sabato 17 settembre 2011

Smettere di lasciar fare


Ormai sono oltre due mesi che non scrivo. Ma non è per pigrizia (forse un po’ si) che lo faccio, si tratta di avere il tempo di focalizzare quel che si vuol dire, tenendo ben presente che ci sono migliaia di blog che scrivono, molto probabilmente, delle stesse cose, e siccome non sono alla ricerca di un’accondiscendenza, ogni volta che mi si prefigura un’idea da buttar giù, ecco che mi viene in mente il tal blog che, molto meglio di me, ha saputo scriverne.

La situazione che si è configurata nel nostro pianeta è disastrosa, ma la situazione, nel particolare italiano, lo è talmente da essere grottesca. L’informazione in rete non aiuta, poiché proliferano informazioni contrastanti, un guazzabuglio di notizie, di ricostruzioni, spesso anche ben architettate, credibili, ma che celano, dietro quel velo di verità assoluta, un attacco ai valori che trova il suo compimento nel complotto ad ogni costo, nello screditare tutto e tutti. Ad esempio mi sono imbattuto in un filmato in tre parti (qua il canale dal quale è tratto), dove si parte con una critica a Grillo, che può essere più o meno fondata, ma non è questo il punto, e si finisce per tracciare una rete mondiale di cospirazione che, partendo da Grillo, arriva al Bilderberg e alla Trilaterale, rete nella quale sono coinvolte le Banche, dalla BCE al FMI colluse con Casaleggio, Vodafone, il Club di Roma e chi più ne ha più ne metta.

La non facile situazione politica che si è verificata, la riluttanza a trovare vere soluzioni ai problemi, sta gettando nello sconforto milioni di persone, questo sconforto è alimentato anche da chi vede, oppure più propriamente finge di vedere, il complotto ovunque, dunque istiga a non fidarsi più di alcuno e perciò spinge a non impegnarsi più in prima persona nella lotta quotidiana che ci dovrebbe vedere uniti e solidali, partecipi di piccoli atti di civiltà, ed in prima linea contro le politiche liberiste che ci stanno togliendo diritti ottenuti con anni di lotte sindacali, alcune volte anche sanguinose. In più si degrada ulteriormente la situazione economica con rincari indiscriminati, senza dare un taglio là dove ci sono i reali sprechi, senza ridurre i privilegi della casta politica, senza rinunciare a propositi infrastrutturali che non avrebbero motivo di esistere se solo si prendesse in considerazione di recuperare ciò che già esiste sul territorio, e si combattesse la mafia, si, la mafia, delle consulenze, del nepotismo, del clientelismo.

Ad esempio nel mio comune di residenza, si vorrebbe, e probabilmente lo si farà, costruire una scuola nuova, di sana pianta, con relativo consumo di territorio, ed il risultato sarà di avere un edificio che è già vecchio, prima ancora di essere posata la prima pietra, ad un prezzo esorbitante, che ci indebiterà per venticinque anni e che, con tutta probabilità, rimarrà una cattedrale nel deserto, al netto della spudorata bugia di aver fatto una perizia sull’esistente; perizia che lo ha dichiarato, guarda un po’, non ristrutturabile! Cosa ci sarà mai dietro una simile caparbietà che, anche a livello Nazionale, spinge a perseguire opere infrastrutturali devastanti, a costi che sono i più alti d’Europa, anche in un momento come questo, nel quale si dovrebbero fare scelte oculate? Semplicemente mafia, che in questo caso si è trasformata in associazione legale allo scopo di favorire qualcuno al prezzo di privilegi o soldi sottobanco; e per coltivare questo tipo di mafia legale, si deve mentire, ingannare, nascondere la realtà.

Non si tratta solo di essere disillusi; si tratta di essere attivi e critici; purtroppo la coerenza, spesso, viene meno a causa di scelte politiche di ideologia; ciò non significa che, se anche ti ho votato, mi debba piacere tutto quello che fai; e comunque non sono io l’incoerente, ma lo è chi dimostra coi fatti di non perseguire l’ideale; e per cosa, per motivi di prestigio personale? Sarebbe bello se, almeno qualche volta e nonostante il ruolo di potere ricoperto, si ammettessero i propri sbagli e, come dire, si tornasse sui propri passi e valutassero le alternative.

