martedì 23 agosto 2011

COSCIENZA COLLETTIVA



Tra i molti libri che voglio finire di leggere (ne leggo sempre 3 o 4 alla volta) c'è "Moltitudine Inarrestabile" di Paul Hawken.

Quel libro, nonostante la diffidenza dell'autore, uno scienziato e imprenditore, è una speranza di coscienza collettiva, ancora non compresa.

James Ephraim Lovelock è uno scienziato inglese che nel 1979 scrisse un libro "Gaia. A New Look at Life on Earth" dove considerava la Terra come un essere vivente. Un libro eccessivamente positivo perché ipotizzava una autoregolamentazione delle temperature del Pianeta.

Che non sta accadendo, anzi.

In questi giorni le ondate di caldo così durevoli nel tempo e nello spazio ricordano a qualcuno che esiste un problema di cambiamento climatico ed esiste IL PROBLEMA del riscaldamento Globale?

E ci va anche bene che queste ondate siano accadute alla fine di agosto, se eravamo a metà giugno o luglio era peggio. Molto peggio.

A qualcuno si, ma non a tutti. C'è che si nasconde e preferisce non vedere.

Chi parla a proposito è smentito a sproposito; pensate che ci sono persone che credono che stiamo andando verso una Glaciazione.

E quelli, i buffoni di corte dei neoliberisti che non intendono mollare nulla di questo Pianeta fino alla sua distruzione totale, chiacchierano della prossima Glaciazione sui media, gli stessi media, come scrissi tempo fa che hanno la bieca banalizzazione come metodo divulgativo anche di dati scientifici quali i dati meteo. Si, abbiamo 10° di temperatura di media in più, ma trattasi di BEL TEMPO.

Il TEMPO UMANO come ben chiarisce il video sopra, è quello dell'HIC ET NUNC, qui e ora.

Quindi non comprendiamo la prima legge della Termodinamica che governa il Mondo e che dice "nulla si crea nulla si distrugge tutto si trasforma" che però ha tempi "planetari" e ignoriamo bellamente anche la seconda legge che parla DI LIMITI alla possibilità di scambi tra materia ed energia ovvero che le condizioni naturali conducono sempre al disordine e alla perdita di informazione. Noi siamo parte di questa legge e lo ripeto perché trovo queste informazioni necessarie.

E' palese il riscaldamento globale perché nel clima temperato italiano si stanno avvertendo sempre maggio "casi" di tropicalizzazione, di "salinizzazione dello coste", di "desertificazione".

Jerome Bruner è un professore alla New York University School of Law ed è uno psicologo esperto di psicologia cognitiva ed forme narrative che sono il modo attraverso il quale gli esseri umani costruiscono ed interpretano la realtà che li circonda.

Greenreport.it l'ha intervistato qui.

In sintesi pare che i giri di giostra di Bill Hicks, la coscienza di stare in questo Mondo e l'ascolto di quegli uomini (pochi e sempre più allontanati se non uccisi) sono spesso obnubilati da atteggiamenti di massa, meccanismi psicologici che impediscono di CAPIRE.

Il riscaldamento globale esiste, ci sono evidenze anche nella vita di tutti i giorni, esiste l'inquinamento ed esiste l'ingiustizia sociale.

A fronte di una presa di coscienza collettiva che secondo me sta allargandosi anche se non è ancora massa critica, ci sono molti individui che ignorano gli allarmi appena descritti.

Vicini di casa, parenti e amici, sembrano diventare muti sordi e ciechi a fronte di queste palesi, oramai, evidenze.

Questa mancanza di volontà nel riconoscere i pericoli a lungo termine per il nostro ecosistema, determinati dalla nostra attuale negligenza o completa mancanza di rispetto delle pratiche di controllo ambientale ha a che fare con due fattori secondo Bruner.

"Il primo fattore è l'arco temporale d'attenzione limitato, tipico della natura umana. Noi esseri umani, in conseguenza di tale limitazione, concentriamo la nostra attenzione sulle questioni immediatamente rilevanti, riguardanti il qui-e-ora e, naturalmente, lo stesso fanno i mezzi di comunicazione, per i quali tutti noi dipendiamo per quanto concerne le notizie. Di conseguenza, viviamo la nostra vita prestando la nostra attenzione ad un arco di tempo e di spazio molto limitato. E questo significa, naturalmente, che siamo relativamente "ciechi" per quanto riguarda sia la storia del nostro passato, che le previsioni per il nostro, distante futuro. Sia la nostra cultura che le nostre tendenze individuali rafforzano queste tendenze."

