martedì 22 maggio 2012

NON CONTAMINATO



Domani saranno venti anni dalla strage di Capaci, 23 maggio 1992.

Mi ricordo che piansi tutto il giorno, per ripiangere dopo 50 giorni per Borsellino. Mi sentivo male, mi sentivo sola e non sapevo darmi una spiegazione sufficientemente logica.
Falcone diede una accezione significatica alla parola "mafia" intendendo "tutti i tipi di mafia", disse che "la Mafia è mancanza di Stato" ovvero di prevenzione, di controllo, di azione collettiva, di senso civico.
A Brindisi è successo qualcosa che parla di "mancanza di Stato". Chiunque abbia agito, fosse anche per ridurre, per l'ennesima volta, la voglia ai cittadini italiani di "alzare la testa" è NON STATO.

Ma a Parma la testa l'hanno rialzata, un comune grande e ricco, con un debito gigantesco, e con un progetto di un inceneritore non condiviso dalla popolazione.

UN NON CONTAMINATO è arrivato a fare il sindaco di Parma, una città del nord, ricca, molto ricca.

Quando parlo di NON CONTAMINATO, parlo di persone completamente nuove alla politica e non per età, ma per non aver mai partecipato ai banchetti e spartizioni dei partiti come tristemente e troppo comunemente abbiamo verificato.

Il NON CONTAMINATO Federico Pizzarotti è un pezzo di Stato.
Lui che prende le ferie per fare campagna elettorale, una campagna elettorale che gliela organizza la moglie, che spende BEN 6000 euro per tale campagna, che studia e si prepara, perchè guidare un Comune è tremendamente difficile, più difficile che fare il Marchionne.

Lui che vuole scegliere i curricula degli assessori in modo aperto e trasparente. Lui che ha questo senso del CIVIL SERVANT inglese e della collettività.

Lavorare per la collettività è la cosa più difficile ma anche la più gratificante.

Il Corriere della Sera ha intervistato Giuliano Amato (che per conto del governo attuale deve occuparsi dei costi della politica) sul neo sindaco Pizzarotti.
A parte la ENORME ANTIPATIA di un uomo che fa finta di non saper pronunciare o di non ricordarsi come si chiama il neosindaco di Parma
(Quando sento uno come Marco Pannella, che si è stravagante, ma poi è un personaggio perbene, dire che lui, a titolo personale, quello lì, non mi ricordo, come si chiama, Pizzirotto, Pizzi…”. Pizzarotti, lo aiuta il giornalista. “Quando Pannella dice “io lo voterei”, fa capire che Pizzarotti può essere un buon amministratore anche se sta lì”), a parte che prende una ENORME PENSIONE (quasi 30.000 euro mensili, lordi ma tanti uguale), a parte la sua ENORME DISTANZA da ciò che rappresenta un NON CONTAMINATO, ecco cosa dice:


Amministrative, Amato: ''Grillo è un demagogo ma può darci buoni sindaci''
"Grillo ha un altissimo tasso di demagogia, ma prima di giudicare il suo movimento bisogna guardare che cosa c'è dentro". Lo dice, al Corriere della sera, Giuliano Amato. "Che Grillo rappresenti l'antipolitica è evidente, ma è assolutamente sbagliato collocarlo, come pure ho sentito dire, tra i neonazisti", spiega l'ex premier. Amato accosta Grillo a Bossi, "eppure nella Lega sono cresciuti degli ottimi amministratori locali...quando Pannella dice 'io voterei' Pizzarotti fa capire che puo' essere un buon amministratore anche se sta li".

Domani aggiorno con l'intera intervista di Sarcina ad Amato.

martedì 15 maggio 2012

NOMEN OMEN



QUESTO E' UN GRILLO!

Il Grillo è molte cose.
E' un insetto ortottero ensifero Grilloide, appartenente alla famiglia dei Grillidi, che riunisce diverse sottofamiglie (Grillini, Ecantini, Falangopsini, Mirmecofilini, Mogopolistini, Nemobini e Trigonidini).

