giovedì 17 giugno 2010

Il suonatore di zufolo


Oh, beh! In questi giorni ne ho sentite e lette di tutti i colori.
Perfino gente che se la prende con Luttazzi perché ha reinterpretato qualche battuta. A costoro dico che, senza il Daniele in questione, in molti non avremmo mai avuto modo di assaporare la satira d'oltre oceano. Quindi in ogni caso, dobbiamo ringraziarlo … Salvo quelli che cascano a bersaglio dei suoi pezzi e non sono spiritosi. Poi c'è la legge bavaglio, ancora si vuole limitare la libertà d'espressione. Ma non è già compromessa a sufficienza? Il Corriere della sera… Che fa l'inquisitore verso Di Pietro su questioni già appurate. Poi la notizia non data dell'implicazione di Dellutri in un estorsione con l'aggravante mafiosa…
Cose da pazzi!

"Le armi sono l'estensione diretta delle dinamiche di assestamento dei capitali e dei territori, il mischiarsi di gruppi di potere emergenti e di famiglie concorrenti."
Questa frase, quando l'ho letta, mi si è scolpita nella mente. È riconducibile al comportamento abituale che porta ai continui conflitti che si consumano in ogni parte del mondo; con milioni di vittime. È la logica della violenza. È la logica del potere ad ogni costo. Tutto per il potere. L'imposizione economica attraverso la forza. Roberto Saviano in Gomorra così descrive l'andamento, il susseguirsi delle faide tra le famiglie mafiose; il modo che hanno scelto per determinare chi comanda sul territorio è quello della guerra; incurante di ciò che coinvolge.
Ed è anche il modo con cui lobby di potere, stati e gruppi più o meno potenti, cercano di aumentare la loro potenza, il loro introito finanziario: fomentando, finanziando guerre; delegittimando i tentativi di pacificazione con ogni mezzo.
Ma il suonatore di zufolo !!!
Mi sono fatto quattro grasse risate seguendo l'ultimo passaparola di Travaglio. Chiaro che ho riso solo nel punto dove parla di questo personaggio: tutto il resto è un piangere dei diritti, uno sfacelo della Costituzione; a calpestare la legalità come lo sta facendo il governo Berlusconi ancora nessuno ci era arrivato. (Qui la versione da leggere sul sito di Grillo)
Mentre versiamo in condizioni gravissime di illegalità, di crisi finanziaria, ambientale con i rifiuti di Palermo di cui nessuno parla nei media nazionali, Angelino "Jolie" Alfano che fa? Istituisce una commissione che avrà il compito di valutare il merito, cioè la capacità di fare bene il loro lavoro, degli alti dirigenti ministeriali, ma non solo: (cito Travaglio)questo "è un organismo di 3 membri che deve monitorare il funzionamento complessivo del sistema della valutazione della trasparenza e integrità dei controlli interni e elaborare una relazione annuale, comunicare tempestivamente le criticità riscontrate ai competenti organi interni di governo e di amministrazione, nonché alla Corte dei Conti, validare la relazione sulla performance, garantire la correttezza dei processi di misurazione e valutazione, nonché dell'utilizzo dei premi nel rispetto del principio di valorizzazione del merito e della professionalità e via burocrateggiando, è una Commissione che decide chi è bravo e chi no, è la meritocrazia".
Il fatto che uno dei tre membri della commissione, il Sig. Lello Casesa, sia un suonatore di friscalettu, ne fa una persona assolutamente in grado di svolgere un compito così assolutamente necessario alla nostra società, soprattutto in questi tempi di lassismo e di fannulloni. Cito da Sicilia24h.it: «esattamente come se il bidello della scuola media di Sommatino venisse chiamato a valutare l'operato dei docenti universitari della Facoltà di Medicina di Palermo. »
Il suonatore di zufolo che decide del lavoro dei più alti Organi di Stato. Avevo le lacrime agli occhi… non so se dal ridere o se per disperazione.

lunedì 14 giugno 2010

UNA TIPICA DOMENICA

Domenica mattina.

Nonostante sia in teoria festa, mi sveglio alle 6, per abitudine.
Mi rigiro nelle lenzuola, tentando di riprender sonno, ma non c'è verso.

Allora, dopo aver fatto scendere il cane che mi schiaccia le palle, mi alzo, ed arrancando mi avvio verso la cucina per prepararmi il caffè.
Con la macchinetta sul fuoco, apro le persiane e noto una giornata, "metereologicamente parlando", ingrata.

Pazienza, prendiamo quello che arriva.
In compenso noto dalla finestra che dà sulle spiagge che i bagnini stanno preparandosi, posizionando sdraio ed ombrelloni in spiaggia, all'assalto dei bagnanti.

Il caffè sale borbottando, ed io lo faccio scendere nella tazza, bello fumante.
Anche troppo, così son "costretto" ad annaffiarlo con un poco di grappa, per gratificare le papille gustative e salvare la gola da un'ustione.