Quindi vorrei solo dire di attivarsi, ognuno come può, convincendo i propri amici e conoscenti ad interessarsi di qualcosa che, in definitiva, li riguarda in prima persona, con disillusione ed a qualsiasi schieramento politico appartengano; di non accontentarsi di una spiegazione, di non credere a tutto quel che viene detto, ma di cercare di valutare da sé le implicazioni delle scelte politiche, e di contrastarle ogni qualvolta esse vadano contro una scelta che veda il bene comune e del territorio, inteso come ambiente, al centro dell’interesse collettivo. Il benessere collettivo coincide col benessere individuale, sia a livello locale che globale; il benessere individuale non coincide quasi mai con quello collettivo, perché non se ne cura. Ecco perché è importante, ad esempio, la raccolta differenziata: è un piccolo sacrificio, una scomodità, se vogliamo, ma che porterà, e avrebbe già portato, immensi vantaggi al mondo intero, se per attuarla si fossero combattute con ogni risorsa disponibile e con pervicacia, le logiche affaristiche di chi commercia in immondizia facendola produrre attraverso canali apparentemente leciti, e smaltendola illecitamente, fregandosene dell’avvelenamento del territorio. Allo stesso modo non si avrebbe mai dovuto rinunciare alla sovranità monetaria, in quanto ciò ha permesso alle banche di diventare le padrone in casa nostra, di costringere gli Stati a promulgare leggi, di asservire la politica ad esse. Quest’ultimo punto avrebbe dovuto costituire di per sé la rottura con lo Stato Sociale, e provocare rivolte e proteste. Ma nessuno, io compreso, capiva cosa stava succedendo alla fine degli anni ’80, ed abbiamo lasciato fare.

È ora di smettere di lasciar fare.


mercoledì 14 settembre 2011

LA TEORIA DI OLDUVAI



«Il collasso, se e quando si ripresenterà, questa volta sarà globale. Non è più possibile che collassi una nazione sola. La civilizzazione mondiale si disgregherà nel suo complesso. I competitori che si evolvono allo stesso modo, collassano in modo simile.»
Joseph A. Tainter, 1988

Dopo aver letto questa affermazione di Tainter, mi sono chiesta se fosse il caso di rimembrare la Teoria di Olduvai.
Direi di si.
E' come se fossimo su una zattera, e stesse arrivando una tempesta strepitosa, ma, anzichè studiare una forma di difesa, non siamo nemmeno allertati.
Anzi, stiamo bisticciando sulla Moneta, o sui raid Libici, o su altre amenità, di cui il Pianeta non sentirà la mancanza.
La Gola di Olduvai non c'entra nulla con la Teoria di Olduvai.
E' solo un pretesto. La Gola di Olduvai è un sito archeologico nella pianura del Serengeti orientale, nel nord della Tanzania. E' una Gola molto ripida per circa 50 chilometri di lunghezza e 295 metri di profondità. I depositi fossili mostrano una ricca fauna, resti di ominidi e i più antichi utensili terrestri, in pietra, datati da 2.100.000 a 15.000 anni fa. E' stata definita la CULLA DELL'UMANITA', il luogo dove ebbe origine la razza umana. Il luogo più antico.
Il nome di questo sito archeologico è stato utilizzato per dare il nome alla Teoria che dice che la civiltà industriale crollerà e l'umanità dovra tornare, in rapido declino, all'età della pietra.