"Il secondo fattore attiene ad una sfera più individuale. Gli esseri umani sono molto abili ad evitare l'ansia, e lo fanno principalmente tramite ciò che i nostri colleghi psicoanalisti chiamano "negazione" - ovvero tenendo fuori dall'area della consapevolezza tutto ciò che potrebbe destare ansietà. E, naturalmente, gli allarmi riguardanti il deterioramento dell'ecosistema mondiale dovuto alle nostre attuali pratiche industriali suscita molta ansia. Così, ignoriamo tali allarmi, non prestando loro attenzione o dubitando della loro validità. E distruggiamo di conseguenza l'ambiente, che rende possibile la nostra vita."

Bruner spera che si possa evitare questo processo distruttivo anche quotidianamente, occupandosi delle questioni ambientali e mettendo in guardia le persone rispetto ai pericoli ci attendono. Ma Bruner sostiene soprattutto la necessità di una specie di Allarme Mondiale di allarme da farsi con una Conferenza sul futuro del nostro ecosistema a cui dovrebbero partecipare "leader mondiali (politici, scientifici, anche religiosi), per portare l'attenzione del mondo sui pericoli a lungo termine che ci aspettano - davanti al fatto che rischiamo di distruggere il nostro futuro e che dobbiamo cambiare le nostre strade." O magari con un “allarme da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità.”

Io però non sono del tutto convinta che questo metodo sia significativo visto che i metodi e le comunicazioni sono in mano a quei "signori neoliberisti" che probabilmente non amano far scoprire questi fatti.

Le multinazionali del petrolio per esempio non sono preoccupate se non del business.

Non a caso cucirsi addosso una immagine di sostenibilità premia le vendite.


lunedì 22 agosto 2011

ESISTENZA COMMERCIALE






Non credo ci sia nulla da dire dopo aver ascoltato il video di Bill Hicks.


Stiamo attenti allora, pare che tutto possa essere venduto e che tutto si possa comprare.


Una specie di Legge della Termodinamica (all'inverso) dell'Economia:

TUTTO SI VENDE

TUTTO SI COMPRA

NULLA SI TRASFORMA
MA CASOMAI DIVENTA RIFIUTO...


Anche perchè se Gaia riflette la prima Legge (nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma), noi miseri predaci e illogici antropozoi siamo sottoposti ai tempi della seconda Legge, quella sull'entropia, quella che dice che c'è un LIMITE alle trasformazioni di materia ed energia.


Se fosse ancora vivo chissà cosa penserebbe di questa isola dei rifiuti nell'Oceano Pacifico...



venerdì 19 agosto 2011

ISLANDA: PERCHE' NESSUNO NE PARLA?



Ascoltate bene tutto il video.

E' fatto bene.

Parla di un popolo che ha detto con un referendum (vinto al 93%) al capo della Stato Ólafur Ragnar Grímsson (che assomiglia in modo inquietante al leghista Castelli) di non farsi salvare dai falchi del FMI e della BCE (per non perdere sovranità) perchè ciò avrebbe comportato che il debito pubblico accumulato dovesse essere spalmato su tutti i cittadini islandesi per 15 anni con una media di 100 euro al mese.

Hanno deciso COLLETTIVAMENTE di nominare 25 nuovi membri di governo scelti tra oltre 500 candidati che dovevano essere solo maggiorenni, senza tessere di partito (a quanto pare anche lì i partiti son diventati sinonimo di malvagio) e sostenuti da almeno 30 persone.

E stanno redigendo una nuova Costituzione, come si direbbe adesso 2.0, in rete.

SEMBRA UN MIRACOLO.

SEMBRA CHE DAVIDE ABBIA SCONFITTO IL NEOLIBERISTA GOLIA.

SEMBRA APPUNTO.

L'Italia, la Grecia, il Portogallo e la Spagna hanno qualcosa di diverso dall'Islanda. Una prima differenza molto importante è che l'Islanda NON ERA NELL'EUROZONA.

