lunedì 18 ottobre 2010

AVREI VOLUTO ESSERE LÌ


Perché il mio posto era lì.
Perché sono un lavoratore dipendente del pubblico impiego, e mi sento dichiarare dal ministro Brunetta che sono una lavativa di default, quando invece io e tanti come me ci portiamo il lavoro a casa e ci informiamo sulla rete non avendo altre fonti di aggiornamento. Con stipendio indecente, eppure i miei genitori hanno speso un sacco di denaro per farmi studiare.
Perché sono onesta e faccio parte del maggioritario popolo dei “moderati”, gente che vuole una legge uguale per tutti e non ne può più della telenovela Berlusconi-Bossi-Fini e servi vari.
Perché ero in attesa di una voce che si opponesse alla succitata telenovela, e arriva dagli operai, molti dei quali laureati come me, e adesso con il rischio di perdere il lavoro.
E questa voce viene dal “basso”, dai tanti educati e gentili italiani (Maroni e Sacconi, voi che fate rima con una certa rima…prrrrrrrrrrrrrrr!), di tutta l’Italia, che vogliono un Paese libero e democratico e Futuro per i loro figli.
Ma può la FIOM accollarsi tutto questo?
Può la FIOM che è un sindacato superare la stessa leccatissima CGIL (Epifani che ridacchia con la Marcegaglia mi fa ancora senso…che cavolo c’è da ridere?) e diventare punto di partenza per un partito di VERA opposizione?
C’erano Vendola e DiPietro, ma il PD no.
Stava riflettendo suppongo.
In compenso pur non essendoci stato (il PD) l’UDC l’ha già minacciato che non farà accordi con il PD se si avvicina a quella “sinistra”.
Sospiro di sollievo.
Ex democristiani furbetti (i cosiddetti “centristi” nel senso che non c’entrano per niente) nulla hanno a che fare con una VERA opposizione. VADE RETRO.
Ma c’è un MA.
La FIOM, giustamente, si occupa dei lavoratori. Lavoratori, a cui stanno cercando di togliere diritti, una specie di ritorno all’Ottocento presindacalizio.
E’ il suo mestiere.
Ma di quelli Colorati Di Viola, giovani (più o meno…chi ha più di 25 è giovane di aspetto ma adulto di sostanza) che danno ragione a Grillo nell’affermare l’importanza della PARTECIPAZIONE alla Res Publica, al diritto e dovere dell’essere cittadino europeo e non suddito italiano, chi si occupa?
Sono tanti, spesso senza lavoro o con lavoro precario, stipendio bassissimo, molti laureati e soprattutto GIOVANI.
Un peccato essere giovani in un paese di VECCHI come l’Italia.
Ma senza ricambio generazionale che rimarrà di questo Paese??
Italia senza Futuro.
Io e la mia generazione (nati tra 1960 e 1970) SIAMO STATI PRESI BELLAMENTE PER I FONDELLI…ci han chiamati giovani fino a oltre i 40, anche adesso che ne ho 50 qualcuno OSA chiamarmi giovane (l’aspetto è un elemento insignificante o almeno dovrebbe esserlo, ma siamo nel paese delle veline e dei tronisti…unico futuro per i giovani, scemi ma di bell’aspetto per compiacere vecchi bavosi davanti e dietro alle televisioni…).
Ma io sono un’adulta.
Ho esperienza e serenità sufficiente per INSEGNARE (oltre alla socratica necessità di imparare sempre, ma è un altro elemento di vitalità non di eterna giovinezza) e non per SVILUPPARMI in quanto eterna giovinetta in attesa di un improbabile passaggio delle leve del potere dai detentori attuali (ultra settantenni).
E così siamo a una ulteriore separazione: chi il lavoro l’ha, anche se traballante, e chi forse un lavoro sicuro non l’avrà MAI.
Per capire i timori che sento per queste persone suggerisco di vedere un film di fantascienza," Un rumore di fondo", titolo originale “Little brother” di Darnell Martin. Un film che provoca i brividi poiché racconta che con un suffragio universale il mondo ha separato coloro che sono partecipi del ciclo produttivo e i White Noise, esseri umani costretti a vivere in dormitori sotterranei, con la sola possibilità di uscire all’aria aperta per 15 minuti ogni sei mesi. Un bel finale, ma un rischio sempre più probabile.
Ecco perché volevo essere al corteo FIOM.
Perché non ci sia un Futuro di Rumori di Fondo.