Ma già il Medioevo sarebbe una tortura tremenda, soprattutto per noi viziati occidentali, che usiamo l'energia elettrica per fare tutto, anche per lavarsi i denti.
Chi è interessato basta che clicci sul titolo del post e si trova il lavoro di un ingegnere elettronico statunitense del 200o. Lui si chiama Richard C. Duncan e fece una convegno a Reno, Nevada, il 13 novembre 2000. Con dati fino al 1999. E' direttore dell'istituto per l'Energia e scrive per il Picco del Petrolio (peak oil).
Brevemente la Teoria di Olduvai afferma che l'aspettativa di vita della Civiltà Industriale è di circa 100 anni, dal 1930 al 2030. La legge di Ackerman (1932) la definisce come E = energia/popolazione.
La Civiltà Industriale nasce quando la produzione pro-capite di energia raggiunge il 30% del suo valore medio, e termina quando cade al medesimo valore, facendo una curva, come nel disegno sotto il titolo.
La teoria ha cinque postulati:
1) La crescita esponenziale della produzione mondiale di energia finisce nel 1970;
2) Gli USA anticipano la Teoria di Olduvai (crescita dal 1954 al 1979, stagnazione dal 1979 al 2008, declino fino al 2030);
3) Il declino della Civiltà Industriale inizierà verso il 2008 - 2012;
4) Abbassamenti di tensione e black out sono indicatori e anticipatori del declino;
5) La popolazione mondiale si ridurrà con l'arrivo dell'anno "E" ovvero quando si tornerà al valore corrispondente al 30% del valore medio della produzione pro-capite di energia.
Il postulato 1 è già stato verificato (R. Duncan, 2005-2006, The Olduvai Theory: energy,, population, and industrial civilization. The social contract, Winter, XVI, pagg. 136/139).
La curva del declino americano si può vedere nel grafico finale. Per dedurre tale curva sono stati tenuti presenti i dati sull'energia e le serie di previsioni sul Picco del Petrolio, il rallentamento della produzione mondiale di petrolio e l'accelerazione della produzione mondiale di carbone. Sono previsioni del 2007, ma possiamo dire nel settembre del 2011 che sta avvenendo.
I cali di tensione e i blackout sono avvenuti e avvengono continuamente. Basta mettere nel motore di ricerca "blackouts" e "electricity". Hanno iniziato negli U.S.A. nel 2003, Nordest.
Il postulato 5 attende il test.



E per concludere una frase di Fred Hoyle del 1964:

"Si è detto spesso che, se la specie umana non riuscirà a farcela qui sulla Terra, qualche altra specie porterà avanti la corsa. Questa frase non è corretta se si parla di sviluppo dell'intelligenza. Si parla di requisiti fisici. Infatti a breve avremo come specie esaurito i prerequisiti fisici per quanto riguarda questo pianeta. Un avolta esauriti il carbone, il petrolio, i giacimenti ad alta concentrazione di metalli, nessuna specie per quanto competente potrà compiere la lunga scalata dalle condizioni primitive a una tecnologia di alto livello. Quest'arma ha un solo colpo in canna. Se falliamo, questo sistema planetario fallisce, per quanto riguarda l'intelligenza. Lo stesso avverrà per altri sistemi planetari. Su ciascuno di essi ci sarà una e una sola possibilità.

Fred Hoyle, come Asimov, era uno scienziato e autore di fantascienza.
Adesso non ci sono più scienziati che scrivono di fantascienza, infatti la fantascienza non esiste più.
Ci sono i saggi degli ingegneri elettronici come Duncan (che scrive di questa teoria dal 2000).

venerdì 9 settembre 2011

DI CHI SI STA PARLANDO???



MISTERO UNO CHI E'?



Uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo, che ha cominciato con più petrolio dell'Arabia Saudita, che ha raggiunto il Picco del Petrolio nel 1970, ma poi tempestivamente ha abbandonato la conversione aurea del denaro, introducendo con l'inganno le sue banconote nel resto del mondo sostenendole con la minaccia della forza, inclusa la possibilità di un attacco nucleare, per poi arrivare alla bancarotta.




MISTERO DUE CHI E'?


La nazione che al momento è la maggior produttrice mondiale di petrolio e che ha raggiunto il Picco del Petrolio circa nel 1987. La sua sclerotica, geriatrica, ideologicamente retrograda e sistematicamente corrotta dirigenza non è stata capace di afferrare l'importanza di questo fatto, e solo tre anni dopo la nazione ha fatto bancarotta e, poco più tardi, si è dissolta politicamente.




IN TUTTO QUESTO IL NEOLIBERISMO HA AVUTO PIENO POTERE DI COLONIZZAZIONE E NOI SIAMO NELLA MITICA EUROPA DALLA MONETA UNICA E DAI MOLTEPLICI CASINI.




TUTTAVIA



Chiunque voi siate e ovunque vi troviate, verosimilmente ne farete esperienza come un processo in tre stadi:



Stadio 1: avete il vostro attuale accesso ai combustibili per trasporto ed ai servizi;



Stadio 2: vedrete severamente limitato il vostro accesso ai combustibili per trasporto ed ai servizi;



Stadio 3: non avrete alcun accesso ai combustibili da trasporto e restrizioni severe alle opzioni di trasporto.




