domenica 28 ottobre 2012

CLIMA ESTREMO? ESTREMI RIMEDI...



Molto B.A.U. ma molto interessante questo breve filmato del Munich Re Geo Risk Resaerch.
I rischi meteorologici stanno aumentando in Nord America molto di più che in qualsiasi altro luogo del mondo. Le conseguenze sono drammatiche. Ogni anno gli eventi climatici estremi causano danni sempre più ingenti.

Il professore Peter  Hoeppe, capo del Munich Re Geo Risk Research al Corporate Climate Center, studia i pericoli e i rischi che stanno sotto questi fenomeni naturali. In Nord America si trovano TUTTI i fenomeni climatici estremi (tornado, grandine, siccità, incendi, tempeste invernali e uragani) che portano a fortissime perdite economiche.

Tra il 1980 e il 2011 il numero di perdite legate a fenomeni climatici estremi è quasi quintuplicato in Nord America, a fronte di un fattore di perdite pari a 4 in Asia, 2,5 in Africa e 2 in Europa. Solo nel 2011, anno dei tornado, i grandi temporali hanno causato perdite complessive per 47 milioni di dollari.

Uno dei maggiori pericoli è rappresentato dai cicloni tropicali, come l'uragano Andrew. Il 2012 è il ventesimo anniversario di questo uragano devastante. Il continuo aumento dei fenomeni climatici estremi non è causato solo dall'aumento della popolazione, ma anche da variazioni climatiche come El Nino e La Nina che modificano la temperature della superficie degli oceani.

Per le tempeste tropicali è molto importante la temperatura di superficie del mare perchè determina l'evaporazione dell'acqua in atmosfera. Questo vapore acqueo è il combustibile degli uragani. Più alte sono le temperature dei mari e maggiore il rischio di uragani intensi. Il riscaldamento degli oceani è globale ma in questo report hanno valutato l'aumento significativo delle temperature dell'Oceano Atlantico. Il motivo?

Problemi per i premi assicurativi.

Per le compagnie di assicurazione, con il cambiamento climatico, aumentano le incertezze sui rischi naturali. Gli eventi climatici estremi portano a enormi perdite di denaro per le assicurazioni che a loro volta aumentano i loro parametri assicurativi. Il tutto ricade sui consumatori che pagheranno premi assicurativi sempre più alti.

Il Munich Re Geo Risk Research, forte di 40 anni di esperienza alle spalle di studi nel settore dei cambiamenti climatici, ha proposto un report sugli eventi climatici estremi in Nord America fornendo una analisi complessiva sulle perdite condizionate dalle variazioni climatiche naturali antropogeniche; il tutto ai fini assicurativi.

Nel report emergono principi e concetti di base che stanno dietro ai rischi atmosferici e quindi sull'impatto che avranno nelle assicurazioni contro i rischi naturali.

Ricordo che lo Stato americano del North Carolina con governo repubblicano ha vietato per legge il cambiamento climatico al fine di agevolare le compagnie assicurative.  Con la famosa Legge Struzzo (così chiamata dall'opposizione democratica) fu imposto di ignorare il parere della Commissione sulle risorse costiere che, in base a studi climatici, avvertiva del possibile rialzo di un metro del mare entro il 2100 e di considerare, invece, come limite massimo, i 20 cm relativi al precedente secolo. Tutto questo, molto Bretton Woods, per tenere bassi i premi assicurativi e i costi della costruzioni costiere. Una legge confermata a fine luglio 2012 dal Governatore, divenendo esecutiva. 

Aggiungiamo, a tutto questo, le preoccupazioni della Banca Mondiale (sorella di latte del FMI).

In questo articolo del 24 ottobre 2012, la Banca Mondiale ha invitato i produttori di petrolio di tutto il Pianeta a ridurre il flaring gas associato alla produzione di petrolio del 30% entro il 2017. 

Il flaring gas è il gas prodotto in eccesso nei giacimenti petroliferi che usualmente era bruciato in torcia.

La Banca Mondiale guida una partnership mista pubblico/privata denominata GGFR (Global Gas Flaring Reduction) per ridurre tale modalità di uso del gas naturale. La partnership è stata lanciata nel 2002 al Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg, assieme al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e promuove normative che possano superare le difficoltà legate alle infrastrutture insufficienti di distribuzione del gas e quindi allo scarso accesso ai mercati energetici locali e internazionali, in particolare nei paesi in via di sviluppo.