Ma ci sono altre ENORMI differenze che rendono molto difficile tale ipotesi in Italia.

L'Italia rimane una delle più grosse economie del Pianeta e non è un'isola dispersa nel mare, inoltre è abitata da quasi 60 milioni di persone a fronte di una Islanda abitata da circa 320.000 abitanti su un territorio enorme (territorio = risorsa).

Un'isola poco abitata.

Uno staterello periferico direi, beati loro.

Pieno di risorse, forse riesce pure ad essere autonomo, rinunciando a un po' di delizie consumistiche.

Qui, ci sono due economisti che dicono che tale scelta sarebbe fallimentare per l'Italia, e nonostante le loro acute parole non riescono a convincermi del tutto.

Marco Seminerio e Carlo Lottieri.

Punto di riferimento del loro pensiero è l'Istituto Bruno Leoni, assolutamente LIBERISTA, o meglio di matrice neoliberista visto il pensiero individualistico e filoamericano di Bruno Leoni medesimo.

Bruno Leoni seguiva la scuola austriaca di Friedrich Hayek e Ludwig von Mises .

Quella che dice che il mercato genera perfetto equilibrio dei prezzi.

Da Paolo Barnard : “Quella che sostiene che lo Stato deve starsene da parte e non interferire nel Mercato. Quella che ha ispirato tutta la scuola Neoliberista dagli anni ’70 in poi, quella che ha colonizzato i governi, le università, le amministrazioni pubbliche e private, e i ministeri con i loro uomini formati a queste idee. Di fatto SONO I PADRONI DELL’ECONOMIA OGGI, quelli contrari a qualsiasi regolamentazione pubblica del lavoro, della previdenza, delle banche, del commercio. E se lo Stato deve starsene da parte, di nuovo esso NON DEVE SPENDERE a deficit per i cittadini. Gli ideologi odierni principali sono stati gli economisti Gerard Debreu, Kenneth Arrow, Frank Hahn (i Neoclassici), ma anche Milton Friedman, Carl Brunner, Alan Greenspan (i Monetaristi) e gli esponenti della scuola austriaca come Friedrich Hayek e Ludwig von Mises.”

Mario Seminerio scrive anche per il FATTO QUOTIDIANO. Conferma ciò i dubbi su Travaglio esposti anche da Barnard.

Fin da subito i due economisti più su citati ammettono che "l’Islanda non era sistemica. L’esposizione internazionale delle sue banche era comunque gestibile ed assorbibile senza problemi rilevanti da parte dei creditori, come dimostra il fatto che i governi olandese ed inglese hanno coperto l’esposizione dei creditori di Icesave senza problemi."

Insomma è l'Islanda è piccola, periferica e poco fastidiosa.

E si comporta proprio male. Infatti dicono "La decisione del governo di Johanna Sigurdardottir di annullare i debiti esteri è comunque molto grave: sul piano morale e su quello economico. Nella prospettiva etica, è curioso che si metta sotto accusa di continuo lo “speculatore”, che in modo del tutto legittimo compra e vende sul mercato, mentre nessuno ha nulla da dire contro chi letteralmente deruba il prossimo, vivendo al di sopra delle proprie possibilità e poi rifiutandosi di rispettare gli impegni assunti. Se i contribuenti olandesi e britannici si trasformassero in black-block e andassero a Reykiavik per appropriarsi con la forza di almeno una parte di quanto spetta loro, penso che sarebbe difficile biasimarli. Ma è anche una scelta miope, come attestano i pessimi giudizi delle agenzie di rating. Quando ti comporti come l’Argentina, vieni fatalmente considerato un’Argentina: magari tra i ghiacci, ma egualmente inaffidabile."

Islanda falsa e bugiarda, prima ammette i conti online, poi non gliela fa a dare quanto promesso ai poveri onesti speculatori (che potrebbero pure arrabbiarsi e fare i black block andando fin lì, ma caspiterina è lontana questa Islanda e pure fredda) e quindi cambia le regole durante il gioco e li manda a quel paese. Al loro.

L'Islanda è una "illusione ottica, favorita dalle dimensioni trascurabili del paese, ma l’Islanda è stata fortunata."