I grilli hanno piccole o medie dimensioni, livrea di colori poco appariscenti, corpo tozzo e robusto, capo grande, globoso, antenne lunghe, ali ben sviluppate o più o meno ridotte. Il maschio è provvisto, sulle elitre, di un organo stridulatore da cui proviene il caratteristico canto; sono tipicamente notturni.
Quello della foto è il grilletto italiano o canterino (Oecanthus pellucens), comune nelle campagne, lungo 11-13 mm, giallo-verde o marrone chiaro, lunghe antenne, dal monotono canto notturno.
Secondo la testimonianza di Plinio il Vecchio, il termine "grylloi" in origine era usato per indicare pitture comico-grottesche. Dal mondo greco-romano, con contributi e arricchimenti dall’Oriente e dalle culture barbariche, i grilli passarono nell’arte medievale occidentale, mantenendo sempre un certo carattere magico e di meraviglia.
Il grillo era anche una antica macchina bellica di legno con la quale gli assedianti s’accostavano al coperto alle mura della città assediata per cacciarne i difensori. Nella marina militare italiana, il grillo era il nome di una speciale imbarcazione d’assalto, destinata a forzare i porti nemici, munita di propulsione a elica, per la libera navigazione, e di manovra a cingoli (come un carro armato), per superare sbarramenti, ostacoli galleggianti e dighe.
Ieri a Montecitorio si è parlato della EPOCALE RIFORMA del taglio dei rimborsi ai partiti: PRESENTI QUINDICI.
Consiglio vivamente la lettura sul link contrassegnato dalle parole EPOCALE RIFORMA; è un articolo di oggi sulla STAMPA di Mattia Feltri sull'evento.
Godibilissimo.
Pare che sotto gli occhi di scolaresche giovanissime (11/13 anni) orgogliosi di indossare uniformi blu e coccarde tricolori, l'aula fosse desolantemente vuota. Epidemie? Bombe?
NO. LUNEDI'. E di lunedì NON SI LAVORA A MONTECITORIO.
Il coro entusiasta dei giovani studenti ha assorbito il messaggio; tutti grillini di domani, come dice Feltri.
Che riporto come segue:
"Un altro pomeriggio volenterosamente dedicato dalla politica al nutrimento dell’antipolitica. E sembrerebbe pure l’unico progetto a lungo termine dei protagonisti di questa legislatura."
Con una degna conclusione:
"Alcuni deputati oggi cederanno alla tentazione di sostenere che la loro presenza in aula era del tutto superflua. In tal caso correranno il rischio che gli si dia ragione."

mercoledì 9 maggio 2012

ANTI INERZIA



Ringrazio Marco Sclarandis, il poeta che segue
questo piccolissimo blog per queste parole.

Tre patate vedo nel mio piatto
ma cento nella cesta ce ne sono
mille nell'orto stanno maturando
un miliardo nei campi sulla Terra
non le vedo ma miliardi di miliardi
sonnecchiano acquattate su pianeti
tanto lontani quanto immaginabili
mi chiedo se il galattico ortolano
che insiste nel propagare tuberi
sappia del limite fissato invalicabile
affinchè di patata non s'impantani tutto
o forse è nell'ufficio bulbi tuberi rizomi
che litigano sulle quote ultime assegnate
e intanto clandestine solanacee
perse da carriole in mondi non censiti
incuranti di destino lesso o fritto
germogliano con beatitudine ineffabile

Noi umani siamo anche capaci di rimediare gli errori commessi.
Se così non fosse ci saremmo già estinti.
Vedendo le cose più dall'alto è evidente che stiamo facendo un passaggio critico come per molte altre specie è avvenute in passato.

Gli insetti per esempio non avrebbero forse potuto evolvere ulteriormente perchè l'esoscheletro sarebbe stato difficile da conciliare con un metabolismo in grado di sostenere una mente complessa come quella dei vertebrati superiori.