In sintesi questa era una pratica comunissima fino a pochi anni fa. Si vedevano sin da lontano le fiamme perenni sulla sommità delle torri petrolifere.

Tale pratica ha portato a bruciare ingentissime quantità di gas (che poteva invece essere diversamente utilizzato) con conseguente produzione di enormi quantità di biossido di carbonio, di anidride solforosa e di protossido di azoto, che hanno contribuito notevolmente all’inquinamento atmosferico del pianeta.

Per rendersi conto del problema a livello planetario, basterebbe osservare la Terra in un’immagine da satellite notturna: i fuochi che ardono in corrispondenza delle principali aree petrolifere sono un’evidenza che non passa inosservata!

La riduzione del SOLO 30% del flaring gas entro il 2017 porterebbe a una riduzione delle emissioni di CO2 pari alla sparizione di 60 milioni di automobili dalla strada. 

Rachel Kyte, Vice Presidente della Banca Mondiale per lo sviluppo sostenibile (N.D.R. eh, si hanno anche questo) sostiene che serve energia in molti paesi, che una persona su cinque del pianeta non ha elettricità e quindi non ci si può più permettere di sprecare questo gas. Di conseguenza dovranno prendere decisioni che  riducano la pratica del gas flaring lungo intera catena del gas. Ovvero dovranno essere aumentate le infrastrutture di distribuzione soprattutto nei paesi in via di sviluppo. E cogliere (oh yeah) opportunità di business (mica solo ridurre le emissioni).

Sono tre gli obiettivi da centrare entro il 2030, vale a dire, fornire l'accesso universale all'energia, compresa l'energia elettrica e combustibili puliti per cucinare, arrivare al doppio della quota rinnovabile di energia dal 15% al ​​30% del mix globale, e raddoppiare il tasso di efficienza energetica. 

L'energia a basso costo diventerà sempre più una rarità. 
Gli eventi climatici estremi che abbiamo causato con l'energia fossile a basso costo bruciata da oltre due secoli però non sembrano fermarsi.

ANZI.

martedì 23 ottobre 2012

TRANSIZIONE IN GERMANIA

 


Grazie a Max Rupo.

Ultimamente i tedeschi sono circondati da vapori d'odio europei.
Troppo primi della classe, sempre con il ditino in alto similfornero. Antipatici.

Però.

Loro non hanno Fioriti e Formigoni, non hanno avuto Berlusconi con truppa d'assalto minettisapiens.


Loro, i loro politici intendo,  chiedono al Parlamento sovrano se possono o devono modificare leggi e Statuti.


Qui, nei nostri media, si parla di cronaca nera, gossip, un po' di economia spicciola (quella delle crescita e dello sviluppo), MA COMUNICAZIONE AMBIENTALE no, non sia mai.

Meglio fare ALLARMISMO, meglio avere un esercito di NYMBY causati dalla mancanza di comunicazione seria e scientifica.

Così la gente si sfoga e perde di vista la realtà.

In Germania invece fanno VERA comunicazione.

Come dice questo blogger, Emilio D'Alessio,  da cui è stato tratto il video poi sottotitolato IN ITALIANO da Max Rupalti:

L'ONG tedesca /e-politik.de/ ha realizzato un video in inglese sul tema della Transizione Energetica in Germania. Semplice e diretto. Molto tedesco, molto concreto. Dura nove minuti. Raccomandato.

Daniela 

venerdì 12 ottobre 2012

Take AIM at climate change

 

Traduzione di Massimiliano Rupalti che ringrazio tantissimo per l'eccellente lavoro!!


Un piacevolissimo video rapper della NASA che spiega perchè dobbiamo MIRARE AL CAMBIAMENTO CLIMATICO.

MIRARE, ovvero
adattamento
innovazione
mitigazione.
Perchè DEVE ESSERE LA NOSTRA UNICA PRIORITA', perchè la nave Terra sta morendo e con lei moriremo tutti.

Kyoto aveva previsto che avremmo dovuto fermare il riscaldamento della temperatura media della Terra (quella stabilizzata da millenni è di 14°) al massimo entro 2°. Siamo intorno a 1° di aumento e già ci sono implicazioni globali evidenti e palesi. In realtà rischiamo di superare quei 2° con rischi ed effetti assolutamenti non prevedibili, se non che sarà un disastro globale.
Il clima della Terra è cambiato molte volte in risposta a cause naturali. Tuttavia, dal 1900 (non due giorni fa, ma quando la pressione dell'uso dei fossili causata dalla rivoluzione industriale ha cominciato ad essere significativa), il nostro clima è cambiato rapidamente a causa di persistenti artificiali cambiamenti nella composizione dell'atmosfera e di uso del suolo.