mercoledì 6 ottobre 2010

IO SONO MODERATA






A breve avremo nuove elezioni, e speriamo che la legge “porcellum” finisca nel secchio della spazzatura.
Sono stanca di poter votare solo per Pippo o Topolino, dopodiché, l’eletto tra i due decide qualsiasi altra carica pubblica o di comando, fino a quella del netturbino comunale.
Il “porcellum” non ha nulla a che vedere con la democrazia, io voglio poter scegliere TUTTI i deputati che entreranno nel Parlamento non solo il cosiddetto “premier”.
E mi aspetto di essere rappresentata presto da un Leader degno di questo nome, e non certo dai Casini o Rutelli vari, autodefinitosi moderati solo perché leccano il deretano all’invadentissima Chiesa Cattolica e Apostolica che dovrebbe essere uno sprone di principi etici alla società e non la perversa mania di dominio sulle menti più semplici con metodi oramai acquisiti da 2000 anni.
E non credo che l’onesto Fini possa rappresentarmi, perché pur citando principi moderni ha una veduta ancora lontana da ciò che io credo (divorzio brevissimo, eutanasia, coppie di fatto, adozioni semplici e valide anche per coppie omosex…potrei continuare sulle libertà individuali continuamente impedite e martellate dalla citata Chiesa Cattolica e Apostolica).
I “moderati” che appartengono all’area berlusconiana non sono moderati.
I filoberlusconiani sono una banda di ipocriti che fingendo di perseguire il bene pubblico perseguono il loro privato ed esclusivo interesse, come d’altronde fa platealmente il loro capo in testa che pensa solo e sempre a salvarsi il culo dalla patria galera e a salvare dalle tasse i depositi in banca disseminati ovunque.
E per farlo si è appoggiato al partito meno moderato, nei principi e nei toni, che sia mai apparso in Italia dopo quello fascista, ovvero la Lega.
Ho conosciuto anche leghisti intelligenti ovvero persone che si sono adattate per quieto vivere per poter continuare a lavorare in pace, ma poi ci sono gli INNESCATI.
Residenti nel nord Italia (ci sono un sacco di leghisti di origini meridionali e sono pure i più invasati) sono coloro che hanno visto sorgere il sole delle Alpi (???) su una enorme piscina verde e si sono immersi con la qualità dello stupido e usciti dal liquido in qualità di coglioni.
Gente che pensa di risolvere il problema della differenza tra nord e sud semplicemente tagliando il sud e lasciandolo in mano alle mafie e company.
Con in mezzo lo Stato Vaticano a fare da cuscinetto. Grande idea quella di Miglio a cui hanno inappropriatamente dedicato una scuola (alla quale il sindaco non invia il proprio figlioletto meglio indirizzato presso una scuola privata, quella è roba per i servi, per la carne da cannone, gli innescati appunto).
E’ come se una persona avendo un grande dolore alle gambe anziché curarle se le tagliasse…il nord senza sud non andrà da nessuna parte (e viceversa) ma agli etero diretti è dura da far capire, come pure a certi meridionali che si ostinano e non voler crescere (devo dire che spesso anche qui al nord assumono atteggiamenti poco comprensibili e poco gradevoli).
L’immagine che ho dei leghisti è una serie di formicuzze verdoline che seguono la lampada fioca che un monaco cieco trasporta girovagando a caso in un orto oscuro, e spesso le calpesta perché lo seguono convinte di trovare briciole di pane quando la salvezza è lontana da quella luce fioca.
A questo punto io posso dire di essere una MODERATA VERA, perché rispetto chiunque, perché pago le tasse, perché seguo la legge, perché saluto tutti, perché non mi sento superiore a nessuno e inferiore nemmeno, perché lascio ad ognuno la possibilità di credere o non credere, perché non sono violenta nemmeno verbalmente, perché amo l’ambiente e i suoi abitanti poiché senza di esso ci estingueremmo alla velocità del lampo, perché mi piace stare insieme alla gente ma vivo una grande storia d’amore.
Perché voglio uno Stato Laico dove la Chiesa mi presta orecchio con i suoi veri e profondi principi e non con le baggianate temporalistiche che da sempre persegue, perché credo nella globalizzazione come forma di espansione del concetto di Democrazia e Rispetto, non certo come mercato aperto a spostamenti inutili di energie e di commerci (io sono per il km zero), perché penso che i giovani smettono di essere tali a 25 anni e non a 45 come solo in questo assurdo paese di vecchi si pensa, perché credo nella meritocrazia (che non ho mai incontrato …anzi) e nel fatto che gli adulti devono assumersi personali responsabilità e insegnare ai giovani a crescere, e infine, quando si è anziani, ma sani e pieni di vitalità, si possa essere d’esempio e portatori di memoria e saggezza, non come adesso dove un vecchio scemo pensa di sembrare giovane frequentando minori e mettendosi cerone arancio sul viso e tirandosi le enormi orecchie dietro la nuca.
Ecco io sono moderata e voglio un moderato come me.
Ecco io credo che i violetti/grillini siano moderati, io credo che tanti silenziosi cittadini che non hanno conti segreti, che non hanno agenti segreti, che non hanno semplicemente segreti perché sono persone oneste e sincere siano I MODERATI.
E quindi cerco un leader moderato (credo nella democrazia rappresentativa, con cittadini attenti ai loro diritti e doveri) che ci coaguli, che ci metta insieme e ci faccia sentire Popolo Europeo Moderno, con diritto a vivere in modo dignitoso e non allo Stato del Ridicolo cui si hanno costretto scelte deprecabili, grandi disattenzioni e atteggiamenti futilmente lassisti.
Io penso a Vendola e penso anche a Di Pietro.
Presto mi si imporrà una scelta.
Sono alla ricerca di colui (ahimè colei non ce ne sono) che possa agglutinarci e portarci oltre questa stagione nera che più nera non si può.
Daniela