La dichiarazione universale dei diritti dell'uomo è la dimostrazione della consapevolezza che ci occorre un nuovo paradigma per coabitare con tutta la biodiversità sia umana che animale.

L'energia abbondante ci ha frastornato per non dire letteralmente drogati.

Ora sappiamo che non possiamo raddoppiare la nostra presenza sul pianeta facendo tutti tutto ciò che solo una minoranza di noi si permette di fare.
E sappiamo pure che la guerra è un lusso e una lussuria che non ci possiamo più permettere.

E ancor più sappiamo che la nostra vita individuale non è fatta per sfidare i secoli, come invece lo è per molte piante come l'ulivo o la sequoia.Una parte d'umanità è veramente paranoica nel senso letterale del termine e parte di questa esercita un enorme potere su quella mentalmente sana, ma di debole carattere.

Può darsi che veramente abbiamo sconfinato e che per una specie come la nostra non sia possibile una popolazione stabile di dieci miliardi d'individui ma solo un decimo di questa.Che significherebbe un'ecatombe inevitabile anche in tempi brevi.

Ma alcuni indizi ci suggeriscono che spremendo tutta l'astuzia e l'ingegnosità che ci contraddistingue dalle volute del nostro cervello, forse possiamo salvare capre, cavoli, lupi e contadini senza bastonare tutti quanti.

Dopo la consapevolezza è l'inerzia con cui dobbiamo confrontarci.

Quell'implacabile forza che impedisce alla materia bruta e a quella animata di cambiare le cose in un istante.

lunedì 7 maggio 2012

I LUPI



Un animale bellissimo, maltrattato da secoli.

E continua ad esserlo. Si stima che oggi vengano uccisi oltre 100 lupi ogni anno.

Qui un depliant del WWF per collaborare contro una strage tanto iniqua quanto inutile.

Qui il link al sito per ulteriori delucidazioni.

Secondo i Nativi Americani la medicina è tutto ciò che può aiutare a migliorare il nostro rapporto con il “Grande Mistero” e con tutta la vita. Questo processo comprende la guarigione di corpo, mente e spirito e diventa fonte di potere personale, forza e comprensione.
La Medicina dei Nativi Americani è una filosofia di vita che consiste nel camminare sulla Madre Terra in perfetta armonia con l’Universo e nel vivere portando salute alla Madre Terra, ai nostri familiari, ai nostri amici, a tutte le creature “nostre compagne”.
In questo contesto, i nostri compagni animali forniscono dei modelli di comportamento che, per analogia, trasmettono messaggi di guarigione a chiunque sia così astuto da osservare i loro insegnamenti e metterli in atto.
Tra gli animali presi ad esempio
c’è il “maestro”, il Lupo.
“Il Lupo è il pioniere, il precursore di nuove idee, che ritorna nel branco per insegnare e condividere la Medicina. Il Lupo prende una sola compagna per la vita ed è leale come un Cane. Nel branco c’è un enorme senso di famiglia e, nello stesso tempo, un fortissimo impulso individualista, qualità che rendono il Lupo molto simile a noi uomini che abbiamo la capacità di far parte di una società e, anche, di incarnare i nostri sogni e le nostre idee individuali.
I sensi del Lupo sono molto acuti e la luna è il suo Potere Alleato: la luna è il simbolo dell’energia psichica o dell’inconscio che ha in sè i segreti della conoscenza e della saggezza. L’ululare alla luna potrebbe essere un’indicazione del desiderio del Lupo di mettersi in contatto con nuove idee che si trovano appena sotto la superficie della coscienza.
La Medicina del Lupo dà al maestro, che è in ognuno di noi, la forza di venir fuori ad aiutare i figli della Terra a comprendere il Grande Mistero e la Vita.” ( Jamie Sams e David Carson).
E’ un invito a varcare la soglia, a seguire il proprio sentiero dopo averlo individuato dentro di noi.
E, nello stesso tempo, è un invito ad agire per creare il nostro successo e, nella condivisione, il successo di chi ci sta vicino.
Forse è perchè ci potrebbe APRIRE GLI OCCHI che il LUPO E' ANCORA COSI' TANTO ODIATO?