Che ognuno di noi può fare MOLTISSIMO, diffondendo queste informazioni, può pensare al Futuro, alle prossime generazioni.
Tale presa di coscienza dovrà, prima o poi,  fare massa critica contro chi nega l'evidenza e continua a usare fonti fossili con il noto impatto sulle temperature globali.

Scusate non vi da la nausea sentire qualcuno che sostiene che l'Olocausto non sia mai esistito?

Olocausto è una parola derivante dal greco ὁλόκαυστος (olokaustos, "bruciato interamente"), a sua volta composta da ὅλος (olos, "tutto intero") e καίω (kaio, "brucio"), ovvero BRUCIO TUTTO INTERO.

Mi pare applicabile al caso
del cambiamento climatico.

Quindi speriamo che prestissimo venga la nausea a tanti quando qualcuno dirà che il cambiamento climatico non c'è, che si può continuare a consumare fossili allegramente (il mefitico B.A.U.) che lo sviluppo e la crescita infinita sono possibili come le cavolate finanziarie fatte di bit e non di cose fisiche, con gli occhi rivolti solo a quel billion di fortunelli a cui apparteniamo.

La Terra però è una sola, se brucia la cucina a breve brucerà il  soggiorno.




mercoledì 26 settembre 2012

CLIMATE CONSENSUS


Ci sono tre stadi per arrivare a fornire una risposta al cambiamento climatico detto anche Climate Change.

Il primo stadio è quello della rilevazione e analisi del problema: sono più di cinquantanni che tale analisi  prosegue da parte di un vasto esercito di scienziati.
Si può affermare, con certezza, che il problema esiste ed è grave.
Il clima sta cambiando, rapidamente, troppo rapidamente.
Gli scienziati non si aspettavano un cambiamento così esponenzialmente rapido. Le temperature globali sono troppo alte. Una evidenza globale degli effetti del Cambiamento Climatico è che l'Artico si sta sciogliendo oltre a fenomeni meteorologici estremi, desertificazione, innalzamento dei mari, diffusione di malattie tropicali.

Il secondo stadio, molto difficile, è quello del consenso, ovvero di trovare strade che rendano chiaro alla maggior parte delle persone e soprattutto dei decisori politici assieme ai loro forzanti economici che occorre risolvere il problema del cambiamento climatico.
Occorre il consenso dei decisori politici e poteri economici di tutto il Pianeta, perchè il Climate Change non è un problema locale, anzi. L'energia primaria globale utilizzata dalla civiltà umana è ancora quella fossile. Nel 2009 l'energia è stata all'88% derivata da petrolio (35%) carbone (29%) e gas naturale (24%), un flusso venti volte superiore di quello del XX secolo.
I paesi emergenti o poveri hanno un consumo di energia procapite decisamente basso rispetto ai consumi procapite di U.S.A. e Canada: 300 gigajoule verso i 70 gigajoule della Cina raggiunti nel 2010 che nel 1976, alla morte di Mao erano 20, o l'Etiopia con meno di 2 gigajoule. L'Europa e il Giappone consumano circa la metà degli USA  e Canada, eppure non hanno meno salute, ricchezza, sicurezza e istruzione. E' solo spreco, senza miglioramenti di Civiltà.
La spinta verso il consumo energetico è uno scoglio difficile da abbattere, eppure sarebbe il suo abbattimento il modo più veloce per arrivare al consenso.
La ricerca di soluzioni come nuove fonti energetiche non ha risolto il problema principale ovvero che la transizione a un nuovo regime energetico non è fattibile in pochi anni, ma in generazioni, e richiede un cambio di paradigma, per un uso più oculato dell'ennergia.
Propaganda e media non fanno chiarezza sul rischio per la civiltà umana. Molti scienziati  sostengono che si sta avvicinando il punto di non ritorno (superamento del biossido di carbonio oltre le 450 ppm), un limite di concentrazione atmosferica di CO2 per non superare un incremento di temperatura di 2°, un limite oltre il quale potranno esserci effetti disastrosi dei cambiamenti climatici.
Quattro o cinque anni, non di più.
Nell'Antropocene ci fu un consenso globale ma si trattò di  un consenso imposto dai Poteri economico e finanziari. Fu nel 1944 a Bretton Woods, dove i capitalisti di tutto il mondo vollero aprire un mercato globale, cautelandosi con l'imposizione di precise regole del gioco. Questa imposizione fu poi rinominata nel 1989 il WASHINGTON CONSENSUS. Una modalità di rapina delle risorse planetarie parte in causa del cambiamento climatico. Ci sono già i RIFUGIATI AMBIENTALI.