E pure fanno presagi di morte. Dicono che "non avrebbe dovuto salvare le banche (nazionalizzando le perdite) e ancor meno avrebbe dovuto annullare il debito." Perlomeno loro sono dei VERI ANTISTATALISTI...peccato dirlo adesso.

Poi concludono che "Ora invece il sistema creditizio è in mano alla classe politica ed è facile capire quali conseguenze potranno derivarne. Essere fuori dagli scambi internazionali è grave per tutti, soprattutto entro l’economia globale del nostro tempo, ma credo che sia ancor più tragico per chi si trova in mezzo vicino alla Groenlandia …".

Nulla salverà gli islandesi dall'ostracismo dell'economia mondiale.

Ma magari agli islandesi importa poco.

Divertitevi anche voi a leggere tutto l'articolo, con il qual concordo solo che l'Islanda non sia sistemica (distanza, dimensioni e numero di abitanti lo confermano).

Anche dai loro giudizi di economisti di chiara fama trapela il fatto che ci siano poche vie di uscita, ma loro non spiegano altre motivazioni sul fatto che l'Islanda sia comunque riuscita a fare ciò che ha fatto. uno dei motivi potrebbe proprio essere il fatto che hanno una loro moneta , la corona.

Di sicuro quando leggo o sento parlare gli economisti di chiara fama capisco solo quello che loro vogliono far capire e di sicuro il loro punto di riferimento è a favore del libero mercato e non lo perdono mai di vista.

Occorre ripensare tutto, occorre ripensare il modo di usare questo bellissimo pianeta che è solo una piccola pallina verde blu dispersa nello spazio profondo.

E di sicuro lo si dovrà fare collettivamente, agendo insieme come hanno fatto gli islandesi, magari rinunciando ai vizi obnubilanti che il consumismo creato ad arte dai neoliberisti ci impone affinché si lavori\LAVORI\lavori e si PAGHI\paghi\PAGHI per mantenerli ricchissimi e nullafacenti.

Abbiamo vita breve, perché dedicarla al livore all'odio alla guerra al prossimo e non alla comunicazione all'Amore e all'amicizia?

ED E’ SUBITO SERA (Salvatore Quasimodo - 1936)

Ognuno sta solo sul cuor della terra

trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera.


martedì 16 agosto 2011

I SERVI INCOMPETENTI




IL VIDEO PARREBBE RIGUARDARE SOLO I POLITICI STATUNITENSI.

NON È VERO, RIGUARDA TUTTI I POLITICI OCCIDENTALI E NON, COMPRESI I NOSTRI.

Solo a servi incompetenti e vacui come i nostri governanti poteva capitare di veder arrivare una crisi inaspettata.

Una crisi che da anni è ben presente da chiunque debba lavorare per vivere, ma non da loro, non da chi si accompagna a ladri, papponi e prostitute.

Da oltre diciassette anni troppi italiani si son fatti beffare da un cretino a 32 denti, e il cretino li ha beffati con false promesse di un Eldorado che era qui in ITALY solo fino a due settimane fa e poi, PUFF!, è sparito.

Ma i padroni dell’Euro non trovano così attraente un capo di governo che si rifiuta di vedere la "CRISI" e quindi, in poche sintetiche parole hanno ordinato all’Italia di risolvere il disastro del “debito pubblico”. Come fare, a loro non interessa, a loro interessano i numeri in fondo.

Ecco dunque che a risolvere la crisi deve farlo proprio questa banda di fessi autoreferenziali, e parlo non solo dei rappresentanti del governo.

Ed ecco la "MANOVRA", niente di strutturale casomai la classica manovra neoliberista che loro volevano mollare al prossimo governicchio italiota, ma che adesso sono costretti a promulgare mettendoci la loro insulsa faccia di buffoni criminali.

E siccome sono incompetenti e maligni, cercano di farla usando i soliti mezzi, PIÙ TASSE E MENO SERVIZI, senza toccare gli evasori (commercianti in genere, dai gioiellieri ai macellai, dai gondolieri ai benzinai che si guardano bene di fare denunce superiori ai 55.000 euro, altro che i 90.000 o 150.000 dei dipendenti, che poi, con quelle cifre, sono pochissimi), gli unici che li voteranno ancora.