domenica 29 aprile 2012

CLUB DI ROMA 2 - IMPOPOLARI


Ho sempre meno tempo, e mi rendo conto che ci stanno fregando rubandoci il Tempo, che è sempre di meno.

Ho letto una intervista fatta a Dennis Meadows del febbraio 2012. Dennis Meadows coordinò il team di sedici ricercatori del MIT di Boston su incarico del CLUB DI ROMA, idea del grande Aurelio Peccei.

Nell'intervista emerge un punto fondamentale: se nel 1972 si poteva rallentare la crescita e organizzarsi in una società equa, pacifica e ben distribuita (in fondo eravamo "solo" 4 miliardi di umani), adesso, dice Meadows "ci aspetta un periodo di decrescita incontrollata che ci porterà verso un equilibrio che non siamo in grado di prevedere".

Adesso siamo già oltre 7 miliardi e con bisogni, magistralmente orchestrati dal marketing, che non potrebbero essere soddisfatti nemmeno con 100 volte il PIL MONDIALE.

Meadows sostiene che il "Rapporto sui limiti alla crescita" del marzo 1972 non voleva essere una banale dimostrazione che "in un mondo di risorse finite ci fossero dei limiti alla crescita poiché era evidente". Anche se questa evidenza non si evince dalle scelte dei decisori politici di allora e attuali.

Continua
Meadows nella intervista che i messaggi , come fu il loro nel 1972, che obbligano a riflessioni, non sono accettati.

Negli anni settanta la frenesia esponenziale era così forte che non poteva essere colta la previsione di quel messaggio: se popolazione e industrializzazione crescono in modo esponenziale si arriverà quanto prima al limite.

Negli anni ottanta il messaggio fu abbandonato nel mare di TROPPO che abbiamo cominciato ad avere, anche singolarmente (ovviamente parlo di quel miliardo di persone che non muore di fame o di diarrea o di guerra): macchine, moda, viaggi di lusso e non di conoscenza. Ecco casomai la conoscenza era su una strada inversamente proporzionale, noi italiani siamo diventati particolarmente ben vestiti e truccati e particolarmente rozzi e superficiali.

Negli anni novanta cominciarono a emergere seri problemi ambientali ma, garruli e sciocchi, gli umani si son dati una risposta digeribile: risolveremo tutto con la tecnologia e con il "libero mercato". Sulla tecnologia esiste il Paradosso di Jevons come risposta a quanto serva la tecnologia abbinata alla mente esponenziale.

Negli anni del nuovo secolo, i famigerati anni 2000 della Crisi di Tutto (ma la Crisi è nata con la Rivoluzione industriale, e soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, la globalizzazione degli effetti sull'ambiente sono diventati evidenti perlomeno nelle aree come Gran Bretagna - dove fu costruito nel 1870 il primo inceneritore a Paddington -
e U.S.A. dove tale rivoluzione era partita per prima) dice Meadows, visto che mercato e tecnologia non hanno dato i buoni risultati necessari, ecco che la fissazione è stata sul PIL e conferma dicendo che "nel 2010 si è iniziato a sostenere che se fossimo stati in grado di controllare la crescita non ci si sarebbe dovuti confrontare con questi problemi".

SI PUÒ ANCORA PARLARE
DI "SVILUPPO SOSTENIBILE"?

Secondo me "sviluppo sostenibile" è un ossimoro, preferisco parlare di SOSTENIBILITÀ, una scelta più condivisibile rispetto all'avidità dell'essere esponenzialmente finanziario del libero mercato.