Il terzo stadio è quello della risposta. Più tempo si aspetterà al secondo stadio e più difficile e ingegneristica sarà la risposta. Anzi geoingegneristica.
Secondo Vaclav Smil, distinguished professor all'università del Manitoba, studioso delle interazioni tra energia, ambiente, cibo, economia, popolazione e tecnologia, non è stata trovata nessuna nuova vera soluzione energetica che sia una vera risposta per fermare il cambiamento climatico. Il nucleare no, oltre ai rischi e alla diffidenza post Fukushima, non è modulabile, le rinnovabili sono intermittenti e ancora con un differenziale di fattore di capacità con il fossile assai elevato; il fattore di capacità misura la percentuale di tempo in cui un impianto di produzione di energia è alla massima potenza. Nel 2009 le centrali a carbone degli USA avevano una media del 74% mentre le centrali nucleari del 92%. Le turbine eoliche arrivano al 25%, e in EU, tra il 2003 e il 2007, erano sotto al 21%, mentre il più grande impianto fotovoltaico spagnolo arrivava al 16%. Poi servono reti di trasmissione e costano tempo e denaro per essere costruite. Nemmeno la CCS (carbon capture and sequestration) è una soluzione perchè, dice sempre Vaclav Smil, per immagazzinare solo un quinto delle attuali emissioni di biossido di carbonio si dovrebbe creare una filiera industriale mondiale di assorbimento-raccolta-compressione-trasporto-stoccaggio la cui capacità produttiva dovrebbe essere più grande del 70% rispetto al volume attuale di greggio gestito deall'industria petrolifera, la cui immensa infrastruttura di pozzi, oleodotti, stazione di compressione e di stoccaggio è stata costruita nell'arco di generazioni.
Tecnicamente è possibile, ma non in tempo utile a prevenire un aumento della CO2 oltre le 450 ppm.
E l'industria petrolifera ha costruito tale enorme e vasta infrastruttura PER PROFITTO, mentre l'immagazzinaggio sarebbe UN COSTO che i contribuenti delle Nazioni Ricche dovrebbero accollarsi. 
Se la CCS non aumenterà di scala verrà proposta l'OPZIONE ESTREMA dei progetti di GEOINGEGNERIA.
Si può prevedere che un intervento di geoingegneria come l'immissione deliberata e prolungata (decenni? secoli?) di milioni di tonnellate di gas dello zolfo in alta atmosfera, in modo da creare aerosol che abbassa la temperatura, solleverà molti dubbi.
E non solo dubbi da complottisti tipo "scie chimiche", soprattutto dubbi di ragione geopolitica, quali, sostiene Smil, far digerire ai mussulmani radicali flotte di aereocisterne americane che spruzzano goccioline solforiche sui loro territori e le loro Moschee.

Quindi l'unica risposta fattibile appare essere IL RISPARMIO ENERGETICO  e l'USO DELLE ATTUALI TECNOLOGIE DI EFFICIENZA ENERGETICA.


Una nota sorprendente per finale: lo Stato americano del North Carolina con governo repubblicano ha vietato PER LEGGE il cambiamento climatico. La Legge Struzzo (così chiamata dall'opposizione democratica) impone di ignorare il parere della Commissione sulle risorse costiere che, in base a studi climatici, avvertiva del possibile rialzo di un metro del mare entro il 2100 e di considerare il valore massimo di 20 cm, come quella del secolo scorso. Tutto questo, molto Bretton Woods, per tenere bassi i premi assicurativi e i costi della costruzioni costiere. Una legge confermata a fine luglio da Governatore, divenendo esecutiva.


FONTI.
Le Scienze - settembre 2012:  Energia: l'illusione delle soluzioni facili di Vaclav Smil. 
Le Scienze - settembre 2012:  L'energia di domani di Marco Cattaneo.
Le Scienze - settembre 2012:  Il North Carolina ferma il mare per legge di Alex Saragosa.

