaria (così si chiamava quel carcere) fra i vari fattori positivi aveva anche l’azienda zootecnica, autosufficiente. Anche l’acqua veniva prelevata da falde acquifere profonde (90-100 metri), mediante pompe la portavano in superficie accumulandola in un deposito a 20-30 metri di altezza, dal quale ripartiva in pressione per le necessità di tutta la comunità. Era acqua batteriologicamente pura e impeccabili erano le analisi chimiche che si facevano periodicamente. Eppure, le coltivazioni avvenivano con l’uso di concimi chimici e di letame, cosparsi prima dell’impianto mentre le infestanti e gli altri agenti patogeni erano trattati con diserbanti e anticrittogamici.
    Torniamo al post. L’allarma è giustificato nell’immediato ma questa siccità prolungata come viene giudicata, nella norma o mai registrata prima, da quando questi dati sono studiati, qualche secolo mi pare.
    La tassa sulla siccità. Se i danni sono reali e gravi e incidono pesantemente sul bilancio della Francia, ovvio che il governo ci pensi.
    Ma il fenomeno della siccità pare interessi anche altre parti del pianeta, la Cina è in affanno, grave a quanto pare, mentre l’Europa deve aspettare il mese di giugno perché si raggiunga il picco e riprenda (si spera) a piovere. In Italia, paradossalmente il sud fa registrare precipitazioni piovose abbondanti e quotidiane a forma temporalesca. Queste sono le notizie che mi arrivano da Campania e Puglia.
    I tuoi anatemi sono divertenti e giustificati, ma la domanda è sempre quella: è normale o fuori norma quanto sta accadendo? Inoltre, se invece di 62 milioni di abitanti (parlo dell’Italia si può estendere la domanda agli altri paesi europei e no), abituati all’opulenza (parlo di tempi normali) per soddisfare ‘bisogni’ ormai irreversibili, ve ne fossero la metà con la stessa abitudine all’opulenza, basterebbero le risorse idriche, pur in tempi di scarsa piovosità, clima secco e perdurante?

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  4. Mi sa che il bacio non me lo sono meritato! ;-)

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  5. La specializzazione che ha portato al progresso, ha fatto perdere il contatto non solo con la natura, ma anche con l'origine di tutto quello che utilizziamo. Nei primi uomini la divisione era minima e comunque ognuno vedeva lo scopo, le problematiche ed i risultati di quello che facevano gli altri. Col progresso la nostra sopravvivenza è dipesa sempre di meno dalle capacità di ciascuno e sempre di più dall'organizzazione, dall'efficienza, dalla bontà dell'organizzazione. Sempre più i singoli individui si sono allontanati dalla percezione della provenienza di quello di cui si nutrivano e che utilizzavano, questo ha reso la nostra vita più comoda, ma crea anche diversi problemi.
    Prima di tutto l'uomo per sentirsi appagato, per essere veramente uomo, ha bisogno di utilizzare, almeno in parte, tutte o quasi le sue potenzialità; in parte rimediamo a questo con lo sport, con gli svaghi con le vacanze, con gli hobbies, ma non è sufficiente. Oltre a questo non ci rendiamo conto del lavoro che c'è dietro le cose e finiamo per sottovalutare quello che è fondamentale, indispensabile, senza il quale non potremmo vivere. Così come nella percezione di noi stessi raramente, o mai, prendiamo in considerazione la nostra capacità di respirare, o di digerire, o di far battere il cuore, se queste capacità vengono meno ci rendiamo conto della loro importanza. Allo stesso modo ci sembra scontato trovare nei negozi ciò di cui ci nutriamo, raramente o mai chiedendoci cosa c'è dietro. Questa percezione c'era, almeno in parte, fino a non molto tempo fa, oggi sembra essersi completamente persa. Così in una società contadina si gioiva per la pioggia, soprattutto in primavera e ci si preoccupava se mancava e ci si preoccupava per ogni irregolarità nelle stagioni, perché questo avrebbe comportato inevitabilmente minore produzione di alimenti ed, in alcuni casi, anche carenze, privazioni. Sono convinto che oggi anche molti imprenditori agricoli (oggi si chiamano così), si preoccupano poco se ci sono queste irregolarità, se non piove molto, se fa troppo caldo, in molti casi avrebbero annaffiato comunque e dunque cambia poco, quello che producono è protetto in vari modi, magari si preoccupano se grandina, o se ci sono gelate dopo un caldo troppo precoce, ma in molti casi ci sono comunque assicurazioni, aiuti a coloro che sono colpiti dalle calamità e dunque non sembrano così gravi. Tutto questo ci allontana però sempre più dalla percezione diretta degli effetti dei cambiamenti climatici.
    Si aggiunga a questo che la maggior parte dei cambiamenti sono difficilmente percepibili dal singolo, dato che ci sono variazioni normali, ma, su periodi abbastanza ampi, le variazioni avvengono tra intervalli diversi, che possono essere rilevati solo con registrazioni sistematiche. Dunque dovremmo affidarci a chi fa queste rilevazioni. Sono loro che possono dirci se stiamo osservando delle normali oscillazioni o qualcosa di anomalo. Si da il caso che queste rilevazioni ci dicano che c'è in atto un riscaldamento del pianeta con una velocità come non si era mai vista in precedenza (la temperatura media del pianeta è variata moltissimo nelle ere geologiche, ma le variazioni sono state sempre molto più lente di quella attuale), continuando così si corrono molti rischi sui quali veniamo sempre più spesso messi al corrente.
    Gli incendi e la siccità che si sono avuti l'anno scorso in Russia ed in Ucraina, la maggiore frequenza e potenza degli uragani sono parte di questo processo. La carenza d'acqua in molte zone si accompagna ad alluvioni in altre, sempre in conseguenza di questi cambiamenti. Quello che sta avvenendo in Francia e quello che si prevede per varie parti dell'Europa anche, non sono eventi eccezionali, occasionali, sono parte di sconvolgimenti climatici che rischiano di essere sempre più frequenti e gravi.