Meadows così risponde:
"Oggi è più che mai necessario fare il possibile per metterci sulla strada della sostenibilità. Bisogna comprendere i fatti, affrontarli con realismo. ma ci comportiamo come se i cambiamenti tecnologici possano sostituire quelli sociali, Che bisognerebbe fare? Non confidare nel tempo a disposizione, ADOTTARE PROVVEDIMENTI IMPOPOLARI ma necessari per affrontare la fase di declino. Per esempio ridurre le attività industriali per rallentare i cambiamenti climatici o aumentare il costo del petrolio per evitare il collasso quando non ce ne sarà più. Andare verso uno sviluppo sostenibile è come cambiare abitudini acquisite nel tempo: comporta una riflessione, probabilmente si commetteranno errori. All'inizio è scomodo, ma possibile."

Intervista tratta da "La nuova ecologia" aprile 2012


Daniela

martedì 3 aprile 2012

IL CLUB DI ROMA




Cliccando qui arriverete a un interessante video del Club of Rome, dedicato al PICCO DEL PETROLIO.E' in inglese ma ha anche i sottotitoli in inglese e quindi è mediamente comprensibile.

Il Club di Roma conquistò l'attenzione dell'opinione pubblica con il suo LIMITI ALLO SVILUPPO (12/03/1972) che ragionava sul fatto che la crescita economica non potesse continuare indefinitamente a causa della limitata disponibilità di risorse naturali, specialmente PETROLIO, e della limitata capacità di assorbimento degli inquinanti da parte del pianeta.
Il libro originale si chiamava LIMITS TO THE GROWTH malamente tradotto in italiano come I LIMITI ALLO SVILUPPO (GROWTH vuol dire CRESCITA), è stato edito con lo scopo di fornire ai leader mondiali che si apprestavano a incontrarsi nella terza Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (aprile 1972 a Santiago del Cile) e soprattutto la Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente umano (giugno a Stoccolma) degli strumenti concettuali assolutamente fondamentali per decidere il futuro dell’umanità.
L'ideatore fu Aurelio Peccei, torinese, alto dirigente Fiat, antifascista, fondatore dell'Alitalia, rimise in sesto l'Olivetti e fondò l'Italconsult. Un dirigente d'azienda, non un ecologista, un cosmopolita e competentissimo fondatore e direttore, in America Latina, una delle più fortunate filiali estere della Fiat.
Alla fine degli anni ‘50 Peccei decise di dedicare una parte del suo tempo “alla riflessione sui bisogni e sulle prospettive umane” con la precisa volontà di fare qualcosa di concreto anche in questo campo.
Il risultato è stato LIMITS TO THE GROWTH, un libro odiato ubiquamente proprio perchè ebbe successo immediato. Fanfani, seppure in modo superficiale, lo portò in Senato, ma dopo, già negli anni Ottanta, quelli della Milano da bere, il libro fu dimenticato nella ressa della crescita dei consumi, a cui seguirono negli anni Novanta l'apertura ai mercati dell'Est dopo la caduta del muro di Berlino e l'arrivo dei BRICS, principalmente la Cina. C'era ancora spazio di "crescita economica".
E nel dibattito che un po' segui l'uscita del libro (semplice da leggere) ci fu una presa unanime di ostracismo nei suoi confronti.In sintesi la Chiesa non lo sopportava perchè predicava la riduzione della natalità e per lo stesso motivo lo odiarono Indira Gandhi e altri leader; i capitalisti italiani con il Sole24ore non accettavano che le sue idee potessero ridurre i margini dei loro guadagni per ridurre l'inquinamento che obiettivamente creavano su tutto l'ambiente (le chiamano esternalità, ovvero i guadagni sono loro e i rischi di tutti); la destra pseudo cristianfanatica lo odiava sempre per la questione della natalità oltre del fatto che avevano preso le sue TENDENZE come PREVISIONI (adesso si può dire che le TENDENZE si sono verificate). La sinistra, sia quella moderata e sia quella oltranzista, si fecero sopraffare dalla ideologia del buon operaio che salva l'ecologia quando andava bene, e sennò lo definì un libro odioso perchè fatto da dirigenti d'azienda e da industriali e quindi IL NEMICO.
L'Italia politica e intellettuale non comprese l'importanza del libro, un libro che dava prospettive sul futuro, analizzando un presente già chiaramente in declino fin dagli anni sessanta. Gli anni settanta furono gli ultimi anni di vero dibattito democratico (il grande Pasolini era lì), ma provinciale, e con una visione corta del PROPRIO FUTURO, l'Italia allontanò da sé un italiano geniale e competente come Peccei (nemo propheta in patria).
Io credo che si perse una occasione, importante per comprendere meglio l'evoluzione civile dell'Italia (e del Mondo, ma qui parlo dell'Italia).La mia generazione, nata nei sessanta, avrebbe avuto più occasioni di vivere in un mondo migliore e soprattutto avrebbero avuto più occasioni quelli nati dopo di me, nei settanta e ottanta e così via.
Capire dove il Mondo stava andando a quel livello di crescita indiscriminata sarebbe stato importante, avrebbero potuto essere prese decisioni IN TEMPO, e non adesso CON L'ACQUA ALLA GOLA. E non credo che le TESTE PARZIALI capiscano che siamo con l'acqua alla gola.
PER CHI vuole saperne di più veda "I LIMITI DELLO SVILUPPO IN ITALIA - CRONACHE DI UN DIBATTITO 1971-74 di Luigi Piccioni e Giorgio Nebbia" sul sito di Greenreport che ringrazio.