Accendo la tv, rigorosamente su LA7.
Ascolto le poche notizie con distrazione, tra l'altro vedo male, e dopo un poco spengo.
Perchè cominciare anche la domenica sapendo che il nanerottolo ha salvato qualche vita e risolto qualche disastro?

Esco per andare a prendere il giornale.

Al cancello la prima "sorpresa".

Un'auto, parcheggiata alla membro di segugio (scrivere alla cazzo di cane mi sembrerebbe troppo volgare) occupa con il posteriore il cancello di uscita per un buon terzo.

Essendo io in motorino, non mi crea problemi, però se avessi dovuto uscire con l'auto per un'urgenza, avrei avuto grossi problemi.

Mentre vado in centro, incontro un amico vigile che sta andando al comando per iniziare il suo turno di rottura di palle.

Gli dico dell'auto, e lui mi spiega che è inutile chiamarli, perchè se non intralcia il traffico stradale, non possono farci niente, al massimo una multa, ma di carro atrezzi non se ne parla proprio.

Ma allora che cazzo pago a fare io il cartello "lasciare libero il passaggio" al comune?
Boh? misteri del codice della strada.

Mi avvio verso l'edicola, facendo slalom tra rincoglioniti giovani in cerca di una colazione dopo l'ennesima notte/mattinata in discoteca.

Mezzi della nettezza urbana che cercano di spostare i bidoni dell'immondizia rinchiusi tra le auto percheggiate alla "membro di segugio", costretti a lasciare il camion in mezzo alla strada durante il trasferimento dei rifiuti sullo stesso,
contribuendo così ad intasare l'unica strada della città.

Ciclisti con canne da pesca di traverso e pinne sul manubrio che sbattendosene del codice stradale vanno allegramente contromano ingombrando come se fossero carri armati Leopard, bestemmiandoti dietro se li fanculizzi giustamente (questo però solo se sono in tre o quattro, altrimenti fanno finta di non aver sentito).

Nonne con i nipotini sul passeggino che ti sbucano improvvisamente tra due auto, sporgendo timidamente la testa guardandosi a destra e sinistra da buone cittadine, dimenticando che nel frattempo il nipote sul passeggino da loro spinto ha invaso la strada e potrebbe già essere in francia attaccato alla targa di qualche pulmann tedesco.

Palestrati che fanno footing con l'auricolare in mezzo alla strada perchè il marciapiede è facoltativo.

Signorine che parlano al telefonino gridando come aquile con il cagnolino al guinzaglio, di quei guinzagli con il cordino regolabile chilometrico, così loro sono sul marciapiede di destra ed il cane su quello di sinistra, e poi si lamentano se glielo arrotano.

Insomma, il mio umore, anche aiutato dal tempo sempre più "ballerino", si avvia inesorabilmente al tempestoso.

Torno a casa, e noto che sul parabrezza dell'auto parcheggiata davanti al cancello, c'è un biglietto (prima non l'avevo notato perchè dalla mia direzione di marcia vedevo solo il lunotto posteriore).
Curioso, lo prendo e lo leggo.

Sul biglietto c'è scritto:

"scusate per l'ignobile parcheggio, ma dovendo andare a lavorare ed essendo in ritardo, ho dovuto mettere l'auto proprio quì."

e segue un numero di cellulare.

Mi segno il cellulare e straccio il biglietto, per evitare che chiunque possa leggere il numero.
Salgo in casa e telefono.
Mi risponde una signora col fiatone, che si riscusa appena gli dico chi sono e perchè gli telefono.
La tranquillizzo e la perdono, in fondo è una che lavora, però gli consiglio il motorino o l'autobus, per la stagione.
Mi conferma che di solito usa il motorino, ma è dal meccanico.
Gli dico di memorizzarsi il mio numero, e se dovesse capitare un'altra volta il problema, chiamarmi, che magari, se non ci sono i capi, gli faccio portare sù la macchina.

Stop.

L'umore si risolleva perchè noto che ci sono ancora persone che hanno un minimo di senso civico.
Telefono ai vigili, chiedo del mio amico incontrato in precedenza, e l'avviso di lasciar perdere l'eventuale multa.

Però dura poco, il risollevamento.

Mi ero dimenticato che mia moglie deve uscire con la macchina per portare la piccola al campeggio in montagna!

Porca maremma su quattro ruote, e adesso?

Poi mi viene in mente che la peugeottina è in strada, quindi non ho problemi con l'auto pargheggiata alla membro di segugio davanti al cancello.

Meno male, come facevo adesso ad avvisare la gentil donzella che doveva spostarmi la macchina?

Mia moglie sparisce con la piccola verso il piemonte, la grande è uscita stamattina presto perchè ha una partita non so dove, ed io rimango solo.

Allora esco di nuovo per andarmi a prendere un poco di pane ed un paio di birre.

Comincia a piovere, ma ho il parabrezza e questo non mi ferma.

Arrivo davanti al supermercato, noto una folla da stadio davanti alle casse.
Piovendo, molti, invece che in spiaggia, sono a fare spesa.
Pazienza, ho tempo, fuori continua a piovere, faccio quattro chiacchere con la gente che conosco.