Daniela

domenica 9 settembre 2012

IL PULCINO PIO E LA FESSERIA DEL B.A.U.


Business as usual, come si è sempre fatto.

Spread, mercati, borse, banche, marketing, propaganda dei media, consumismo, egoismo, idiozia umana.
Viviamo in un Pianeta sovrappopolato, dove un settimo della popolazione ingrassa (in media, è stato calcolato che ci sono 500 milioni di obesi, non sovrappeso, obesi), mentre i restanti 6/7 arrancano e muoiono come i batteri dei nostri water.

Un Pianeta che sta dando pericolosi segni di allarme sullo scioglimento dei ghiacci artici e dove noi, allegri zuzzurelloni fortunelli, viviamo in attesa del bel tempo per il barbecue, indifferenti alla prossima rovina.

Qualcuno si sta rendendo conto che fa “troppo caldo”, che c’è stata siccità e che pagheremo carissimo tutto (alimenti, energia e carburanti) il prossimo autunno - inverno?

No. Non molti almeno. I bauistici per nulla, sono occupati per esempio ad acquistare il deodorante che non lascia aloni sulle magliette.

Allora ecco la metafora del pulcino Pio, uno stupido video su youtube visto 21.326.o84 milioni di volte (ore 16.55 del 9 settembre 2012) grazie ai traini dei media propagandistici, con tanto di annessi video anti Pio (stessa ora visioni 1.033.818 volte), e che diamine siamo in democrazia.

Mentre video come quelli della metereologa Pippa, per quanto sembri fortissimamente una "americanata" è molto ben fatto, solo 2540 (stessa ora e giorno).

Oppure video con analisi ciniche e lucide, alla Bill Hicks per dire, di Natalino Balasso, quali quelli proposti di seguito, solo 155.988 o 130.783.

La realtà è fastidiosa, sentir dire le cose che non si vogliono sapere, a noi fortunelli non deve far piacere, ne vogliano ancora ancora e ancora, di bugie istituzionalizzate e propagandate. Abbiamo un BIAS DI CONFERMA che..levati...

Tra i billiongrassocci&fortunelli ci sono (poche) persone che si stanno risvegliando, che si stanno accorgendo che abbiamo vissuto in una fottuta bugia (l’energia infinita e a poco prezzo del fossile) e che siamo diventati talmente polli da non esserci accorti di essere stati traditi, generazioni tradite e le attuali nuove generazioni addirittura fregate.

Avevamo diritto a tutto, senza sforzo, potevamo arrivare ovunque, esaudire qualsiasi desiderio. In questo oceano di balle, ci siamo incattiviti (non era vero nulla) ci siamo chiusi in noi stessi, abbiamo cominciato a dire che “gli altri” non valgono nulla, che solo noi abbiamo più diritti, perché più belli e fortunelli e dovevamo crescere, arricchire, perfezionare la nostra idea di potere e dominio (falsa).

Troppo lavoro, troppa aggressività hanno spento le vere amicizie, le normali comunicazioni tra le persone, abbiamo cominciato a presumere di sapere ciò che gli altri hanno in testa.

Le donne hanno avuto addirittura una doppia fregatura: “famiglia” e “carriera”.

Io ero molto giovane quando queste dementi parole ci sono penetrate nel cervello, gli esosi e spandoni anni ottanta, dove si poteva fare tutto e avere tutto, senza rimorsi, senza coscienza, senza saggezza.

Eravamo B.A.U. inconsapevoli, o poco consapevoli (la lacrimuccia e qualche denaro per motivi umanitari è sfuggita a chiunque di noi).

Dobbiamo svegliarci, dobbiamo passare oltre un modello che mostra ovunque crepe enormi. 

I modelli “ismi" erano e sono tutti errati: capitalismo, liberismo, comunismo e fascismo, condito e rafforzato dalle religioni che sono si davvero “l’oppio dei popoli”.

Godetevi Natalino Balasso allora.

Testimonial smartphone


Testimonial televisori 3D


Daniela


mercoledì 5 settembre 2012

QUESTE SONO VERE PREVISIONI DEL TEMPO!


Il titolo del video, tradotto da Massimiliano Rupalti, è esemplare: PIPPA SI INCAZZA.