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  6. Ho letto con molto interesse il tuo commento, che condivido nella sostanza. Su alcuni punto si è fermata la mia attenzione.
    Tu scrivi: “Prima di tutto l'uomo per sentirsi appagato, per essere veramente uomo, ha bisogno di utilizzare, almeno in parte, tutte o quasi le sue potenzialità; in parte rimediamo a questo con lo sport, con gli svaghi con le vacanze, con gli hobbies, ma non è sufficiente.”. ma ti fermi qui, non chiarisci di cos’altro ha bisogno l’uomo per sentirsi appagato.
    Poi fai una lunga esposizione per dimostrare che “Tutto questo ci allontana però sempre più dalla percezione diretta degli effetti dei cambiamenti climatici.”
    Perché li chiami cambiamenti? Cambiare significa “sostituire una persona o una cosa con un'altra, rendere diverso, diventare diverso.” Quindi si tratta di fenomeni ed effetti definitivi, il che mi sembra un po’ eccessivo, io parlerei di variazioni climatiche.
    Certo, la terra si sta riscaldando per l’effetto serra, mentre vi sono gas inerti che non lasciando passare la luce del sole e il suo calore non riscaldano ma raffreddano.
    I cambiamenti climatici si misurano nell’ordine di almeno un secolo, ho letto che nel XXI^ secolo le variazioni stimate saranno a 1.1 a 6°, a seconda della scala di misurazione e siamo appena al primo decennio del XXI^ secolo.
    Quanto agli uragani sempre più frequenti e potenti, se non sbaglio la causa prima va ricercata e risalire a una corrente oceanica calda dell’oceano Pacifico che chiamano El Niño, che ogni cinque anni cambia in un’altra corrente oceanica fredda chiama la Niña.
    Poi mi è tornato in mente qualcosa che avevo letto sul deserto del Sahara (9.000.000 di chilometri quadri) che anticamente deserto non era, anzi ho trovato questo.
    Gli archeologi pensano che nel Sahara ci furono due grandi periodi di piogge. Uno risale a circa 10-12 mila anni fa, l'altro a 6-7 mila anni fa. Durante questi due periodi, l'abbondanza di acqua permise lo sviluppo della vegetazione e degli animali selvatici, attirando numerose popolazioni nomadi. Ma il clima cominciò a cambiare drasticamente circa 5000 anni fa.
    Cominciò a cambiare, bada bene.
    Come al solito siamo di fronte a problemi globali, che sono cresciuti in modo esponenziale assieme alla popolazione e che nessuno è in grado di fermare, invertendo la tendenza.
    Mi auguro di sbagliare, ovvio.

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  7. @Luigi
    Non lo sappiamo proprio se sia normale questo cambiamento climatico, so solo che tutto è appiattito dalla televisione e che quindi si rischia di "percepire" normale un caldo assOlutamente fuori norma, tanto non succede nulla, tanto il frigo è pieno, e l'energia per raffrescare non manca.
    Forse le previsioni meteo potrebbero tornare come ai tempi di Bernacca, più serie, più rigorose, mostrando tendenze, spiegandole a margine delle previsioni. I cittadini non sono così idioti, lo sono molto meno di quanto si creda.
    Ma oramai le trasmissioni meteo televisive non sono gestite da metereologi (o sono pochi e comunque si stanno "americanizzando") bensì da faccine o cosciette...

    @Obbie.
    Io continuo a pensare all'incremento demografico e non solo alla decrescita, ma tu hai COLPITO un punto RILEVANTE: l'allontamento dell'Uomo dalla sua istintiva naturalità.
    Se tutto è molto organizzato si perde il contatto con il fare e soprattutto con le fatiche del fare.
    Le megalopoli (intese come il massino dell'organizzazione umana) sono le "creature" più energivore che ci siano sul pianeta , consumano senza ridare nulla in cambio, dissecano falde e desertificano il suolo.