Prendo il pane e le birre e mi avvio verso l'unica cassa in funzione.
(è incredibile! da noi più gente c'è in coda, meno casse sono in funzione!)

E te pareva se non c'era il "furbetto"!

La cassa è posizionata in mezzo a due file di prodotti, e io sono in coda con altri.
Lo spazio è abbondante, quindi oltre alla fila in attesa, c'è la possibilità di rifornirsi di prodotti.

Il "furbetto" passa noncurante davanti a tutti "fissando" i prodotti sugli scaffali di sinistra, si ferma un paio di metri prima della cassa, prende dallo scaffale qualcosa, e si inserisce tra due persone, saltando praticamente tutta la fila!

Qualcuno brontola, vedendo la scena, ma nessuno interviene!
Heeeee nò, cazzo!

Esco dalla fila, lo raggiungo, lo prendo per un braccio, lo trascino dietro a tutti, e gli faccio notare che le file vanno rispettate.

Si incazza come un ministro al quale han pagato l'alloggio a sua insaputa, mi apostrofa con vari epiteti, e mi dice di aspettarlo fuori se ho il coraggio!
(però rimane al suo posto nella fila, anche perchè altri lo fissano irritati)

Non gli dico niente, non reagisco, mi limito a guardarlo negli occhi, e torno al mio posto.

Arriva il mio turno, pago al cassiere che ride perchè ha visto la scena e si complimenta per il mio intervento, esco e "aspetto"!

"aspetto", "aspetto", "aspetto".....

Ma dovè finito sto "rambo"?

Allora rientro per vedere se si è perso, e il cassiere, con le lacrime agli occhi dal ridere, mi dice che quando è arrivato il suo turno, vedendomi "aspettare" fuori, si è improvvisamente "ricordato" di essersi "scordato" qualche prodotto, e adesso è in "attesa" nascosto dietro ai detersivi.

Allora allungo il collo, lo "scorgo" improvvisamente interessato alla composizione chimica del Dash che lava così bianco che più bianco non si può, lo saluto con la mano sinistra a pugno chiuso, ad eccezzione del medio, e me ne torno a casa.

Che gente smemorata, ma interessata alla chimica, che c'è in giro.
Mah!

Passo il pomeriggio a sonnecchiare davanti alla tv, col cane che scatta ad abbaiare ad ogni ambulanza che passa e mi desta per un paio di minuti, quattro o cinque volte.
(tutte le domeniche le ambulanze trotterellano dalla mattina alla sere!
che sfigati, sti bagnanti...)

Di mia moglie si sono perse le tracce,
della grande le tracce non le ho mai viste,
resto solo anche a cena,
in fondo una tranquilla domenica di tempo perso.

Quasi quasi vado a bagnare l'orto per passare un poco di "festa".
Non posso, piove!
Eccheccazzo, ma tutte a me capitano?

Pazientiamo ancora un poco, tra non molto c'è la partita germania-australia.
Non che me ne freghi qualche cosa, ma tanto, per passare il tempo, tutto fà brodo.
(il calcio è uno sport povero!
in fondo hanno una palla ogni 22 giocatori.
meglio le bocce, perlomeno ogni giocatore ha giustamente due palle.
uno sport sicuramente più "maschio"!)

Comincia la partita, ed io "NON" la vedo!

Perchè?

Semplice!

A causa della mia ubicazione geografica, mi è impossibile mettere il terrestre, non "vedendo" nessun ripetitore, ed allora ho solo la parabola con sky.
(avevo fatto domanda per installare un'antenna di 25 metri d'altezza, ma non è passata perchè sembra dia fastidio al decollo dell'aereo del ministro al quale pagano, sempre a sua insaputa, oltre che gli alloggi, anche gli aerei)

La rai "cripta" il segnale.
Risultato, tutti quelli come me che hanno solo la parabola, ed il digitale terrestre è ancora da venire, se lo menano!
Quindi non vedro neppure la nazionale?
Aspetto che qualche "solerte" funzionario della rai venga a chiedermi il canone.
Lo metto in mezzo ai detersivi assieme al "furbetto-rambo-smemorato" a studiare chimica applicata ai calci nel culo!