lunedì 27 settembre 2010

la mia personale "Woodstock"


UNA DUE GIORNI INDIMENTICABILE

Veramente si potrebbe anche dire una quattro giorni, visto che l’avventura è cominciata il venerdì ed è finita il lunedì!

Venerdì:
Conoscendo il soggetto (cioè il sottoscritto) è bene cominciare a prepararsi il venerdì, visto che la partenza è prevista molto, ma molto presto, il sabato.
Allora che fare?

Organizziamoci...

Prendo la macchina e la porto in garage, per darci una lavata.
Batteria completamente a terra perché ieri ho cambiato una lampadina e poi mi sono dimenticato il contatto acceso!
Cominciamo bene…..
Allora chiamo d’urgenza il meccanico che venga almeno a rimettermela in moto.
Arriva “immediatamente” dopo quattro ore, l’auto parte al primo colpo, la batteria per fortuna è solo scarica, ma occorre ricaricarla, quindi devo farmi un “giretto”!
Pazienza, vado a trovare mia madre (20km andare e 20km tornare), intanto la maledetta spia della riserva, svegliandosi improvvisamente, mi da il benvenuto, e così faccio 20 euro di gasolio!
Continuiamo bene…..

Torno a casa, macchina in garage, attacco l’aspirapolvere e mi appresto a svuotarla dai regali che le figlie mi nascondono in tutti i buchi che trovano.
Riempio un sacchetto ed alleggerisco l’auto di due o tre kg di rumenta.

Entro in casa.
Zainetto con ricambio, dentifricio, spazzolino, fazzolettini di carta: fatto.
Sacco a pelo con materassino: fatto (veramente il materassino non c’è…).
Bottiglie acqua infilate in frigo: fatto
Documenti, telefonino, chiavi macchina, chiavi casa, occhiali da lettura: fatto.

Ok, tutto in ordine e pronto per la partenza.

Vado a fare qualche ora di sonno…….
Ma quando mai?
Avrò dormito al massimo 30 minuti!!!!!!

Sabato:
Mi sveglio già sveglio, chiudo le porte delle camere per non svegliare la famiglia, ma mi accorgo che alle “DUE” di mattina sono solo…….

La piccola è da mia madre, la grande chissà dovè, mia moglie non è ancora tornata da chissà dov’è andata.

Mah……

E chi se ne frega!!!!!

Carico la macchina e parto, vado a raccogliere gli altri tre sbullonati che mi aspettano ad Imperia (il quarto lo preleveremo per strada)

Caricata anche la loro roba partiamo per Cesena.

Per fortuna che abbiamo un GPS, così ci perdiamo una volta sola!
Non capisco cosa abbiano combinato, ma a Piacenza sbagliamo qualche cosa e allunghiamo di 30km….
Ne approfittiamo per far gasolio e prenderci un caffè.
Ecco, quì mi accorgo di un "piccolo" difetto della mia precedente organizzazione:
ho sì preso il portafoglio, però non ci ho messo dentro i soldi!!!!!!
Meno male che dentro avevo già circa 120 euro.
Mal che vada me li presteranno i "passeggeri"!
Riprendiamo il viaggio, comincia a piovere, un poco di nebbia…..
Sta a vedere che ci passiamo due giorno in salamoia!

Infatti a Cesena piove, piano, ma piove.
Così montiamo la tenda sotto l’acqua, però, come da regolamento, appena abbiamo finito finisce anche di piovere.
Meglio così.
Chiusa la tenda, ci accingiamo a fare un’ispezione della zona, così ci incamminiamo verso il piazzale dove c’è il palco.
Io inoltre vado per sigarette e giornale, facendo non so quanti km a piedi.
Vista la zona, torniamo indietro e ci abbandoniamo tra le braccia di morfeo per qualche ora.
Qualche ora un par di ciufoli!
Avro "riposato" dieci minuti.....
Il campeggio si stà animando e l'allegra caciara mi impedisce di dormire.
Vado a fare "quattro" passi.
Il sabato trascorre tra telefonate, per capire chi dei conoscenti ci sia, la ricerca di un posto dove masticare qualcosa, la ricerca, inutile, del Fatto Quotidiano finito da ore ed altre facezie.
Alle 17 comincia lo spettacolo, ci sediamo sul prato, umido per la pioggia precedente, e via così fino alla fine della giornata.