Daniela

lunedì 2 aprile 2012

E IL FISCO?



Ecco il sistema statunitense per BECCARE GLI EVASORI.

Perchè ancora di FISCO NON SI PARLA IN ITALIA, ci sono ANCORA i grandi e i piccoli evasori, mentre chi è onesto arriva al suicidio d'onore o di disperazione oppure al rogo (una novità in Italia).

Chi è onesto come artigiano e imprenditore paga anche per i colleghi disonesti, mentre chi ha il reddito fisso NON HA ALTERNATIVE (a meno che non faccia lavoro in nero).

Il punto è quello: chi è onesto o non ha alternative deve pagare e basta e siccome lo Stato ha BISOGNO di TOT ecco che lo spremono dai soliti noti.

E adesso con il signor Monti (non è il premier nessuno l'ha votato) si è arrivati all'acme non solo delle tasse ma anche della confusione per pagarle.

Ecco un esempio.

Alla recessione generale si aggiunge quella delle vendita e acquisto di case (eppure non smettono di costruirne, lordando il poco suolo fertile - più o meno - che ci rimane).

Bloccata.

I prezzi strascesi e, a meno di qualche ricco e danaroso investitore che compra a prezzi ribassati (ma sarebbe meglio dire GIUSTI, è prima che erano troppo alti) decine di case alla volta (ci sono ci sono), poche, pochissime vendite. Perchè?

IMU Ignota.

Anzi IMU E MUTUI che nessuna banca, benchè rinvigorita dalla BCE, da in concessione.

Anzi anzi, IMU, MUTUI NON CONCESSI E RECESSIONE.

Una volta l'edilizia era il VOLANO dell'economia, ma se lo fosse ancora, dubito che riprenda quota.

Da un lato va bene, meno spreco di suolo (però è solo un feedback positivo, mica presa di coscienza), ma che ne sarà di tutte quelle case vuote?

Case vuote da una parte, gente senza stipendio, senza lavoro e magari anche senza casa dall'altra.


Mi sto immaginando disordini sociali che non succederanno?

Speriamo. Occorre cambiare metodo nell'affrontare la crisi e ciò emerge sempre più dalle scelte di un governo composto pelropiù da teste parziali.