Meno male che domani è lunedì, così torno al lavoro e mi riposo dalle fatiche di una giornata di festa.

giovedì 27 maggio 2010

Il deserto delle nostre istituzioni


Il titolo prende spunto dall'ultimo "passaparola" di Travaglio.
Pensa se, come succede in America (ad esempio) ci fossero anche da noi, degli agenti provocatori, che travestiti da corruttori vanno a testare l'onestà dei politici! In Parlamento ed al Senato sarebbe il deserto.
È mai possibile che in Italia si debba sempre arrivare ad una situazione limite per reagire? A quanto pare si. I riflessi alle angherie degli italiani sono lenti, anche quando sono manifestamente tali già da prima di essere attuate.
Sul "Fatto Quotidiano" del 27 maggio, c'è un articolo durissimo di Luigi de Magistris. Lui, è molto arrabbiato per questo ultimo (ma solo in ordine di tempo) tentativo di delegittimare il lavoro di magistrati e giornalisti che, con questa legge in fase di approvazione, non potranno più lavorare liberamente. Si tratta dell'ennesima porcata che perfino il capo di stato vorrebbe condivisa tra le parti politiche: ma stiamo scherzando?
Come fa notare Travaglio, una legge porcata, anche se condivisa, non ne attenua certo la incostituzionalità, anzi, semmai la aggrava, perché vuol dire che allora sono tutti d'accordo! Allora siamo veramente in mano ad una manica di faccendieri collusi col crimine!
Bruno Tinti scrive, traendo riferimento dalla vicenda di Antigone e Creonte, a proposito del conflitto che generava il dover disobbedire ad una legge, anche se ingiusta. Scrive che, quel conflitto, è "felice di non doverlo vivere ora, chiamato ad applicare una legge vergognosa, emanata da una classe dirigente arrogante e tremebonda, impegnata in una lotta disperata per l'impunità e la sopravvivenza." E continua "sono felice di essere libero di non rispettare la legge, di poter dire al giudice che mi processerà per aver raccontato ai cittadini i delitti commessi da quelli stessi che vogliono impedirmi di raccontarli, che sì, è vero, ho violato la legge di B, di Alfano, di Ghedini, dei tanti volenterosi protettori di capi e sottocapi colti con le mani nel sacco; ma che questa legge è ingiusta."

Ripreso anche cinque giorni fa sul blog di Andrea Sacchini, l'articolo di Tinti, ho poi letto l'articolo intero sul blog Uguale per tutti, e assicuro che ho avuto un brivido lungo la schiena.
Ma è così: per accorgersi di subire un'ingiustizia, dobbiamo arrivare ad esserci immersi con tutta la testa. Fino al collo non basta. Il Popolo Italico ha bisogno di sentirsi mancare l'aria, per reagire. Forse è come dice Travaglio, che in questo caso sia meglio; poiché, facendo in seguito ricorso alla Corte Europea per i diritti dell'uomo, si arriverebbe ad un annullamento della legge ritenuta lesiva della libertà dell'informazione, e quindi di un diritto fondamentale dell'uomo. Chissà che così la gente finalmente si accorga di che razza di porcate si è macchiato, a ripetizione, questo governo. Il deserto delle buone intenzioni; la giungla dell'individualismo, dell'affarismo che accomuna parlamentari deputati e senatori, che invece di fare il bene del Paese si fanno gli affari loro a nostre spese; senza badare a spese! Ci sono anche persone oneste, ma sono poche per affrontare il malaffare imperante, a quanto pare...
Ma, dico io, se la finissimo di finanziare "missioni di pace", e comperare armamenti ed aerei da guerra (oops: aerei promotori di pace, attraverso l'uso della forza!), non rientreremmo dal debito pubblico in men che non si dica? Invece di attuare soluzioni-farsa sarebbe ora di mandarli tutti chi a casa e chi in galera.

Ricordo un episodio di diversi anni fa, quando un impiegato, commesso di supermercato, venne costretto a licenziarsi (e lui cedette alle pressioni) perché beccato a mangiare qualche acino d'uva, mentre tutt'intorno a sé, i capetti (ir)responsabili facevano man bassa di tutto quel che volevano. Paraculi! Uno di loro, non ha esitato a denunciare il collega per nulla di ché. Una dirigenza rispettabile non avrebbe permesso che fosse penalizzato un ottimo elemento per così poco; anzi avrebbe diffidato il denunciante dal mettere in allarme tutto un apparato dirigenziale per una stupidaggine. Qualche anno dopo anche il denunciante si licenziò in seguito alle pressioni alle quali sono sottoposti tutti i suoi parigrado; ma era in buona compagnia. Questo per dire che si guarda troppo all'apparenza e poco alla sostanza anche nel piccolo di un'azienda privata. E Berlusconi sta trattando così l'Italia intera; il brutto è che l'Italia ci casca puntualmente. Quand'è che capiremo finalmente chi è Berlusconi?

venerdì 14 maggio 2010

Quando il lavoro si fa duro


Questo prologo ha poco a che fare col post: portiamo pazienza! Sempre di lavoro (in questo caso mal fatto, o non fatto del tutto) si tratta. Volevo solo esternare il mio stupore ed affermare che sentire taluni che si riempiono la bocca con frasi tipo "se vuoi fare il politico lo devi fare con l'intenzione di risolvere i problemi del paese", e sto parlando di Lupi, mi fa venire la nausea. Ma anche Dalema non è da meno, con la sua denuncia che sono sedici anni che la politica litiga invece di risolverli, i problemi... E li crea, aggiungo io, li aggrava. La mia è solo una considerazione.
Ma come si fa a non vergognarsi, con un "leader" che si presenta pieno di fard in viso come fosse di plastica, con i capelli impossibili di un bambolotto, che predica amore praticando odio, che dice una cosa ed un minuto dopo l'opposto quando non un'altra cosa proprio. Ed i Dalema, i Veltroni, i Fassino, Violante & Co. che continuano il loro appoggio malamente paludato. Ma chi è sta gente? Sono loro che devono fare il bene del paese? E quando, di grazia?