(Non scrivo cosa succede sul palco, perché o lo sapete già, o lo saprete guardandovi i vari video a disposizione in rete.)

Torniamo in tenda (veramente io ci vado due ore prima, perché sono veramente stanco), e dormiamo come dei parlamentari al lavoro fino alla domenica mattina.


Domenica:
Nonostante tutto mi sveglio presto (le nove) ed insieme a MAK89 (svegliatosi presto anche lui), andiamo alla ricerca del giornale, colazione e sigarette, non necessariamente nell’ordine.
Il bar che ho trovato ieri aperto oggi è chiuso, così come la tabaccheria ed il giornalaio.
Allora ci apprestiamo a massacrare ulteriormente i già provati piedi dirigendoci verso il centro.
Trovare il Fatto è impossibile!
Perché codesti asini non hanno aumentato le copie per cesena, sapendo che la maggior parte dei lettori sono in zona?
Comunque girando e rigirando arriva mezzogiorno, gli altri ronfano ancora, ce ne andiamo a mangiare qualcosa.
Alle 9 è ricominciato lo spettacolo, quindi quando torniamo ci siamo persi qualche gruppo, però abbiamo incontrato un casino di amici vecchi ed amici nuovi.

Tra gli altri nuovi:

Pietro Ricca, un tipino che già lo vedi che “al cavaliere Ricca nun je devi rompe er cazzo!”
Paolo Papillo, un amico che sprizza bontà e genuinità da tutti i pori, a parte la mole preoccupante…
Sara Paglini, splendida e dolcissima creatura, ma infiammabile come un cerino nel fornetto a micro onde
Manuela Bellandi, colei che non cerca mai la polemica (lo ha detto lei, mica me lo sono inventato!)
E tanti altri che ora non ricordo.

Lo spettacolo continua, così come l'afflusso di gente.
Dall'alto della collinetta sulla quale ci siamo posizionati la vista è incredibile.
Decine di migliaia di teste che si muovono come in un formicaio.

(Unico accenno allo spettacolo il duetto tra Beppe e Dario Fo.
C’era Mak89 che piangeva dal ridere, pensavo mi schiattasse lì!)

La giornata ed il Woodstock volge al termine.
Si prevede che lo scioglimento sia caotico, partiamo un poco prima.

La fortuna vuole che ho convinto i miei passeggeri a smontare la tenda e caricare la macchina prima di andare verso la festa, così appena arrivati alla peugeottina partiamo.

Al ritorno abbiamo fatto tappa ad Alessandria, per scaricare uno di noi, per fortuna il più “ingombrante…
Infatti la macchina dopo camminava di più consumando di meno……
Dopo aver litigato con la toponomastica di Alessandria, gli ingressi in autostrada, il GPS ormai su di un altro pianeta, riusciamo a puntare il muso ormai stanco della peugeottina verso il mare.
Loro dormono, io anche, per fortuna che l'auto conosce la strada e ci porta a destinazione.
Arriviamo stanchi ad Imperia, dove in due se ne vanno a casa, poi porto l’ultimo passeggero a casa sua, e finalmente mi avvio a casa mia.

Arrivo che sono le sei, che faccio?
Vado a dormire?
Mi faccio un doccia, perche puzzo di musica ed allegria, metto la macchinetta sul fuoco per l’ennesimo caffè, non accendo la tv, dopo due giorni di astinenza non ne sento assolutamente la mancanza.
Leggo il Fatto che feci comperare da mia moglie, in quanto a cesena era introvabile, poi sveglio la piccola, (la grande è già andata a scuola) la porto a destinazione, vado a lavorare.

E’ un lunedì mattina, ma non mi pesa nonostante la stanchezza, perché “NON” ho perso due giorni, li ho guadagnati.

Il ricordo più bello che porterò è quello dei molti ragazzi che, indubbiamente, non sono venuti al Woodstock per il Movimento, ma solo per la musica, ma che comunque quando parlavano i vari ospiti stavano attenti, ascoltando cose e frasi forse per la prima volta, rimettendogli in moto i neuroni e la curiosità di scoprire un mondo diverso da quello in cui credono di vivere.
Altro bel ricordo sarà quello di aver visto intere famiglie, dal papà alla mamma ai figlioli con cagnolino al traino, o cagnoloni con figlioletti al traino, tranquilli in una marea di gente, sicuri che i bimbi non corrono pericoli perchè tra sconosciuti amici

Anche questo, aver “svegliato” molti giovani dal dormiveglia mediatico, è già un bel risultato!
Anche questo, aver dato la possibilità a delle famiglie di stare insieme in serena allegria, è già un bel risultato!