Ci stiamo avvicinando allo stadio due.



Un sentito grazie al blog di Ugo Bardi e a Dmitry Orlov.



lunedì 5 settembre 2011

SCIOPERO GENERALE 6 SETTEMBRE 2011


Eccomi lì, come il fumetto messo sopra, da sola a scioperare.

Tutto da sola.

Rimango a casa, non vado a lavorare, esco armata di bandiera rossa e fischietto, prendo il treno e raggiungo il comizio.

Se non vengo fermata prima da qualche solerte personaggio della pubblica sicurezza (vigile urbano, POLFER, polizia, carabiniere...) che si chiederà perchè faccio tutto questo da sola.

Perchè dove lavoro io non si sa NULLA e NULLA è STATO ORGANIZZATO!

Non siamo tanti, ma nemmeno pochi e facciamo parte dei dipendenti pubblici STRAMALTRATTATI E VITUPERATI da quei politici che dopo la riforma Bassanini del 1997, piano piano, cripticamente, lavorando sotto come le patate, si sono ripresi tutto in mano, anche le scelte squisitamente tecniche, quelle da lasciar fare a chi ne ha la professionalità.

Il problema è che, chi ne ha la professionalità, magari non si fa prendere in giro da scelte insensate con effetti terribili nel tempo e nello spazio che loro, i politici, non sanno valutare, ma che soprattutto non gli importa di valutare.

Tanto che gli frega, nessun politico ha mai pagato per una legge fatta male o non fatta, per una circolare insensata, per una raccomandazione sotto gli occhi di tutti.

Dove lavoro io non ci sono nemmeno cartelli di alcun sindacato, nulla di nulla.

Tra noi colleghi siamo però tutti d'accordo che questo del 6 settembre sarebbe uno sciopero da fare, non di quelli da venerdì pomeriggio.

Ma siamo soli, dimenticati.

E sono certa che non siamo gli unici, questa disinformazia è fatta apposta. Anche in rete è difficile capire cosa succede, solo oggi ho scoperto le manifestazioni nella mia regione.

In televisione e radio e giornali se ne parla poco di questo sciopero, meglio parlare di quello dei calciatori.

MA I SINDACATI ESISTONO ANCORA?

Alla fine non starò a casa perchè non si sta a casa a dipingere o fare shopping durante le giornate di sciopero, a questo punto andrò a lavorare perchè ho spese e mutuo da pagare, ma sarò molto triste, mi sentirò sola e con le ali sempre più tagliate.

Dedico questo mio gemito ai sindacati inesistenti, a quelli che amano più della loro vita stessa LA CONCERTAZIONE, che a quanto pare nella Finanziaria 2011 si sta trasformando in una eliminazione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Grazie a tutti voi, ho lo stipendio bloccato, nessun rispetto, nessuna informazione e la pensione la vedrò con il binocolo a quasi 70 anni.

E siccome a quell'età magari sarà VERAMENTE rimbambita, forse mi faranno direttore...

Oppure integrerò la pensione miserrima leggendo i Tarocchi per strada...