Questa settimana è stata densa di avvenimenti, che, nel mio piccolo, significano rogne. Domenica, costretto a lavorare, ho dovuto misurarmi con un "signore", che, credendo bene di venire a rompere i coglioni la domenica, per comprare quattro cazzate, si è sentito in dovere di dirmi che non sono adatto al lavoro che svolgo; questo, dopo essermi a lui rivolto in maniera cortese affinché si comportasse in maniera consona all'ambiente in cui si trovava, non voglio troppo entrare nel dettaglio.
Rivolgendosi a me, con aria di sfida, questo sessantenne con al seguito un'anziana su sedia a rotelle, dopo avermi apostrofato, ha anche insinuato che lo avevo - per così dire - redarguito, proprio perché era insieme alla signora disabile... Cosa assurda, dirà qualcuno. Esatto.
Fatto sta che non ci ho visto più; mi è andata giù la catena, come diciamo dalle mie parti: ho cominciato ad urlargli in faccia che "è un maleducato, che deve vergognarsi di mancare di rispetto ad una persona che sta lavorando, e che se c'è uno che è fuori posto questo è proprio lui, e quindi di pagare i suoi € 4,75 e di togliersi velocemente dai coglioni che non ho tempo da perdere" vista la fila di decine di persone che devo servire. Sto svolgendo un servizio, cazzo! Non sono però servo di nessuno!
Basta una persona così per rovinarmi la giornata... Se mi tengo tutto dentro! Ma questa volta gliel'ho cantata forte e chiaro, col plauso anche degli altri clienti, poi la domenica è filata liscia.
Ma non si fa, Roby, non si fa!qualcuno potrebbe dire: si fa, si fa... con certa gente si fa ed è meglio farlo, dico io. Non riesco ad esprimere la soddisfazione per aver tirato fuori lo sgomento causato dal comportamento di quel deficiente.

Altri accadimenti hanno funestato la mia settimana lavorativa, ma quest'altro merita una menzione speciale. Forse perché non è funesto.
Tra i clienti con cui ho a che fare giornalmente (2/300) sono alcune decine quelli che scelgono di rivolgersi a me per scelta, anche se c'è da aspettare un po' di più, perché sanno che sono cortese e vengo incontro alle necessità di ognuno. Lo faccio spontaneamente: son fatto così. Ciò non di meno questo mio modo aperto e cordiale, ponendolo avanti ad ogni persona, può e crea non pochi problemi quando lo sconosciuto al quale ci si rivolge è un emerito imbecille che cerca di approfittarsene (vedi sopra).
Ma torno ai clienti.
Ce ne uno, berlusconiano convinto, che sa che io sono anti-berlusconiano, ma nonostante tutto ha di me grande stima (per lo meno a parole, eh!): vedendo come mi comporto sul lavoro, sostiene a gran voce (penso che questo tipo non riesca a modulare bene il volume di voce per qualche motivo che mi sfugge) che ho un cuore grande, e sempre, quando ci sono io, lui diserta gli altri commessi per avvalersi del mio "talento" (talento assolutamente negato dalla prima persona di cui ho raccontato: uno che li dovesse sentire entrambi ne rimarrebbe disorientato!).
Questa settimana, credo martedì, ha creduto bene di mettermi al corrente di aver parlato con niente di meno che Silvio B. in persona! E di avergli parlato di me " che c'è questo ragazzo che ha un cuore grande, che non è dalla sua parte ma che merita, che è bravo e buono" ecc. ecc.
Ha cominciato a dirmi che è lui il salvatore dell'Italia, e il partito dell'amore, e bla bla bla... Non potevo certo mettermi a raccontargli tutte le porcate che ha fatto e sta facendo il suo ben amato Berlusconi: sono al lavoro non al bar!
Ragazzi, non ce la faccio più.
Il contatto col pubblico è sfiancante, ma il lavoro serve a pagare le bollette, nonostante il mobbing. Nonostante i clienti che credono di aver tutto dovuto.
Quando si è di fronte ad un commesso, ad un impiegato, ad un operaio, si è anzitutto di fronte ad una persona. A volte potrà essere scortese, o semplicemente trattarti freddamente, ma non si può giudicare da ciò, soprattutto oggi, in quest'epoca dove il lavoro è diventato una merce e nel peggiore dei casi un'arma di ricatto, per di più mal retribuito. Che ne sai che quel commesso che oggi non ti sorride, non abbia appena avuto un lutto, o che abbia appena ricevuto notizia che il contratto per quel lavoro per il quale si è fatto in quattro non verrà rinnovato?
Mai condannare... Tanto verrai giudicato comunque. Ma forse non condannato: qual'ora fossi innocente!
La mia fiducia nella giustizia è ridicola, lo so.

giovedì 6 maggio 2010

CHI PAGHERA' I DANNI?