Quelli politici arriveranno, speriamo.

domenica 5 settembre 2010

Una lezione per entrambi i generi


In questo periodo di fiacca, mia personale, dove non trovo una reale ispirazione a scrivere degli avvenimenti che si susseguono all'interno della nostra società, che ci martoriano, dove un dissenso viene tacciato come antidemocratico da quegli stessi che ieri facevano la stessa cosa rivendicandone la legittimità, dove sentenze del tribunale vengono ignorate in barba ai più elementari rudimenti di civiltà; dove non si capisce perché, se la scuola è al collasso da decenni di mal gestione, allora diamole il colpo di grazia; dove, come ricordano molti blogger, che ammiro e leggo, succedono cose che vengono ridimensionate sempre a favore degli stessi; in questo periodo, io continuo a leggere. Ed avendo letto un libro assai bello ed interessante, mi sono preso la libertà di recensirlo. A mio modo, ovviamente. Senza pretese da critico, ma sperando di averne tratto l'importante messaggio, e sperando di invogliarne alla lettura chi vorrà scorrere queste righe.

 
Già all'inizio del libro mi sono reso conto della sua enorme importanza. Il libro si apre con un aneddoto, tratto da un'esperienza vissuta dell'autrice, che fa ben riflettere sulla natura dell'evoluzione del sentire comune; del modo di comportarsi, cioè, che via via si è andato a consolidare nella gente, un modo di comportarsi, evidentemente ritenuto normale, e solo per uno spirito critico vigile al di sopra della norma (e qui mi auguro che anche io avrei agito allo stesso modo di Lorella) ritenuto assurdo. L'approfondimento che si ha con la sua lettura, della tematica già proposta dal documentario "Il corpo delle donne" è enorme. Introduce in maniera intelligente e veramente innovativa ad un modo nuovo di affrontare il problema; ricordando peraltro che il problema riguarda la società tutta, e non solo il genere femminile. Le implicazioni che un modo così stolto di fare televisione hanno sulla collettività sono eterogenee, colpiscono ai più vari livelli uomini e donne, e soprattutto i più piccoli: nella loro mancata tutela. In risalto l'inesistente applicazione delle norme, statali e auto imposte dalle tv private: decine di leggi violate e di statuti inutilmente scritti, da decenni minano la qualità audiovisiva nelle nostre case, nel totale disinteresse degli organi di vigilanza; determinando un appiattimento verso il basso, verso la più becera qualità degli spettacoli, delle pubblicità e delle scelte contrattuali sempre al ribasso, che vedono protagonisti sempre meno professionisti ma sempre più accattivanti personaggi "comuni", che non hanno idea di come ci si comporta di fronte a milioni di persone; costituendo per molti un modello negativo che inciderà poi sulla loro qualità della vita e di chi li circonda. Come un sasso nello stagno, le onde circolari hanno ormai minato il sentire comune e la percezione di un popolo che - lo ricorda con dati anche nel libro - per un terzo (33%) non legge e non ha mai letto neppure un libro perché non ne è in grado! Questo è un libro che sprona a costruire una nuova epoca, un'epoca di consapevolezza di se e degli altri che porti ad una maturazione vera e non fittizia come ci vorrebbe la regola del mercato. La donna ha, ha sempre avuto e sempre avrà un ruolo fondamentale nella società, ruolo ostacolato di continuo probabilmente per la lungimiranza e la forza che avrebbe portato ad una vita più giusta per tutti, con buona pace di chi invece anche ora continua ad ostacolarne l'emancipazione. Allora consiglio questo libro prezioso non solo alle donne, ma anche e soprattutto agli uomini: li aiuterà a comprendere, anche se in parte, il valore immenso che ha l'altra metà del cielo, e che senza di esso sempre più difficile sarà governare il caos inevitabile degli eventi dovuto ad una mancanza di forze; come se avessimo metà corpo paralizzato.
Di Lorella Zanardo, Il corpo delle donne. (Recensione presente anche su aNobii ed in "Libri", sul   mio blog personale)

sabato 14 agosto 2010

La follia. Da qui a L’Aquila.