Il bello è che a votarli son stati proprio i dipendenti e gli statali che adesso vorrebbero appenderli per i piedi. Incompetenti pure quelli, ceto medio nella dizione più stupida, ovvero un ceto che lavora come un povero ma pensa come un ricco, OSSIA UN MEDIO.

Ma i ricchi non lavorano, non lavorano mai, e infatti le uniche promesse elettorali mantenute sono proprio quelle sul non tassare patrimoni e rendite. Meglio i fessi soliti che poi li votano ancora.

RICETTA di facile neoliberismo ma forse potrebbe non funzionare vista LA CRISI.

La riduzione delle spese non può essere solo meno tredicesime, niente TFR, pochi comuni piccoli aggregati (il bello è che loro pensano di risparmiare sulle poche centinaia di euro degli assessorati dei piccoli comuni, magari comuni virtuosi che adesso saranno costretti a unirsi a comuni meno virtuosi, oppure cancellando l’Accademia della Crusca), poche se non zero provincie cancellate (Calderoli mentre elencava i punti della manovra sulle province suggeriva già come evitare la cosa con le due parole “censimento” e “scadenza del mandato”). Poco chiaro, insomma, come si ridurranno i costi della politica.

Eppure aggregare i comuni piccoli per una unica gestione di area vasta sarebbe auspicabile da tempo. Per una migliore gestione ambientale e del territorio. Le partigianerie dei comuni hanno fatto disastri sul territorio, migliaia di inutili zone industriali e migliaia di inutili centri commerciali, seconde case, eccessi di strade e parcheggi che producono solo traffico e via rovinando. Per quei comuni l’ambiente non aveva significato alcuno, e vendere il territorio invece serviva a riempire le casse comunali.

Tagli alla spesa per il rischio idrogeologico che a novembre diventerà cruda realtà in molte zone di Italia, nessun norma a salvaguardia del suolo, delle acque e dell’aria, tutto è calcolo numerico niente riguardo alla giustizia sociale e al benessere, manca etica, manca realismo sociale e manca logica.

Insomma NESSUNA VERA SCELTA POLITICA, la solita minestra.

I politici italiani non sono peggio degli altri paesi, sono semplicemente identici. Sto parlando dei paesi occidentali e della favoletta della democrazia.

La balla elettorale con la quale ammanniscono gli idioti serve a mantenerli a galla ed è SI STA BENE NONOSTANTE TUTTO, ovvero nonostante un ambiente (che ci contiene tutti, ricchi compresi) che sta reagendo alle nostre pressioni in modi sempre più imprevisti e devastanti.

La società degli uomini vive immersa nell’ambiente e l’ideale di crescita perseguito dalla razza umana (una razza predatoria per istinto) mal si combina con le Leggi Universali che governano il Pianeta.

Il potere Politico, gli eletti dal popolo nel mondo occidentale, è sempre più governato dal VERO POTERE, quello di pochi plutocrati che governano il Globo terracqueo.

Questi si sono impossessati delle nostre vite e del nostro futuro tramite politici stolti, incoscienti e senza alcuna idea di giustizia sociale o di lettura della realtà. Ignoranti per conservare i loro privilegi, vigliacchi per mantenerlo.

Il metodo dei plutocrati o capitalisti neoliberisti che dir si voglia è stato fatto con un’arma complessa e difficile da capire al vasto pubblico ed è la deresponsabilizzazione della moneta.

Con Bretton Woods e la successiva fine della riserva aurea fino alla GRANDE IDEA DELLA MONETA UNICA (l’euro per capirci), i padroni del pianeta hanno reso gli Stati più simili a noi semplici cittadini ovvero uno Stato europeo adesso deve chiedere in prestito soldi alla banca centrale per la propria giustizia sociale (per esempio costruire un ospedale o una scuola, o sistemare il dissesto idrogeologico), esattamente come faremmo noi per comprarci una casa.

Uno Stato chiede soldi a privati ricchissimi (alla BCE, banca centrale europea, oppure al FMI) ovvero GLI STATI SI INDEBITANO CON PRIVATI CHE CHIEDONO INTERESSI.

QUESTO È IL DEBITO PUBBLICO.