martedì 30 agosto 2011

BERLINGUER E IL NEOLIBERISMO




Ogni tanto mi domando se la fine del comunismo e della socialdemocrazia, ed ora anche della democrazia sia stata programmata a tavolino. Se si guarda all'Obiettivo posto dalla Trilaterale nel 1975 direi di si; loro parlavano di eliminare un ostacolo alla economia e questo ostacolo era la Democrazia.
E con la sparizione dell’URSS la cosa è andata ancora meglio per loro.
I popoli delle cosiddette aree democratiche si sono visti togliere piano piano e subdolamente i diritti alla base della Democrazia: come avere una corretta istruzione, avere una corretta salute e avere un lavoro senza divenire schiavi. In Italia non si votano più le persone ma i partiti e quindi è stato raggiunto un altro traguardo a quell'obiettivo.
Si aggiunga la manipolazione mediatica e del marketing sopra questa popolazione sempre più ignorante e impaurita e si arriva alla sfiducia nella politica al non credere di poter cambiare nulla.
Quante volte si sente “Tanto è sempre successo così?”
Eppure la storia dimostra che si può, i popoli possono, a condizione che tale fiducia ci sia, ma è difficile instillare tale convincimento se manca la Cultura.
Il periodo degli anni settanta fu un periodo animato da forti discussioni (anche tragiche come quella delle Brigate Rosse) ma di sostanziale partecipazione del Popolo allo Stato democratico. I referendum sul divorzio e sull'aborto videro un popolo italiano moderno e laico e nel 1984 (anche grazie all'onda emotiva della morte di Berlinguer stesso) si vide il PCI primo partito d'Italia.
Pasolini, ultimo grande intellettuale italiano, si accorse fin da allora della manipolazione mediatica e dell’abbassamento del livello culturale e lo disse così bene che probabilmente fu ucciso per quel motivo e non certo perché fosse gay.
A luglio molti hanno riportato l’intervista di Enrico Berlinguer a “La Repubblica” del 28 luglio 1981.
Non sono nostalgica né complottista, ma guardo la realtà come si presenta.
In Italia non c’è più un partito come era il vecchio PCI, un partito di massa autonomo, dai poteri forti, che difenda i deboli e che non si faccia fregare dall'avvento dell’Europeismo sfrenato. Oggi la sinistra, l'opposizione non ha più quei valori e nemmeno una identità ben precisa. Gli ideali come valori comuni quali la passione verso la giustizia e l'uguaglianza sono svaniti, e proprio in un momento in cui i popoli, martoriati e ignoranti come non mai sono ancora più inconsapevoli della loro schiavitù, soprattutto schiavi di idoli futili come le nuove tecnologie che ci fanno solo credere di essere liberi.
In quella intervista Berlinguer parlava di DEBITO PUBBLICO e di INFLAZIONE, concetti distillati dai principi neoliberisti e atti a far crollare l'idea di Stato.
Anche Berlinguer aveva dei difetti, ma se fosse vissuto avrebbe sicuramente contrastato il neoliberismo. Probabilmente parlava di debito pubblico e di inflazione per questioni di realismo politico, che però lui sapeva coniugare con la difesa dei ceti popolari.
Nel 1979 il PCI votò contro il Sistema Monetario Europeo, embrione del futuro Euro.
E Berlinguer morì mentre stava lottando con tutte le sue forze contro il decreto del governo Craxi che tagliava la scala mobile.
I suoi successori non seppero proseguire quella lotta.
Non a caso è grazie agli pseudieredi di Berlinguer (Prodi?) che siamo arrivati alla nefasta moneta unica, eliminando dallo Stato la sovranità monetaria.
I dirigenti del PCI e della CGIL affrontarono divisi il referendum sulla scala mobile del 1985. Per questa ragione, oltre al fatto che i lavoratori autonomi erano stati messi contro quelli dipendenti tramite la manovra Visentini dell' Autunno 1984 (che forse Berlinguer avrebbe saputo affrontare in modo diverso) quel referendum fu perso di misura. Quel 1984 fu davvero cruciale, perché subito dopo la morte di Berlinguer il governo Craxi diede le concessioni televisive a Berlusconi.
Poi il PCI fece la fine che fece.
Il problema è che già nel 1984 tutto dipendeva troppo da una singola persona, e quando ci si riduce così è facile per il potere prevalere. E quella persona morì.
Da quasi trentanni si sente solo avversione ai partiti, ma si dovrebbe avversi alle degenerazioni dei partiti, perché i partiti erano stati concepiti come organizzazioni che i popoli in democrazia usavano per migliorare le condizioni dello Stato.
Con quella avversione creata ad arte, e con la noncuranza di chi in quei partiti militava, ecco che siamo arrivati al capolinea, all'avversione cieca alla non comprensione della importanza di avere organizzazioni di cittadini.
La democrazia non può esistere senza regole e senza organismi. Altrimenti c'è solo l' arbitrio del più potente. In Islanda possono fare quello che fanno perché sono soltanto 320000 abitanti concentrati in tre piccole città.
Ma qui in Italia, con quasi sessanta milioni di abitanti non è possibile fare la rivoluzione senza partiti. E si deve cominciare a pensare di farla, anche partendo da ognuno di noi, partendo dal non avere più paura, dall'uscire di casa e frequentare e cominciare a parlare tra cittadini.

sabato 27 agosto 2011

l'estate sta finendo


Dopo un ingiustificato periodo di assenza, o latitanza, mi ripresento ai tre o quattro gentili d’animo che hanno la pazienza e costanza di seguir le mie avventure in codesto mondo in via di autodistruzione.