Qualcuno dice: se non c'è lavoro non ci sono diritti (Bonanni[CISL] a Linea Notte. ndr). Parliamo di diritti. Quindi adesso c'è lavoro e ci sono i diritti. Grazie agli accordi siglati da UIL e CISL che fanno un favore a Confindustria: i cattivoni della CGIL bastiancontrari a prescindere. Come mai, allora, tante persone sono sistematicamente non riassunte al terzo contratto a termine, in modo da proseguire il circolo vizioso di questi contratti trimestrali? Il diritto di essere precari. Non lo sa Bonanni che, mentre un lavoratore, anche se non è precario, conduce vita precaria con quei 1000 € (ma spesso anche meno se si parla di contratti part-time senza possibilità di trasformazione in tempo pieno) al mese, mentre i vertici aziendali hanno introiti da capogiro? E come giustifichiamo un intestardimento a voler continuare a produrre automobili, quando il mercato dell'auto è al collasso? Caro Bonanni! Pensando di fare il bene dei lavoratori fa l'interesse delle aziende: delocalizzeranno comunque! Anche con questi accordi che privilegiano le aziende il vantaggio che esse avranno a spostarsi nell'est Europa sarà incomparabile! Vale la pena essere schiavi in patria per un piatto di lenticchie?

Siamo ridotti che anche i lavoratori, a maggioranza, pur di inseguire un miraggio, vanno contro se stessi.
Si guarda al proprio misero interesse (si, perché nel nostro caso di lavoratori dipendenti, l'interesse è veramente misero), ed appena lo si ottiene ci si dimentica delle altre persone. Quelle che non hanno ottenuto un bel niente! Che sono la stragrande maggioranza. Io mi chiedo dove sia la civiltà in tutto questo. Come quei pochi aquilani che, avuto quel che di diritto spetterebbe a tutti, si dimenticano dei loro concittadini, compaesani che a migliaia sono ancora nelle tendopoli praticamente ignorati dai media.
foto trovata con Google cercando "follia"
Solo a tarda notte, in un documentario su rai3, se ne parla con profondità. Facendo ascoltare anche le campane stonate di quelli che, ottenuto un zuccherino, si sono subito schierati dalla parte del ducetto di Arcore.

È Proprio vero: non c'è discernimento nel dolore. Ci si aggrappa a tutto pur di continuare a respirare; ed ognuno vede il proprio dolore come peggiore rispetto a quello degli altri. Per questo c'è bisogno di persone che vedano la realtà obbiettivamente; persone che non hanno interesse che le cosano vadano in un verso o nell'altro; persone che abbiano un alto senso morale e che facciano il loro lavoro nel reale interesse della gente che fa parte della classe sociale più debole… Ma tanto Bonanni non mi leggerà mai!
E pensare che la classe operaia è la più numerosa e importante forza di una Nazione!
Ecco allora che le notizie sono monopolizzate da vicende interne dei nostri sfruttatori, che a ben vedere distraggono dai reali problemi; ormai non ha importanza chi ha fatto cosa: bisogna mandarli a casa perché sono incompetenti alla guida di un Paese. Lavorano per loro stessi.
E mentre noi ci scanniamo per un tozzo di pane loro sguazzano nel lusso a nostre spese. Ma su una cosa Bonanni ha ragione: i sindacati sono diventati come partiti politici, solo che CISL e UIL non fanno eccezione.
Al livello di sfruttamento che stiamo raggiungendo nel nostro illuminato Paese, com'è possibile non tacciare di condotta antisindacale tutte quelle aziende che, di fatto, impediscono con azioni anche spesso palesi , l'entrata del sindacato in esse?!?
Al livello di condotta antisindacale al quale siamo oggi (non presso tutte le aziende, ma, comunque sia, troppe!) si rende necessaria una norma che obblighi l'entrata del sindacato, anche a titolo gratuito, per impedire ai datori di lavoro, che spesso sono multinazionali che fanno capo a misteriosissimi proprietari, irrintracciabili, di esercitare un potere sulla vita delle persone che le rende completamente asservite al lavoro: schiavi moderni.
Ricordiamolo: la schiavitù è stata abolita. Facciamo che lo sia anche nei fatti, oltre che sulla carta.
Dove sono i diritti che qualcuno vuole legati al lavoro, se poi il lavoro ti rende schiavo e neppure ti rende accettabile la vita almeno dal punto di vista economico? Che fine ha fatto il proverbiale "ghe pensi mi" del Presidente del Consiglio, che vede ormai sfaldarsi la sua maggioranza di merda, non avendo mai fatto altro che operazioni di facciata? Speriamo di svegliarci presto da questo incubo di massa, che vede, da una parte, gente contenta di essere menata per il naso, e dall'altra gente che studia solo maniere per menare per il naso i primi sempre in maniera nuova e paradossale, contando sull'elemento sorpresa ed ancor di più sullo scarso o inesistente senso critico. Un esempio eclatante l'ho scoperto recentemente su questo blog che ha molto a cuore questo argomento, e che ringrazio di fare informazione.