Non è debito pubblico quello che ogni singolo Stato Sovrano fa nell’emettere moneta. Un Stato vero e democratico, per gestire la collettività e portarla al benessere psicofisico entro un ambiente ecologicamente pulito, usa la moneta come uno strumento di redistribuzione e giustizia sociale, quindi si riprende la moneta con le tasse. Non sono le tasse a permettere la costruzione di scuole, strade, ospedali e parchi ma sono proprio le emissioni di moneta sovrana, mentre le tasse che tutti debbono pagare con quella moneta sono gli stessi soldi che tornano a chi li ha emessi.

Uno Stato così fatto non può avere debito con se stesso.

In tutto il mondo occidentale i politici sono da tempo sottomessi a questi “signori oscuri del male”, nessuno escluso. Non a caso i nostri governanti sono sempre più incompetenti, soprattutto in materia economica. In questo modo stiamo realmente andando verso una fine impietosa passando attraverso danni ambientali che ci faranno soffrire orribilmente.

Olduvai potrebbe essere il destino finale e non saranno tanti a vederlo.

Occorre tornare ai valori dell’uomo come abitante del Pianeta e non dell’antropozoo (per distinguerlo dall’homo sapiens) predatore illogico, insensibile e gretto.



lunedì 8 agosto 2011

NATI PER INVENTARE LA PLASTICA





...per un po' il blog arresterà la sua corsa alla continua trasformazione per prendersi cura di sé e degli autori...



...ma non ci si dimentica dell'argomento....costante...



Esistono i neoliberisti oppure no?



Esiste la vita sul pianeta?




Esiste un vero ambientalista se non conserva dentro di sè un po' di senso della giustizia sociale, e molta, moltissima ironia per non prendersi troppo sul serio?



Un grande, George Carlin, una forza della Natura.



In tutti i fottutissimi sensi.



A presto.

venerdì 5 agosto 2011

NULLA POSSIAMO CONTRO DI LEI




LA SEQUENZA DI FIBONACCI.

POESIA E MATEMATICA.




Come, noi HOMO SAPIENS (così autodenominatosi in pieno regime di autoreferenzialità e di senso di onniscienza) possiamo intuire da questo video, riuscito perchè abbiamo sì, da REALMENTE SAPIENS, sviluppato la MATEMATICA e la ARTI, potremo mai veramente pensare di VINCERE la "guerra" all'Ambiente e alla Natura.




DOMINARE LA NATURA?





Cito Carlo Maria Cipolla che sulla stupidità ha scritto frasi lapidarie:



Fatti:

1. gli stupidi danneggiano l'intera società;

2. gli stupidi al potere fanno più danni degli altri;

3. gli stupidi democratici usano le elezioni per mantenere alta la percentuale di stupidi al potere;

4. gli stupidi sono più pericolosi dei banditi perché le persone ragionevoli possono capire la logica dei banditi;

5. i ragionevoli sono vulnerabili dagli stupidi perché:

* generalmente vengono sorpresi dall'attacco;

* non riescono ad organizzare una difesa razionale perché l'attacco non ha alcuna struttura razionale.



Prima Legge

Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione:

a) persone che reputiamo razionali ed intelligenti all’improvviso risultano essere stupide senza ombra di dubbio;

b) giorno dopo giorno siamo condizionati in qualunque cosa che facciamo da gente stupida che invariabilmente compaiono nei luoghi meno opportuni.

E’ impossibile stabilire una percentuale, dato che qualsiasi numero sarà troppo piccolo.


Seconda Legge

La probabilità che una certa persona sia stupida é indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona, spesso ha l'aspetto innocuo/ingenuo e ciò fa abbassare la guardia.

Se studiamo la percentuale di stupidi fra i bidelli che puliscono le classi dopo che se ne sono andati alunni e maestri, scopriremo che è molto più alta di quello che pensavamo. Potremmo supporre che è in relazione con il basso livello culturale o col fatto che le persone non stupide hanno maggiori opportunità di avere buoni lavori. Però se analizziamo gli studenti ed i professori universitari (o i programmatori di software) la percentuale è esattamente la stessa.

Le femministe militanti potranno arrabbiarsi, ma la percentuale di stupidi è la stessa in ambo i sessi (o in tutti i sessi a seconda di come si considerano).