Ho poco tempo, come tanti, come tutti noi.
Dobbiamo lavorare per risparmiare e spendere, perchè noi piccoli risparmiatori siamo il gregge da tosare dei geni che ci governano.
Altri BOT saranno emessi per "salvare" la Grecia. Che poteva essere salvata prima e con costi minori, ma Merkel aveva i cazzi suoi, aveva le sue elezioni a cui mirare. Il ritardo ha raddoppiato il costo che poi non è nemmeno mortale, salvare certe banche è costato di più.
Lo sguardo miope non è solo italiano, è generalizzato. Si guarda all'immediato, alle elezioni, alla necessità di petrolio.
Grandi parole sull'ambiente e poi si alle trivellazioni. Mister Obama ha superato Bush.
Scajola prima di stupirsi del fatto che qualcuno gli abbia pagato una casa è riuscito ad autorizzare altre trivellazioni mel mar Ionio. 115 piattaforme di ricerca fossile circondano l'Italia, "per fortuna" solo tre cercano petrolio. Le altre il gas.
Ripeto, non ho tempo, ma ne vorrei.
Mi mancano le discussioni con voi, mi mancano le vostre parole.
Ma qui non sono riuscita a stoppare il nervoso, la paura, l'orrore.
L'incidente della Deepwater Horizon è un disastro di proporzioni INAUDITE.
Nessuno aveva LORDATO a meno 1500 metri.
E' la prima volta e non sappiamo cosa succederà.

Vi lascio questo link di Greenpeace.

Dentro potete scaricare un file pdf, semplice e conciso che risponde a sei domande:
1. Un incidente senza precedenti?
2. Una tecnologia all’avanguardia?
3. Mille barili al giorno di petrolio in mare?
4. BP pagherà tutti i danni?
5. Gli ecosistemi torneranno presto alla normalità?
6. Basta usare le migliori tecnologie per evitare questi disastri?

A presto!!

giovedì 22 aprile 2010

Il modello di società imposto


Sono pietrificato. C'è gente che ancora crede che siamo in democrazia!
Addirittura, parlando con molte e varie persone, tutte credono che gli ambienti di lavoro siano luoghi dove regna la democrazia! Cose da pazzi! Ma allora mi chiedo: ma dove vive questa gente? Sono io l'unico sfigato che è capitato in posti dove se non sei perfettamente allineato vieni trattato come una merda? Mi farebbe piacere (essere io l'unico sfigato, ndr), dico sul serio, ma non è così. Credo invece, che tutta la classe operaia, impiegati compresi, siano oggetto di sfruttamento e di vessazione; credo che sia in atto una regressione verso i livelli della metà del 20°secolo, e credo che alla nostra benemerita classe politica non gliene frega una cippa. Anzi, no: gliene frega eccome!
Tuttavia, che non debba essere una democrazia l'ambiente lavorativo, credo sia una cosa giusta in quanto se ogni decisione dovesse essere messa alle votazioni, non si andrebbe avanti col lavoro, e ci si perderebbe in mille discussioni di carattere per lo più personale; ma proprio in quanto non democratico, l'ambiente lavorativo, ha bisogno di una guida gerarchica con competenze certe e, soprattutto, fatta di persone affidabili: esattamente quello che manca. Purtroppo è questo il grave difetto del mondo del lavoro di oggi, vengono cioè mandati avanti personaggi che hanno avuto il loro merito nell'arruffianarsi il loro referente, il quale si guarda bene dal fare una valutazione in base al merito, in quanto, l'inettitudine del primo tornerà vantaggiosa per lo scaricabarile del secondo in caso di necessità. Così va avanti l'affossamento professionale di tutti coloro che osano mettere in discussione la capacità - presunta ma inesistente - del loro "superiore", che prontamente li squalifica a lavori non adatti quando non umilianti e, peggio, fa lo stesso con chi dovesse aiutarli a riscattarsi ma anche solo mostrare loro solidarietà. È qui che dovrebbe entrare in gioco la democrazia, attraverso la costituzione, che implica che una persona non sia diversa giuridicamente da un'altra, e che quindi non debba essere oggetto di violenza discriminatoria per ciò che pensa, e che debba essere messa in condizione di non subire soprusi di alcun tipo: mobbing all'ordine del giorno in tante realtà lavorative.