L’estate volge al termine, ed insieme al caldo si porta via i turisti, sempre meno, e le rogne, sempre di più.

Inutile insistere sul fatto che siccome abbiamo un governo che ci ha salvato dal crollo delle borse e dalla crisi mondiale, per qualcuno solo psicologica, soldi non se ne sono, almeno tra il ceto medio tendente al basso.

Io che c’era la crisi mica dovevo scoprirlo dai TG, anche perché non ne hanno parlato, e neppure dai giornali, anche perché non ne hanno scritto.
Me ne sono accorto dai parcheggi.

Quando da fine giugno a fine agosto non trovi parcheggio solo dal venerdì al lunedì mattina, ciò vuol semplicemente dire che il turismo è quello “toccata e fuga”!

Toccata e fuga giustificata dal fatto che le famiglie che anche solo qualche lustro fa venivano per quindici giorni di fila, ora hanno i soldi solo per una veloce puntatina in quel del mare, e niente più.

Che non è che poi risparmino più di tanto, tra andata e ritorno, carburante, autostrada, caldo in colonna al casello, multa per parcheggio in divieto di sosta, pizza in tre e gelato in quattro, salasso per ombrellone e sdraio, panino veloce con prosciutto cotto dal sole e coca cola sgasata dal sale, se invece che venire otto volte in due mesi stessero una settimana filata più o meno siamo lì!
Ma li capisco, codesti pendolari del mare.

Stare tutto l’anno in fabbrica od in ufficio in città, entrando al lavoro col buio ed uscendo che il buio è già tornato, giustifica le sfacchinate settimanali per un veloce bagno ristoratore nel mar ligure.

Però potrebbero lasciare a casa, oltre che il lavoro, anche la frustrazione che questo comporta.

Invece se la portano dietro, e la riversano con cattiveria contro coloro che li ospitano per queste scappatelle.

Qualche innocente esempio:

mi continuano a parcheggiare davanti al cancello di casa, praticamente sequestrandomi, perché se dovessi uscire con l’auto, o chiamo il carro attrezzi, oppure uso un poco di C4 e gli faccio saltare l’auto,

ti chiedono spaesati “scusi dov’è il mare”, tu glielo indichi, e loro di rimando “ma ne è sicuro?”, al che se li mandi verso la collina sei giustificato,

ti chiedono dov’è la fermata del pullman, a che ora passa, quanto costa il biglietto, se i bimbi sotto il metro pagano, se quelli dai dodici anni in giù sono gratis, come se tu che vivi in questa cittadina prendessi il pullman dalla mattina alla sera con bimbetto al traino per andare a fare a spesa o comperare le sigarette, e si irritano quando non sai se il pargoletto paga o no, ed allora ti viene voglia di rubare uno schiaccia sassi e stirarli per bene,

ti chiedono se c’è qualche sagra di paese nelle vicinanze, tu glielo dici, e poi cominciano a lamentarsi che se spostano l’auto non ritrovano il parcheggio, che se vanno col pullman poi al ritorno non ce ne sono perche da mezzanotte non ne girano più, e che poi tra code alla cassa, ricerca del posto a sedere, tavoli sporchi e gente sudata è meglio se vanno in pizzeria, ed allora cosa mi trifoli i coglioni per mezz’ora se tanto poi non ci vai?

quelli che scendono dal treno con trolley e zaini, vanno dal taxista, gli chiedono il costo della corsa, cominciano a fare i calcoli di quanto spendono se dividono in sei o sette, poi si rendono conto che i taxista ha un’auto e non un pulmino, allora fanno finta di niente e spariscono come i soldi delle tasse,

altri che “e siccome che io sono ganzo” pensano che al semaforo la doppia fila non sia per svoltare a sinistra ma per sorpassare la panda con la cayenne, e poi piangono come vitelli quando il vigile gli presenta un conto da far cadere le palle a rocco Siffredi, piagnucolando “ma noi a Milano facciamo sempre così”, ed il vigile gli fa presente che Milano è in un’altra regione, ed a lui tra l’altro le cayenne gli stanno sulle palle,

per finire con le coppie false vip.