venerdì 16 luglio 2010

Sintonia


A mio parere, l'unica maniera per risollevare le sorti dell'umanità è quella di rinunciare al privilegio. Ovviamente vale per chi ne ha. Si tratta infatti di ristabilire un equilibrio che si è ormai perso. Tutti, o molti comunque, godono di qualche privilegio; non sto parlando delle comodità come avere il negozio sotto casa, o avere un lavoro gratificante, no; sto parlando di come, eventualmente, queste comodità sono state ottenute: possono infatti essere state ottenute attraverso vie privilegiate che, per ottenere questo o quello, richiedono un tornaconto meramente speculativo.
Sto andando nel terreno utopico dell'empatia e del buon senso. E quindi voglio fare un esempio.
L'altro giorno, ho sentito uscire dalla bocca del Presidente del Consiglio una delle cazzate più grosse che abbia mai enunciato. Il concetto - le parole esatte non le ricordo - è che chiedere la fiducia per far passare una legge, non è un atto di prevaricazione, ma bensì un atto di coraggio. A suffragio di questa geniale tesi, ha spiegato che l'atto di coraggio si colloca nel rischio intrinseco che, se il parlamento non da la fiducia, loro se ne vanno a casa. Questa casta di privilegiati, non si stanca di prenderci per il culo. Poiché: con una legge elettorale definita porcata dal suo "inventore", la maggioranza ha potuto costruirsi il parlamento a suo piacimento; potranno mai voler andare a casa, tutti coloro che sono stati privilegiati da questa legge elettorale porcata, e che ben si collocano all'interno del governo? Domanda retorica. Ergo, voteranno la fiducia a qualsiasi legge; ergo chiedere la fiducia per una legge, mai come ora, è un atto di prevaricazione.
Questi signori sono in perfetta sintonia tra di loro, sono privilegiati, si scambiano favori per un mero tornaconto speculativo. E non sto parlando solo di chi è ora al governo. Tra loro sono in perfetta sintonia.

 
La sintonia manca tra la gente. Infatti, nell'impossibilità di dare e ricevere privilegi, la gente è spinta ad anelarli, in un gioco perverso di invidie (tra di noi) e sapienti manomissioni mediatiche delle notizie (create ad arte da chi di dovere); notizie che vengono date senza senso critico, in modo che non ci sia una cognizione di causa. Ma quando si perde la sintonia, quando la si perde del tutto - e ci siamo ad un passo - diventa un gioco pericoloso, anche se, certo, non altrettanto pericoloso per le classi abbienti.
La sintonia che ci potrebbe essere tra noi persone "normali" è l'unica cosa che ci può salvare dalla barbarie; quella barbarie che ha portato all'epilogo di Piazzale Loreto, che ha macchiato di orribili delitti anche gente che altrimenti ne avrebbe fatto a meno.
Ognuno di noi - basterebbe essere un po' più svegli - sa di cosa ha bisogno, oltre a lui, il suo simile ed il territorio in cui vive; sa quali sono le problematiche, quelle vere, che affliggono il suo ambiente, inteso come luogo in cui vive e lavora: basta non foderarsi le orecchie per non sentire e gli occhi per non vedere; non lasciarsi, in pratica, condizionare la testa da parole dette da gente che si vuole solo promuovere al semplice scopo di mantenere i suoi privilegi. È ora di mandare a casa tutti questi personaggi che promettono e puntualmente non mantengono, anzi, di più! Bisogna mandarli a casa e fargli pagare il conto di tanta inettitudine e menefreghismo! Essi non hanno alcun rapporto con la vita reale di noi poveri mortali; l'unico rapporto è il loro tornaconto: tutto il resto gli rimbalza. Il loro interesse per ciò che realmente accade a noi è pari a zero. È per questo che si rende necessario azzerare il privilegio; forse così facendo - non essendoci più privilegi per nessuno - si ristabilirebbe una sintonia tra le persone che le spingerebbe ad occuparsi meglio, o comunque più proficuamente, della cosa pubblica, ristabilendo una politica partecipativa alla vita della comunità civile con un interesse rinnovato e positivo.
Sono sul campo minato dell'utopia e dell'ideologia nella quale ognuno cerca e si interessa per il bene comune. Sono sul terreno - oggi impraticabile - dell'empatia e del buon senso; quel buon senso che, se condiviso ed applicato, eviterebbe guerre, carestie, soprusi ed ogni genere di prevaricazioni che oggi subiamo; subiamo noi, ed ancor più di noi, popoli non lontani; che pagano per noi, col sangue, il nostro benessere.

venerdì 9 luglio 2010

Scudi umani!!!