"Faccia così, dica cosà" tuona la gente, sulle varie problematiche nelle quale si imbatte, pretendendo che la mia voce venga ascoltata dai vertici aziendali. Hanno la testa altrove, evidentemente.
Viviamo in un paese, dove un'impresa esterna che prende in appalto lavori dallo stato, deve aspettare anche anni per essere pagata, con il rischio del fallimento. Lo stato è il primo a dare il cattivo esempio.
Viviamo in un paese dove, chi vuole far bene il suo mestiere, è visto come un rompipalle: si, perché qua in Italia si va' un tanto al metro.
Viviamo in un paese, dove, chi è dovuto emigrare per trovare lavoro, raramente e quasi sempre solo per estrema necessità, vorrebbe ritornare. Viviamo in un paese dove se fai missioni umanitarie, rischi che in caso di necessità lo stato se ne infischi di te. Così come se ne infischia dei lavoratori, lasciando campo libero a tutti i soprusi dei padroni: si, padroni, non più datori di lavoro, ma padroni della nostra vita.
Il modello che si va profilando, per l'Italia, e un po' come quello del Marocco: da una parte gente straricca che vive nel lusso, ville sontuose, macchine sportive, con i figli che frequentano scuole private e che sono distaccati completamente dai problemi di quelli dall'altra parte, quelli che vivono in povertà, stipati in bidonville, che non sanno neppure se arriveranno al giorno dopo, in condizioni di igiene inesistente; in mezzo alle due situazioni estreme, la stragrande maggior parte della gente, di poco al di sopra della soglia di povertà, che vive una vita precaria senza un lavoro sicuro, che manda i figli, con immensi sforzi, alla scuola pubblica, scuola sempre più inefficiente per il continuo taglio del budget a sua disposizione, scuola insufficiente a fornire un'istruzione adeguata a formare individui in grado di contestare la politica, di opporsi alle ingiustizie con cognizione. Dalla scuola pubblica, sempre più, usciranno persone facilmente plasmabili, che si andranno ad aggiungere alla fascia centrale della popolazione da spremere.
Questo è il modello di società che le lobby dominanti vogliono. Lobby economiche, lobby politiche.
Vorrei tanto che la gente non si allineasse: io non l'ho fatto, ed ora sono punito dalla mia azienda. Ma essere in punizione, in questo caso, è un dato positivo. Subisco, ma significa che non condivido la loro gestione delle persone come fossero oggetti. Se ci fosse coesione tra i dipendenti queste cose non succederebbero e, ne sono certo, se ne avvantaggerebbe anche l'azienda. Ma quello che vogliono è la coercizione, il potere di fare ciò che vogliono sulla mente dei dipendenti; in questo caso, essi possono vantare un'impunità maggiore sui torti fatti e sugli incidenti dovuti ad imperizia.
Il degrado delle maestranze, apporta un reale vantaggio economico perché se da un lato ci perde l'azienda sul piano di un cattivo servizio reso da una persona infelice, dall'altro, con il salario misero che pagano, il disinvestimento nelle questioni di sicurezza e la diminuzione sostanziale del rischio reale di un risarcimento per torti subiti dall'operaio, uniamo a tutto questo la speculazione sui beni di consumo che non trovano nessun riscatto dei produttori attraverso la politica di un giusto prezzo (basta pensare a quanto costa in negozio un Kilogrammo di formaggio Parmigiano-Reggiano e quanto costa al produttore farlo: dicesi prodotto civetta), ed il gioco è fatto.
I nostri signori e padroni si arricchiscono sempre più, ci spremono ben bene e poi alla prima occasione ci mollano nel fango. Sindacato dove sei?
Non so negli altri stati, ma in Italia, ormai da almeno due decenni, è venuta a mancare una politica fatta per i lavoratori, a loro tutela, manca un organo di difesa che possa intervenire per lo meno in casi limite di sicurezza e di mobbing - per il quale non esiste ancora una legge! - con pesanti sanzioni e pene certe. Insomma, al momento è un bello schifo.

P.S.
Chiedo scusa a tutto il Bloggodromo (anch'esso latitante!) ma ho avuto seri problemi col computer, e ad un certo punto, ho pure temuto il peggio... Meno male che ho risolto, spero.
Fatevi vivi canaglie!

venerdì 9 aprile 2010

Per non aver problemi


Siamo alle solite.
Ora che Napolitano ha firmato la legge per il legittimo impedimento, si pone la domanda che mette in discussione - per l'ennesima volta - la Costituzione Italiana.
Lo so che sono duro di comprendonio, ma il perché si debba fare sempre, a cadenza quasi regolare da quando c'è il Berlusca, qualcosa di anticostituzionale, non riesco a capirlo. E se lo capisco, non mi va bene. È mai possibile che si dia spazio ad un personaggio simile? Cari miei, ha ragione Travaglio quando dice, nel suo editoriale, che evidentemente, al contrario della legge che modificava l'Art. 18 dello statuto dei lavoratori (che ha respinto senza ravvisarne l'anticostituzionalità!), che non ha firmato, questa sul legittimo impedimento, gli è piaciuta un sacco! Poi non si dovrebbe criticare un presidente così?!? No, dico, siamo all'undicesima legge vergogna che firma in 4 anni! Poi non si dovrebbe credere che siano pappa e ciccia.
Lo ammetto: quando ho saputo che non firmava il ddl sul lavoro, un po' ho esultato. Poco mi importava delle ragioni per cui non lo aveva fatto, riconosco la mia superficialità.