Non si può trovare nessuna differenza del fattore Y nelle razze, condizioni etniche, educazione, eccetera.


Terza Legge

Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.


Quarta Legge

Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. Dimenticano costantemente che in qualsiasi momento, e in qualsiasi circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.


Quinta Legge

La persona stupida é il tipo di persona più pericolosa che esista.
Questa è probabilmente la più comprensibile delle leggi per la conoscenza comune che la gente intelligente, per quanto possano essere ostili, sono prevedibili mentre gli stupidi non lo sono.




Inoltre il suo Corollario di base: "Una persona stupida è più pericolosa di un bandito" ci conduce all’essenza della Teoria del Cipolla.

lunedì 1 agosto 2011

POCHE E SI DISINTEGRANO VELOCEMENTE


Si sta parlando delle Grandi Civiltà.

Secondo la maggior parte degli storici sono state poche, da un massimo di trenta a un minimo di otto.

Le Civiltà che si riconoscono diverse dalla affiliazioni tribali sono tutte riconoscibili dal fatto che sono Stati, con elite di governo, burocrazie, leggi, tributi e standard di sicurezza.

Altra caratteristica è che il loro "sviluppo" è parallelo all'esistenza di surplus alimentari ed energetici (una volta gli schiavi adesso il fossile): con gli Stati nascono le città, i centri urbani che emanano i "poteri" amministrativi, giudiziari e politici.

Queste civiltà hanno accumulano enormi poteri che si vedono nelle gigantesche organizzazioni istituzionalizzate che li distinguono.

Tuttavia anche queste Civiltà, così potenti e all'apparenza indistruttibili finiscono, spesso velocemente, e di loro non rimane assolutamente nulla.

Un ciclo vitale assimilabile al modello biologico, nascita, crescita, sviluppo nella fase adulta, invecchiamento e morte.

Il Pianeta ha questa Legge e tutto il Pianeta soggiace ad essa.

Si potrebbe dire che ogni Civiltà per svilupparsi e crescere deve lottare contro le leggi energetiche della Termodinamica e di conseguenza la sua Storia è una storia di lotta e soluzioni ai problemi scatenati dalle medesime leggi.
Le Civiltà crescendo diventano sempre più complesse, si specializzano e quindi hanno sempre maggiore bisogno di energia.
La nostra attuale Civiltà tecnologica occidentale divora all'esterno dei propri confini per mantenersi, e la specializzazione tecnica su cui si regge con le nostre stesse energivore città sono l'espressione di una civiltà ad altissimo costo energetico.
Se le spese energetiche per il mantenimento di una Civiltà superano il rendimento si può arrivare al collasso della Civiltà medesima.
Rifkin nel suo libro "Economia all'idrogeno" spiega il funzionamento "termodinamico" dell'Impero Romano che ben può applicarsi alla attuale Civiltà del Petrolio.
Roma parte 200 anni prima di Cristo con le conquiste militari: terre coltivabili, riserve minerarie e schiavi aumentavano il flusso di energia.
Con Ottaviano Augusto, il primo Imperatore Romano (27 a.C.) l'ESPANSIONE territoriale si ferma anchea causa delle prime sconfitte militari.
Roma passa al MANTENIMENTO dell'impero.

Tutta l'energia è utilizzata per la costruzione delle infrastrutture. Le infrastrutture (opere pubbliche quali strade, ponti acquedotti e l'apparato elefantiaco di burocrati e amministratori) costano, e costano sempre di più man mano che si procede nella specializzazione.
E senza l'energia nuova proveniente dalla conquiste di terre e di schiavi l'energia a disposizione costa e costerà sempre di più.

Quindi unica fonte energetica rimasta sono proprio i terreni, IL SUOLO.
Lo sfruttamento del suolo in agricoltura.
Pare che una delle causa profonde di crollo dell'impero romano sia stata la depauperazione dei terreni a causa della ridotta fertilità per uso eccessivo.