La faccina del (you moron) pseudogiornalista, assolutamente B.A.U. e che si aspetta le solite cavolate meteo (sole = bel tempo, si può fare un bel barbecue....immagino che questa problematica sia di assoluto interesse nel Burkina Faso) è indicativa del fatto che la VERITA' sul CLIMA è ASSOLUTAMENTE SGRADEVOLE.

Possiamo scegliere se nascondere la faccia negli Ipod o Ipad e goderci STRONZATE fino al prossimo soffocamento, oppure decidere di guardare in faccia la realtà e capire che occorre pretendere la verità e occorre prendere decisioni veloci se si vuole far continuare a sentire Miles Davis o a guardare Picasso o Monet.

ESAGERO?

No, perchè, per esempio, sembrava una cosa lenta lo scioglimento dei ghiacci, ma così non è. Solo cinque anni fa alcuni scienziati avevano previsto uno scioglimento repentino dell'artico CHE STA CAPITANDO PROPRIO COME AVEVANO PREVISTO.

Cinque anni, non un'era geologica.
Il clima è CAMBIATO, e a meno di una capacità di adattamento incredibile (e inverosimile) stiamo patendone le conseguenze, noi, che siamo pure il BILLION di fortunelli sui sette BILLION di abitanti della Terra.

Vi sembra normale questo caldo a settembre, dopo anni di caldo, decenni di clima sempre più caldo?
Le variabilità metereologiche non c'entrano un fico secco. Questa non è variabilità meteo, E' CALDO che cresce e crescerà ancora di più l'estate prossima.

AH  già, ma noi accenderemo l'aria condizionata, in casa, al lavoro e in macchina. Peccato che l'elettricità che usiamo per l'aria condizionata sia di fonte FOSSILE. Una specie di gatto che si morde la coda.

Perchè la combustione delle fonti fossili (carbone, petrolio e gas) produce sostanze CLIMALTERANTI che impattano sulla qualità dell'aria. 
Noi bruciamo le fonti fossili, queste emettono gas serra che ESULANO DAL CICLO NATURALE ovvero rilasciano carbonio di alberi morti milioni di anni fa, un carbonio non può essere riassorbito dai medesimi alberi perchè appunto SONO ALBERI INESISTENTI.

LA COLPA?

Anche nostra, della nostra ignavia, del nostro torpore e intorpidimento da visioni filtrate dai media. Crediamo più a quello che dice la televisione e non a quello che vediamo sotto i nostri occhi.
L'aria pulita diventerà sempre meno, così come il suolo e l'acqua, per far posto a stabilimenti inquinanti dove ci recheremo con auto private che inquineranno, ammazzandoci di lavoro o magari ammazzandoci in un incidente di macchina mentre andiamo al lavoro, e alla fine per non arrivare nemmeno alla pensione che sarà comunque povera dopo oltre 40 anni di lavoro. In tutto questo periodo avremo pochi amici, poche vere relazioni umane, vedremo nemici dappertutto mentre il nemico è solo uno, èd il nostro modo di vita che non porta felicità, ma solo dolore e solitudine.

Daniela


martedì 28 agosto 2012

LA SICCITA’ STA ARRIVANDO




…e il sottotitolo sarebbe questo precedente post.

Lo scorso autunno inverno (2011/2012) in Friuli Venezia Giulia (ma anche in Veneto e in altre regioni del Nord) ha piovuto pochissimo, quasi nulla. E di conseguenza la neve è sparita. Sette mesi senza pioggia, un incubo di polvere.

L'immagine sopra è una delle conseguenze della siccità: le alluvioni.
A parte metereologi da strapazzo che insistono a chiamare BEL TEMPO solo un sole accecante, afoso, eccessivo e arido, mi piacerebbe che molti capissero che ANCHE QUESTO ECCESSO DI SOLE è MAL TEMPO.

Il modo per frenare questo disastro globale c'è, si chiama ENERGIE RINNOVABILI (prego chiunque di non chiamarle alternative, è mistificatorio).

Segue ora la traduzione di uno studio del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) del 27 Ottobre 2011. Una previsione azzeccata. Si noti che in Friuli il rosso è particolarmente acceso.

La causa antropogenica del cambiamento climatico è uno dei principali fattori dei periodi di siccità sempre più frequenti del Mediterraneo.

Ecco qui un grafico che mostra le precipitazioni  invernali nella regione del Mediterraneo per il periodo 1902-2010. Sul sito del NOAA prima linkato si possono vedere ad alta risoluzione.