Sono le mie preferite……

Son quelle che arrivano con il macchinone, parcheggiano dove gli capita, incuranti ed indifferenti del disagio o pericolo che il loro parcheggio può causare, il “maschio” scende dal macchinone da una parte, la “femmina” scende dall’altra, sculettando come se il sedere fosse vero e non rifatto, lui si gira dopo qualche metro e con fare da macho preme il pulsante del telecomando per sentire il “bip” del macchinone che chiude le portiere,

poi mano nella mano con un sorriso a 132 denti ed occhiali scuri anche se sono le 11 di sera, vanno verso il centro, ogni tanto sbattendo contro qualche albero che ovviamente non vedono.

Che bella coppia……

Ancor più bella quando alle 2 di mattina tornano, ed il sorriso a 132 si spegne, gli occhiali mestamente scivolano in una tasca, perche la macchinona è sparita.
Lo sanno già, i due pirla, che non è un furto.

Semplicemente l’hanno levata da rompere i coglioni alla circolazione, e dovranno aspettare domattina che aprano gli uffici dei vigili, per andar a pagar la multa, per poi andar a recuperarla in altra zona dov’è stata “parcheggiata”, e lì pagare pure il parcheggio.

L’estate volge al termine.

Ora aspetto le feste di Natale, per riveder gli stessi personaggi, però stavolta solo più vestiti, vista la stagione

ps: Daniela, mia principessa, chiedo scusa per aver "eliminato" il tuo post sicuramente più interessante, ma non ho resistito.....

venerdì 26 agosto 2011

EGOISMO VS EMPATIA


Noi che stiamo qui, in rete, a chiacchierare amabilmente di cambiamenti climatici, di neoliberismo, di politica e di società siamo una fottuta minoranza.

Sui quasi 7 miliardi di persone (PERSONE) che vivono su questo bellissimo Pianeta bluverde, una sparuta minoranza è on line, gli altri non hanno tempo, non hanno soldi, non sanno nemmeno che esiste questa possibilità.

Hanno VERI problemi da affrontare, FAME, SETE, GUERRA, INQUINAMENTO.

Io sto qui a battere sulla tastiera pensieri anche profondi ma non ho QUEI PROBLEMI.

Certo che, per dirla alla Epicuro, se non sono soddisfatti i bisogni naturali e necessari (acqua per dissetarsi) non si può pensare né ai bisogni naturali non necessari (una bella fetta di torta Sacher) e tantomeno ai bisogni né naturali né necessari come il desiderio di apprendimento oppure i meno apprezzabili come la gloria o la ricchezza che oltretutto non potranno ami del tutto essere soddisfatti.

Epicuro riteneva importante l'amicizia tra esseri umani poiché la intendeva come solidarietà tra chi cerca la serenità e riteneva sostanziale per la serenità stessa l'esistenza di Leggi da rispettare (il timore di un giusto castigo turba la serenità). Per avere amicizia occorre comunicare e occorre farlo con empatia.

Forse la società che ipotizzava Epicuro era semplice ma in quasi 200.000 anni l'homo sapiens ha articolato civiltà sempre più complesse che hanno portato a una migliore e veloce comunicazione (il motore a scoppio e internet per esempio, ma anche la lavatrice che ha ridotto i tempi casalinghi del genere femminile a cui maldestramente le società occidentali l'avevano relegata). Società complesse e fragile come ho già spiegato in un precedente post.

Insomma si cerca di ottenere comunicazione ed empatia e infine si ottiene complessità ed egoismo. Che vanno di pari passo.

Perché egoismo? Per paura di perdere, come si sente dire al telefono, la "priorità assicurata".

La diciassettesima sessione della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici COP 17 UNFCCC che si terrà nella città soleggiata di Durban, in Sud Africa dal 28 novembre - 9 dicembre 2011 parte con un grave dubbio che circola già da tempo: i Paesi ricchi rinunceranno a stanziare i 100 miliardi di dollari all'anno in aiuti clima che hanno promesso ai Paesi in via di sviluppo entro il 2020?