Siamo diventati scudi umani.
Da uomini e donne, a vittime, a capri espiatori, tartassati, poi risorse umane; quindi scudi. Naturalmente in mano alla sinistra; ed a chi altri!?! Fa comodo declassare le persone a secondo della convenienza: credo che in fondo ci si senta anche meno responsabili del loro disagio, se così vogliamo chiamarlo declassando lo stato in cui si trovano. L'ombra oscura della coercizione si fa sempre più vicina; mi ricorda (letto nei libri e visto nei documentari) un periodo italiano in cui si usava far bere a forza l'olio di ricino a chi non la pensava come chi era al potere; ma era solo l'inizio, associato a botte, manganellate e reclusione. L'inizio.
Inizia così; la storia ci insegna: impedendo di fare informazione, poi, scavalcando gli organi costituzionali, si promulgano leggi che non favoriscono lo sviluppo del paese ma solo l'impunità di chi le scrive, chi si ravvede lo si dileggia, scredita in mille modi, anche grossolani; poi si comincia a impedire la libertà di manifestare; la polizia ubbidisce ciecamente, prende a manganellate: ma non sono persone? Donne, anziani, ragazzi. Uomini.
Siamo diventati scudi umani; usati da qualcuno per dar contro al governo. E quando non siamo scudi umani siamo schiavi del lavoro: 1000€ al mese per 40 ore di lavoro a settimana; con una giornata - o due quando va bene - di libertà settimanale per organizzarci la vita. Completamente in balia del padrone che decide vita morte e miracoli del mio tempo, del mio lavoro, dei miei pensieri. E quando non siamo schiavi siamo disoccupati, da commiserare, da assistere, ma senza dar loro un reale aiuto eliminando la speculazione che sta alla base del problema. Nell'anno di crisi il divario tra poveri e ricchi si è ampliato, conferendo non solo meno beni a chi già aveva poco, ma ampliando - e non di poco – le ricchezze di chi già ricco è. Nell'anno di crisi, i ricchi hanno guadagnato più che negli altri anni. Qualcosa non quadra. Ma…

Se scendo in piazza per manifestare contro una legge ingiusta, o contro la mancata applicazione della Costituzione, o contro il mancato aiuto promesso per situazioni di estremo ed evidente disagio, se scendo in piazza per un qualsiasi buon motivo, questo diritto non è più tutelato dalla Legge Costituzionale. Ogni volta che scenderò in piazza rischierò di beccarmi una bella randellata in testa. Con il plauso di "Libero" e de "il Giornale", che mi taccerà di essere uno scudo umano manipolato.
Questi signori, quelli del partito dell'amore, sono tanto bravi a gettare fango sui loro avversari politici; poi appena trovano qualcuno che non la pensa come loro, magari portando fatti o argomentando con cognizione di causa… Beh, l'amore svanisce: puff! Secondo loro siamo geneticamente diversi, e sono pronti - alcuni - "ad ucciderci in due secondi".
Ergo: se scendo in piazza per manifestare il mio dissenso avrò una probabilità in più di trovare qualcuno che mi spaccherà la testa o peggio. Sono quelli del Partito dell'Amore, che, una volta, si chiamavano fascisti. Per lo meno non avevano la pretesa di essere chiamati con un nome totalmente falso e fuorviante.
Non resta che prendere atto che questi personaggi, questi politici che permettono tutto ciò, sono stati eletti, sebbene in maniera poco chiara, da una gran parte degli Italiani; che la loro elezione è stata dovuta in parte anche maggiore dal non voto della stragrande maggioranza degli aventi diritto; che tutta questa gente è attorno a me, si lamenta, ma non fa o non propone nulla di concreto per cambiare lo stato delle cose; acconsente più o meno esplicitamente allo stato attuale di degrado civile che favorisce l'arricchimento dei soliti potenti; gente alla quale, per civiltà, ogni volta che ne scopro uno, evito di vomitargli addosso per lo schifo; gente da compatire, ma non più da tollerare, perché con il suo operato sta affossando un'intera Nazione; assoggettandola ai capricci di una lobby politico\imprenditoriale senza scrupoli, classe dirigente che "non ha alcun legame con un interesse per la verità", perciò riempie i notiziari con comunicati e dichiarazioni che non sono altro che stronzate.


Consiglio vivamente la lettura  - che è insieme una recensione ed una riflessione - del post STRONZATE pubblicato su Blog Drome il 19 gennaio scorso da Daniela, proprio sul saggio di Harry G. Frankfurt. Questo libretto è tutt’altro che una semplicistica dissertazione sui termini.

Unica cosa sensata che ho sentito ultimamente:"
In un grande paese democratico la libertà di stampa non è mai sufficiente". Chi lo ha detto?
Intanto noi - chiunque dissenta - siamo stati declassati a scudi umani.


P.S.

La lettera che circola in rete in questi giorni (quella della telefonata che richiede il pagamento dell'abbonamento a SKY ad un abitante de L'Aquila), è di Anna, sul blog Miss Kappa. Questo il link diretto.