 
Ne emerge una collegamento di intenti che fa presumere il legame Napolitano/Berlusconi lasciando pochi dubbi. Per conto mio, non ne ho.
Un paese allo sfascio. Questo siamo, con il beneplacito della stragrande parte dei nostri fantastici politici.
Proprio in questi giorni, leggo che la TAV costerebbe, senza contare la distruzione del territorio, 4 volte il ponte sullo stretto. Qualcosa come 120 milioni a chilometro(cifra di inizio lavori). Ci ritroveremo l'area devastata ed un debito insanabile. Tanto vale che cominciamo ad arredare un angolo di rovine con qualche cartone e qualche nylon per quando piove. In alternativa potrei cominciare a fare il cecchino con palle di feci, dai palazzi nei pressi di Palazzo Chigi. Vandalo, si, ma per il bene dell'Italia.
Precisando che, essendo io contro ogni forma di violenza, non farei mai una cosa del genere, ecco il vero post:

 
Nonostante la continua denuncia di situazioni al limite del sostenibile, da parte dei lavoratori, nei più disparati settori, le direzioni adottano un comportamento omogeneo: ignorare, fino al limite dell'inoperatività, i problemi che affliggono ora gli strumenti, ora l'operaio, arrivando ad assumere connotazioni d'abitudine consolidate di modus operandi imposte dai vertici dell'azienda. Gli organi di controllo, inesistenti - anche se esistono, ma non si sa a quale scopo, che non sia diverso dall'intascare soldi - non fanno un cazzo per i lavoratori: l'operaio continua a respirarsi merda, a spaccarsi la schiena, l'impiegato continua ad essere sanzionato, a prendersi insolenze non essendo responsabile per disservizi puntualmente segnalati da lui stesso alla direzione, ed a essere punito per situazioni venutesi a creare per insolvenze nella gestione e per averle denunciate al "capetto" di turno.
Consiglio, anche qui, una soluzione drastica: un bel martello!
Se c'è un macchinario o un dispositivo, che non funziona correttamente, ma viene lasciato così perché non si ripara finché non smette di funzionare completamente, col martello si pone fine al supplizio del dipendente infierendo con tenacia sull'oggetto, in modo da rendere necessario, senza dubbi di sorta, l'intervento di un tecnico che ne ripristini la funzionalità. Verrebbe da infierire con la mazza anche sul capo del capo, ma invito a soprassedere per evidenti ripercussioni penali. Fatto sta, che a tutt'oggi, tanti operai ed impiegati, in onor del quieto vivere, si sobbarcano conseguenze anche a scapito della salute, quando non pecuniarie che vanno ad incidere sul già basso salario. Grosso errore: per star bene oggi si sta male per anni! Operai, uniamoci! Cos'è accaduto per cui ci siamo separati a scapito del bene comune? La Manovra! Mi riferisco all'imbarbarimento del sentire comune attraverso lo strumento dei media, il rimbambimento.
Tutto ciò rispecchia - ovviamente - la mentalità popolare di assuefazione al sopruso ("meglio così che peggio!") che ci sta velocemente privando dei diritti ottenuti in decine di anni di lotta sindacale. I sindacati: troppe volte mi son sentito dire dal sindacato" "non svegliare il can che dorme"... Ma siamo noi il can che dorme! Anzi siamo in catalessi! Tra un po' ci seppelliscono vivi! A cosa serve un sindacato, se non a far valere i diritti dei lavoratori? Al momento il sindacato è un apparato inutile, delegittimato anche dalla scarsa adesione che ha in alcuni settori e/o in alcune imprese. A scapito di noi lavoratori, gli imprenditori si stanno facendo loro complici, centinaia di altri operai, con la promessa di chissà quali compensi, che li inducono a trattare i loro pari come fossero merde, promuovendoli a capetti - anche se l'unica attitudine è quella di leccare il culo - in grado di umiliare, senza cognizione di causa, un loro collega che si permetta di dissentire sulla benché minima cosa.
Quello che non hanno capito, è che appena cessano di essere utili allo scopo del loro superiore, essi stessi verranno messi da parte e/o umiliati alla stregua dei loro sottoposti.
Sto sempre più capendo che, a parte quei pochi che mi leggono (lo so che voi siete dalla mia parte o che comunque condividete il riscatto che vorrei per i popoli del mondo!) e quei pochi che leggo, la massa della gente è anestetizzata dalla tv e non gliene frega niente se tanti loro simili, e loro stessi, soffrono per una situazione creata ad hoc da lobby commerciali. Lo scopo è quello di togliere sempre più diritti ai lavoratori per poterli sfruttare sempre più e fare più soldi; soldi che verranno così tolti alla comunità per andare a fermarsi in qualche banca, ad accumularsi, ad arricchire sempre più quel 10% della popolazione mondiale che ha il 40% della ricchezza del pianeta.
Ebbene, do una notizia a quel 10%: non potrete andare avanti così ancora per molto. Ne sono certo.
Mi fermo qua...per ora.