Ricchi, ricchissimi ed egoisti, mentre i paesi poveri (impoveriti dai ricchi sarebbe meglio dire) ma si stanno "impoverendo" a causa della speculazione finanziaria e dei limiti del modello di consumo occidentale, e difficilmente saranno disposti a mettersi davvero le mani in tasca per aiutarli a combattere siccità, inondazioni, fame che sono il frutto avvelenato dei cambiamenti ambientali e climatici innescati da quello stesso modello di sviluppo.

Rispetto a Copenhagen 2009 le promesse non sono state mantenute a cominciare dagli Usa che devono ancora dire quanto intendono stanziare per il 2011 e il 2012, mentre altri Paesi industrializzati stanno letteralmente facendo finta di nulla e non rispettano le promesse fatte.

L'Ue ed i suoi stati membri hanno stanziato 2,34 miliardi di dollari, meno di un terzo dei 7,2 miliardi promessi.

Il Giappone, piegato dal terremoto/tsunami e dalla tragedia nucleare di Fukushima Daiichi e nel bel mezzo di una crisi politico-economica vuole onorare i suoi impegni finanziari, ma che prima dovrà fare i conti con i danni e i risarcimenti per il terremoto/tsunami e la crisi nucleare ancora in corso.

I grandi Paesi emergenti come Cina, India e Sudafrica dovrebbero avviare azioni di mitigazione per le loro emissioni ma se i finanziamenti promessi non arrivano questi potrebbero alzare la posta in gioco alle prossime trattative sul clima delle Nazioni Unite a Durban.

Tutto torna e tutto parte dall'AMBIENTE.

L'ambiente è il teatro di interazione tra componenti naturali ed antropiche: in ogni territorio si sovrappongono visibilmente le trasformazioni determinatesi nei "tempi brevi" della storia e le modificazioni verificatesi nei "tempi lunghi" della natura fino a formare un "unicum" organico ed inscindibile. Attualmente è impossibile e per giunta anacronistico parlare di "ambiente" senza considerare la presenza umana in quanto ogni area del pianeta ne risente direttamente o indirettamente.

Nell’Ambiente del Pianeta bluverde ci siamo noi, che saremmo una unica specie diversamente colorata (come i gatti, loro sono solo gatti, non rossi neri bianchi grossi piccoli ecc.) la quale segue tutta quell’ordine di bisogni decriptato da Epicuro.

Il modello di interpretazione della realtà di noi ricchi occidentali ci porta a una visione della natura umana resa intrinsecamente utilitarista ed egoista, votata solo al perseguimento dell'interesse personale.

Ma non è così, la nostra vera natura “epicurea” e dimostrata da scoperte scientifiche in campo neurobiologico più o meno recenti, la natura umana sarebbe essenzialmente empatica (intendendo con "empatia" la «disponibilità da parte dell'osservatore a diventare parte dell'esperienza dell'altro ed a condividere le emozioni da essa scatenate»), tanto da far meritare all'uomo l'appellativo di animale sociale per eccellenza.

Una coscienza biosferica, collettiva l’unica che ci porterà alla sopravvivenza (pensatori come Hawken ma anche Rifkin ne parlano) sempre che lo si comprenda in tempo.

Anche la rete è un pezzo di questo percorso e potrebbe portare ad un livello di empatia globale straordinario, una connessione di uomini mai vista prima e una velocità incredibile.

Ma occorre fuggire anche in rete dal desiderio non naturale di gloria e ricchezza,perché anche la rete si sta trasformando in un luogo di battaglia alla Hobbes (homo homini lupus” per niente favorevole a una prospettiva collettiva.

In rete si sta assistendo ad un esponenziale aumento del desiderio di fama, una vera e propria ossessione. Usare internet per richiamare l'attenzione su di sé è un buon motivo per farlo, ma non l’unico.

La rete rimane un mezzo e dovrebbe rimanere libero e di libero e facile ed economico accesso.

Sennò è tutta fuffa, tutto falso, tutto inutile.

Con la rete si potrà seguire Durban COP 17 UNFCCC e scoprire come la tendenza all’empatia stia proseguendo il giusto cammino oppure la tendenza autodistruttiva dei potenti la stia ancora una volta bloccando.