Le siccità invernali sono sempre più comuni nella regione del Mediterraneo, e il cambiamento climatico causato dall'uomo è in parte responsabile, in base a una nuova analisi da parte degli scienziati del NOAA e del CIRES.
 
Negli ultimi 20 anni, 10 dei 12 più secchi inverni hanno avuto luogo nelle aree che circondano il Mar Mediterraneo.

"L'ampiezza e la frequenza della siccità che si è verificata, è troppo grande per essere spiegata con la sola variabilità naturale", ha detto Martin Hoerling, Ph.D. del System Laboratory del NOAA Earth System Research Laboratory a Boulder, Colo. Research Terra a Boulder, Colorado, autore principale di un articolo pubblicato online sul “Journal of Climate” questo mese. "Questa non è una notizia incoraggiante per una regione che sperimenta già stress idrico, in quanto implica che la variabilità naturale da sola non potrà far tornare il clima della regione alla normalità."

La regione mediterranea accumula la maggior parte delle sue precipitazioni durante l'inverno, e il team di Hoerling ha scoperto un modello che mostra la siccità invernale crescente in un’area che si estende da Gibilterra al Medio Oriente. Gli scienziati hanno osservato e utilizzato modelli climatici per indagare i diversi possibili colpevoli; tra questi la variabilità naturale, un modello climatico ciclico chiamato North Atlantic Oscillation (NAO) e il cambiamento climatico provocato dai gas serra rilasciati nell'atmosfera a causa dell’uso di combustibili fossili e di altre attività umane.

Il team ha scoperto che i cambiamenti climatici da gas serra spiegano circa la metà dell’aumento di siccità tra il 1902 e il 2010. Ciò significa che altri processi, non specificamente identificati nell’indagine, hanno anche contribuito ad aumentare la frequenza della siccità nella regione.

Il team si è trovato d’accordo sul fatto che l’aumento osservato nella siccità invernale sia correlato alle proiezioni dei modelli climatici che includono gli aumenti dei noti gas ad effetto serra. Le osservazioni e le simulazioni del modello mostrano un improvviso cambiamento di condizioni asciutte nel Mediterraneo a partire dal 1970. L’analisi inizia con l'anno 1902, perché è il primo anno in cui si ritrovano set di dati registrati sulle precipitazioni.
 
Qui un’immagine della siccità del Mediterraneo. Le parti evidenziate in rosso e arancione sono aree del bacino del Mediterraneo che hanno subito in modo significativo inverni asciutti durante  il periodo 1971-2010 rispetto al periodo di confronto 1902-2010.



In questa analisi, dalle modellizzazioni della temperatura della superficie del mare, è emerso che la causa  principale della siccità del Mediterraneo sia il cambiamento climatico. Negli ultimi decenni, il cambiamento climatico indotto dai gas serra ha causato un maggiore riscaldamento negli oceani tropicali rispetto alle altre regioni oceaniche. Questo modello mostra che ci sono condizioni meteorologiche favorevoli alla siccità in tutto il Mediterraneo. Gli scienziati hanno osservato che i tempi dei cambiamenti di temperatura dell’oceano coincidono strettamente con i periodi di siccità.

Il Mediterraneo è da tempo una zona del pianeta identificata come un "hot spot" per il notevole impatto dovuto ai cambiamenti climatici negli ultimi decenni di questo secolo, a causa della scarsità d’acqua nella regione, di una popolazione in rapida crescita; la modellazione climatica supporta una aumento del rischio di siccità.

"La domanda  riguarda il fatto se questa siccità abbia già cominciato a verificarsi in inverno, la stagione più importante per le risorse idriche", ha detto Hoerling. "La risposta è sì.".

Il fenomeno del cambiamento climatico è globale con un impatto a livello globale sui prezzi dei prodotti alimentari e sulla sicurezza dell'acqua.

I ricercatori del NOAA si sono impegnati a monitorare i cambiamenti del clima in molte regioni del mondo. Nel Mediterraneo la siccità invernale sta emergendo coma UNA NUOVA NORMALITÀ che porterà a minacciare la sicurezza alimentare. Le lezioni apprese dallo studio del clima in questa regione del Pianeta possono essere rilevanti anche per gli studi della regione occidentale costiera degli Stati Uniti, che ha un clima simile a quello della regione mediterranea dell’Europa e del Nord Africa.

Ci sono anche PREVISIONI al 2030 -2039. Eccole qui.

DANIELA