    Ma dove insediare altrimenti milioni di persone?
    Per tornare a un approccio insediativo meno impattante ed energivoro non basta la decrescita serve ANCHE una decrescita demografica, così potremo vivere in modo MENO ORGANIZZATO e quindi a contatto con la NATURALITA' della nostra vita stessa.

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  8. Io credo si debba fare una netta differenza fra il cambiamento (mutamento) climatico e le variazioni climatiche, dovendosi intendere per cambiamento-mutamento “le variazioni a livello più o meno globale del clima della Terra (cambiamento dei valori medi) ovvero variazioni a diverse scale temporali di uno o più parametri ambientali e meteorologici: temperature (media, massima e minima), precipitazioni, nuvolosità, temperature degli oceani, distribuzione e sviluppo di piante e animali. Sono imputabili a cause naturali e alcuni ritengono, negli ultimi 150 anni, anche all'azione dell'uomo le cui influenze sul clima sono ancora in parte materia di dibattito scientifico.” (Wikipedia).
    Le persone reagiscono in modo differenziato in ragione della loro diversa capacità di adattamento a un evento climatico particolare, in questo caso il caldo fuori stagione. Si, subentrano anche considerazioni circa il frigo pieno e l’energia per rinfrescare (raffrescare, come dici tu con termine colto) che si suppone se non inesauribile almeno sufficiente.
    Il colonnello Bernacca! Il simpatico colonnello Bernacca! Quante volte ha sbagliato clamorosamente previsioni! Poverino, non aveva modelli matematici disponibili, né satelliti metereologici, faceva del suo meglio, sopportando sempre con il sorriso sulle labbra i più pesanti sarcasmi o, quando gli andava bene, le ironie dei telespettatori. Ancora oggi le previsioni, molto più accurate, debbono tener conto di una quantità enorme di variabili, per cui talvolta anche il modello matematico e il PCV. Falliscono miseramente.
    E poi, consentimelo, faccine e coscette c’entrano poco con le previsioni, sono semplici lettori delle previsioni, salvo rari casi.

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  9. ...lo so Luigi che c'entrano poco, ma la loro apparizione mi da sui nervi. Bernacca non aveva modelli matematici ma usava il buon senso, qui con tanto di modelli matematici alle spalle (e di fior di scienziati che li elaborano e li controllano) dobbiamo sorbirci modelle scosciate o buffi giovanotti che inzuppano le previsioni di banalità??

    Mah...forse chiedo troppo...ovvero SOLO IL DATO e casomai, una piccola informazione sulla tendenza...anche quello è dato scientifico.

    Sul clima globale nessuno sa nulla, sul microclima abbiamo abbastanza conoscenze per sapere che stiamo modificando l'Ambiente che ci nutre e ci fa vivere (città intensive ed estensive, impermeabilizzazioni, inquinamenti atmosferici e acquei, suoli deserticati ecc.). Ecco lì potremmo intervenire, limitando l'USO DEL SUOLO e lo SFRUTTAMENTO MASSICCIO DELLE RISORSE.

    MA DI TUTTI, ovvero decrescita e quindi se siamo in meno, meglio ancora.

    Almeno finchè non si scoprirà un altro pianeta.

    Ah beh poi c'è Sarah Palin convinta che il riscaldamento globale sia L'ABBRACCIO DI DIO...

    ECCO UN bell'esemplare di donna votata al celodurismo...

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  10. Nostalgia del passato, vero?
    Sarah Palin negli U.S.A. è considerata una folle, una pazza.
    Come tanti americani predicano impunemente la propria pazzia scatenando reazioni terrificanti dall'altra parte del mondo.
    De celodurismo non parlo, mi fanno troppo schifo.

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  11. Direi nostalgia di un presente SERIO e se questo deve far riferimento al passato ok, ma io guardo al Futuro.

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  12. Nel futuro potranno ricordare questo periodo (XX secolo e prime decadi del XXI) come un momentaneo periodo di impazzimento, in cui un crescendo di produzione eccessiva, consumi incontrollati e squilibri sociali aveva portato la terra a rischiare la rottura di equilibri fondamentali. Poi, per fortuna, ci fu la riscossa della gente comune, delle associazioni, si invertirono alcune tendenze, si ritrovarono alcuni equilibri e gli uomini divennero meno attaccati alle cose e molto più felici.
    D'altra parte si potrà ricordare come quel tempo in cui ancora il cielo era blu e c'erano gli alberi e si poteva respirare senza le maschere e c'era ancora Venezia e non si era costretti a stare sottoterra tutto il giorno.

    Speriamo che sarà vera la prima.

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  13. Non demordi, vero? E se il tuo fosse un ossimoro?

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