I piccoli agricoltori non riescono più a ottenere rendimento sufficiente dal terreno e così si immiseriscono e vanno a ingrossare le schiere dei disperati urbani.
I grandi proprietari terrieri si appropriano a poco prezzo di enormi appezzamenti agricoli e inizia il latifondo. Ma era terreno non fertile e quindi?
Ulteriore depauperamento con l'utilizzo dei terreni a pascolo per l'allevamento del bestiame.
Nelle città i poveri crescono a dismisura e il costo per il loro mantenimento pure.
Pressione energetica insostenibile con l'ulteriore danno di terre, tante terre, che rimarranno incolte.
La Natura si riprende tutto, quindi aree bonificate che tornarono a palude e con le paludi aumentarono gli insetti portatori di malattie.
La diffusione della malaria fu velocissima su una popolazione già immiserita e provata dalla fame.
L'indebolimento dello Stato centrale con la morte di un terzo della popolazione fecero fare a Costantino nel 313 d.C. due atti: la leva obbligatoria e la nascita del colono, antenato del servo della gleba.
Serviva un esercito sempre più forte - ed energivoro - per fermare le bande di barbari ai confini: lo Stato era indebolito.
E serviva energia e quindi si legarono le persone alle terre con la figura del colono: ma era una misura inadeguata e tardiva.

L'equilibrio energetico su cui Roma aveva basato la sua espansione e crescita non c'era più e quindi nel quinto secolo dopo Cristo Roma aumentò la pressione sul proprio patrimonio energetico dando vita a una burocrazia governativa e militare gigantesca (il doppio in un secolo).
Crebbero le tasse ma la popolazione già povera si immiserì e si ridusse.
I confini non erano più sicuri e la capitale passò da un milione a 30000 abitanti nel sesto secolo.
Terre deforestate, suolo esausto ed eroso, popolazione minata nella salute: un non equilibrio che passava dalla Spagna all'Inghilterra, Mediterraneo e Nord Africa.
L'Europa era sfiancata dalla guerra alla legge della Termodinamica attuata da Roma.
L'Entropia, la Seconda Legge della Termodinamica è una inviolabile Legge di natura e deriva dalla Prima Legge della Termodinamica ovvero il principio di conservazione dell'energia (il famoso detto nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma) e vale nei sistemi isolati (il Pianeta è un sistema chiuso e non isolato); potrebbe spiegarsi nel dire che la trasformazione della materia ha un LIMITE ovvero ci sono trasformazioni irreversibili di energia, c'è un ordine nelle trasformazioni (l'energia si trasforma in calore ma mai il contrario, il calore si dissipa).

Insomma c'è un limite e Roma l'aveva toccato.

E l'Europa desertificata dal prosciugamento dell'Impero Romano avrebbe avuto bisogno di altri 600 anni per risorgere.
L'Occidente (a cui l'Italia e l'Europa attuale appartengono) sta depauperando il Pianeta per alimentarsi e sta arrivando al LIMITE.
Senza energia elettrica (che è quella che sto usando adesso per scrivere) capiterebbero una serie inimmabinabile di collassi, probabilmente destabilizzanti del modo di vivere occidentale stesso.
L'effetto di questi collassi scenderebbe a cascata su tutta la struttura tecnologica (sulla quale si appoggiano quelle economiche, sociali e politiche) che si appoggia sulla infrastruttura energetica.
Basata nel 2002 sull'85% da fonti fossili (petrolio, gas e carbone).
Inquinanti, costosi e pericolosi (la maggior parte del petrolio è in mano agli "instabili" paesi del Golfo).
Estrarr il petrolio è costoso per cui le multinazionali diventano sempre meno e sempre più grosse.
Sempre più potenti, e non hanno bisogno di intralci sociali e politici.

Serve il SUPERGOVERNO.
Con la SUPERMONETA.

Intanto si intravedono le prime tracce di pericolose derive di instabilità energetica:
- la stangata federalista dell'agosto 2011 con aumenti di trasporti pubblici, sanità, benzina, assicurazioni auto, frutta e altri alimenti;
-aerei che cadono per imperizia dei piloti ovvero poche spese di formazione tecnica - lo Stato ha sempre meno soldi (disastro aereo Rio-Parigi, imperizia dei piloti).
E altre notizie che spesso passano sottogamba ma che sono un indicatore di caduta nel vortice degli aumenti energetici.
Queste hanno colpito me, ma sicuramente se ne possono trovare altre.

DANIELA